'O sistema, il libro, il film di Matteo Scanni

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19 novembre 2006

di 'O SISTEMA (19/11/2006 - 15:57)

IMPRENDITORE PREGIUDICATO UCCISO NEL CASERTANO

CASERTA - Un imprenditore edile, Cesario Scarano, di 45 anni,di Aversa, pregiudicato per reati contro il patrimonio e la persona e per associazione per delinquere e' stato ucciso questa sera in un agguato tra Succivo ed Orta d'Atella. La Ford Focus sulla quale l'imprenditore viaggiava, secondo una prima ricostruzione del delitto fatta dai carabinieri, e' stata affiancata da una moto di grossa cilindrata con a bordo i due sicari. Contro la vettura sono stati sparati numerosi colpi di pistola che hanno raggiunto Scarano uccidendolo all'istante. I due killer sono poi fuggiti riuscendo a far perdere le tracce. Gli investigatori ritengono che l'ucciso fosse affiliato ad una delle organizzazioni camorristiche che operano nell'aversano e non escludono che possa essere stato eliminato nell'ambito della lotta in atto nella zona tra i clan Caterino e Mazara per il controllo delle estorsioni e dei traffici illeciti. Ma non e' neanche da escludere che l'agguato a Cesario Scarano sia stato deciso all'interno dello stesso clan di appartenenza per uno sgarro. (ANSA).


UCCISO NEL NAPOLETANO, ANALOGIE CON ALTRO DELITTO

NAPOLI - La tecnica dell'omicidio di Pietro Scelzo, il pregiudicato ucciso ieri sera nel centro antico di Castellammare di Stabia, ricalca quella utilizzata per un altro agguato di circa due mesi fa. Proprio come Scelzo, un pregiudicato, Saverio Cataldo venne ucciso ucciso sotto casa, sempre nel rione Santa Caterina, a pochi metri di distanza dal luogo dell'assassinio di ieri sera. I due episodi in se' potrebbero non significare molto, se non per l'area in cui si stanno verificando questi delitti, un feudo del clan D'Alessandro, dove il tasso di criminalita' e' altissimo e il degrado ambientale e sociale altrettanto alto. Cataldo fu ucciso davanti all'uscio di casa, in via Viviani, e anche per Scelzo i sicari hanno atteso che la vittima facesse rientro alla sua abitazione agendo indisturbati. Dal momento che nei vicoli del centro antico non e' possibile entrare o uscire senza essere osservati e ''radiografati'' dalle vedette della camorra, e' quindi appare assai probabile che entrambi i delitti siano stati decisi dal clan predominante. La parentela di Scelzo con il collaboratore di giustizia Tommaso Scelzo resta per gli investigatori una pista possibile, ma tra le voci che circolano piu' insistenti sul conto del pregiudicato, che era stato scarcerato di recente in seguito all'indulto, c'e' quella che porta soprattutto agli ambienti della droga. Il centro antico e' uno dei luoghi dove si svolge l'attivita' illegale dello spaccio, cosi' come nella periferia di via Moscarella e via Savorito. Il modo in cui l'uomo e' stato ammazzato lascia ipotizzare che i sicari fossero stati incaricati di punire uno sgarro nell'ambiente della droga. Ieri sera il centro di Castellammare di Stabia era privo di presidii delle forze dell'ordine. Le strade che circondano il centro antico erano piu' tranquille del solito, mancava il caos che solitamente soffoca la citta' ogni sabato sera. Poi il suono delle sirene ha improvvisamente squarciato il silenzio. Dopo le ore 23 le strade si sono affollate, un'ambulanza era ferma davanti all'ingresso delle Antiche Terme e la gente che sedeva ai tavoli dei ristoranti del centro storico parlavano della sparatoria. Scelzo e' stato ammazzato con almeno sei proiettili che lo hanno raggiunto in varie parti del corpo. Secondo le indagini condotte dal commissariato di polizia di Castellammare di Stabia, la vittima, dopo aver militato nel clan camorristico dei D'Alessandro era passato tra le fila di quello degli Scarpa-Omobono e ora si sospetta che avesse continuato a fare il '''doppio gioco'', con entrambi i clan. Tra le ipotesi, ancora, c'e' quella secondo la quale Scelzo avrebbe cercato di costituire un proprio gruppo criminale, svolgendo un'attivita' che stava ''rompendo la piazza'' dello spaccio di cocaina e marijuana. I precedenti per droga, oltre che per armi, fanno ritenere che quella della pista del controllo dello spaccio di stupefacenti possa essere quindi la piu' accreditata delle chiavi di lettura del delitto. (ANSA).


UCCISO NEL NAPOLETANO; DROGA O VENDETTA LE PISTE

NAPOLI - Scarcerato di recente in seguito all'indulto, ritenuto vicino al clan camorristico dei D'Alessandro, cugino di un pentito al quale avevano gia' ammazzato un fratello: Pietro Scelzo, 45 anni, e' stato ucciso ieri sera in un agguato a Castellammare di Stabia (Napoli). L'uomo e' stato atteso dai suoi killer, in due in sella ad una moto, sotto il portone della sua abitazione nel rione Santa Caterina. I sicari erano decisi a portare a termine la loro missione di morte: a terra, dopo l'agguato, sono stati trovati dieci bossoli. Scelzo e' stato ammazzato con almeno sei proiettili che lo hanno raggiunto in varie parti del corpo. Sul fatto indaga la polizia. Una pista riguarda un'eventuale guerra per lo spaccio di droga, ma non si trascura la parentela dell'assassinato con Tommaso Scelzo, suo cugino di primo grado, pentito di camorra un cui fratello, Guglielmo, fu ucciso due anni fa. E quindi non si trascura l'ipotesi di una vendetta trasversale. Secondo le indagini condotte dal commissariato di polizia di Castellammare di Stabia, Pietro Scelzo, ucciso ieri sera in un agguato nella cittadina stabiese, dopo aver militato nel clan camorristico dei D'Alessandro era passato tra le fila di quello degli Scarpa-Omobono che e' pero' stato sgominato dalle operazioni delle forze dell'ordine. Scelzo, uscito di carcere grazie all'indulto, secondo la polizia, avrebbe cercato di costituire un proprio gruppo criminale sul territorio ma il suo tentativo sarebbe risultato vano. I precedenti per droga, oltre che per armi, fanno ritenere che quella della pista del controllo dello spaccio di stupefacenti possa essere una delle chiavi di lettura del delitto. Ma non si trascura affatto l'ipotesi della vendetta trasversale nei confronti del cugino, Tommaso, pentito di camorra. (ANSA).


CRIMINALITA' NAPOLI: DISTRIBUITE MAGLIETTE, CITTA' E' VIVA

NAPOLI, 19 NOV - ''Napoli e' viva e io la difendo''. Questo il messaggio scritto su oltre 500 magliette distribuite questa mattina durante una manifestazione organizzata in piazza Carita', a pochi metri dal centro antico della citta', da un gruppo di diverse associazioni che operano sul fronte dell'impegno sociale ma anche imprenditori e professionisti. L'iniziativa e' stata organizzata per cercare di accendere i riflettori su quanto di positivo avviene in una Napoli devastata dalle guerre di camorra. In piazza anche esponenti delle associazioni Campaniaviva, Mezza Luna Rossa Palestinese, Unione Italiana terza eta', Associazione italiana cultura e sport, Lotta ricerca per la disabilita' anziani, Engea Campania. Molte magliette sono state indossate da ciclisti e pedoni che hanno attraversato la citta' nel giorno dello stop al traffico per la domenica ecologica. ''Napoli - sottolineano i promotori - non e' un paradiso abitato da diavoli, ma una moderna metropoli europea che ha deciso di rimboccarsi le maniche per uscire da questo momento''. L'appello, rivolto a politica, istituzioni, cittadini, volontariato e' quello di ''respingere le accuse di quanti ritengono vivere e nascere in questa citta' una 'disgrazia'. Disgraziati saranno loro, a non cogliere le mille facce di qeusta citta'''. L'obiettivo e' quello di ''ricreare lo spirito e ridare corpo a quel 'rinascimento napoletano che e' stata la sintesi tra la volonta' di una nuova classe politica di dare una svolta ai destini della citta' e la voglia dei napoletani di rimboccarsi le maniche e farcela da soli''. (ANSA).

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18 novembre 2006

di 'O SISTEMA (18/11/2006 - 15:59)

CONTROMAFIE: PM CASERTA, ACCENDERE RIFLETTORI SU ECOMAFIE

ROMA - Istituire un 416 quater del codice penale per i reati di mafia contro il patrimonio ambientale per dotare la magistratura e le forze dell'ordine degli stumenti necessari per combattere le ecomafie. Questa la proposta che il sostituto procuratore della Repubblica a Santa Maria Capua Vetere (Caserta), Donato Ceglie, ha lanciato oggi a ''Contromafie'', gli Stati Generali dell'antimafia, partecipando al gruppo di lavoro sulla criminalita' specializzata nei reati ambientali. Il pm protagonista di inchieste su traffici illeciti di rifiuti tossici e in prima linea nella battaglia contro le ecomafie gestite dai clan della camorra, ha sottolineato l'urgenza di una normativa piu' dura ed efficace nella lotta a quella che e' diventata una delle attivita' piu' redditizie della criminalita' organizzata: ''E' un aspetto sottovalutato dalle istituzioni, i dati sull'eco-business dimostano volumi d'affari enormi, ma soprattutto rischi altissimi per la salute dei cittadini. E' in gioco il nostro futuro oltre che quello dell'ambiente in cui viviamo e crescono i nostri figli. Occorre accendere i riflettori sui nuovi crimini eco-mafiosi''. Tra le proposte del magistrato campano, quella di istituire ''un 416 quater del codice penale sui reati associativi ambientali per dotare la magistratura e le forze dell'ordine degli stumenti necessari a contrastare un fenomeno allarmante che grazie all'inadeguatezza normativa e una frequente connivenza della pubblica amministrazione sta prendendo piede ormai sul tutto il territorio nazionale''. (ANSA).


CRIMINALITA': SINDACO CASTELLAMMARE, EPISODIO INQUIETANTE

NAPOLI - ''Episodio inquietante che rischia di riportare la citta' ai suoi anni piu' bui''. Lo afferma il sindaco di Castellammare di Stabia in riferimento all'omicidio avvenuto stasera nel centro antico. ''Nessuno immaginava che a Castellammare di Stabia - ha aggiunto - la criminalita' avesse smesso di far sentire il suo peso, anzi proprio martedi' scorso durante il Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza che si e' tenuto a Palazzo Farnese il prefetto di Napoli, Renato Profili, aveva parlato di calma apparente e insieme a tutte le forze dell'ordine abbiamo discusso di un piano ad ampio raggio per contrastare la criminalita' e aumentare la sicurezza. Sono temi fortemente avvertiti da tante parti in citta', come dimostrano le iniziative sulla legalita' di queste ultime settimane. Esprimo piena fiducia nel lavoro degli investigatori che faranno luce su un episodio che sin da ora sembra inserirsi chiaramente in una logica di camorra'. ''Gia' nelle prossime ore - ha concluso - con i capigruppo dovremo concordare la data del consiglio comunale straordinario sul tema che ho chiesto nei giorni scorsi. Da li' dovra' partire il coinvolgimento dell'intera citta', delle sue forze sane, attraverso le associazioni, le scuole, le parrocchie, le forze economiche, politiche e sindacali. Tutti insieme dobbiamo scongiurare il rischio che Castellammare ripiombi nel suo passato peggiore. Davanti alla camorra nessuno giri la faccia da un'altra parte''. (ANSA).

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17 novembre 2006

di 'O SISTEMA (17/11/2006 - 15:32)

NAPOLI - TRE OMICIDI IN POCHE ORE

Liveri, ore 18. I killer in moto individuano l’auto sulla quale viaggiano Luigi e Gerardo Nappi. Fanno fuoco senza lasciare scampo: trenta i proiettili esplosi. Boscotrecase, ore 20. Un’auto scarica il corpo di Umberto Somma davanti all’ospedale. L’uomo presenta una ferita da arma da fuoco alla nuca. Caivano, ore 20.30. In via delle Rose Andrea Vallo ferisce, per motivi di vicinato, Vincenzo Prece. I due sono pregiudicati. Le condizioni del ferito non sono gravi.


  TRENTA COLPI PER UCCIDERE PADRE E FIGLIO

LIVERI - La sequenza di bossoli è impressionante. Sulla Bmw grigia, sull’asfalto a ridosso dell’ufficio postale, sul marciapiede. Trenta colpi per massacrare padre e figlio al rientro a casa. Luigi Nappi, 28 anni, e il padre Gerardo sono cadaveri all’ospedale di Nola. Quando li hanno portati per le cure dei sanitari, le loro condizioni erano già disperate. Il tentativo del 118 di salvarli si è rivelato inutile. Via Cesare Soprano, strada residenziale di pochi metri stretta da pini. La sede della polizia municipale, al lato opposto l’ufficio postale, all’incrocio poco più avanti la merceria «Beautiful». Tutti chiusi a quell’ora, nessuno ha visto. Nessuno può testimoniare. Nel buio umido della sei di sera, Luigi e Gerardo Nappi rientravano a casa. In auto, come sempre. Di ritorno da un adempimento giudiziario cui Luigi era obbligato: la firma alla caserma dei carabinieri di San Paolo Belsito. Retaggio di una condanna e un delitto che, probabilmente, avevano segnato la vita del giovane: l’omicidio di un coetaneo alla festa patronale di Marzano. Dieci anni fa. Dinamica controversa, c’è chi disse che Nappi, all’epoca ancora minorenne, avesse fatto inginocchiare il coetaneo per freddarlo con la pistola. Altri hanno parlato di rissa, con colpo partito accidentalmente. Un contrasto tra bande di giovani per dei complimenti ad una ragazza: marzanesi contro sanpaolesi. Storie passate, con condanna ora al giudizio della Cassazione. Una macchia rimasta per sempre nei precedenti penali di Luigi Nappi. Il padre Gerardo era operaio alla fabbrica nolana «Polo manutenzione sud». Un lavoratore, che viveva a Liveri con la moglie e due figli. Il fratello di Luigi è minorenne. Rientrava in motorino a casa, ha visto l’auto del padre, i carabinieri. Ha capito. Ha abbandonato per strada il suo motociclo ed è corso su. Poi in ospedale con la mamma. I killer erano almeno due. In moto e con il casco che li rendeva irriconoscibili. Un agguato da professionisti. Hanno atteso l’auto, conoscevano perfettamente l’orario del rientro di padre e figlio. Hanno sparato quando la Bmw aveva svoltato per entrare nel garage in discesa, a lato dell’ufficio postale. Gerardo Nappi ha fermato l’auto, c’è stato un tentativo di uscire. Fuggire. Magari nel garage, per scampare agli assassini. Ma chi doveva colpire aveva una missione di morte da compiere. Tanti spari, con almeno tre pistole. I carabinieri del nucleo operativo territoriale, guidati dal maggiore Fabio Cagnazza, hanno individuato bossoli di una pistola calibro nove e di una 7,65. La raffica di proiettili non ha dato scampo alle vittime. Poi, la fuga in moto dei killer. Tutt’attorno, il buio e il silenzio. In quel fascio di strada, solo tre palazzine bipiani. In una c’era l’abitazione dei Nappi. Poi le strutture con le sedi degli uffici pubblici. Nessuna telecamera. Secondo gli inquirenti, il bersaglio dell’agguato era soprattutto Luigi Nappi. Era già sfuggito ad un agguato sette anni fa. Era stato più svelto del killer: gli aveva strappato un fucile a canne mozze ed era subito fuggito. Ieri, di ritorno dalla caserma dei carabinieri, non poteva che essere disarmato. Inerme. Rapporti investigativi definiscono Luigi Nappi, disoccupato e descritto come giovane dal carattere deciso, vicino al clan Cava, il gruppo da decenni in guerra con il clan Graziano in tutta l’area del Vallo di Lauro. Estorsioni, intromissioni nei piccoli appalti locali, clima di intimidazione e rispetto, per una faida di camorra che sconfina in un radicato contrasto tra famiglie e loro amici. Il 18 ottobre scorso, dopo due anni di latitanza, Biagio Cava era finito di nuovo in carcere. Ora l’agguato. Un segnale ai Cava, indeboliti dall’arresto? Per ora sono solo ipotesi d’indagine. Per una faida infinita. Che insanguina tutti i centri del Vallo.


  Chiudi   Colpito alla nuca e scaricato in ospedale

BOSCOTRECASE - Lo hanno abbandonato esanime sul ciglio della strada, nei pressi dell’ospedale civile di via Lenze. Una delle guardie giurate addette alla sorveglianza del presidio sanitario ha notato un via vai sospetto e si è precipitata all’esterno, dando immediatamente l’allarme. Umberto Somma, 35 anni, di Torre Annunziata, un modesto precedente per ricettazione, è stato trasferito d’urgenza al Loreto Mare di Napoli, ma non ce l’ha fatta. Lo hanno freddato con un colpo d’arma da fuoco alla nuca. Una esecuzione in piena regola, dunque. Un segnale inquietante. Ancora sangue sulle strade dell’hinterland vesuviano, anche se, al momento, non è stato ancora individuato il luogo preciso dell’agguato. L’auto dalla quale è stato gettato via il corpo sarebbe una citroen. Difficile stabilire il modello ed il colore, perché la zona, oltre che isolata, è scarsamente illuminata. I carabinieri della compagnia di Torre Annunziata, alle dipendenze del capitano Pasquale Sario e del tenente Valentino Nevosi, giunti sul posto nel giro di pochi minuti, lo hanno identificato tra mille difficoltà. L’uomo non aveva con sé alcun documento di riconoscimento. All’interno della giacca, tuttavia, i militari del presidio di Trecase, coordinati, sul campo, dal maresciallo capo Luigi Marletta, hanno rinvenuto due telefonini cellulari. Le schede sono risultate intestate a persone diverse. Gli inquirenti avrebbero a disposizione pochi elementi per ricostruire la esatta dinamica dei fatti ed il movente. Il colpo alla nuca e la circostanza che il 35enne non avesse uno spessore criminale di rilievo inducono a ritenere che il delitto potrebbe essere maturato nel quadro di un regolamento di conti nel mondo dello spaccio. Somma potrebbe aver commesso qualche «sgarro» pagato con la vita. I carabinieri, comunque, mantengono il massimo riserbo e non lasciano trapelare alcuna ipotesi. Non appena è giunta la notizia, dalla centrale operativa dei carabinieri sono partite tutte le gazzelle disponibili nel tentativo, rivelatosi vano, di individuare il killer o chi ha scaricato il corpo davanti all’ospedale. Quando i tutori dell’ordine sono riusciti a risalire alla identità dell’uomo hanno provveduto ad avvisare i familiari,. La sorella dell’ucciso è stata condotta al Loreto mare per il riconoscimento di rito.


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16 novembre 2006

di 'O SISTEMA (16/11/2006 - 09:16)

RACKET, BASSOLINO, PER CRIMINALI GIUSTE PENE IN TEMPI BREVI

NAPOLI - ''Condannare i criminali e i camorristi a una giusta pena e soprattutto in tempi brevi e' la risposta che lo Stato deve dare per contrastare la camorra e la criminalita' organizzata''. Cosi' il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino a proposito della sentenza di condanna degli estorsori di Silvana Fucito. ''Silvana - ha continuato Bassolino - non e' sola. A Napoli, come dimostra la crescita di iniziative e di associazioni che si oppongono al racket e alla camorra, si stanno moltiplicando le denunce di tante e tante persone oneste che intendono reagire alla piaga del racket. La criminalita' va combattuta su piu' fronti. Decisivo e' avere una giustizia sempre piu' efficace e rapida, e che garantisca una pena certa ai responsabili dei reati'', ha concluso il presidente della Regione. 'Una vittoria di Napoli, dei napoletani e dell'associazionismo antiracket''. Cosi' Silvana Fucito, l'imprenditrice-coraggio di San Giovanni a Teduccio, ha commentato le condanne dei suoi estorsori. ''L'associazionismo antiracket - ha ripreso il presidente dell'associazione 'San Giovanni per la Legalita' - funziona e da' sempre piu' coraggio. Sono tante le richieste che ci pervengono dai diversi comuni della provincia partenopea. Le associazioni antiracket sono la carta vincente per andare contro la camorra e dare un senso sempre maggiore di legalita' alla citta'''. ''La cosa importante della sentenza di ieri e' che abbiamo dimostrato ai napoletani e non solo che siamo un popolo che vuole riemergere e che in tutti i modi stiamo tentando di farlo. Questa sentenza da uno sprone a tutti e dimostra ancora una volta che le istituzioni e le forze dell'ordine sono presenti e che esiste una legge che punisce chi sbaglia'', ha concluso Fucito. 'Questa sentenza rende innanzitutto giustizia ai napoletani onesti che decidono di dire basta ai soprusi della camorra, ma soprattutto conferma che abbiamo avuto ragione ad intraprendere, con lo strumento dell'associazionismo, la battaglia contro il racket che si e' rivelata vincente''. Cosi' il sindaco Rosa Iervolino Russo ha commentato la condanna degli estorsori che, secondo l'accusa, incendiarono il colorificio di Silvana Fucito, imprenditrice di San Giovanni a Teduccio 'rea' di essersi ribellata al pizzo. La Fucito nel 2005 e' stata indicata tra i 37 'eroi' europei della rivista statunitense Time. Le condanne in primo grado sono pari a un totale di 23 anni di reclusione: il boss Ciro Rinaldi e' stato condannato a 8 anni di reclusione, Vincenzo Acanfora a nove e Ciro Di Somma a sei. ''Un processo che e' divenuto simbolo della nostra voglia di ribellarci al malaffare - ha aggiunto il sindaco - nel quale il Comune di Napoli, le associazioni antiracket e tutta la citta' onesta, si sono ritrovati al fianco di Silvana Fucito. Questa sentenza, che accoglie in pieno la tesi emersa dalle testimonianze di questa coraggiosa imprenditrice contro i suoi taglieggiatori, rappresenta una vittoria importante per tutti noi e ci incoraggia a procedere in questo cammino di legalita''. (ANSA).


RIFIUTI: IN 13 ANNI EMERGENZA BUCO DI MILLE MILIONI EURO

ROMA - L'emergenza rifiuti in Campania, nei 13 anni in cui e' stata affrontata con la nomina di un commissario straordinario, ha prodotto un 'buco' di mille milioni di euro: 500 stanziati nel corso degli anni e finiti, nel migliore dei casi, in sperperi e iniziative sbagliate, e 500 di debiti accumulati. Lo sottolinea il presidente della commissione ambiente della Camera Ermete Realacci, parlando di una ''situazione tremenda'', al termine dell'audizione informale del commissario delegato per l'emergenza Guido Bertolaso in cui il capo della Protezione Civile ha illustrato ai deputati la situazione che si e' trovato ad affrontare. ''I dati sono inquietanti - aggiunge il presidente - anche perche' bisogna aggiungere circa 150 milioni di euro di crediti difficilmente esigibili, di cui 60 dal comune di Napoli''. Alla commissione, secondo quanto riferito da Realacci, Bertolaso avrebbe fatto un punto piuttosto chiaro della situazione. ''Il quadro e' pesante, soprattutto per le cose fatte in passato - spiega - presidenti di consorzi che si scambiavano le consulenze passandosi favori, scambi di terreni poco chiari in cui sono state realizzate discariche di ogni tipo''. ''Il problema e' preoccupante'' ammette Realacci che ribadisce la necessita' di restituire alle ''istituzioni elettive'' la responsabilita' dello smaltimento dei rifiuti. Senza contare la presenza costante della Camorra. Il ''settore piu' critico'' su cui la criminalita' potrebbe allungare le mani e su cui occorre la massima vigilanza, dice il presidente, ''e' quello del trasporto'' dei rifiuti. La commissione si e' trovata pero' anche a dover affrontare il nodo dei fondi per consentire a Bertolaso di uscire dall'emergenza ''una volta per tutte'', come ha detto piu' volte il capo della Protezione Civile. Il decreto passato al Senato e ora in discussione alla Camera prevede uno stanziamento di circa 20 milioni di euro per la struttura commissariale, a fronte di una spesa di circa 5 milioni di euro al mese. I soldi bastano dunque per soli quattro mesi ma, visto che si e' dovuto intervenire d'urgenza per arginare l'emergenza, di fatto a fine gennaio e' molto probabile che Bertolaso si trovi senza fondi. E dunque come arrivare a dicembre 2007 dovendo affrontare l'emergenza e allo stesso tempo pianificare il futuro?. ''Cambiare il decreto e' difficile, visti i tempi ridotti - risponde Realacci - Ma stiamo lavorando per risolvere il problema con altri provvedimenti''. Nessuno indica le somme, ma e' probabile che occorrera' quantomeno trovare altri 50milioni di euro, per consentire a Bertolaso di gestire l'emergenza 'ordinaria'. Altro discorso riguarda invece il piano che il capo della protezione civile si e' impegnato a presentare entro la fine dell'anno e che dovra' anche questo essere finanziato. Un piano che punta sostanzialmente alla 'provincializzazione' dello smaltimento dei rifiuti. Ed e' in questo senso che sta lavorando Bertolaso: nei giorni scorsi e' stato raggiunto un accordo con la provincia di Caserta per la realizzazione di una discarica e tra breve potrebbe esserci anche l'intesa con la provincia di Salerno. (ANSA).

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14 novembre 2006

di 'O SISTEMA (14/11/2006 - 10:47)

ARRESTATO FIGLIO BOSS DEL RIONE SANITA'

NAPOLI, 14 NOV - Gli agenti della squadra mobile hanno arrestato stasera Luigi Torino, 27 anni, destinatario di un decreto di fermo emesso in giornata dalla procura di Napoli. Il giovane e' figlio di Salvatore Torino, boss del rione Sanita' ritenuto capo di un clan scissionista, che si e' staccato dall'organizzazione dei Misso (un contrasto al quale sono attribuiti diversi omicidi avvenuti negli ultimi anni) nel centro antico. Il decreto di fermo e' stato emesso dai pm Barbara Sargenti, Stefania Castaldi, Sergio Amato e del procuratore aggiunto Franco Roberti, coordinatore della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Luigi Torino e' accusato di associazione camorristica e di violazioni di leggi sugli stupefacenti. E' stato catturato in un bar di via Pietro Piovani. (ANSA).


ISPEZIONE DEL MINISTERO IM SCUOLA DEL CASERTANO

NAPOLI - Ispezione del ministero della Pubblica Istruzione in un liceo scientifico di San Cipriano d'Aversa (Caserta) dopo un atto di vandalismo registrato sabato scorso, una biglia di vetro scagliata contro una finestra che e' stata perforata senza danni a persone. Ispezione che ha seguito anche le denunce riportate oggi dal quotidiano Avvenire che riconducevano il mancato ingresso di ieri a scuola di una parte della scolaresca alle intimidazioni di alcuni alunni, figli di boss della camorra e desiderosi di imporre la loro legge violenta nell'istituto. ''L'ispezione - afferma il direttore scolastico regionale Alberto Bottino - ha accertato che ieri otto classi su trenta non hanno partecipato alle lezioni per protestare contro il mancato funzionamento dell'impianto di riscaldamento. Risolto il problema, oggi tutti hanno fatto regolarmente lezione, ma posso escludere che vi siano stati condizionamenti di tipo camorristico. Al massimo - sottolinea Bottino - chi conosce la realta' studentesca sa che in ogni classe ci sono degli studenti che piu' di altri sono in grado di influenzare le scelte dei compagni. Ma non per questo possiamo dire che sono figli di camorristi o loro stessi camorristi''. ''A meno che - conclude il direttore scolastico regionale - non ci siano sviluppi di tipo investigativo da parte delle forze dell'ordine, dal nostro punto di vista il caso e' chiuso''. (ANSA)

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12 novembre 2006

di 'O SISTEMA (12/11/2006 - 10:46)

BLITZ CC IN ABITAZIONI CLAN SCISSIONISTI

A CASAVATORE 70 PERQUISIZIONI E 17 PERSONE DENUNCIATE

(ANSA) - NAPOLI, 12 NOV - Blitz dei carabinieri in quello che e' considerato il quartier generale del clan degli ''scissionnisti'' a Casavatore, nel napoletano. Perquisizioni e denunce sono state messe a segno nel complesso popolare di via Gianbattista Vico, gia' teatro della faida di camorra tra i Di Lauro e i cosiddetti ''scissionisti''. I carabinieri della compagnia di Casoria, insieme al personale delle Compagnie d'intervento operative della Sicilia e della Toscana e con il supporto di due squadre dei Vigili del Fuoco di Napoli, hanno effettuato 70 perquisizioni per blocchi di edificio. Si e' proceduto a censire gli occupanti degli immobili e a rimuovere 19 ostacoli fissi: vale a dire inferriate, cancelli di ferro e grate metalliche apposte abusivamente sugli ingressi di cortili annessi agli edifici per ostacolare il rapido intervento delle forze di polizia. Diciassette persone, 5 donne e 12 uomini, sono state denunciate in stato di liberta' per aver realizzato strutture abusive. Un 38enne e' stato denunciato per la omessa custodia di alcune armi da lui regolarmente detenute che sono state sequestrate a scopo cautelare (5 fucili calibro 12 e 107 cartucce, un fucile calibro 32 ed una pistola calibro 7,65 con sei cartucce). Inoltre sono state sequestrate 17 targhe automobilistiche, i cancelli e le inferriate messe abusivamente ed un sistema a circuito chiuso per video sorveglianza. Le attivita' hanno riguardato le abitazioni di vertici, affiliati ed esponenti di spicco degli scissionisti operanti a Casavatore. Un pregiudicato 42enne domiciliato al corso Europa e' stato denunciato per aver realizzato strutture abusive (gli e' stato sequestrato un impianto a circuito chiuso per video sorveglianza installato sulle scale di accesso all'abitazione). (ANSA).


INIZIATIVA UNIVERSITARI CONTRO CAMORRA

DOCUMENTO STUDENTI FEDERICO II

NAPOLI - La cultura per combattere la violenza. Mercoledi' 15 novembre all'inizio di tutti i corsi dell'Universita' Federico II di Napoli sara' letto un documento redatto dal Consiglio degli studenti di Ateneo contro la violenza. L'iniziativa e' stata presentata questa mattina dagli studenti dell'ateneo federiciano alla presenza del rettore Guido Trombetti. ''Gli studenti, oltre 100 mila, rappresentano il motore della cultura - spiega Walter Corrado rappresentante degli studenti - ed e' proprio da questo che deve partire la riscossa della citta', dalla cultura''. ''Questa iniziativa e' stata promossa dagli studenti e fatta propria dal Consiglio di ateneo - spiega il rettore Guido Trombetti - La criminalita' e la violenza si combattono con la legge e con le Forze dell'Ordine. Ma a Napoli c'e' un grande problema culturale ma la violenza urbana e' patologica nelle grandi citta' in Inghilterra come in Francia. Qui quello che piu' colpisce e' l'atomizzazione dei comportamenti illeciti che vanno dalla sigaretta fumata nei luoghi dove e' proibito al mancato uso del casco. E questi comportamenti hanno una radice culturale, le regole si rispettano e si interviene con la diffusione delle buone prassi in prospettiva. La scuola, la famiglia, l'universita', la politica, tutti devono fare la propria parte con uno sforzo comune''. ''Dove ci sono gli studenti la criminalita' non c'e' - aggiunge Trombetti - e allora dobbiamo incrementare queste iniziative''. Accanto alla lettura del documento gli studenti promuoveranno anche una serie di incontri e conferenze all'interno delle facolta'. (ANSA).


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11 novembre 2006

di 'O SISTEMA (11/11/2006 - 12:27)

PREFETTO MANGANELLI: FIDUCIOSO, CI SARANNO MIGLIORAMENTI

 NAPOLI - "Torno a Roma soddisfatto. Ho avuto conferma di quello che già sapevo". Coså il vicecapo della Polizia, Antonio Manganelli, a chiusura della sua visita, che ß durata poche ore, a Napoli. Il prefetto è giunto nel capoluogo campano ieri, dopo aver parlato con il capo della Polizia, Gianni De Gennaro, per poter valutare il lavoro degli agenti dopo la sigla del 'piano per la sicurezza'. Manganelli si è detto ottimista rispetto ai risultati che il Patto possa avere per Napoli e la sua Provincia: "Non è un fuoco di paglia e questo non è uno spot. Riteniamo di poter continuare su questa strada. La ricetta migliore - ha proseguito - è la somma di tutti gli elementi, coså come si faceva con il terrorismo". Il vicecapo della Polizia, che questa mattina è stato nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, dove era in corso un controllo straordinario, ha fatto riferimento alle perquisizioni a blocchi di edifici che, in questi giorni, si stanno effettuando sul territorio. Manganelli si è detto soddisfatto che la Polizia stia dando "un volto deciso, fermo e determinato. Un atteggiamento tenace e sereno ma non invasivo. Sono venuto a vedere, e ho constatato, che qui c'è il rispetto delle persone anche quando si effettuano le perquisizioni". "Sono fortemente fiducioso dei miglioramenti - ha detto Manganelli -. Occorre una sicurezza partecipata ossia tutti, ognuno nel rispetto dei propri ruoli, dobbiamo contribuire per l'intento comune. La sicurezza partecipata deve essere non più esclusivamente delle Forze dell'ordine e della Magistratura, ma anche delle altre istituzioni, della scuola, del mondo delle associazioni. Ritengo, però - ha continuato Manganelli - che la nostra parte la stiamo facendo in modo dignitoso". Rispetto all'ondata di criminalità e violenza che sta attraversando Napoli e la sua Provincia, il vicecapo della Polizia che, per un periodo, è stato anche questore di Napoli, ha commentato: "Ritengo di aver vissuto tempi più complicati. Sono arrivato qui mentre era in atto una guerra di camorra. Questa è una realtÖ dove si deve cercare di fare squadra". Manganelli ha anche colto l'occasione per parlare dei suoi colleghi che prestano servizio in città affermando di aver incontrato "personale motivato che conosce il mestiere". Questa fiducia è dettata anche dal potenziamento di mezzi che sono già arrivati o che, a breve, giungeranno in città. Oltre al primo blocco, costituito da 59 nuove volanti, sono arrivate altre 80 macchine. A queste si aggiungeranno a breve 70 moto, numero che verrà rafforzato da altre 30 unità. In città sono arrivati anche sette camper che rappresentano una sorta di presidio mobile posizionato in diversi quartieri della città. Il vicecapo della Polizia ha anche sottolineato l'importanza del poliziotto di quartiere che dovrebbe avere proprio il compito di stringere rapporti di fiducia e di collaborazione con i cittadini. Un ruolo molto diverso da quello che spetta, invece, alle volanti che non rappresentano strumenti di prevenzione, ma di pronto intervento.


PADRE ZANOTELLI: EMERGENZA NON SICUREZZA MA CENTRI FITNESS

ROMA - "Altro che camorra, qui la vera emergenza sono i centri abbronzatura". Questo l'appello che il padre comboniano Alex Zanotelli, animatore del movimento pacifista, lancia dalle pagine di Vita non profit magazine in edicola da oggi. "L'emergenza sicurezza è una balla", dice Zanotelli dalle pagine di Vita non profit magazine, in edicola da oggi. Il settimanale del terzo settore dedica la copertina a un'inchiesta sulle realtÖ sociali attive nel capoluogo campano. Zanotelli, dopo l'esperienza nella discarica di Korogocho in Kenya, da tre anni abita in un piccolo basso nel cuore del rione Sanità. "Qui vivono 67mila, ma non c'ß ná un asilo nido e nemmeno una scuola media. E poi mi vengono a parlare di esercito". Per Zanotelli, la vera sfida per il governo "è quella dell'eduzciazione perchá le ragazze si stanno trasformando in veline e i ragazzi sognano solo le moto". Ma quello che colpisce Zanotelli è lo straordinario boom dei centri di bellezza: "è incredibile, ma ormai alla Sanità i negozi più diffusi sono i solarium". Niente esercito quindi? "Se proprio lo vogliono mandare, lo mandino a bonificare il triangolo della morte, fra Acerra, Nola e Marigliano. Lå sotto ci sono tonnellate di rifiuti alla diossina che presto faranno molte più vittime della camorra".


TANTI STUDENTI PER DIRE NO ALLA CAMORRA

NAPOLI - Oltre mille ragazzi hanno affollato il teatro Trianon del quartiere Forcella di Napoli. Un altro centinaio non sono riusciti ad entrare all'interno della struttura che, da alcuni anni, ß stata restituita alla città. Tutti insieme per dire no alla camorra per la manifestazione indetta oggi dagli studenti partenopei. Tanti gli interventi dal palco, soprattutto di ragazzi di ogni età, ma anche il presidente del Consiglio comunale, Leonardo Impegno, ed il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino. La proposta che è emersa dopo un'intera mattinata di confronto ß stata quella di istituire un Forum dei giovani proprio per dire no alle violenze e alle sopraffazioni di ogni tipo. "Tanti ragazzi sono pronti a diventare sentinelle della legalità, segnalando le illegalità, anche piccole, a cui assistono - ha detto Andrea Pellegrino, presidente dell'Associazione degli studenti napoletani contro la camorra - è importante che si diffonda la cultura della legalità e della partecipazione il che non significa fare la spia, ma non fare lo struzzo nascondendo la testa sotto la sabbia per paura".


CRIMINALITA' NAPOLI: STOP LEZIONI AD ATENEO FEDERICO II

NAPOLI - Stop alle lezioni accademiche all'universita' Federico II di Napoli, per pochi minuti, il prossimo 15 novembre: per dire no alla camorra e alla criminalita'. L'iniziativa, ''Ora parlo io'', e' stata organizzata dal consiglio degli studenti di ateneo dell'universita' Federico II di Napoli. Il 15 novembre le lezioni di tutta l'universita' si fermeranno per alcuni minuti: un modo per dire no al dilagare della criminalita'. In tutti i corsi, poi, verra' letto un documento contro la camorra elaborato dal consiglio degli studenti dell'ateneo federiciano, con il quale ''verra' ribadita la volonta' di contrapporre il sapere alla violenza''. (ANSA).



CASERTA, 30MILA EURO PER USO SOCIALE DI BENI CONFISCATI

NAPOLI - Con la firma del protocollo d'intesa tra la Provincia di Caserta, l'associazione 'Libera' e il comitato 'Don Peppe Diana', è stata sancita la nascita dell'Osservatorio provinciale sull'uso sociale dei beni confiscati alla camorra. Dalla giunta provinciale di Caserta ß stato deliberato, infatti, di destinare fondi per 30mila euro al progetto. "L'iniziativa servirà a realizzare una serie di attività di animazione territoriale, che faranno conoscere le opportunità offerte dalla legge anche nell'ottica della creazione di nuova occupazione", ha detto l'assessore provinciale alla Legalità, Lucia Esposito. Tra i risultati attesi a medio termine rientra anche la possibilità di dare lavoro, attraverso progetti di riutilizzo dei beni confiscati, sul modello di quanto giÖ fatto in Sicilia e in Calabria dove, sui terreni dei boss si coltivano ortaggi e si produce pasta.


ARRESTATO PRESUNTO ASSASSINO CANTANTE NEOMELODICO 

NAPOLI - Renato Tortora, 27 anni, di Maddaloni (Caserta), ß stato arrestato perchá gravemente indiziato per l'omicidio di Antonio Invito. L'omicidio del cantante neomelodico avvenne lo scorso 22 ottobre ad Acerra, nel napoletano. L'uomo, 36 anni, era da poco uscito dalla sua abitazione quando fu avvicinato da uno sconosciuto che gli esplose un colpo di pistola nell'occhio destro. Il proiettile gli trapassò il cranio e gli fuoriuscå dalla nuca. Nonostante un intervento chirurgico, Invito, però morå la mattina del 23 ottobre scorso. La scorsa notte gli agenti della squadra mobile di Napoli e del commissariato di polizia di Acerra, hanno catturato Tortora in un lussuoso complesso rurale nelle campagne di Maddaloni. Il presunto assassino, che ha gàÖ precedenti di polizia, risiedeva in un appartamento che era stato messo a disposizione da un ingegnere elettronico. Al momento dell'arresto, Tortora era in compagnia di una donna, la cui posizione ß ancora al vaglio degli inquirenti. Secondo gli investigatori il delitto scaturå in seguito ad un conflitto esistente tra le famiglie camorristiche operanti nell'area acerrana, nella cui orbita gravitano sia Tortora che il defunto Antonio Invito.


PARROCO DI SCAMPIA: COLLUSIONI TRA POLITICA E CAMORRA 

NAPOLI - Accuse di presunte collusioni tra politica e camorra sono quelle lanciate da don Aniello Manganiello parroco di Santa Maria della Provvidenza del rione Don Guanella, a Scampia. Il parroco ha preso la parola durante il comizio, in corso nella galleria Umberto I a Napoli organizzato da Alleanza nazionale contro la criminalità e il governo Prodi. Il sacerdote, parlando alla folla di simpatizzanti del partito ha elencato i problemi che, da anni, attanagliano il suo quartiere: rifiuti, camorra, droga e usura. Tutte emergenze di cui è saturo l'intero rione. Don Manganiello, rivolgendosi a chi lo ascoltava ha poi concluso il suo intervento affermando che, come ogni buon cristiano, lui "continua a sperare".


BASSOLINO, C'E' GRANDE MOBILITAZIONE

NAPOLI - Il messaggio emozionante di Benedetto XVI, ''l'intensa vicinanza'' del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, il sostegno dell'ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, la speranza manifestata nella lettera del cardinale Crescenzio Sepe: Antonio Bassolino sottolinea che in questi giorni e nelle ultime ore, sul capoluogo campano, c'e' una mobilitazione che coinvolge tutti i livelli della societa', dai cittadini comuni alle massime autorita'. Il presidente della Regione ne ha parlato nel corso di una intervista rilasciata alla emittente locale Telecapri. ''E' stata una grandissima emozione sentire il messaggio del Papa, la sua benedizione alla citta' - ha detto il presidente della Campania - cosi' come davvero e' forte il messaggio che il cardinale sta dando la sua lettera e' di una straordinaria forza: la lettera che richiama anche il sangue di San Gennaro: quello e' un sangue di speranza, a differenza invece dal sangue che viene versato per una camorra che ferisce la citta' ''. Bassolino si e' soffermato in un passaggio sulla vicinanza mostrata dal Quirinale, sottolineando ''l'intensita' con la quale ogni giorno, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, segue le vicende della citta', vicino a tutto cio' che si muove, che spinge positivamente, come ha fatto ancora in queste ore con il messaggio ai giovani agli studenti napoletani''. Per il governatore e' un ''grande fatto positivo che a muoversi si sia in tanti''. ''Questi tanti devono ancora aumentare - ha aggiunto - la mobilitazione deve essere forte, per far vedere a tutti che Napoli e' fatta di tante cose: che noi non nascondiamo niente, e che pero' e' sbagliato far vedere di Napoli sempre e soltanto certe facce. Noi che conosciamo tante facce positive della citta', sappiamo che potranno prevalere le parti positive di questa citta' ''. ''E' questo l'appello - ha concluso - che noi facciamo a tutti i napoletani, e a tutte le forze che vogliono bene a questa citta' ''. ''Io mi auguro che in Parlamento, sui temi della sicurezza e del funzionamento della giustizia, si trovino le risorse indispensabili, e che ci sia, su sicurezza, giustizia e Mezzogiorno, la possibilita' di un accordo, e di decidere assieme''. Antonio Bassolino, nel corso di una intervista rilasciata alla emittente locale Telecapri, auspica che la collaborazione fra enti locali ed esecutivo centrale sia un ulteriore elemento di ''differenza rispetto al centrodestra''. ''Assieme - ha continuato il governatore - per decidere anche dove andare a tagliare risorse, per spostarle dove servono di piu' su sicurezza, funzionamento giustizia, e Mezzogiorno''. Bassolino ha insistito sugli sforzi compiuti dalle amministrazioni locali: ''Le istituzioni locali hanno preso parte attivamente al piano per Napoli: abbiamo messo a disposizione, anche se non ci competeva, risorse finanziarie importanti per consentire allo Stato di adempiere meglio alle sue competenze, in materia di sicurezza e di ordine pubblico''. ''Come Regione abbiamo adoperato risorse europee per informatizzare il Tribunale - ha detto ancora il governatore - adesso la Procura della Repubblica ci ha chiesto di fare ancora la nostra parte, per informatizzare gli uffici; non ci spetterebbe, ma lo faremo, perche' i temi della sicurezza, del migliore funzionamento della giustizia sono essenziali in una citta' come Napoli''. In un passaggio dell'intervista, Bassolino si e' soffermato sulle soluzioni all'emergenza nel breve e nel lungo periodo: ''Bisogna andare avanti anche sui temi del lavoro e dello sviluppo'', ha detto. Per il governatore, ''lo Stato dovra' avere il polso fermo e la mano dura contro i boss della camorra, e, come si e' ripreso a fare, bisogna andare nei fortini e nei santuari della criminalita' organizzata, a Napoli a Casal di Principe, in tante zone, in tanti quartieri, e farlo con determinazione''. ''Al tempo stesso - ha concluso - dobbiamo impedire che ragazzi di 16, 17 e 18 anni possano andare ancora di piu' nelle file della camorra, e per impedirlo conta molto la scuola. Noi stiamo anche investendo per tenere tante scuole aperte nel pomeriggio''. (ANSA).


CONTROLLI CC A SCAMPIA, ARRESTI PER DROGA

NAPOLI - I carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno eseguito un servizio di controllo straordinario nel quartiere di Scampia, all'interno delle ''case dei puffi'', cosi' chiamate perche' di colore blu come i personaggi dei cartoni, piazza di spaccio di droga gestita dalla camorra. Nella operazione sono stati impiegati circa 400 militari appartenenti a comandi dell'Arma dipendenti dal Reparto Territoriale di Napoli e carabinieri dei Battaglioni Campania, Lazio e Sicilia messi a disposizione nell'ambito del piano per la sicurezza di Napoli, nonche' unita' cinofile, artificieri Antisabotaggio e un elicottero del 7ø elinucleo di Pontecagnano (SA). Agli interventi ha partecipato anche una squadra di Vigili del Fuoco. I carabinieri hanno arrestato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio Giacomo Forte, 24 anni, Francesco Niutta, 36, Diego Baratto, 20, attualmente agli arresti domiciliari. Sono stati sequestrati 60 grammi di marijuana, 40 di eroina e 30 di cocaina nonche' 3.000 euro ritenuti provento della attivita' di spaccio. Sono stati inoltre arrestati Giuseppe Guadagno, 22 anni, Francesco Murro, 20, e Marco Reina, 30. Ai tre sono stati sequestrati complessivamente 30 grammi di eroina, 40 di cocaina e 600 euro. Si e' proceduto infine all' abbattimento ed alla rimozione di ostacoli (grate, cancelli e lamiere) collocati illegalmente per ostacolare l'intervento delle forze di polizia. (ANSA).


CORTEO AN,PRETE SCAMPIA DENUNCIA DEGRADO

NAPOLI - Un parroco del quartiere Scampia, don Aniello Manganiello, ha preso la parola nel corso della manifestazione, promossa da An, contro la finanziaria e per la legalita', che si sta svolgendo a Napoli alla presenza del presidente nazionale di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini. Il parroco ha denunciato i problemi che da sempre assillano il quartiere alla periferia nord di Napoli. Usura, droga e camorra: sono queste le emergenze di un intero rione che, a giudizio del sacerdote, vuole pero' riscattarsi. Don Manganiello ha parlato anche di presunte collusioni politica-camorra ma, poi ha aggiunto, come ogni cristiano ''io continuero' a sperare''. (ANSA).


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10 novembre 2006

di 'O SISTEMA (10/11/2006 - 10:41)

A CASERTA NASCE OSSERVATORIO SU USO BENI CONFISCATI

CASERTA - Un osservatorio provinciale sull' uso dei beni confiscati e' stato costituito, oggi, a Caserta. E' il frutto di un protocollo d'intesa firmato dalla Provincia di Caserta, dall'associazione ''Libera'' e dal comitato ''Don Diana''. ''Nella seduta odierna della Giunta - ha sottolineato il presidente della Provincia di Caserta, Sandro De Franciscis - abbiamo deliberato lo stanziamento dei fondi per il progetto, pari complessivamente a 30 mila euro tra l'esercizio in corso e il bilancio 2007. Un atto concreto per ribadire che quella della legalita' e dell'apertura alle realta' positive che operano sul territorio e' la strada che il nostro Ente vuole continuare a seguire''. ''L'iniziativa servira' a realizzare una serie di attivita' di animazione territoriale, che faranno conoscere le opportunita' offerte dalla legge sull'uso sociale dei beni confiscati - ha spiegato l'assessore provinciale alla Legalita', Lucia Esposito - monitorando, d'intesa con la Prefettura e l' agenzia del Demanio, lo stato di tali beni in provincia di Caserta anche nell'ottica della creazione di nuova occupazione''. Davide Pati, responsabile dell'Ufficio beni confiscati dell' associazione ''Libera'' ha, invece, spiegato che tra i risultati attesi a medio termine rientra anche la possibilita' di dare lavoro attraverso progetti di riutilizzo dei beni confiscati, ''sul modello di quanto gia' fatto in Sicilia e in Calabria, dove sui terreni dei boss si coltivano ortaggi e si produce pasta col marchio di Libera Terra''. ''Per noi - ha sottolineato il rappresentante di Libera - la collaborazione con le istituzioni e' fondamentale: vogliamo far diventare la provincia di Caserta una Terra di Lavoro vero, garantito e legale''. Il protocollo d'intesa e' stato firmato nella sala Giunta della Provincia, dal presidente Sandro De Franciscis, dal responsabile dell'ufficio beni confiscati di Libera, Davide Pati, e dal coordinatore del Comitato ''Don Diana'' e referente provinciale di Libera, Valerio Taglione, con la partecipazione degli assessori provinciali alla Legalita', Lucia Esposito, e alle Politiche del lavoro, Enrico Milani.


INCHIESTA,CAMORRA RICICLA IN AGENZIE INTERINALI

BOLOGNA - Denaro proveniente dalle attivita' illecite della camorra verrebbe ripulito con l'apertura di agenzie per il lavoro interinale a Parma e provincia. E' questa l' ipotesi che sta alla base di un'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Bologna coordinata dal Pm Valter Giovannini e condotta dal Gico della Guardia di finanza, che vede quattro persone indagate per riciclaggio aggravato e che mercoledi' - ma lo si e' appreso solo oggi - ha portato a una serie di perquisizioni tra Napoli, Parma e provincia e Reggio Emilia. Le indagini sono ancora in svolgimento e la Procura antimafia di Bologna e' abbottonata. Da quello che si e' appreso, comunque, tutto ha preso avvio dal ritrovamento nell'agosto 2003 del cadavere di Salvatore Illuminato, trentanovenne napoletano residente a Medesano (Parma), il cui corpo, seminudo e in avanzato stato di decomposizione, venne scoperto a Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna, chiuso nel bagagliaio della Fiat Stilo della moglie. L'autopsia accerto' che l'uomo era morto per una overdose di cocaina. Secondo le indagini, il corpo doveva essere trasferito da Parma al napoletano ma successe qualcosa che costrinse a lasciare l'auto con il cadavere a Casalecchio, non lontano dall'autostrada. Gli accertamenti sulla personalita' di Illuminato e anche sui rapporti familiari hanno indotto il Pm Giovannini ad un approfondimento. Sono risultate le societa' di lavoro interinale (tutte ovviamente lecite) legate a un parente di Illuminato e ad altri campani residenti in provincia di Parma. A loro volta queste persone abitanti in Emilia hanno rapporti familiari con soggetti indagati o che sono stati indagati in passato perche' collegati alla camorra. Le societa' di lavoro interinale per essere avviate necessitano di somme consistenti e fideiussioni bancarie. Le persone che l'hanno avviata hanno comunque redditi non elevati. Gli accertamenti, basati anche su intercettazioni telefoniche, hanno portato alla scoperta di trasferimenti di somme di denaro, mai molto ingenti ma molto frequenti, fatte da persone di Napoli con rapporti con la criminalita' organizzata, verso Parma. Le perquisizioni hanno portato al sequestro di una cospicua documentazione. E' stato accertato che tramite l'agenzia interinale veniva trovato lavoro anche ad alcuni pregiudicati. Il principale indagato, legato da rapporto di parentela ad Illuminato, vive e lavora in provincia di Parma. Ha un reddito di circa 25mila euro all'anno, ma vive in una casa con piscina e nel garage aveva una Ferrari e tre Suv, tra cui un Touareg Volkswagen e una Porsche Cayenne. A Napoli a casa di un altro degli indagati sono stati sequestrati 20.000 euro in contanti. In un'altra perquisizione, questa volta a Reggio Emilia, a casa di una persona non indagata per riciclaggio, ma che ha rapporti economici con uno degli indagati, e' stata trovata una pistola con matricola abrasa. Ora vengono fatti accertamenti sulla provenienza. E ancora, a Parma, nell'abitazione di un'altra persona non indagata, sono state trovate due microspie da utilizzare, un microfono direzionale e altro materiale elettronico. (ANSA).


POLIZIA IRROMPE IN FORTINO BRONX

NAPOLI - Nessuna tregua: si susseguono i blitz delle forze dell'ordine per evitare, come annuncio' il ministro Amato in occasione della presentazione del piano 'Napoli sicura', che ci siano santuari della camorra. Oggi c'e' stata un'irruzione della polizia a San Giovanni a Teduccio, in quello che viene considerato un fortino in quartiere del Bronx napoletano, alla periferia orientale della citta'. L'operazione che ha portato allo smantellamento dei cancelli di protezione di case di pregiudicati e di parti comuni di edifici per impedire l'accesso alle forze di polizia (ne sono stati rimossi 10) e' stata effettuata alla presenza del vice capo della polizia, il prefetto Antonio Manganelli in visita a Napoli. L'intervento e' stato concentrato, in particolare, in via Taverna del Ferro, nella zona di edilizia popolare conosciuta proprio come il 'Bronx'. Sono stati impiegati 250 agenti di vari reparti della Polizia, nonche' unita' cinofile e personale della Scientifica e del VI Reparto Volo. Sono state effettuate 42 perquisizioni domiciliari nel corso delle quali e' stato arrestato un 71enne, Ciro Soraggio. Sul tetto di un edificio, inoltre, in una busta di plastica, sono stati trovati una pistola mitragliatrice Uzi e numerose cartucce. Per rendere possibile la rimozione dei cancelli, hanno partecipato alle operazioni le squadre dei tagliatori dei vigili del fuoco, insieme con la polizia locale, personale del Comune e dell'Asia addetto al trasporto del materiale rimosso. Manganelli, dopo aver presenziato al blitz, si e' spostato negli uffici della Questura di Napoli dove ha incontrato (come peraltro aveva gia' fatto ieri) dirigenti e rappresentanti delle organizzazioni sindacali. Al centro dei colloqui il patto per Napoli sicura. ''Vado via fiducioso - ha detto alla fine Manganelli incontrando i giornalisti nell'ufficio del questore Fioriolli - sono stato qui per registrare le prime mosse del patto; certamente non abbiamo ricette miracolose''. Il vice capo della Polizia e' convinto del fatto che ''le istituzioni devono mostrare il loro volto in maniera decisa, devono essere presenti con determinazione ma non in maniera invasiva''. E comunque, stiano 'tranquilli' i camorristi, le operazioni avviate ''non sono un fuoco di paglia, non sono uno spot. Nessuno ha la ricetta miracolosa, ma la ricetta migliore e' la somma di tanti interventi''. L'attenzione per Napoli si concretizzera', ha annunciato Manganelli, anche con l'invio di altri mezzi. Oltre alle nuove volanti che sono gia' state assegnate e quelle in arrivo da destinare a commissariati periferici, la Questura di Napoli avra' a disposizione anche 70 moto che potranno essere impegnate nel controllo dei vicoli. ''Per fronteggiare la criminalita' - ha concluso Manganelli - c'e' bisogno che ognuno faccia la sua parte fino in fondo per realizzare quella che viene chiamata la 'sicurezza partecipata'. Noi la nostra parte gia' la stiamo facendo''. (ANSA).


NAPOLI, STUDENTI CONTRO CAMORRA,TEATRO GREMITO

NAPOLI - Una molletta, di quelle che ancora servono per stendere i panni bagnati al sole, e' il simbolo di una mobilitazione giovanile contro la camorra: significa infatti ''non mollare''. Non sono sufficienti i posti del teatro Trianon di Forcella, nel rione popolare di Napoli, che ha ospitato la manifestazione promossa dagli studenti per elaborare idee e iniziative nel percorso che la citta' dovra' affrontare contro la criminalita' organizzata. Un successo innanzitutto di ''folla'': oltre mille i ragazzi accorsi dalle scuole del capoluogo campano, in un teatro di 600 posti, e il risultato e' che molti restano fuori in attesa di unirsi successivamente a chi e' riuscito ad entrare. In platea il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino ed il presidente del Consiglio comunale, Leonardo Impegno, fra i promotori dell'iniziativa. Sul palco moderatore degli interventi dei ragazzi don Tonino Palmese, il presidente dell'Associazione Libera. (ANSA).


STUDENTI IN CAMPO,NOI SIAMO DI PIU'

NAPOLI - Il legame con la citta' sembra illeso, c'e qualcosa di forte, che va oltre la tentazione mediatica, nei simboli, negli slogan, nei gesti con cui gli studenti napoletani hanno manifestato oggi contro la camorra a Napoli, incontrandosi al 'Trianon' di Forcella, e riempiendolo fino all'ultimo posto. Loro erano mille anche se potevano starcene 600, nel teatro quartiere di Annalisa Durante. L'idea e' quella della 'molletta', accessorio della cartolina popolare della citta', quella che si usa per stendere i panni al sole: attaccata oggi al bavero della giacca, al colletto di una camicia, diventa metafora di tenacia e ostinazione, 'non mollare'. Di fondo, una convinzione: ''Noi siamo piu' di loro, riprendiamoci la citta'''. C'e' il sostegno del Quirinale: Giorgio Napolitano chiede che gli si conservi una mollettina e scrive al presidente del Consiglio comunale, Leonardo Impegno, promotore dell'iniziativa. ''Resto convinto - dice il Capo dello Stato - che la partecipazione democratica e l'impegno dei cittadini e delle forze sociali, in sintonia con l'operare concreto delle Istituzioni e delle istanze di governo, ad ogni livello, rappresentino la sicura base su cui puo' poggiare una rinnovata capacita' di intervento e di soluzione per i tanti, antichi mali della citta'. E' con questo spirito che confermo il pieno sostegno e vi chiedo di tenermi in serbo la 'mollettina' diventata simbolo di questa volonta' concorde''. Sfilano studenti delle scuole di tutta Napoli e delle universita', moderati da don Tonino Palmese, dell'associazione Libera. L'indice puntato in aria: ''Domani o ci chiamera' la camorra per dirci di stare a casa buoni, o ci chiameranno le istituzioni per chiedere un tavolo con le associazioni''. In prima fila il sindaco, Rosa Russo Iervolino, in prima fila, attenta. La pretesa e' che questa moltitudine, nelle file ordinate del teatro, produca proposte. Ne escono fuori due: la carta della legalita', idea di don Luigi Merola, il parroco di Forcella; e il Forum dei giovani per il Comune di Napoli, proposto da un ragazzo di Pompei. Alla fine c'e' l'indirizzo telematico - forum.govani@comunenapoli.it - anche se il forum ancora non esiste. I ragazzi si fanno ascoltare: ''Cambiamo ora'', perentoria, Ilenia (scuola Villari), parte leggendo e prosegue a braccio. ''Non e' possibile che il sabato sera abbiamo paura di uscire perche' ci rapinano per un cellulare. Non e' possibile avere paura di uscire con il proprio ragazzo, avere paura di lanciare uno sguardo alla fidanzata di qualcuno pericoloso''. Qualcuno lancia la manifestazione del 17 novembre, in piazza Mancini per la giornata degli studenti. ''Non voglio essere sfrattata dalla mia citta', ci credo ancora. Lasciateci fare, dateci ascolto, dateci qualcosa da fare'': dice Gaia, di Studenti contro la camorra, associazione che riunisce 3000 giovani della provincia. Ci sono anche quelli di Contracamorra, che inseguono i colleghi palermitani: ''Entro Natale speriamo di avere 3000 adesioni per il progetto di consumo critico'', spiega Pasquale Pugliese. Il consumo che vuole lasciare vuoti i negozi i chi paga il pizzo. Parla Luca (Liceo Labriola), e poi: ''Ora Lascio simbolicamente questo palco, per dire che non e' qui che dobbiamo parlare, ma nelle scuole, nei centri di aggregazione, a casa, a lavoro''. ''E' veramente bello che siano i giovani a dire 'non molliamo'. - ha commentato il sindaco - abbiamo voluto che questo messaggio arrivasse anche all'Italia del Nord, a tutta Italia. Sul Corriere della Sera, su Repubblica, su Il Mattino c'e' il manifesto dei ragazzi''. E' molto ''contento'' Impegno. A sua volta un giovane, il piu' giovane d'Italia nel suo ruolo, che risponde a chi punta il dito sulla classe dirigente: ''Siamo in un momento di difficolta'. Avremo tempo per affrontare e discutere dei limiti, degli errori e delle cose positive, che in questi 13 anni abbiamo fatto. Lo dovremo fare con serieta'. Quando in una citta' ci sono 8 morti in 8 giorni pero', non e' il momento delle divisioni e della individuazione delle responsabilita'. Ora dobbiamo lavorare''. (ANSA).

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9 novembre 2006

di 'O SISTEMA (09/11/2006 - 08:55)

A SCAMPIA E SECONDIGLIANO PRESENZA FISSA PS

ROMA - ''A Scampia e Secondigliano e' permanente la presenza delle forze dell'ordine''. Lo ha detto il ministro dell'Interno Giuliano Amato, intervenendo in commissione Affari Costituzionali al Senato sull'emergenza criminalita' a Napoli. Amato ha pero' spiegato che la forza del piano sara' nella sua ''continuita''. ''Non dobbiamo dare alla camorra -ha spiegato- la sensazione che 'a da passa' a nottata'


CONTROLLI IN QUARTIERI NAPOLI E COMUNI NORD

NAPOLI - E' in corso da questa mattina un vasto servizio di controllo straordinario dei carabinieri nei quartieri di Secondigliano e Ponticelli a Napoli nei complessi popolari ''case celesti'' e ''rione De Gasperi'' e nei comuni di Qualiano e Sant'Antimo, a nord del capoluogo campano. Nell'operazione, effettuata in rioni popolari ormai divenuti piazze di spaccio gestite dalla camorra e in comuni che negli ultimi giorni sono stati teatro di efferati omicidi, sono impiegati circa 400 militari e quelli messi a disposizione nell'ambito del ''Piano per la Sicurezza di Napoli'', oltre a unita' cinofile antidroga ed elicotteri del 7ø elinucleo di Pontecagnano (Salerno). (ANSA).


POLIZIA SEQUESTRA BENI PER 1 MLN EURO NEL NAPOLETANO

NAPOLI - Gli agenti della Sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali della Questura di Napoli, nell'ambito di una indagine di natura patrimoniale, tesa all'aggressione dei patrimoni di mafia, hanno eseguito oggi, in collaborazione con personale del commissariato di polizia di Afragola, un decreto di sequestro di beni, per il valore di circa un milione di euro, emesso dal Tribunale di Napoli (sezione per l'applicazione misure di prevenzione) nei confronti di Antonio Vaccaro, di 42 anni, attualmente latitante, organicamente inserito nel clan camorristico Falanga, capeggiato da Falanga Giuseppe detto ''O' Struscio'', egemone nella gestione delle attivita' criminose esercitate nel territorio del Comune di Torre del Greco. Vaccaro e' stato condannato il 23 giugno 2006, dall'Ufficio del Gip presso il Tribunale di Napoli, alla pena di anni quattro di reclusione per i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso e minacce aggravate dal fine di agevolare le attivita' della cosca mafiosa di appartenenza. Da indagini svolte, emerge che il ruolo ricoperto da Vaccaro e' inserito nei cardini dell'operativita' del clan Falanga, in particolare, alla gestione ed al controllo di apparecchiature di videogiochi, attivita' che garantiva un sistematico afflusso di risorse finanziarie nelle casse dell'organizzazione. (ANSA).


PROSEGUONO CONTROLLI IN AMBITO PATTO SICUREZZA

NAPOLI - Dalle prime ore della mattinata la polizia di Stato sta operando in zona Caivano, in particolare nel Parco ''Verde''; parallelamente i carabinieri sono intervenuti a Ponticelli e nelle ''case celesti'' di Secondigliano. Nelle prossime ore l'intervento delle forza dell'ordine interessera' le aree di San Giovanni Barra per la polizia di Stato e Qualiano per i carabinieri. Si tratta di servizi straordinari di controllo del territorio nelle aree piu' a rischio della citta' e della provincia che vengono eseguiti nell'ambito delle misure adottate per il ''Patto della sicurezza dell'area metropolitana'' di Napoli. Sta proseguendo, inoltre, l'azione di contrasto allo spaccio di stupefacenti in zona Scampia da parte delle forze dell'ordine. Gli agenti stanno presidiando le ''piazze di spaccio'' con controlli estesi anche agli avventori, al fine di scoraggiare gli acquisti e danneggiare pesantemente i guadagni della camorra sul traffico di droga. Tale azione, tesa a ridurre la liquidita' finanziaria dei clan camorristica dell'Alleanza di Secondigliano e Scampia, viene verosimilmente quantificata in un mancato illecito guadagno di circa 7 milioni di euro mensili. (ANSA).


CRIMINALITA' NAPOLI: A SCAMPIA, 19 ROSE ROSSE PER POLIZIA

NAPOLI - Un fascio di rose rosse ed un biglietto con scritto ''Ringrazio la polizia e lo Stato'': l'iniziativa e' di un anziano residente nel quartiere di Scampia, a Napoli. Il fascio di diciannove rose rosse e' stato recapitato ieri sera al personale del corpo di guardia del Commissariato Scampia, per ringraziare dell' impegno profuso nel quartiere e per la vicinanza alla gente onesta. Nel quartiere - teatro lo scorso anno di una sanguinosa faida di camorra - da alcuni giorni sono in corso i servizi straordinari di controllo previsti dalle misure adottate per il ''Patto della sicurezza dell'area metropolitana'' di Napoli. (ANSA).


CONTROLLI A SECONDIGLIANO E AL RIONE DE GASPERI

NAPOLI - I carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno effettuato all'alba un servizio di controllo straordinario nei quartieri di Secondigliano e Ponticelli, all'interno delle ''Case celesti'', ritenute una delle piazza di spaccio gestita da elementi della camorra, al rione De Gasperi, roccaforte del clan camorristico dei Sarno. Nella operazione sono stati impiegati circa 400 uomini appartenenti a Comandi dell'Arma dipendenti dai Reparti Territoriali di Napoli e Castello di Cisterna ed i Carabinieri messi a disposizione nell'ambito del piano per la sicurezza di Napoli varato alcuni giorni fa dal ministro Amato oltre a unita' cinofile Antidroga, artificieri Antisabotaggio ed elicotteri del 7ø elinucleo di Pontecagnano (Salerno). All'operazione hanno partecipato alcune squadre dei vigili del fuoco di Napoli. I carabinieri hanno arrestato in flagranza per furto aggravato, ricettazione e danneggiamento aggravato un cittadino tunisino, 43 anni e un algerino, 37 anni, entrambi sorpresi mentre rubavano l'autoradio di una autovettura in sosta e trovati in possesso di altra autoradio provento di furto e di un coltello a serramanico del tipo proibito. I carabinieri hanno proceduto alle perquisizioni per blocchi di edificio al rione De Gasperi e nelle ''Case celesti''. Sono state effettuate 60 perquisizioni domiciliari estese anche alle pertinenze delle case controllate ed alle aree circostanti utilizzate come nascondigli di droga e refurtiva. Sono stati censiti gli abitanti per verificare la legittimita' della loro presenza. Sono stati tratti in arresto 4 cittadini della ex Jugoslavia (2 uomini e 2 donne che vivevano in alloggi abusivi) ritenuti responsabili di violazione alla normativa sulla immigrazione essendo gia' stati espulsi dal territorio dello Stato italiano senza avere ottemperato ai relativi provvedimenti. Durante le attivita' di perquisizione, svolte anche con l'abbattimento e la rimozione di ostacoli fissi apposti illegalmente per ostacolare l'intervento delle forze di polizia, sono stati sequestrati 150 grammi di eroina nascosti in un anfratto in spazio condominiale e 10 scatoloni contenenti migliaia di siringhe che sarebbero state consegnate ai tossicodipendenti insieme alla droga. In 40 tombini ispezionati in piazzetta De Gasperi e nei giardini delle case celesti sono state trovate complessivamente circa 600 bustine gettate probabilmente dai tossici. Un sofisticato impianto di videosorveglianza con microcamere e' stato sequestrato nella casa di un noto pregiudicato e capo clan del rione De Gasperi trovato in possesso di due coltelli del genere proibito. Una scheda contraffatta per la ricezione di trasmissioni televisive satellitari e' stata sequestrata nel rione De Gasperi nella casa di un noto pregiudicato, appartenente a clan, attualmente detenuto in Francia. Due uomini sono stati tratti in arresto per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. Infine, sono finito in manette un uomo di 65 anni, perche' raggiunto da ordine di carcerazione della Procura di Sanremo per spaccio in concorso di stupefacenti, e due giovani di 26 anni con l'accusa di evasione dagli arresti domiciliari. (ANSA).


FORZE ORDINE IN AZIONE,ANCORA BLITZ

NAPOLI - L'azione di contrasto alla criminalita' non si ferma. Polizia e carabinieri anche nella giornata di oggi, cosi' come previsto dal Patto per la sicurezza a Napoli, hanno compiuto nuovi blitz, tornando in quelle che sono definite le principali ''piazze di spaccio''. E segnali di ringraziamento giungono alle forze del' ordine: un anziano ha inviato un fascio di rose rosse ringraziando per l'opera svolta. Controlli e arresti sono stati eseguiti a Caivano, in particolare nel Parco ''Verde'' dalla polizia; contemporaneamente i carabinieri sono intervenuti a Ponticelli e nelle ''case celesti'' di Secondigliano. E ancora a San Giovanni Barra, a Qualiano, a Sant'Antimo. Centinaia di uomini impegnate nel setacciare ogni angolo ma soprattutto per dimostrare, come ha detto il questore di Napoli, Oscar Fioriolli, nel corso di una conferenza stampa tenuta in prefettura insieme ai comandanti provinciali dei carabinieri e della guardia di finanza, Gaetano Maruccia e Francesco Bottillo, e al prefetto di Napoli, Renato Profili, che ''non ci sono oggi, come non ci sono mai stati, santuari della camorra''. Insomma, non esistono localita' inviolabili. Polizia, carabinieri e finanzieri, anche grazie ai rinforzi che sono stati assicurati dal Governo, torneranno all' attacco nei prossimi giorni, con colpi inferti su piu' fronti, con un' azione persistente in quelle che sono definite le aree di maggiore crisi. Lotta ai grandi clan, anche con indagini patrimoniali per intercettare e sequestrare gli ingenti capitali che sono spostati da un capo all'altro del mondo, ma anche alla criminalita' predatoria, a quella di strada, che colpisce tutti. Nel mirino pero' restano innanzitutto i clan che trafficano droga, che realizzano affari milionari, il cui controllo ha scatenato le recenti guerre tra i gruppi presenti in citta' ed in provincia. A Napoli, secondo una stima delle forze dell' ordine, vi sarebbero almeno 14 ''piazze dello spaccio'' dove i pusher venderebbero fiumi di droga a giovani provenienti da ogni angolo della provincia, con guadagni che vanno, in media, dai 30 ai 50 mila al giorno. Un pusher arrestato viene presto sostituito dalle organizzazioni con un altro rapidamente assoldato ma il colpo piu' grave, hanno spiegato gli investigatori durante la conferenza stampa, e' quando - anche con la presenza fisica delle forze dell'ordine - si impediscono ai clan di fare affari, di incassare fiumi di denaro. Le forze dell'ordine vogliono far sentire ai clan il fiato sul collo: nei quartieri dove sono stati eseguiti i blitz sono stati rimossi cancelli e ostacoli, messi dai clan proprio per cercare di ritardare l'azione delle forze dell'ordine. Nelle ''Case Celesti'', a Secondigliano, alla periferia nord occidentale di Napoli, qualcuno aveva issato due grande bandiere della pace tra due palazzi per impedire agli investigatori di identificare con riprese video e foto i gestori della piazza di spaccio. E cosi' mentre malviventi e fiancheggiatori si mostrano sempre piu' insofferenti alla presenza delle forze dell'ordine, la gente onesta apprezza e ringrazia le centinaia di carabinieri e poliziotti che pronti a battere, ogni giorno, nuovi colpi. Al commissariato di Scampia, quartiere che negli anni passati e' stato scenario di una sanguinaria faida tra i fedelissimi di ''Ciruzzo o milionario'' e i cosiddetti ''scissionisti'' (alcuni uomini del clan che decisero di mettersi in proprio) per controllare il mercato della droga, un anziano cittadino ha lasciato al corpo di guardia un fascio di rose rosse ed un biglietto con scritto: ''Ringrazio la polizia e lo Stato''. (ANSA).


CRIMINALITA' NAPOLI: FORZE ORDINE, PRESSIONE FIACCA I CLAN

NAPOLI - Da Caivano al quartiere Sanita', da San Giovanni a Teduccio spingendosi fino a Torre Annunziata. Comuni della provincia e quartieri della citta' di Napoli, ogni giorno, sono passati al setaccio da centinaia di uomini delle forze dell'ordine. Blitz che hanno portato all'arresto di alcune decine di persone, al sequestro di ingenti quantitativi di droga, all'abbattimento di sistemi di protezione (inferriate, sistema di videosorveglianza a circuito chiuso e persino dossi artificiali lungo le strade) posti dagli uomini dei clan per poter svolgere in ''sicurezza'' le loro attivita'. Sono questi i primi risultati del ''patto della sicurezza'' per Napoli, sottoscritto nei giorni scorsi, e che ha portato all'aumento degli organici di polizia, carabinieri e guardia di finanza illustrati nel corso di un incontro, tenuto dai vertici locali delle forze di polizia e dal prefetto Renato Profili, oggi negli uffici della prefettura di Napoli. Per il questore Fioriolli il lavoro, intensificato in queste ore, testimonia ''che non ci sono, e non ci mai stati, i santuari della camorra''. Le forze di polizia stanno riproponendo strategie di intervento per far sentire agli uomini dei clan il fiato sul collo: perquisizioni a blocco di edifici, presenza fisica ma anche sofisticate indagini patrimoniali, finalizzate a prosciugare i conti correnti di capi e di gregari. Non e' stata trascurata, pero', in queste ore l'azione di contrasto alla criminalita' predatoria: azioni mirate per contenere scippi e rapine. La polizia sta attuando l' accorpamento di alcuni commissariati per rendere, come ha spiegato il questore Fioriolli, ''piu' visibile la presenza lungo le strade'', mentre l'Arma dei carabinieri sta lavorando all'attivazione di un nuovo reparto territoriale a Torre Annunziata, un reparto che abbia competenza su piu' compagnie della zona dove verra' privilegiata l'attivita' di intelligence. Al momento si stanno valutando alcune soluzioni logistiche a medio-lungo termine anche se non viene escluso che lo stesso reparto possa trovare, gia' tra qualche mese, ospitalita' presso la sede di Torre Annunziata. Per il colonnello Francesco Bottillo, comandante provinciale della Guardia di Finanza, e' necessario proseguire sulla strada che porta a prosciugare i patrimoni finanziari dei clan: ''Un lavoro complesso che ci porta ad inseguire ingenti flussi di denaro che rimbalzano da una parte all'altra del mondo''. (ANSA).


CRIMINALITA'NAPOLI:VIA CAMPAGNA GIOVANI SENTINELLE LEGALITA'

NAPOLI - I giovani come sentinelle della legalita'. E' questo lo slogan e la proposta concreta della manifestazione che si terra' domani mattina al Teatro Trianon di Napoli alle ore 10 promosso dall'Associazione Studenti contro la camorra e alla quale prenderanno parte gli studenti di Napoli e provincia. I giovani incontreranno i rappresentanti delle istituzioni ma - sottolineano gli organizzatori - saranno loro i protagonisti della giornata. ''Ascolteremo quello che hanno da dire - spiega l'assessore provinciale di Napoli all'Agricoltura, Francesco Borrelli - in quanto sono le nuove generazioni la vera risorsa che abbiamo. A Napoli e provincia oltre il 40% della popolazione appartiene alle fasce piu' giovani e sono loro che devono diffondere la cultura della legalita'''. ''Gli studenti che hanno aderito all'iniziativa sono tantissimi - spiega Andrea Pellegrino, presidente dell'associazione studenti contro la camorra - domani nel corso dell'incontro a cui partecipera' anche il presidente del Consiglio comunale, Leonardo Impegno, lanceremo la proposta delle sentinelle della legalita': ogni giovane della provincia di Napoli dovra' collaborare al ripristino della cultura della legalita' denunciando anche le piccole illegalita' alle quali assistono quotidianamente''. Inoltre, a dicembre partira' il nuovo questionario anticamorra promosso dall'associazione ed e' gia' attivo anche un blog all'indirizzo www.studentianticamorra.blog.kataweb.it dove e' possibile conoscere tutte le attivita' dell'associazione. ''Inoltre - ha concluso Gaia Trunfio, vice presidente dell'associazione - nel piano preparato dal Governo e firmato con i rappresentanti degli enti locali si e' fatto riferimento anche a bandi del servizio civile specifici per trovare volontari da impiegare in progetti per la legalita' nelle periferie''. ''Intanto - aggiunge Borrelli - il primo impegno della nuova Commissione antimafia deve essere a Napoli. Chiedero' ai parlamentari che saranno chiamati a far parte della Commissione di scegliere Napoli come sede del loro primo impegno per dare un segnale forte di vicinanza del Governo e del Parlamento e ai partiti chiedero' di scegliere nella commissione tra persone campane che conoscano il fenomeno della camorra''. (ANSA).


DON CIOTTI AI GIOVANI, SIATE CORRESPONSABILI DEL CAMBIAMENTO

BOLOGNA - Don Luigi Ciotti, presidente del Gruppo Abele, e' intervenuto a Bologna al Compa, il Salone europeo della Comunicazione Pubblica e dei Servizi al Cittadino e alle Imprese, per affidare ai ragazzi delle scuole una parola: ''liberta' ''. L'incontro, intitolato 'La legalita' e la solidarieta' cominciano da me', rientrava nel progetto speciale 'Compa e la Scuola', ed e' stato introdotto da Flavia Franzoni, a nome dell'Iress. ''La legalita' non e' il nostro obiettivo perche' non e' un valore in se', ma lo e' la pratica che traduce concretamente il legame tra responsabilita' e giustizia'', ha spiegato don Ciotti. Una pratica che necessita di una saldatura tra cio' che viene richiesto allo Stato e la responsabilita' dei singoli. Lanciando cosi' la seconda parola chiave dell'incontro: ''corresponsabilita' ''. Citando don Puglisi, Ciotti ha voluto chiarire ai ragazzi come parlare nelle scuole sia fondamentale per combattere l'identita' mafiosa, ma anche ricordare che non bisogna fermarsi alle parole e ai cortei. E come perdere la liberta' sia un rischio che tutti corriamo ogni giorno. Al di la' dei fenomeni come mafia e camorra, i pericoli si nascondono nei messaggi che entrano nelle nostre case, quotidianamente, ''che insegnano che cio' che conta e' l'apparire, e' il potere. Allora il rispetto delle regole deve partire dalla quotidianita'''. Ai ragazzi, che piu' volte ha voluto abbracciare con forza, lanciando dal microfono la frase ''voi siete meravigliosi'', ha lasciato tre auguri. ''Siate analfabeti'', affinche' non si sentano mai arrivati e mantengano sempre la curiosita' di studiare e approfondire. ''Siate inadeguati'', affinche' sappiano prendere le distanze dall'orizzonte di immagini che ci bombardano attraverso i media. Poi ha augurato il ''diritto alla rabbia'', indicando in questa un sentimento umano, ma anche un modo di agire e di reagire di fronte alle ingiustizie. ''La rabbia e' un atto d'amore, perche' ti arrabbi per le cose che ami - ha detto don Ciotti - non basta l'indignazione, che ormai e' diventata una moda''.


DROGA: NAPOLI, TELONI DELLA PACE PER PROTEGGERE I PUSHER

NAPOLI - Due grandi bandiere della pace, alte almeno una decina di metri, sono stati rimossi dai carabinieri nel corso di un blitz alle ''Case Celesti'' di Secondigliano, quartiere alla periferia occidentale di Napoli. I due drappi, secondo hanno accertato gli investigatori, erano stati issati per impedire agli stessi carabinieri di effettuare riprese video e fotografie per identificare quanti nel corso della giornata si alternavano nella gestione di una delle principali ''piazze'' dello spaccio del