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4 gennaio 2006
di 'O SISTEMA (04/01/2006 - 17:02)
RIFIUTI E ESTORSIONI, ARRESTATO AVVOCATO CASERTANO
NAPOLI - Un avvocato-imprenditore, Cipriano Chianese, di 56 anni, di Parete (Caserta), e' stato arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa, estorsioni e violazione di sigilli, nell'ambito delle attivita' di smaltimento illecito di rifiuti condotte dal clan dei Casalesi. Nei suoi confronti il gip del Tribunale di Napoli Umberto Antico, ha emesso una ordinanza di custodia cautelare su richiesta dei pm della Direzione distrettuale antimafia, Raffaele Marino, Giuseppe Narducci ed Alessandro Milita. E' stato anche disposto il sequestro di 39 unita' immobiliari, in Campania e nel Lazio, e sei appezzamenti di terreno. Secondo gli investigatori, dal 1988 al 1996 Chianese avrebbe agevolato le attivita' del clan guidato prima da Antonio Bardellino, poi da Francesco Schiavone detto 'Sandokan', da Francesco Bidognetti e da Vincenzo De Falco ed infine dai soli Schiavone e Bidognetti. In qualita' di imprenditore, avrebbe agito come trasportatore ed intermediario nell'ambito della gestione dei rifiuti (nocivi e non); come avvocato avrebbe sfruttato i mandati difensivi per portare messaggi tra i singoli partecipanti alle attivita' mafiose ed ai vertici del clan fortemente radicato in provincia di Caserta. Avrebbe anche consentito lo svolgimento di riunioni tra gli affiliati. Sempre secondo gli inquirenti, l'avvocato-imprenditore avrebbe finanziato le casse del clan con i proventi dei traffici illeciti di rifiuti ed avrebbe stipulato patti pre-elettorali con singoli capizona: Chianese si e' candidato per Fi alle elezioni politiche del 1994, ma non e' risultato eletto. Con il suo impegno politico, sostengono gli investigatori, l'uomo avrebbe condizionato il voto per la realizzazione di un disegno favorevole all'organizzazione mafiosa. Per gli investigatori le numerose attivita' hanno consentito a Chianese di investire patrimoni ingenti soprattutto in immobili e di acquisire proprieta' anche tramite estorsioni sui venditori. Quale parziale esito dell'indagine patrimoniale e' stato cosi' disposto il sequestro preventivo di 39 unita' immobiliari, intestate ad un familiare di Chianese, acquistate in Campania e nel Lazio. Sequestrati anche 6 appezzamenti di terreno. Come hanno precisato gli inquirenti, questi sequestri preventivi seguono quello, gia' condotto in passato, avente ad oggetto le discariche di Giugliano situate in localita' Scafarea intestate alla Resit e successivamente acquisite dal Consorzio Na 3 in esecuzione alle ordinanze emesse dall'ex sub-commissario di Governo. Dalle indagini e' emerso che dal 2001 al 2003 sui siti di smaltimento sono proseguite le attivita', con modalita' illegali e senza garanzie sufficienti per la tutela ambientale, con numerose e ripetute le falsificazioni ideologiche tra il 2001 ed il 2003 dell'ex sub commissario di governo per l'emergenza rifiuti. Con il provvedimento che ha portato in carcere Chianese, sono state disposte altre due misure coercitive con l'obbligo di presentazione alla pg per violazione di sigilli e sono state eseguite perquisizioni locali e personali. Le indagini preliminari sono tuttora in corso ad opera della Dia di Napoli con i Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente, sezione operativa, centrale di Roma. (ANSA)
NAPOLI - Un avvocato-imprenditore, Cipriano Chianese, di 56 anni, di Parete (Caserta), e' stato arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa, estorsioni e violazione di sigilli, nell'ambito delle attivita' di smaltimento illecito di rifiuti condotte dal clan dei Casalesi. Nei suoi confronti il gip del Tribunale di Napoli Umberto Antico, ha emesso una ordinanza di custodia cautelare su richiesta dei pm della Direzione distrettuale antimafia, Raffaele Marino, Giuseppe Narducci ed Alessandro Milita. E' stato anche disposto il sequestro di 39 unita' immobiliari, in Campania e nel Lazio, e sei appezzamenti di terreno. Secondo gli investigatori, dal 1988 al 1996 Chianese avrebbe agevolato le attivita' del clan guidato prima da Antonio Bardellino, poi da Francesco Schiavone detto 'Sandokan', da Francesco Bidognetti e da Vincenzo De Falco ed infine dai soli Schiavone e Bidognetti. In qualita' di imprenditore, avrebbe agito come trasportatore ed intermediario nell'ambito della gestione dei rifiuti (nocivi e non); come avvocato avrebbe sfruttato i mandati difensivi per portare messaggi tra i singoli partecipanti alle attivita' mafiose ed ai vertici del clan fortemente radicato in provincia di Caserta. Avrebbe anche consentito lo svolgimento di riunioni tra gli affiliati. Sempre secondo gli inquirenti, l'avvocato-imprenditore avrebbe finanziato le casse del clan con i proventi dei traffici illeciti di rifiuti ed avrebbe stipulato patti pre-elettorali con singoli capizona: Chianese si e' candidato per Fi alle elezioni politiche del 1994, ma non e' risultato eletto. Con il suo impegno politico, sostengono gli investigatori, l'uomo avrebbe condizionato il voto per la realizzazione di un disegno favorevole all'organizzazione mafiosa. Per gli investigatori le numerose attivita' hanno consentito a Chianese di investire patrimoni ingenti soprattutto in immobili e di acquisire proprieta' anche tramite estorsioni sui venditori. Quale parziale esito dell'indagine patrimoniale e' stato cosi' disposto il sequestro preventivo di 39 unita' immobiliari, intestate ad un familiare di Chianese, acquistate in Campania e nel Lazio. Sequestrati anche 6 appezzamenti di terreno. Come hanno precisato gli inquirenti, questi sequestri preventivi seguono quello, gia' condotto in passato, avente ad oggetto le discariche di Giugliano situate in localita' Scafarea intestate alla Resit e successivamente acquisite dal Consorzio Na 3 in esecuzione alle ordinanze emesse dall'ex sub-commissario di Governo. Dalle indagini e' emerso che dal 2001 al 2003 sui siti di smaltimento sono proseguite le attivita', con modalita' illegali e senza garanzie sufficienti per la tutela ambientale, con numerose e ripetute le falsificazioni ideologiche tra il 2001 ed il 2003 dell'ex sub commissario di governo per l'emergenza rifiuti. Con il provvedimento che ha portato in carcere Chianese, sono state disposte altre due misure coercitive con l'obbligo di presentazione alla pg per violazione di sigilli e sono state eseguite perquisizioni locali e personali. Le indagini preliminari sono tuttora in corso ad opera della Dia di Napoli con i Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente, sezione operativa, centrale di Roma. (ANSA)


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