14 marzo 2006
9 ARRESTI, APPOGGIO A ESTERO A 2 BOSS CLAN CASALESI
OPERAZIONE POLIZIA STATO CASERTA E NAPOLI CON AUTORITA' TEDESCHE
ROMA - Garantivano una fitta trama di
complicita' all'estero ai due boss latitanti Francesco
Schiavone, alias ''cicciariello, catturato in Polonia nel marzo
del 2004, e Giuseppe Russo, alias ''u padrino'', arrestato in
Germania nel settembre del 2003. Per questo motivo 9 persone,
ritenute affiliate al clan dei casalesi, sono state arrestate
dalla Polizia di Stato di Caserta e di Napoli con l'accusa di
associazione per delinquere di tipo mafioso e favoreggiamento
della latitanza di boss camorristici.
Le indagini - rende noto un comunicato - sono state svolte
dagli agenti della squadra mobile coordinati dal Servizio
centrale operativo della Direzione centrale anticrimine della
Polizia di Stato.
Gli arrestati garantivano l'appoggio e la copertura di
Schiavone e Russo in Germania e Polonia consentendo loro di
governare il sodalizio casalese pur trovandosi a migliaia di
chilometri di distanza.
Durante l'operazione gli agenti italiani, con la
collaborazione della polizia tedesca, hanno rinvenuto a
Francoforte alcune lettere con le disposizioni impartite da
Schiavone ''cicciariello'' che hanno fornito importanti conferme
sugli equilibri dei clan e sui settori delle attivita'
economiche di maggiore interesse. (ANSA).
SCOPERTA 'RETE' PER AIUTARE LATITANTI IN PAESI EST
NAPOLI - Sono accusate di aver garantito una
fitta trama di complicita' all'estero ai due boss latitanti
Francesco Schiavone, catturato in Polonia nel marzo del 2004, e
a Giuseppe Russo, arrestato i Germania nel settembre del 2003,
le sei persone ritenute affiliate al clan dei Casalesi,
arrestate questa mattina dagli agenti delle questure di Napoli e
Caserta, in esecuzione dei decreti di fermo, emessi dalla Dda di
Napoli.
In manette, con le accuse di associazione per delinquere di
tipo mafioso e favoreggiamento della latitanza di boss
camorristici sono finiti Alfonso Chioccarelli, di 33 anni, nato
a Boston, negli Stati Uniti, Elio Diana, di 47 anni, di Casal di
Principe (Caserta), Giuseppe Diana, di 51 anni, di San Cipriano
d'Aversa (Caserta), Pasquale Esposito, di 42, di Caivano
(Napoli), Francesco Russo, di 48 anni, di Santa Maria La Fossa
(Caserta) e Luigi Sepe, di 58, di Caivano (Napoli).
Dalle indagini, coordinate dai pm Francesco Curcio e Raffaele
Cantone - che hanno consentito prima l'arresto di Russo e
Schiavone, latitanti rispettivamente in Germania e Polonia - e'
emersa una struttura che garantiva l'appoggio e la copertura ai
boss consentendo loro di governare il sodalizio casalese pur
trovandosi a migliaia di chilometri di distanza.
L'organizzazione - spiega in una nota il procuratore
aggiunto, Franco Roberti - operava su tre livelli: il primo
livello garantiva l'appoggio e la copertura di ciascuno dei
latitanti, nel luogo o nei luoghi nei quali avevano trovato
riparo; un secondo livello garantiva ai due capi dell'
organizzazione la possibilita' di comunicare fra loro e di
comunicare con il resto del clan operante in Italia, il terzo
livello, infine, era costituito dai capi e dai gregari che
operavano stabilmente sul territorio nazionale. In pratica, i
capi dell'organizzazione, oltre a continuare a gestire dall'
estero i loro affari in Italia, investivano in Romania i
proventi delle loro attivita' illecite in attivita' immobiliari
e produttive.
Dalle indagini - che si sono avvalse della collaborazione fra
diverse autorita' giudiziarie e di polizia, soprattutto
italiane e tedesche - e', inoltre, emerso che dai paesi esteri
dove si trovavano in latitanza i capi, giungevano in Italia
ordini scritti ed orali per la pianificazione delle attivita'
del sodalizio criminale. (ANSA).


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