15 marzo 2006
OPERAZIONE ROS CONTRO CLAN ANNUNZIATA, 22 ORDINANZE
TRAFFICO COCAINA DA SUDAMERICA IN CAMPANIA, VENETO E PIEMONTE
NAPOLI - I Carabinieri del Ros di Napoli,
insieme con quelli del comando provinciale, stanno eseguendo in
Campania, Piemonte e Veneto, 22 ordinanze di custodia cautelare
in carcere emesse dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta
della locale Dda, nei confronti di esponenti del clan
camorristico Annunziata di Boscoreale, indagati per associazione
di tipo mafioso, usura, estorsioni e, soprattutto, traffico
internazionale di cocaina gestito tra il sud america e la
Campania, il Veneto ed il Piemonte. (ANSA).
L' operazione dei carabinieri del
Ros in corso oggi - denominata Mito III - completa una indagine
contro i canali di approvvigionamento di ingentissimi
quantitativi di cocaina colombiana, che aveva gia' consentito,
nel corso di due operazioni realizzate lo scorso anno, la
cattura di 84 persone ed il sequestro di oltre 10.000 kg di
sostanza stupefacente, individuati alle foci del fiume Orinoco.
In quelle circostanze reparti dei Ros e della Dcsail, in
collaborazione con la polizia venezuelana e la Dea americana,
diedero luogo ad una spettacolare operazione internazionale.
Nel corso dell' indagine, i carabinieri avevano documentato
anche le importazioni dello stupefacente dal Sud America in
Europa, attraverso la Spagna, l' Olanda e l' Albania, per la
successiva distribuzione in Italia, ai clan camorristici ed alla
'ndrangheta.
Oggi sono state colpite le ramificazioni del clan Annunziata
in Veneto e Piemonte, particolarmente attive sul fronte
internazionale. Fra gli altri destinatari dell' ordinanza di
custodia cautelare in carcere vi e' anche Alfonso Annunziata,
capo dell' omonimo clan di Boscoreale.
Una conferenza stampa per illustrare i dettagli dell'
operazione, sara' tenuta presso il comando provinciale
carabinieri di Napoli alle ore 11.00.(ANSA).
POLIZIA SEQUESTRA A NAPOLI BENI PER 300 MILA EURO
MISURA DI PREVENZIONE NEI CONFRONTI CAPO CLAN GIUSEPPE PRINNO
NAPOLI - Beni per un valore complessivo di
300 mila euro sono stati sequestrati dalla polizia a Giuseppe
Prinno, ritenuto dalla questura di Napoli il capo del clan
Prinno-Pistillo.
Gli agenti della sezione Misure di prevenzione patrimoniali
hanno dato esecuzione al decreto di sequestro emesso dalla
sezione misure di prevenzione del Tribunale di Napoli
(presidente Eugenia Del Balzo, giudici Giovanna Ceppaluni e
Paola Faillace), ai sensi della normativa antimafia.
Prinno, 50 anni, e' considerato a capo della cosca operante
nel territorio di Napoli nella zona compresa tra i quartieri
Porto, Chiaia e Monte di Dio.
In piu' atti giudiziari, secondo quanto riferisce la questura
di Napoli, nell'ordinanza di rinvio a giudizio prima e nella
sentenza del Tribunale di Napoli (3 luglio 1995) poi, Prinno e'
stato condannato alla pena di 15 anni per il reato di
associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione ed
altro. Nella stessa sentenza Prinno e' descritto come
personaggio apicale all'organizzazione camorristica facente del
clan. Nella stessa sentenza, si mette in evidenza, da una parte,
l'effettiva sussistenza del sodalizio criminoso finalizzato
all'illecita acquisizione di denaro attraverso la ''pratica
sistematica'' delle attivita' estorsive ai danni di operatori
edili e commerciali con cantieri ed esercizi nell'ambito
cittadino.
Ulteriore conferma dell'esistenza del sodalizio criminoso,
secondo la Questura, proviene dalla sentenza della Corte di
Appello di Napoli che gli riduce la pena a 8 anni e sei mesi di
reclusione, per il reato di associazione mafiosa, ed estorsione.
Prinno annovera precedenti penali per associazione per
delinquere di stampo mafioso, estorsione e traffico di sostanze
stupefacenti.
Acclarata, secondo la polizia, la sua diretta partecipazione
al clan Prinno-Pistillo, con compiti organizzativi, soprattutto
nel settore delle estorsioni, e' stato sottoposto alla misura di
prevenzione della sorveglianza speciale, in base alla normativa
antimafia, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza,
misura tuttora in atto.
Il decreto di sequestro e' stato emesso oggi in accoglimento
di una proposta del questore di Napoli, formulata a seguito di
attivita' di indagine, svolta dagli agenti della sezione misure
di prevenzione patrimoniali. In particolare, sono stati
sequestrati, un appartamento al secondo piano in via Rua
catalana a Napoli e una cantinola, al piano terra. (ANSA).
SGOMINATA RETE PER IMPORT COCAINA IN ITALIA / ANSA
22 ORDINANZE, CLAN NAPOLETANO SI APPROVVIGIONAVA IN SUDAMERICA
NAPOLI - Clan camorristici trasportavano
cocaina dal Sud America, attraverso la Spagna, l'Olanda,
l'Albania per arrivare, in Italia, fino alla Campania, al
Veneto, al Piemonte. Controllavano tutte le fasi del traffico:
dall'approvvigionamento, all'occultamento con carichi di
copertura per arrivare al trasporto via mare, allo stoccaggio e
alla finale distribuzione.
Oggi, un'operazione dei Ros di Napoli, insieme ai carabinieri
del comando provinciale, li ha fermati eseguendo 22 ordinanze di
custodia cautelare in carcere emesse dal gip del tribunale di
Napoli, su richiesta della locale Dda. Nel mirino dell'accusa,
esponenti del clan camorristico Annunziata di Boscoreale, nel
napoletano, accusati di associazione di stampo mafioso, usura,
estorsioni e di traffico internazionale di cocaina messo in atto
grazie a qualificati canali e a vere e proprie alleanze con
altre organizzazione camorristiche come la 'ndrangheta.
L'indagine di oggi, denominata ''Mito III'', e' solo l'atto
finale dell'inchiesta ''Journey'' che, nell'agosto 2000, aveva
consentito il sequestro, alle foce del fiume Orinoco, in
Venezuela, di 10 tonnellate di cocaina ad opera del Ros e della
direzione centrale per i servizi antidroga unitamente ai
colleghi venezuelani e statunitensi. In quell'occasione fu
individuata una imponente rete di narcotrafficanti in grado di
provvedere a tutte le fasi del traffico. Ventidue furono le
persone arrestate. L'indagine, in particolare, evidenzio' come
tra i principali destinatari della cocaina vi fossero
qualificati esponenti di clan camorristici consorziatisi al fine
di importare ingentissimi quantitativi di cocaina e di
monopolizzare il narcotraffico nell'area campana.
Proprio dopo una serie di sequestri di narcotico, il Gip di
Napoli su richiesta della Dda, emise 62 ordinanze di custodia
cautelare in carcere che consentirono di recidere i canali di
approvvigionamento della cocaina e di colpire i clan Puccinelli,
Pignalosa, Gallo ed Annunziata, quest'ultimo radicato a
Boscoreale ed in alcune province del nord Italia.
Una battuta d'arresto che, pero', non aveva messo all'angolo
il clan Annunziata e le sue ramificazioni internazionali. Nel
giugno 2003 le indagini confermarono che il gruppo camorristico
si approvvigionava di cocaina in Germania ed Olanda.
Successivamente, nelle province di Torino e Verona furono
individuate le cellule dell'organizzazione che costituivano
l'elemento di raccordo tra i finanziatori del traffico e la
componente fornitrice in Olanda. La cocaina era, infatti,
destinata, non solo alle province di Napoli e Salerno ma anche
in Veneto e Piemonte dove le proiezioni del clan Annunziata
erano in contatto con esponenti della 'ndrangheta reggina.
Le organizzazioni campane avevano anche cercato di mettere in
atto il tentativo di scavalcare i livelli intermedi e di
stabilire contatti diretti con i cartelli fornitori. Da qui,
secondo gli investigatori, il ruolo centrale nel narcotraffico
in Italia ricoperto, fino all'operazione di oggi, dal clan
Annunziata, gia' affiliato alla ''Nuova famiglia'' di Carmine
Alfieri. Tra i destinatari delle 22 ordinanze c'e' anche il capo
storico del clan, Alfonso Annunziata, gia' in carcere per altre
accuse. (ANSA).


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