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5 maggio 2006

di 'O SISTEMA (05/05/2006 - 10:09)

DDA NAPOLI, IPOTESI CLAN DIETRO SCALATA LAZIO
NELL'INCHIESTA CHINAGLIA E' INDAGATO PER RICICLAGGIO

NAPOLI - Vi e' stato un tentativo della
camorra di riciclare denaro sporco attraverso l'acquisizione
della Lazio? Un progetto nel quale l'ex campione biancoceleste
Giorgio Chinaglia avrebbe avuto un ruolo importante, da
promotore della scalata alla societa' calcistica, fallita per il
rifiuto opposto dalla attuale dirigenza. Ed era consapevole l'ex
calciatore che si trattava di un'operazione dai tanti lati
oscuri? Sono i principali interrogativi ai quali i pm della Dda
di Napoli, Raffaele Cantone e Alessandro Milita, stanno cercando
di dare una risposta.
I magistrati hanno affidato oggi alla Guardia di Finanza l'
esecuzione di quattro decreti di perquisizione, destinatari
Giorgio Chinaglia (indiziato per riciclaggio aggravato dall'
articolo 7, ovvero dall'aver agevolato l'attivita' di un clan),
i promoter finanziari Carlo Guido Di Cosimo e Giancarlo
Benedetti (indagati per lo stesso reato), e l'imprenditore
casertano Giuseppe Diana, titolare di diverse aziende per la
vendita di gas gpl, indagato per associazione camorristica e
estorsione e ritenuto elemento chiave dell'inchiesta.
Questa la ricostruzione della vicenda da parte della Dda di
Napoli. Diana avrebbe avuto la disponibilita' in Ungheria di
oltre 21 milioni di dollari. Una somma apparsa sproporzionata in
relazione alle attivita' imprenditoriali dell'imprenditore
casertano. I magistrati ritengono che quel denaro investito in
Ungheria sia collegato ai legami che Diana avrebbe avuto con
esponenti del gruppo di Mondragone del potente clan dei
Casalesi. Legami con la ''famiglia'' Fragnoli che si
riferirebbero in particolare alla societa' ''Eco 4 spa'',
affidataria della raccolta di rifiuti sul litorale domizio.
Diana avrebbe tentato di reintrodurre in Italia l'ingente somma,
attraverso fittizie operazioni di investimento che potessero in
qualche modo giustificare l'arrivo di una forte disponibilita'
di denaro.
Per tale operazione sarebbero stati coinvolti due
professionisti, Di Cosimo e Benedetti, ai quali Diana avrebbero
affidato l'incarico. A tale scopo i due promoter avrebbero avuto
come punto di riferimento un finanziere ungherese, Zoltan
Szilvas. In un primo momento gli indagati avrebbero individuato
nel Lanciano (squadra che milita nel campionato di serie C1
girone B) la societa' che avrebbe dovuto servire per l'
operazione di rientro. E' a questo punto che entrerebbe in gioco
Chinaglia, che ebbe l'incarico di ''formale acquirente'', come
sottolineano i pm. Una operazione non andata in porto. Gli
inquirenti hanno notato che i nomi di Chinaglia, dei due
promotori e dell'ungherese sono gli stessi che compaiono
successivamente nel tentativo di scalata alla Lazioni. Anche la
somma proposta per l'acquisto (pare 24 milioni) appare vicina
alla quantita' di denaro attribuita alla disponibilita' di
Diana. Per i magistrati e' da ritenersi ''del tutto probabile''
quindi che la somma che si intendeva utilizzare per acquisire la
Lazio derivava dal patrimonio ''illecito'' dell'imprenditore
casertano.
Gli indagati, destinatari dei
decreti di perquisizione emessi dai pm Cantone e Milita sono
l'ex calciatore della Lazio, Giorgio Chinaglia, di 59 anni,
indagato per riciclaggio aggravato dall'articolo 7; Giuseppe
Diana, di 47 anni, originario di Casal di Principe, in provincia
di Caserta, e titolare della Domizia Gas, indagato per
associazione camorristica ed estorsione; Guido Carlo Di Cosimo,
di 54 anni, di Vittoria (Ragusa) e Giancarlo Benedetti, di 40
anni, di Roma: questi ultimi sono indagati per riciclaggio
aggravato dall'articolo 7. (ANSA).



RICICLAGGIO, INCHIESTA DDA NAPOLI INDAGATO GIORGIO CHINAGLIA
NAPOLI - L'ex giocatore della Lazio, Giorgio
Chinaglia, e' indagato nell'ambito di una inchiesta condotta
dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.
A quanto si e' appreso, i pm della Dda Raffaele Cantone e
Alessandro Milita, ipotizzano nei confronti dell'ex calciatore
il reato di riciclaggio aggravato dall'articolo 7, ovvero per
avere agevolato l'attivita' della camorra.
Chinaglia e' destinatario di un decreto di perquisizione
eseguito in questo ore dalla Guardia di Finanza.
Tra gli altri destinatari dei provvedimenti vi sarebbero due
promotori finanziari ed un imprenditore casertano.
L'inchiesta, a quanto si e' appreso, riguarda un presunto
riciclaggio di denaro da parte del potente clan dei Casalesi.
Tra le ipotesi investigative vi sarebbe anche un tentativo di
acquisire la societa' di Calcio della Lazio per riciclare il
denaro.  L'imprenditore casertano, del quale
non e' ancora noto il nome, sarebbe indagato per associazione
camorristica.
La vicenda al centro delle indagini e' scaturita da una
inchiesta sulle attivita' di riciclaggio del denaro di
provenienza illecita da parte di presunti esponenti del clan dei
Casalesi, attivo nella provincia di Caserta.
Gli inquirenti della Dda intendono verificare, tra l'altro,
se vi sia stato un tentativo da parte del clan di ''ripulire''
il denaro attraverso l'acquisizione della Lazio.
Ma questa, al momento - si sottolinea negli ambienti
giudiziari - e' soltanto una ipotesi investigativa.
Gli inquirenti stanno indagando sul
tentativo di far entrare in Italia dall'Ungheria una cospicua
somma di denaro, pari a oltre 21 milioni di dollari.
Si tratterebbe di denaro di origine incerta. Allo scopo di
riciclare tale somma gli indagati, secondo l'ipotesi
accusatoria, avrebbero in un primo momento cercato di rilevare
la societa' calcistica del Lanciano.
Il sospetto degli investigatori e' che, fallito tale
tentativo, gli indagati avrebbero cercato di portare a termine
una identica operazione con la Lazio.
A quanto si e' appreso l'imprenditore casertano indagato e'
titolare di un'azienda per la vendita del gas. Tuttavia e'
considerato un riciclatore di denaro per conto del clan dei
Casalesi. (ANSA)

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