'O sistema, il libro, il film di Matteo Scanni

Maggio 2006

DLMM GVS
1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31

Tag

Ultimi commenti

Ultimi post

Diffondi i contenuti

Archivio Maggio 2006
Pagine:

15 maggio 2006

di 'O SISTEMA (15/05/2006 - 10:18)

ARRESTI CLAN FABBROCINO: DDA NAPOLI, ERA 'ANTISTATO'

NAPOLI - Via via che tornavano in liberta'
riorganizzavano le attivita' del clan, dall'estorsione
all'usura, costituendo un vero e proprio ''antistato'' a San
Giuseppe Vesuviano e nelle aree di competenza del sodalizio che
fa capo al boss Mario Fabbrocino.
E' quanto hanno accertato i magistrati della Dda che hanno
condotto le indagini che hanno portato stamani all'arresto di
nove persone ritenute affiliate al clan camorristico Fabbrocino.
Dalle indagini e' emerso che la reimmissione in liberta' dei
componenti del sodalizio criminale - tra loro Berardo e Domenico
Striano - ha costituito il volano per la ripresa delle attivita'
illecite e del controllo del territorio di San Giuseppe
Vesuviano e dei comuni limitrofi.
Lo stesso boss Mario Fabbrocino - arrestato nel '97 dopo una
lunga latitanza e tornato in liberta' nel 2004, prima di essere
poi nuovamente arrestato nell'agosto del 2005 - ''una volta
libero aveva riassunto le redini dell'organizzazione
ricostituendone la trama strutturale intorno alle figure che
storicamente vi avevano aderito''.
Secondo quanto emerso dalle indagini, il ritorno a San
Giuseppe Vesuviano di Fabbrocino - scrive in una nota il
procuratore aggiunto Franco Roberti - ha segnato ''un deciso ed
indubbio rafforzamento della capacita' operativa
dell'organizzazione con i guadagni tratti dalla riscossione di
tangenti estorsive (e' stato dimostrato il pagamento da parte di
un imprenditore di 100 mila euro in tranches da 12mila euro
ciascuna)''.
Gli inquirenti hanno definito ''allarmante'' il livello di
penetrazione del sodalizio nel tessuto imprenditoriale e
commerciale della realta' produttiva di San Giuseppe Vesuviano e
nei comuni limitrofi dove il clan agiva ''avendo intessuto una
ramificata e intricata rete di relazioni con i titolari di
singole aziende. Molteplici, in particolare, sono i rapporti
accertati tra i camorristi e gli esponenti del settore
tessile''.
Secondo quanto emerso dalle indagini, il sodalizio ''si e'
posto nei confronti della comunita' civile quale vero e proprio
'antistato', capace di rappresentare e farsi carico delle
istanze  dei privati cittadini in maniera alternativa,
affermandosi quale unico interlocutore credibile e conveniente
cui ricorrere''.
''La forza e la caratura criminale del clan - conclude
Roberti - hanno legittimato i suoi vertici a offrire la loro
mediazione e a garantire il loro intervento anche in 'favore' di
imprenditori e commercianti sottoposti a pressioni estorsive da
parte di organizzazioni criminali attive in territori limitrofe
come quella riconducibile ai fratelli Pasquale e Salvatore
Russo, latitanti da anni''.
''Allarmante'' secondo i magistrati anche la tipologia di
armi - da guerra e clandestine - cui disponeva il clan
Fabbrocino. Sono stati complessivamente sequestrati un congegno
esplosivo, due mitra, due fucili, quattro pistole, un elevato
numero di cartucce di vario calibro e parti di armi. (ANSA).

Vota questo post