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24 maggio 2006

di 'O SISTEMA (24/05/2006 - 10:23)

MAXI OPERAZIONE DIA E GUARDIA FINANZA NAPOLI
COINVOLTE DIVERSE PROVINCE ITALIANE

ROMA - Maxi operazione della Direzione
Investigativa Antimafia e della Guardia di Finanza di Napoli
contro la camorra. Dall'alba Dia e Fiamme gialle stanno
eseguendo numerose ordinanze di custodia cautelare in carcere
emesse dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della
Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, nei confronti di
esponenti di spicco di un clan camorristico. L'accusa e'
riciclaggio, truffa, falso in bilancio e bancarotta fraudolenta.
L'operazione, tutt'ora in corso, vede impegnati centinaia di
uomini che stanno operando in diverse province italiane, in
particolare Napoli, Roma, Caserta, Rieti, Modena e Brescia.
(ANSA).



ORDINANZE ANCHE PER ENRICO NICOLETTI E FIGLI

ROMA - Anche nei confronti dell'ex boss
della Banda della Magliana, Enrico Nicoletti, e dei suoi due
figli, Massimo e Antonio, la magistratura ha emesso ordinanze di
custodia cautelare nell'ambito dell' inchiesta contro la camorra
condotta dalla Dia e dalla Guardia di Finanza.
Le ordinanze nei confronti di Enrico
Nicoletti, di 70 anni, e dei suoi figli Antonio e Massimo,
rispettivamente di 43 e 42, sono state emesse dall' autorita'
giudiziaria dopo che sono stati accertati collegamenti economici
fra il clan dei Casalesi e l'ex boss della 'banda della
Magliana'. Collegamenti confermati da continui e significativi
scambi di flussi finanziari da un gruppo all'altro. (ANSA).



PROFESSIONISTI E IMPRENDITORI PER PULIRE SOLDI CLAN

NAPOLI - Appoggi in ambienti insospettabili
con il coinvolgimento di numerosi professionisti ed imprenditori
operanti in vari settori, da quello edile a quello industriale e
commerciale che venivano utilizzati sia per 'ripulire' il denaro
di provenienza illecita che per gestire, sempre sotto la regia
dell'organizzazione criminale, le attivita' economiche 'pulite'
(supermercati) che venivano alimentate dai flussi finanziari di
origine illecita: sono quelli di cui godevano gli esponenti del
clan dei Casalesi coinvolti nella maxi operazione della
Direzione Investigativa Antimafia e della Guardia di Finanza di
Napoli contro la camorra.
Sono 24 le persone destinatarie di ordinanze di custodia
cautelare (tre delle quali ai domiciliari) emesse dal gip presso
il Tribunale di Napoli, Antonella Terzi al termine delle
indagini dirette e coordinate dai pm Francesco Curcio e Raffaele
Cantone. I reati contestati sono riciclaggio, truffa,
trasferimento fraudolento di valori e beni, falso in bilancio e
bancarotta fraudolenta. L'operazione ha visto impegnati
centinaia di uomini che hanno operato in diverse province
italiane e in particolare a Napoli, Roma, Caserta, Rieti, Modena
e Brescia. Sono emersi collegamenti economici fra il clan dei
Casalesi ed esponenti di rilievo della 'banda della Magliana':
lo confermerebbero continui e significativi scambi di flussi
finanziari da un gruppo all'altro.
Le indagini hanno riguardato l'attivita' di riciclaggio di
denaro di provenienza illecita e il suo reimpiego in attivita'
di carattere imprenditoriale nel settore dei supermercati. le
attivita' economiche venivano gestite da prestanome del gruppo
camorristico che fa capo alla famiglia Zagaria e che si
sviluppavano non solo nella provincia di Caserta, dove,
sottolinea la Procura della Repubblica, e' insediato
militarmente il clan, ma anche nella stessa citta' di Napoli
dove la camorra casalese ha dimostrato di avere solidi e
significativi appoggi anche in ambienti insospettabili.
In questo senso risultano coinvolti e gravemente indiziati
per il reati di riciclaggio e fittizia intestazione di beni
diversi professionisti e imprenditori. In particolare, le
indagini, che sono partite dalla individuazione di alcuni conti
correnti intestati formalmente a prestanome dell'organizzazione
ma di fatto movimentati da esponenti del sodalizio, si sono
sviluppate attraverso indagini bancarie - svolte dal Gico della
Finanza - che hanno consentito di ripercorrere il circuito
attraverso cui il denaro prima entrava sotto forma di imponenti
versamenti in contanti, e talora in titoli, e poi ne fuoriusciva
attraverso un 'carosell' di movimenti e passaggi. L'obiettivo
era farne perdere le tracce per consentire un successivo,
ulteriore reimpiego. Proprio in quest'ultima fase sono emersi i
collegamenti fra il denaro del clan e le svariate societa'
attraverso cui l'organizzazione gestiva i supermercati a Napoli
e in provincia di Caserta.
Questi accertamenti, secondo la Procura, hanno combaciato,
costituendone conferma, con le dichiarazioni di alcuni
collaboratori di giustizia che avevano evidenziato le attivita'
economiche e gli investimenti, oltre alle alleanze
imprenditoriali, del clan dei Casalesi a partire da meta' degli
anni '90. (ANSA).

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