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12 luglio 2006

di 'O SISTEMA (12/07/2006 - 11:22)

DA CASERTA AL LAZIO, 18 ARRESTI CONTRO CLAN VENOSA
ATTIVI IN DISTRIBUZIONE CAFFE'. DOMICILIARI PER DUE FINANZIERI

NAPOLI - Diciotto arresti di appartenenti al
clan Venosa sono stati eseguiti dalla squadra mobile della
Questura di Frosinone. Provvedimenti emessi dal Gip di Napoli,
su richiesta dei Pm della Dda e della sezione criminalita'
economica della Procura di Napoli che vanno a colpire un
sodalizio attivo nel casertano ma che aveva spostato il suo
centro di affari illeciti a Cassino, in provincia di Frosinone.
Camorristi imprenditori, come li definiscono gli inquirenti,
attivi nelle truffe alle assicurazioni, nella duplicazione e
vendita di prodotti musicali ma anche nella concorrenza illecita
nel settore della distribuzione del caffe', nello spaccio di
droga e in prima linea anche nelle amministrative del 2005
quando avrebbero sostenuto la candidatura di un politico locale
per il consiglio provinciale di Caserta. Un clan dedito anche
alla corruzione di forse dell'ordine: a finire agli arresti
domiciliari anche due militari della Guardia di Finanza, gia' in
servizio presso il comando della compagnia di Aversa, per un
episodio di corruzione relativo a un controllo effettuato a un
esercizio commerciale riconducibile al clan Venosa.
Una famiglia ai vertici del potere camorristico, i Venosa,
formata prevalentemente dai parenti del capo clan Luigi Venosa,
detto ''Gigginiello o' cocchiere'', frangia del noto clan dei
Casalesi. Nonostante Venosa non potesse piu' risiedere in
Campania, in seguito a un divieto di dimora, e nonostante, dal
luglio scorso, fosse stato arrestato, dalle indagini e' emerso
che avrebbe continuato a dirigere gli affari del clan e che il
nipote, Raffale Venosa, anche lui tra gli arrestati, fosse
diventato il reggente per le attivita' illecite
dell'organizzazione. Anche quest'ultimo, non in Campania
per divieto di dimora, attraverso una fitta rete di collaboratori
riusciva a gestire il malaffare nel casertano. San Cipriano di Aversa,
Santa Maria Capua Vetere, Casal di Principe, Frignano ma anche
Casapenna i comuni dove il clan era piu' forte.
Gli inquirenti hanno portato allo scoperto estorsioni su
imprenditori locali, truffe, corruzioni: un'attivita' che
mettevano a segno dall'agro aversano fino ad arrivare al Basso
Lazio. Nonostante i reggenti fossero in carcere, le loro
direttive arrivavano comunque a destinazione. Era quasi tutto
affidato ai parenti e ai colloqui in carcere: conversazioni
durante le quali si avvalevano di un frasario apparentemente
incomprensibile, ma, a detta degli inquirenti, di sicura
affidabilita'. Sono state soprattutto le intercettazioni telefoniche e i
pedinamenti a ricostruire il quadro d'azione dei Venosa: poche
le denuncie di coloro che subivano le minacce, imprenditori e
commercianti, vittime delle intimidazioni, costretti a
sottostare alle illecite richieste del clan anche se svolgevano
la loro attivita' in zone lontane dalla terra d'origine.
Una strategia, quella dei Venosa, che gli inquirenti
definiscono ''imprenditorial- mafiosa'': camorristi pronti a
investire e a occupare con violenza intere fette di mercato,
come la distribuzione di caffe'.
Arresti, quelli di oggi, che vanno a colpire figure di spicco
come Luigi Venosa, Raffaele Venosa e Umberto Venosa, e che hanno
portato alla luce la metodologia criminale applicata al mercato.
Chiaro, secondo gli inquirenti, l'obiettivo: bypassare le
normali regole della concorrenza con l'imperativo di fare
soldi. (ANSA).



1 MLN EURO SEQUESTRATI A ESPONENTE CLAN MARIANO
TRA NAPOLI E SCALEA, SIGILLI PER PROPRIETA' DI MICHELE MOSCA

NAPOLI - Patrimoni del valore di oltre un
milione di euro sono stati sequestrati a Michele Mosca, 40enne
napoletano, elemento di spicco del clan Mariano.
Tra Napoli e Scalea (Cosenza) sono scattati i sigilli per
appartamenti, fabbricati e locali.
Michele Mosca, sorvegliato speciale della Polizia con obbligo
di soggiorno nel comune di residenza, ha a suo carico precedenti
penali per associazione per delinquere di stampo mafioso,
estorsione e traffico di sostanze stupefacenti.Nel 2000 fu
condannato alla pena di anni 11 e mesi 11 di reclusione per
cumulo di pene relative a reati associativi.
Figura ritenuta centrale del clan Mariano, operante nel
territorio di Napoli, nella zona compresa tra i quartieri Porto,
Ghiaia e Monte di Dio e Mercato, Mosca era in prima linea
soprattutto nel settore delle estorsioni.
Il decreto di sequestro, emesso dal Tribunale di Napoli, e'
stato eseguito dalla Sezione misure di prevenzione
patrimoniali. (ANSA).

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