'O sistema, il libro, il film di Matteo Scanni

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31 agosto 2006

di 'O SISTEMA (31/08/2006 - 11:57)

ARRESTATO 'GHEDDAFFI', LATITANTE DEI CASALESI
I CARABINIERI LO HANNO BLOCCATO AD AVERSA, NEL CASERTANO

CASERTA - I carabinieri hanno arrestato ad
Aversa (Caserta), a conclusione di indagini e di appostamenti un
latitante, Vincenzo Carobone, di 35 anni, detto ''Gheddaffi''
pregiudicato per reati contro il patrimonio e la persona ,
ritenuto il referente del clan camorristico dei ''casalesi''
nella zona. Di Carobone si erano perse le tracce oltre sei mesi fa quando
a suo carico era stato emesso un ordine di arresto dovendo il
pregiudicato scontare un residuo pena di circa 4 anni.
I militari lo hanno a lungo cercato, ma senza esito, non solo
nell'Agro Aversano ma anche sul litorale Domiziano, abituale
rifugio dei latitanti. Le ricerche del latitante sono state
intensificate in questi giorni nelle adiacenze dell'abitazione
della moglie, incinta e prossima al parto, e di altri parenti. I
carabinieri erano, infatti, convinti che ''Gheddaffi'' si
sarebbe fatto vivo per conoscere il secondo figlio nato due
giorni fa. Vincenzo Carobone e' stato segnalato all'interno di
un appartamento al Rione Case Popolari di Aversa e carabinieri a
bordo di auto civetta ed in abiti civili lo hanno bloccato
mentre si apprestava a salire in macchina. L'arrestato e' stato
chiuso nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. (ANSA).

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30 agosto 2006

di 'O SISTEMA (30/08/2006 - 11:54)

COMPONENTE CLAN SARNO ARRESTATO NEL RIMINESE
ERA SFUGGITO A CATTURA DOPO ATTENTATO SVENTATO A CLAN RIVALE

RIMINI - I carabinieri di Misano Adriatico
(Rimini) hanno arrestato ieri, ma solo oggi se ne e' avuta
notizia, Carmine Caniello, 33 anni, di Napoli, ritenuto
personaggio di spicco del clan camorristico 'Sarno' e colpito da
un ordine di custodia cautelare in carcere della Dda del
capoluogo campano per l'attentato sventato il 24 agosto ai danni
dei fratelli Antonio e Francesco Panico, reggenti dell'omonimo
clan opposto. Caniello, con la moglie e la figlia, era a bordo di un'auto
condotta da un amico campano residente a Riccione, incappata
alle 13.30 in un normale posto di controllo. Caniello, che non
ha opposto resistenza al momento della cattura e domani
comparira' davanti al Gip di Rimini per l'udienza di convalida
dell'arresto, e' indicato nel provvedimento dell'Antimafia di
Napoli come l'ideatore dell'agguato sventato dai carabinieri
della compagnia di Castello di Cisterna.
Un attentato, secondo investigatori dell'Arma e Dda, che
avrebbe potuto provocare una strage. L'auto blindata di Antonio
e Francesco Panico doveva essere bloccata nell'area di
Sant'Anastasia da un primo gruppo di fuoco, cui avrebbe fatto
seguito l'entrata in scena di un secondo commando delegato a
piazzare sulla carrozzeria, tramite calamite, cinque candelotti
esplosivi da un chilo l'uno. Il blitz dei carabinieri del 24
agosto, oltre a far sfumare il progetto, aveva permesso di
mettere le manette a sette persone. Solo lui era sfuggito alla
cattura. L'ipotesi piu' probabile e' che Caniello si trovasse nel
riminese per cercare un rifugio sicuro per la latitanza. (ANSA).

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24 agosto 2006

di 'O SISTEMA (24/08/2006 - 11:53)

LATITANTE DEI CASALESI ARRESTATO NEL CASERTANO
ERA TRA I 500 PIU' PERICOLOSI D'ITALIA

CASERTA - Un latitante, Nicola Zara, di
55anni, di Casal di Principe, ritenuto un elemento di spicco del
clan camorristico dei '' casalesi'', operante nel casertano e
nel basso Lazio, e' stato arrestato la notte scorsa dai
Carabinieri, a Cancello Arnone, nell'abitazione di Angelina
Diana, di 47 anni, pregiudicata e moglie di Francesco Verazzo,
ucciso in un agguato nel 1990. La donna e' stata arrestata per
favoreggiamento.
A scoprire il rifugio del boss, inserito tra i cinquecento
latitanti piu' pericolosi d'Italia sono stati i carabinieri del
Ros e del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Caserta.
Zara, da oltre due anni era cercato perche' nei suoi confronti
erano state emesse tre ordinanze di custodia cautelare in
carcere con l'accusa di associazione per delinquere di tipo
mafioso, estorsioni, omicidio,detenzione di armi da guerra e
ricettazione. In particolare l'arrestato e' accusato degli
omicidi di Salvatore Bidognetti, e dell'imprenditore di Casal di
Principe, Davide Corvino, uccisi in un agguato il 3 novembre del
1997 nonche' di Raffaele Piccolo, eliminato il 29 ottobre
dell'anno successivo.
Il rifugio del ricercato e' stato localizzato in uno degli
appartamenti di una palazzina di Cancello Arnone  hanno
sottolineato nel corso di una conferenza stampa il comandante
del Comando Provinciale dei Carabinieri, col. Carmelo Burgio ed
il maggiore dei ROS, Roberto Casagrande, a conclusione di una
attivita' investigativa, coordinata dalla Direzione Distrettuale
Antimafia, e basata anche su intercettazioni telefoniche e
continui appostamenti. L'edificio e' stato circondato dai
carabinieri nelle prime ore di oggi e quando alcuni militari,
agli ordini del magg. Ottavio Oro, comandante del Reparto
Operativo di Caserta, hanno forzato la porta d'ingresso
dell'appartamento, Nicola Zara stava uscendo dal bagno dopo
avere nascosto in una lavatrice una pistola SIG Sauer. E'
stato,poi, lo stesso boss ad indicare ai militari la presenza di
un fucile a canne mozzate nell'armadio della camera da letto e ,
in una scatola, 50 cartucce per armi di diverso calibro.
Zara, secondo i carabinieri aveva anche un piano di fuga nel
caso fosse stato scoperto il suo rifugio, ma e' stato colto di
sorpresa e non e' stato in grado di attuarlo. Parte della
latitanza il boss l'ha trascorsa sull'Aspromonte. Poi,dopo
l'arresto da parte dei carabinieri del figlio Tommaso, era stato
costretto, per tutelare gli interessi del suo gruppo criminale,
a rientrare in provincia di Caserta ed aveva trovato rifugio e
collaborazione, tra gli altri, in Angelina Diana, moglie di
Verazzo, ucciso dagli stessi ''casalesi'' nel '90.
La donna e' sorella di Giovanni, di 45 anni, detto ''o
bionde'', attualmente detenuto e imparentato con un altro
elemento di primo piano del clan, Michele Zagara, latitante da
tempo. Zara, secondo i carabinieri, sin dagli anni '80 e' stato
punto di riferimento dei vertici del clan dei ''casalesi''
succedutisi dal 1981 al 1991. Fu ritenuto coinvolto in numerosi
episodi estorsivi nel casertano e nel basso Lazio e, nel 1996 fu
destinatario di provvedimenti restrittivi del tribunale di
Napoli. Prima di essere arrestato nel 1999 riusci' a consolidare
il proprio ruolo ai vertici dell'organizzazione camorristica
sfruttando la contrapposizione interna al clan tra Francesco
Schiavone, detto '' Sandokan'' e Francesco Bidognetti,
soprannominato '' cicciotte e mezzanotte''. A Zara - hanno
spiegato i carabinieri - fu affidato il controllo delle
estorsioni e dei traffici illeciti nella zona di Villa Literno.
Il boss, che sul posto si avvaleva della collaborazione degli
affiliati al gruppo Tavoletta, riusci' nel 1997 a costringere,
con violenze e minacce, oltre 300 immigrati africani ad
abbandonare le campagne liternesi e a trasferirsi altrove. (ANSA).



SVENTATO ATTENTATO CONTRO CLAN RIVALE, SEI FERMI
NEL NAPOLETANO I SARNO VOLEVANO ELIMINARE REGGENTI DEI PANICO

NAPOLI - Avevano gia' preparato un attentato
dinamitardo contro i reggenti del clan rivale ma i carabinieri,
la scorsa notte, li hanno bloccati. Sei persone ritenute
affiliate al clan camorristico ''Sarno'' sono state sottoposte a
fermo in esecuzione di un provvedimento restrittivo della
Direzione distrettuale antimafia.
Attivi a Napoli e in provincia, i ''Sarno'' avevano
organizzato gia' nei dettagli un duro colpo contro il clan
opposto, i Panico.
I reggenti del clan Panico sarebbero stati eliminati da un
commando armato con cariche esplosive piazzate sull'auto
blindata usata per i loro spostamenti.
Durante l'operazione condotta dalla compagnia Castello di
Cisterna (Napoli) sono stati sequestrati a Somma Vesuviana
(Napoli) 5 kg di esplosivo ad alto potenziale, 15 kg di polvere
pirica e 3 pistole semiautomatiche di vario calibro.
L'attentato che il clan Sarno stava preparando contro la cosca rivale
era probabilmente la risposta all'omicidio di Danilo Laloe', il
34enne ucciso lo scorso 11 agosto a Sant'Anastasia (Napoli). Le
notizie sullo sventato agguato dinamitardo fanno crescere la
paura tra i cittadini dell'area, che temono una faida lunga e
sanguinosa tra le cosche dopo i due omicidi avvenuti a
Sant'Anastasia in poco meno di un mese.
Giuseppe Castiello, 41 anni, pregiudicato ritenuto dagli
inquirenti affiliato al clan Panico, al quale era unito da un
vincolo di parentela, fu ucciso in un agguato lo scorso 18
luglio, mentre era fermo a comprare frutta da un venditore
ambulante. L'11 agosto, invece, a morire sotto numerosi colpi di
pistola fu Danilo Laloe', 34 anni, ritenuto dagli inquirenti
vicino al clan Sarno, che avrebbe voluto vendicarne la morte con
l'attentato dinamitardo sventato dai carabinieri.
Episodi che fanno crescere la paura tra i residenti della
cittadina vesuviana, il cui sindaco, Vincenzo Iervolino, ha
partecipato proprio ieri, ad una riunione del comitato per
l'ordine e la sicurezza pubblica.''Sono soddisfatto di come e'
andato l'incontro - ha detto Iervolino - le forze dell'ordine
hanno garantito il controllo del territorio in continuita' al
lavoro svolto finora''. Cresce lo stato d'allerta anche nella
vicina Somma Vesuviana, potenzialmente nel mirino dei clan per
il completo predominio del territorio vesuviano. Il sindaco,
Raffaele Ferdinando Allocca, ha predisposto maggiori controlli
da parte dei vigili urbani, e chiesto piu' attenzione alle forze
dell'ordine. (ANSA).



SVENTATO ATTENTATO, POTEVA ESSERE STRAGE
NEL NAPOLETANO LOTTA TRA CLAN SARNO E PANICO. OPERAZIONE DEI CC

NAPOLI - L'obiettivo era quello di eliminare
i reggenti del clan opposto ma l'attentato dinamitardo che
avevano preparato poteva causare una vera e propria strage.
Sventato, in provincia di Napoli, dai carabinieri della
compagnia di Castello di Cisterna, un ennesimo colpo della
camorra: un attentato esplosivo che doveva entrare dritto nella
guerra tra il clan Sarno e il clan Panico, attivi tra la citta'
e la provincia. Sette i fermi disposti dalla Dda tra la scorsa
notte e le prime luci dell'alba.
Erano proprio i ''capi'' dei Panico, Antonio e Francesco, ad
essere nel mirino dell'agguato. Una dinamica, quella messa a
punto dai Sarno, che non gli avrebbe lasciato scampo.
Il luogo dell'attentato doveva essere nell'area di
Sant'Anastasia e avrebbe visto l'impiego di diversi automezzi e
moto. In particolare erano previste due moto di grossa
cilindrata con a bordo sicari coperti da caschi integrali che
avrebbero avuto il compito di attaccare, tramite calamite, i
candelotti esplosivi all'auto blindata che quotidianamente
utilizzano i fratelli Panico: un'auto precedentemente fermata a
colpi d'arma da fuoco sparati da altri automezzi.
Un colpo che doveva vendicare la morte di uno di loro, Danilo
Laloe', ucciso a Sant'Anastasia lo scorso 8 agosto.
Ingente, tanto da poter determinare una strage se ci fosse
stato qualche passante occasionale, la quantita' di esplosivo di
cui i Sarno si erano riforniti a Viterbo e che e'stato
sequestrato a Somma Vesuviana: 5 candelotti esplosivi da un 1 kg
ciascuno, 61 bombe carta per 15 kg complessivi di polvere pirica
e 3 pistole. Dagli artificieri antisabotaggio, in condizioni di
massima sicurezza, l'esplosivo e' stato fatto brillare in una
cava di inerti nel comune di Polvica di Nola: l'esplosione ha
formato una voragine di circa 2 metri di profondita' ed e' stata
udita anche a notevole distanza.
Ad essere fermati quali indiziati di delitto sono stati:
Raffaele Pasquariello, 38 anni, residente a Somma Vesuviana,
Sabato Nappa, 27 anni, residente a Sant'Anastasia, Giuseppe
Nappa, 46 anni, residente a Orte (Viterbo), Salvatore Coppola,
29 anni, residente a Sant'anastasia, Rosario Piccolo, 21 anni,
residente a Sant'Anastasia, unico incensurato. Tutti sono
ritenuti affiliati al clan Sarno. Ad essere fermato anche
Gianfranco Bartolucci, 49 anni, residente a Orte e Onofrio
Pasquariello, 34 anni, residente a Rieti. (ANSA).

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18 agosto 2006

di 'O SISTEMA (18/08/2006 - 11:50)

LATITANTE ARRESTATO NEL CASERTANO
RITENUTO AFFILIATO A CLAN CASALESI, SEQUESTRATE ARMI E MUNIZIONI

NAPOLI - In una villa, a Castelvolturno, e'
finita all'alba la latitanza di Antonio Corvino, 39 anni,
ritenuto affiliato al clan dei Casalesi. I carabinieri della
comando provinciale di Caserta hanno fatto irruzione nel
fabbricato, non lontano dal fiume Volturno, in localita'
Pescopagano, alle 6:30, insieme con i militari di Mondragone e
di Casal di Principe.
Condannato con sentenza definitiva a quattro anni di
reclusione per associazione mafiosa ed estorsione, l'uomo era
ricercato. Corvino e' stato trovato in possesso di una pistola
semiautomatica clandestina calibro 9X19, corredata di 9
proiettili e con colpo in canna; una pistola a tamburo calibro
22, con 6 proiettili di provenienza illecita; 21 proiettili
calibro 9X19; 24 proiettili calibro 22; un giubbotto
antiproiettili; una carta di identita' falsa, titoli di effetti
cambiari vari, di provenienza illecita per un valore di circa 15
mila euro. Denunciata in stato di liberta' per favoreggiamento personale
la proprietaria dell'abitazione, una donna incensurata che
ospitava il latitante. Corvino e' stato portato nel carcere di
Santa Maria Capua Vetere. (ANSA).

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15 agosto 2006

di 'O SISTEMA (15/08/2006 - 11:49)

ARRESTATO LATITANTE NEL NAPOLETANO
E' RITENUTO DALLA DDA ELEMENTO DI SPICCO DEL CLAN RUSSO

NAPOLI - I carabinieri del reparto
territoriale Castello di Cisterna hanno arrestato nella notte il
latitante Giuseppe Iovino, 49 anni, residente a Nola (Napoli),
un pregiudicato ritenuto elemento di spicco del clan
camorristico dei Russo attivo nel Napoletano.
Iovino era ricercato perche' destinatario di una ordinanza di
custodia cautelare emessa dalla Direzione Distrettuale Antimafia
partenopea per associazione a delinquere di tipo mafioso ed
estorsione. Il latitante e' stato individuato e bloccato a
Tufino (Napoli) mentre era in sella a una moto insieme con un 36
enne arrestato per favoreggiamento.
Il ricercato e' stato trovato in possesso di una pistola
semiautomatica calibro 7,65 con colpo in canna, matricola abrasa
e dieci cartucce nel caricatore. (ANSA).

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14 agosto 2006

di 'O SISTEMA (14/08/2006 - 11:47)

ANZIANO PREGIUDICATO UCCISO NEL NAPOLETANO

NAPOLI - Si chiamava Natale Scarpa e aveva
72 anni l'anziano pregiudicato ucciso in un agguato a Torre
Annunziata, in provincia di Napoli. Secondo i carabinieri,
Scarpa era affiliato al clan camorristico dei Cavalieri-Gallo.
L'uomo era a piedi, nei pressi dello stadio Giraud, a pochi
metri di distanza dalla sua auto. Sono arrivati i killer - i
militari di Torre Annunziata che indagano sull'omicidio stanno
accertando quanti fossero e come siano arrivati sul posto e poi
si siano dileguati - che gli hanno esploso numerosi colpi di
pistola al torace. Gli investigatori ritengono che Scarpa possa
essere stato ucciso per uno sgarro all'interno del clan che
concentra i suoi affari criminali nel campo delle estorsioni e
dello spaccio di droga.
Era soprannominato 'Zi' Natalino' Natale  Scarpa, l'anziano
trucidato questa sera a Torre Annunziata (Napoli), non distante
dallo stadio Giraud. Natale Scarpa e' padre di Vincenzo, il
pluripregiudicato arrestato lo scorso marzo a Pompei.
Il 38enne, detto ''Caramella'', era stato protagonista, pochi
giorni prima dell'arresto, di uno scontro a fuoco con la Guardia
di Finanza impegnata in un posto di blocco nel rione dei
Poverelli, zona tristemente nota per la presenza malavitosa a
Torre Annunziata. Per questo motivo Vincenzo Scarpa, considerato
affiliato ai Gallo-Cavaliere, clan operante nella citta'
oplontina, che ha alle spalle numerosi precedenti per armi e
droga, e' tuttora in carcere.
Proprio una vendetta trasversale per colpire il figlio e' una
delle ipotesi al vaglio dei carabinieri, che indagano
sull'omicidio. Anche se gli inquirenti in queste ore stanno
scavando nel passato del 72enne ammazzato poco dopo le 19:
Natale Scarpa non pare avesse collegamenti specifici con un clan
camorristico, ma viene invece considerato una sorta di
'informatore' tra un'organizzazione e l'altra, una sorta di
'pizzino' dei clan oplontini. Secondo le forze dell'ordine, una
lite con un esponente di spicco della camorra torrese, avvenuto
nei giorni scorsi, avrebbe potuto 'armare' i killer che questa
sera hanno fatto fuoco per uccidere la loro vittima. (ANSA).



ARRESTATO PRESUNTO ESPONENTE CLAN D'ALESSANDRO

NAPOLI - A Castellammare di Stabia, i carabinieri hanno arrestato
per inosservanza alle prescrizioni della sorveglianza speciale
Alfonso Brancaccio, 34 anni, ritenuto affiliato al clan camorristico
dei D'Alessandro. L'uomo, sottoposto all'obbligo di soggiorno, non era stato
trovato nella sua abitazione dove doveva permanere durante le
ore notturne. E' stato rintracciato mentre si recava all'ospedale San
Leonardo nel tentativo di giustificare la violazione. (ANSA).
   


UCCISO NEL CASERTANO, ERA 'RAGIONIERE' CLAN SARNO

CASERTA - Vincenzo Aliberti, il pregiudicato
ucciso in un agguato questa sera in via Volturno, a Mondragone,
sul litorale casertano  era ritenuto elemento di punta del clan
Sarno di Ponticelli. Era considerato il contabile del clan ,e
per questo era soprannominato ''ragioniere''.
Gestiva a Casoria, in provincia di Napoli, un negozio di
elettrodomestici e sembra fosse legato ai vertici
dell'organizzazione camorristica attiva nella zona di
Ponticelli. L'uccisione di Aliberti potrebbe rientrare nella
faida in atto tra organizzazioni malavitose del napoletano ma
gli investigatori non escluderebbero che la decisione di
eliminare ''o ragioniere'' possa essere stata presa all'interno
dello stesso clan Sarno, per uno sgarro.
I sicari, che hanno avuto il compito di eliminarlo, gli hanno
esploso contro otto colpi di pistola di grosso calibro, quattro
dei quali lo hanno raggiunto in parti vitali. Non si
escluderebbe, tra l'altro, l'ipotesi che i killer, quasi
certamente napoletani, avrebbero chiesto ed ottenuto l'appoggio
di elementi della malavita locale. (ANSA).

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11 agosto 2006

di 'O SISTEMA (11/08/2006 - 11:44)

VITTIMA ERA VICINA A CLAN SARNO, FORSE UNA VENDETTA

NAPOLI - L'uomo ucciso nell'agguato, oggi a
Sant'Anastasia (Napoli), e' ritenuto vicino al clan Sarno, e la
sua esecuzione potrebbe essere la risposta all'omicidio di un
elemento del clan camorristico rivale, quello dei Panico,
avvenuto nel luglio scorso.
Danilo Laloe', 34 anni, assassinato con colpi d'arma da fuoco
stamattina da alcuni sicari, che lo hanno raggiunto a bordo di
un'autovettura modello utilitaria - e non in sella a una
motocicletta, come si era in un primo momento appreso - potrebbe
essere vittima di uno scontro di matrice camorristica, per il
controllo del territorio fra i due clan.
Gli inquirenti indagano per stabilire se l'omicidio di oggi
sia la risposta all'uccisione di Giuseppe Castiello, 41enne
ammazzato a Sant'Anastasia lo scorso 18 luglio, mentre si
trovava a bordo di una Ford Fiesta.
L'omicidio di oggi e' avvenuto in via Palmentola, non lontano
da via Zefiro, (la strada indicata in un primo momento dagli
inquirenti): sul posto non ci sarebbero stati testimoni al
momento dell'agguato. I carabinieri che procedono alle indagini
hanno trovato accanto al corpo dell'uomo sei bossoli. (ANSA).

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