24 settembre 2006
AGGUATO A NAPOLI: UOMO UCCISO NEL QUARTIERE SANITA'
LA VITTIMA STAVA PASSEGGIANDO IN UNA STRADA AFFOLLATA
NAPOLI - E' stato ucciso in una strada
affollata, a ridosso di un mercato rionale all'interno del
quartiere popolare della Sanita', a Napoli. Antonio Esposito, 46
anni, stava passeggiando quando e' stato raggiunto da un sicario
che gli ha esploso contro alcuni colpi di pistola. La vittima e'
stata raggiunta all'addome ed e' morta all'istante. Il sicario,
compiuta la sua missione di morte, si e' allontanato
indisturbato, scomparendo in una manciata di secondi. Non si
esclude che ad attenderlo poco distante c'era un complice.
L'omicidio poco prima di mezzogiorno, in una strada
affollata, dove anche di domenica i negozi restano aperti. A
condurre le indagini su quest'ultimo omicidio sono gli agenti
della squadra mobile della questura di Napoli che, al momento,
valutano tutte le ipotesi, scavando nel passato dell'uomo. La
polizia cerca di capire chi abbia deciso l'uccisione di Esposito
ma chi ha sparato lo ha fatto con estrema determinazione, e
sicuro di non dover sbagliare. Sul luogo dell'omicidio gli
uomini della scientifica hanno lavorato per diverse ore alle
ricerca di tutti gli elementi utili ad indirizzare le indagini.
La vittima era gia' nota alle forze dell'ordine perche'
denunciata in passato per reati contro il patrimonio, ma non
risultava legata ad alcun clan della camorra.
Nello stesso quartiere all'inizio dell'anno c'e' stata una
violenta faida tra gli uomini ritenuti legati al clan Misso e
quelli di una frangia del clan Torino, particolarmente attivi in
diverse aree del centro storico della citta' di Napoli.
L'omicidio e' avvenuto mentre in citta' infuria la polemica
sulla sicurezza e sull'escalation della criminalita'. Una
emergenza che e' gia' stato oggetto di un vertice al Vimimale al
quale hanno partecipato anche il sindaco di Napoli, Rosa
Iervolino Russo e il presidente della Giunta regionale della
Campania, Antonio Bassolino. Da piu' parti e' stato sollecitato
un maggiore controllo del territorio, ed in particolar modo
delle aree a maggiore rischio.
Nel quartiere della Sanita', proprio nella serata di venerdi',
la polizia ha portato a termine una vasta operazione,
effettuando decine di perquisizioni nelle case di pregiudicati,
che ha visto impegnati oltre duecento uomini di vari reparti,
utilizzando decine di auto ed anche un elicottero che per
l'intera serata ha illuminato dall'alto il dedalo di
vicoli. (ANSA).
BOSS ACCUSATO DA MOGLIE DI QUATTRO OMICIDI
LUI E' IN CARCERE, CLAN GLI ORDINA DI MOSTRARE FOTO DONNA
NAPOLI - Ha sfidato il ''sistema'' ed ha
raccontato ai magistrati i crimini commessi dall'ex marito. Ora
la donna, Giuseppina, moglie del boss Francesco Avolio -
ritenuto vicino ai clan di Secondigliano ed in carcere perche'
accusato di essere il mandante lo scorso 2 settembre Modestino
Bosco - vive sotto protezione: il clan, secondo quanto e' emerso
in alcune intercettazioni, avrebbe ordinato al marito di
mostrare una foto dell'ex moglie ''perche' deve pagare''.
La vicenda e' riportata oggi da alcuni quotidiani.
Giuseppina, ex moglie di Francesco Avolio, decide di rivolgersi
alle istituzioni e raccontare i delitti commessi dal marito ai
magistrati della Dda di Napoli. Racconta che il marito e' stato
l'esecutore di quattro omicidi, indica nomi e moventi legati ai
contrasti nel mondo della droga, dissidi all'interno dei clan.
La donna lascia Secondigliano, ma la notizia della sua
collaborazione con i magistrati giunge nel quartiere dove,
secondo quanto la Procura ha accertato in questi mesi, c'e'
preoccupazione per le rivelazioni della donna. Avolio dal canto
suo cerca di tranquillizzare il clan, di minimizzare l'accaduto.
Ma non basta perche' - scrivono oggi i giornali - secondo quanto
e' emerso in una intercettazione l'uomo e' stato costretto a
mostrare una foto dell'ex moglie per poterla individuare.
''I morti si fanno ma non si pagano'' avrebbe detto Avolio ad
un familiare durante una telefonata intercettata. (ANSA).
22 settembre 2006
DUE ARRESTI, PER ESTORSIONI; USATE FRASI FILM 'IL CAMORRISTA'
POMIGLIANO D'ARCO - Si erano ispirati a frasi dal film 'Il camorrista'
per estorcere danaro ai commercianti di Pomigliano d'Arco (Napoli),
ma Umberto Gallo, 43 anni di Afragola, e Roberto Auletta,
44 di Frattamaggiore, sono stati scoperti nel corso delle indagini
da parte dei carabinieri, ed oggi hanno ricevuto in carcere l'ordinanza
di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Napoli su
richiesta della Dda. I due, ritenuti appartenenti all'ex disciolto clan
Egizio, sono accusati di estorsioni ad imprenditori e commercianti di
Pomigliano d'Arco, messe in essere in ''maniera capillare e
reiterata''. Lo scorso novembre, infatti, alcuni commercianti della
cittadina partenopea, avevano ricevuto volantini anonimi nei
quali erano invitati a corrispondere una somma mensile per ''il
santo patrono''. Le frasi usate sembrano ispirate dal famoso
film di Giuseppe Tornatore. ''Noi vi garantiamo sicurezza per
voi e per la vostra famiglia - si leggeva nei volantini anonimi
- una assicurazione sulla vita che vi consigliamo di non
rifiutare. Ogni mese passeranno i nostri incaricati che si
presenteranno a nome del vostro santo protettore, che voi dovete
benedire con un'offerta spontanea, perche' ogni offerta che non
viene data con il cuore, o peggio con l'infamita' di una spiata,
fa dolore al santo, ma piu' ancora al peccatore. Gli amici di
Pomigliano d'Arco''.
Una ''formula'' quasi del tutto identica a quella usata dagli
affiliati all'ex boss della Nco, Raffaele Cutolo, nel film
interpretato da Ben Gazzara. I carabinieri del nucleo operativo
del reparto territoriale di Castello di Cisterna, al comando del
maggiore Fabio Cagnazzo, hanno proceduto all'esecuzione
dell'ordinanza di custodia cautelare, che hanno consegnato ad
Auletta e Gallo, direttamente in carcere, dove sono detenuti per
reati della stessa natura. Numerosi appostamenti, attivita'
tecniche, monitoraggio del territorio, e riprese fotografiche fatte
dai militari, hanno portato alle accuse per i due pregiudicati:
per gli inquirenti, pero', il forte clima di intimidazione, e la scelta
del silenzio da parte di molte vittime, ha impedito la contestazione
di ulteriori episodi. (ANSA).
20 settembre 2006
500 CARABINIERI PER OPERAZIONE CON 29 ARRESTI
CASTELLO DI CISTERNA - Hashish, cocaina, eroina, marijuana,
due pistole, alcune telecamere a circuito chiuso, e circa 600 tra Dvd
e Cd contraffatti: e' parte del materiale sequestrato dai carabinieri
di 6 compagnie, 8 tenenze e 58 stazioni della provincia di Napoli,
al comando del tenente colonnello Aldo Saltalamacchia.
Circa 500 i militari impegnati in diverse operazioni in tutta
la provincia di Napoli, con l'ausilio dei reparti speciali
antidroga, cinofili e degli artificieri, che hanno portato
all'arresto di 29 persone, tra cui due minori di 16 e 17 anni,
accusati di tentata estorsione aggravata a un commerciante di
San Giorgio a Cremano.
Tra gli arrestati anche Raimondo Carbone, considerato dagli
inquirenti il reggente del clan 'Pesacane', attivo a Boscoreale
e nei comuni limitrofi. Carbone, latitante dallo scorso luglio,
e' stato trovato dai carabinieri del nucleo operativo del
reparto territoriale di Castello di Cisterna, al comando del
maggiore Fabio Cagnazzo, in un nascondiglio di un'abitazione a
Poggiomarino, dove aveva installato un sistema di
videosorveglianza a circuito chiuso. I militari che hanno fatto
irruzione nell'appartamento hanno scoperto una porta segreta
celata da una finta finestra, che portava nello scantinato
dell'edificio, dove si nascondeva il latitante.
I carabinieri hanno inoltre arrestato diversi spacciatori,
alcuni extracomunitari colpiti da decreto di espulsione,
ricettatori, rapinatori, estorsori: otto persone sono state
portate nelle carceri di Poggioreale e Bellizzi Irpino, mentre i
minori sono stati accompagnati nel centro di prima accoglienza a
Napoli, ed i restanti sono in attesa del rito direttissimo nelle
camere di sicurezza delle compagnie dislocate sul territorio
della provincia. (ANSA).
LATITANTE CLAN PESACANE ARRESTATO NEL NAPOLETANO
NAPOLI - Si nascondeva in un appartamento di
Poggiomarino (Napoli) nel quale aveva installato un impianto di
videosorveglianza a circuito chiuso ma cio' non e' bastato ad
evitargli l'arresto: in manette e' finito Raimondo Carbone, di
51 anni, ritenuto reggente del clan ''Pesacane'', operante nei
paesi vesuviani. Carbone, che era latitante dallo scorso mese di luglio
perche' destinatario di una ordinanza di custodia cautelare in
carcere emessa per associazione per delinquere di tipo mafioso
finalizzata all'usura, e' stato arrestato dai carabinieri del
nucleo Operativo di Castello di Cisterna (Napoli). (ANSA).
NOVE ARRESTI NEL SANNIO, ANCHE UN VIGILE URBANO
BENEVENTO - Nove persone, tra cui anche un
vigile urbano, perlopiu' appartenenti a clan malavitosi operanti
in zona, sono state arrestate dai carabinieri nel Sannio con l'
accusa di estorsione aggravata e ricettazione. Gli arresti sono
stati eseguiti su ordine della Dda di Napoli.
Alcuni degli estorsori, secondo quanto accertato dai
militari, avrebbero impedito ad un imprenditore di aprire un'
attivita' commerciale mentre ad un secondo, titolare di un'
impresa e vincitore di un appalto pubblico lo avrebbero
minacciato quando non voleva cedere in subappalto la gara
pubblica vinta. L'operazione e' stata condotta
dai carabinieri del comando provinciale di Benevento.
In manette sono finiti Alberto Supino (53 anni, originario di
San Martino Valle Caudina); Giuseppina De Masi (41 anni di
Sant'Agata de Goti); Vincenzo Iadanza (50 anni, originario di
Campoli del Monte Taburno); Antonio Maglione (38 anni,
originario di Benevento); Pasquale Venditto Pasquale (45 anni,
originario di Napoli); Luigi Olivetti (39 anni, originario di
Napoli); Massimo Pagnozzi (vigile urbano di Montesarchio di 45
anni, originario di Portici); Umberto Caturano (41 anni di
Montesarchio); Vincenzo Orso (59 anni, originario di Napoli).
Per tutte le nove persone arrestate l'accusa e' di estorsione e
tentata estorsione aggravata, ricettazione e violazione della
legge sulle misure di prevenzione.
I provvedimenti restrittivi di custodia cautelare in carcere
sono stati emessi dal Gip presso il Tribunale di Napoli su
richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia che ha
coordinato le indagini. (ANSA).
SOLO 28% STUDENTI NAPOLI HA FIDUCIA IN FORZE ORDINE
35% VITTIME RAPINE O FURTI RECUPERA REFURTIVA GRAZIE A MALAVITOSO
NAPOLI - Solo il 28% degli studenti
napoletani ha fiducia nelle forze dell'ordine: il 40% dice non
averne affatto, mentre il 32% non si esprime o non sa cosa dire.
E' uno dei dati che emerge dal questionario anti-camorra
promosso dall'Associazione studenti napoletani contro la camorra
e dalla Confederazione degli studenti con il patrocinio
dell'Ufficio scolastico regionale per la Campania e dalla
Provincia di Napoli. I dati sono stati presentati corso di una conferenza
stampa nei saloni dell'Istituto superiore 'Rosario Livatino' di San
Giovanni a Teduccio, alla periferia orientale di Napoli. Il 28%
degli intervistati e' stato aggredito o derubato, il 71% no. Il
48% ha cercato di reagire, il 51% no; dopo l'accaduto, inoltre,
solo il 43% si e' rivolto alle forze dell'ordine per denunciare
mentre il 35% ha cercato di recuperare la refurtiva in altro
modo attraverso il 'cavallo di ritorno', il malavitoso di
quartiere e 'amicizie'. Dal questionario emerge che il 98% degli studenti
di Napoli e provincia conosce la camorra, per il 92% di essi si tratta di un
fenomeno sociale negativo, per il 4% esso e' addirittura
positivo mentre il restante 4% non sa esprimersi. Ed ancora, per
il 79% degli interpellati si tratta di un fenomeno da combattere
mentre il 19% lo giudica inevitabile. Il clan piu' conosciuto e'
quello dei Di Lauro seguito dai Mazzarella, i Giuliano, i
cosiddetti 'scissionisti' e i Rinaldi. I dati emergono da 5.155
questionari compilati dai giovani di eta' compresa tra i 13 ed i
22 anni. A rispondere sono stati 2560 studenti in citta', 1933
in provincia e 662 a Bassano del Grappa, citta' veneta con la
quale e' stato avviato un progetto comune su questi temi. Il 40%
dei ragazzi - emerge ancora dal questionario - conosce qualcuno
coinvolto con la camorra, il 59% dice di no mentre c'e' un 1%
che preferisce non pronunciarsi.
Della criminalita' i giovani sentono parlare soprattutto dai
mezzi di comunicazione, solo il 14% di essi ha avuto esperienze
dirette. Il 50% dei ragazzi pensa inoltre che le istituzioni e
le forze dell'ordine non stiano lavorando bene contro la
criminalita', il 15% da invece giudizio positivo all'operato, il
34% non sa e l'1% non risponde. Il 72% dei giovani pensa che in
Campania, e piu' in generale nel sud, ci sia maggior malavita
rispetto al centro ed al nord Italia. Il 16% non e' concorde
mentre l'11% non sa. Il 40% dei ragazzi in futuro ha intenzione
di lasciare la propria citta', il 25% no ed il 34% e' indeciso.
Secondo i dati del questionario il 44% dei giovani e' convinto
che la criminalita' si possa sconfiggere, di diverso avviso il
28% mentre il 27% non sa. Informati sulle associazioni
antiracket ed anticamorra il 75% di essi, il61% le ritiene
espressione della volonta' di sconfiggere il malaffare. Sempre
secondo il questionario il guadagno facile(64%) insieme alla
disoccupazione (46%), il contesto sociale (42%), il potere
(38%), la mancanza di educazione (32%) ed altro(7%)
rappresentano i motivi principali che spingono una persona ad
avvicinarsi alla criminalita'.
Le stesse domande sono state poi rivolte ad un gruppo di
studenti di Bassano del Grappa. Anche per loro si tratta di un
fenomeno conosciuto( 95%), negativo (90%) e da combattere. A
differenza dei giovani napoletani solo al 15% di loro e'
capitato di conoscere qualcuno coinvolto con la camorra comunque
il33% di essi conosce di qualche clan malavitoso. L'11% e' stato
aggredito o derubato, il 625 ha cercato di reagire ed il 49% si
e' rivolto alle istituzioni. Maggiore la differenza nella
fiducia nelle forze dell'ordine che a Bassano tocca il
45%. (ANSA).
LASCIA UNIVERSITA', SI METTE A SPACCIARE NEL NAPOLETANO
CASTELLO DI CISTERNA - Fino a qualche tempo fa era
uno studente universitario 'insospettabile', frequentava i corsi
della facolta' di giurisprudenza, per poi lasciare gli studi per un' attivita'
piu' 'redditizia': Pasquale P., 31 anni di Pomigliano d'Arco
(Napoli), in nottata e' stato arrestato dai carabinieri del
nucleo operativo del reparto territoriale di Castello di
Cisterna, con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di
droga. I militari hanno trovato nella sua abitazione 300 grammi di
hascisc, e tutto l'occorrente per il confezionamento delle dosi
di droga. Secondo gli inquirenti il 31enne riforniva di sostanze
stupefacenti giovani studenti e cittadini residenti nella zona
residenziale del paese partenopeo. L'uomo e' stato arrestato nel
corso di una delle operazioni eseguite tra ieri e oggi nella
provincia di Napoli, da circa 500 militari del reparto
territoriale di Castello di Cisterna, al comando del tenente
colonnello Aldo Saltalamacchia. Tra le altre persone finite in manette:
Salvatore D.L., 32 anni di Melito di Napoli, trovato in possesso
di 20 grammi di eroina, e Gennaro R. ed Emanuele N., entrambi
di 19 anni, pregiudicati di Melito di Napoli, trovati in possesso di 15
grammi di marijuana, e 2 di cocaina, oltre a 180 euro ritenuti
provento dell'attivita' illecita. Per loro l'accusa e' di
detenzione ai fini di spaccio.
19 settembre 2006
TURISTA FERITO A NAPOLI: 19NNE FERMATO, UCCIDERE UN'OSSESSIONE
CONFESSIONI CHOC AL PM DEL GIOVANE SICARIO: ERA COME IN UN FILM
NAPOLI - ''Mi aveva preso 'l'nziria' (in
napoletano un capriccio ossessivo, una fisima). Sparavo,
sparavo, ma non riuscivo a colpirlo''. Le confessioni choc di
Michele Elia 19 anni, gia' un curriculum di tutto rispetto nella
mala napoletana e le stimmate del boss di domani, finiscono con
il colpire anche un magistrato esperto come il sostituto della
Dda partenopea, Raffaele Marino.
''Mi ha sorpreso il suo racconto piu' come cittadino che come
magistrato. Elia parlava come uno che si sente protagonista di
un film'' ha detto oggi il sostituto della Direzione
Distrettuale Antimafia nel corso della conferenza convocata per
illustrare i dettagli dell'operazione che hanno condotto al
fermo dei due giovani, con Elia anche Bruno Pugliese,
responsabili del ferimento per errore del turista canadese
giovedi' scorso a Napoli.
''Commentando il gran numero di esplosioni - ha riferito
Marino - (non meno di dieci i colpi sparati all'indirizzo di un
esponente del clan rivale da punire per un futile sgarro, ndr)
ha manifestato la frustrazione per il fallimento della sua
missione di morte. Questo la dice lunga sul valore che ragazzi
cosi' giovani danno alla vita umana''. I magistrati hanno
sottolineato inoltre come tutto sia scaturito da una reazione
assolutamente sproporzionata all'offesa, con un banale litigio
tra esponenti di clan rivali degenerato in un conflitto da
punire con la morte, ed evidenziato anche un cambio di strategia
tra le nuove leve della camorra sempre piu' dedite a reati di
strada come le rapine. ''E non si capisce bene - ha detto Marino
- se lo fanno per vivere o per scelta, magari contando sui
benefici penitenziari. Comunque e' un dato preoccupante''.
I magistrati della Dda hanno sottolineato infine come i
risultati ottenuti dal punto di vita investigativo siano il
frutto di una efficace azione di controllo del territorio. ''La
conoscenza del territorio - ha detto Roberti - e' una
prerogativa necessaria nell'azione di contrasto alla
criminalita' organizzata''. (ANSA).
18 settembre 2006
ASSOCIAZIONE STUDENTI, 40% GIOVANI CONOSCE MALAVITOSI
QUESTIONARIO PATROCINATO DA PROVINCIA E UFFICIO SCOLASTICO
NAPOLI - Il 40% dei ragazzi dichiara che
conosce qualcuno coinvolto con la camorra, il 79% crede che la
camorra sia un fenomeno da combattere. Sono alcuni dei dati
emersi dal questionario anticamorra, promosso dall'Associazione
degli studenti napoletani contro la camorra e dalla
Confederazione degli studenti. Iniziativa patrocinata della
Provincia di Napoli e dall'ufficio scolastico regionale per la
Campania: i dati saranno presentati mercoledi' 20 settembre alle
ore 10 nell'Istituto Rosario Livatino in via Atripaldi a San
Giovanni a Teduccio.
''Stiamo elaborando gli ultimi dati - afferma il presidente
dell'associazione degli studenti napoletani contro la camorra,
Andrea Pellegrino - e mercoledi' presenteremo tutti i risultati
del questionario anticamorra che, in dieci mesi, ha coinvolto
oltre quattromila studenti di Napoli e provincia e centinaia di
studenti veneti''. ''Per la prima volta - aggiunge il vice
presidente dell'associazione Gaia Trufio - oltre ai dati
relativi alle scuole di Napoli e provincia, c'e' anche un
confronto con gli studenti veneti che ci hanno contattati
perche' volevano conoscere meglio l'associazione''.
Nel corso della conferenza stampa saranno presentati tutti i
risultati del questionario. Prenderanno parte anche il questore
di Napoli, Oscar Fioriolli, l'assessore provinciale alle
Politiche Scolastiche e Formative, Angela Cortese, l'assessore
alla Protezione Civile della Provincia di Napoli, Francesco
Emilio Borrelli, ex presidente dell'associazione degli studenti
napoletani contro la camorra, l'assessore alle Politiche
giovanili del Comune di Napoli, Giulio Riccio, e il direttore
generale dell'ufficio scolastico regionale per la Campania,
Alberto Bottino. (ANSA).
16 settembre 2006
ARRESTATO LATITANTE DEL CLAN DEI CASALESI
CASERTA - Pietro Paolo Venosa, 35 anni,
ritenuto un elemento di spicco del clan dei Casalesi, e' stato
arrestato dai carabinieri della stazione di San Cipriano
d'Aversa (Caserta). Venosa, soprannominato ''o figlio d'o
cocchiere'' risultava latitante dopo l'emissione nei suoi
confronti di una ordinanza di custodia cautelare con l'accusa di
associazione mafiosa. Il pregiudicato e' stato catturato dai
militari al termine di un lungo inseguimento concluso nello
scalo ferroviario. (ANSA).
15 settembre 2006
PREGIUDICATO UCCISO NEL CASERTANO
SU DI LUI SICARI HANNO SCARICATO 18 COLPI CON DUE PISTOLE
CASERTA - Un pregiudicato, Angelo Cortese,
di 40 anni, di Cervino, scarcerato di recente dopo avere
scontato una pena per detenzione abusiva di armi, e' stato
ucciso questa mattina, nella frazione Montedecoro di Maddaloni,
con colpi di pistola mentre era a bordo di una Fiat Bravo di sua
proprieta'. Due sicari gli hanno sparato contro 18 colpi di pistola
calibro 9x21 e 7,65, uccidendolo all'istante. L'agguato e'
avvenuto in prossimita' del bar Zanzibar e, secondo quanto ha
accertato la polizia non ci sarebbero testimoni. Gli agenti della
squadra Mobile casertana, che stanno procedendo nelle indagini,
infatti, non sono riusciti a raccogliere elementi utili per ricostruire
la dinamica dell'omicidio. Angelo Cortese, secondo quanto si e' appreso,
non faceva parte di organizzazioni criminali operanti nella zona, ma
secondo gli investigatori portava a termine estorsioni ai danni
di operatori economici del Maddalonese. Il pregiudicato potrebbe,
dunque, essere stato ucciso per avere invaso il territorio controllato
da almeno due gruppi camorristici, quello di Maddaloni, capeggiati
da Clemente D'Albenzio e quello di San Felice a Cancello
dell'ex gruppo dei Massaro. (ANSA).
14 settembre 2006
CRIMINALITA': TURISTA CANADESE FERITO A NAPOLI
NAPOLI - Un turista canadese ferito a una
gamba da una pallottola vagante durante una sparatoria,
probabilmente un agguato di camorra. E' accaduto oggi a Napoli,
all'angolo tra via Serra di Cassano e via Nuova Pizzofalcone.
Marc St Pierre, canadese del Quebec, stava passeggiando con la
sua compagna. ''Ero convinto che si trattasse di fuochi di
artificio'', ha detto alla polizia.
I colpi sono stati esplosi probabilmente da sicari che
volevano uccidere un esponente di un clan avversario. Marc St
Pierre, 43 anni, e' stato colpito da una pallottola che e'
rimasta conficcata nella gamba sinistra. Sul luogo gli agenti
hanno rinvenuto numerosi bossoli di pistola. Il turista canadese
e' stato sottoposto a un intervento chirurgico nell'ospedale
Vecchio Pellegrini. La ferita non e' grave, la prognosi e di
quindici giorni. In ospedale si sono recati l'assessore Gennaro Mola,
in rappresentanza dell'amministrazione comunale, e il console del
Canada a Napoli, Marinella de Nigris. ''Siamo venuti a Napoli
l'8 settembre - ha raccontato in ospedale il turista,
appassionato di arte e sovrintendente di una impresa di
costruzione in Algeria - Ci siano tornati dopo cinque giorni
trascorsi a Capri. Tra poco ci sposeremo. Stavamo progettando
anche di acquistare qui un appartamento, per avere una base in
Italia, paese che amiamo molto''.
La sparatoria di oggi e' soltanto l'ultimo atto di un'estate
all'insegna della violenza. Basta ricordare quanto avvenuto il
12 settembre, giorno del vertice al Viminale dedicato
all'emergenza criminalita' nel capoluogo partenopeo , una
bambina di sei anni e' stata ferita da un colpo di arma da fuoco
a un braccio. Oppure ricordare, tra gli episodi di maggior
allarme sociale, l'omicidio avvenuto la sera del 4 settembre,
nel quartiere collinare dell'Arenella, dove un edicolante di 51
anni, Salvatore Buglione, e' stato ammazzato con una coltellata
per essersi opposto a un tentativo di rapina.
Il Viminale ospitera' il prossimo 20 settembre la prima
riunione operativa della task force sulla sicurezza a Napoli.
L'istituzione del nuovo organismo era stata decisa in occasione
dell'incontro di lunedi' scorso tra i vertici istituzionali
locali, il ministro dell'Interno, Giuliano Amato e il
viceministro Marco Minniti. L'appuntamento di mercoledi'
consentira' di fornire - e' questo l'obiettivo dichiarato - i
''primi concreti segnali'' sui provvedimenti che il governo e le
istituzioni locali vogliono adottare per contrastare la
recrudescenza criminale. Durante il vertice del 12 settembre si
e' stabilito l'adozione di ''interventi urgenti e misure strutturali'', tra i
quali la maggiore presenza e, soprattutto, visibilita' delle
forze di polizia sul territorio. (ANSA).
13 settembre 2006
ERCOLANO, ARRESTATO FRATELLO BOSS GIOVANNI BIRRA
ERCOLANO - Agenti del commissariato
di Polizia Portici-Ercolano (Napoli) hanno arrestato Antonio
Birra, pregiudicato e fratello del boss Giovanni Birra,
attualmente detenuto e capo dell'omonimo clan.
L'uomo, uscito pochi giorni fa dal carcere di Poggioreale
beneficiando dell'indulto, e' sottoposto a misura di prevenzione
e sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di
Ercolano. Ieri sera al corso Resina e' stato sorpreso dagli agenti in
un normale controllo del territorio a parlare con un altro
pregiudicato. (ANSA).
12 settembre 2006
OMICIDIO MILONE, PERQUISIZIONI E INTERROGATORI
CASERTA - Sono proseguiti oggi perquisizioni
e interrogatori di pregiudicati ritenuti legati ad
organizzazioni criminali presenti nella zona di Cesa (Caserta)
nell'ambito delle indagini sull'agguato di ieri sera a Giovanni
Milone, di 53 anni, freddato, sulla provinciale Orta
d'Atella-Caivano da almeno due sicari che viaggiavano a bordo di
una moto di grossa cilindrata mentre la vittima era all'interno
della Peugeot 206 di sua proprieta'.
Milone, che gli investigatori ritengono legato al clan di
Nicola Caterino, contrapposto nella zona a quello dei Mazzara,
e' la terza vittima di una guerra tra i due gruppi che dallo
scorso 20 maggio ad oggi ha fatto gia' registrare tre vittime.
Fu per primo ucciso Michele Caterino, fratello del boss Nicola.
Quest'ultimo, probabilmente il vero bersaglio dei sicari,
riusci' a sfuggire all'agguato riparando sotto il portone di
casa; poco piu' di venti giorni dopo fu ammazzato, sempre a
Cesa, Michele Martinelli, di 48 anni, ritenuto legato al clan
dei Mazzara. (ANSA).
SPARI ALL'IMPAZZATA A NAPOLI, FERITA UNA BIMBA SEI ANNI/ANSA
LA PICCOLA, FIGLIA ESPONENTE CLAN, ERA SULL'USCIO DI CASA
NAPOLI - La sua unica colpa e' stata quella
di trovarsi a giocare sull'uscio della sua abitazione, una
modesta casa in un vecchio edificio, quando sono arrivati dei
malviventi in sella ad una moto che hanno aperto il fuoco
all'impazzata. Cosi', una bambina di sei anni e' rimasta ferita
oggi a Napoli ad un braccio da un colpo di arma da fuoco.
Subito soccorsa e portata nell'ospedale ''Villa Betania'': e'
stata colpita da proiettile ad un braccio. Le sue condizioni,
per fortuna, non destano preoccupazione ma naturalmente resta lo
choc e la preoccupazione per la gravita' dell'accaduto.
Il fatto e' accaduto a Barra, un quartiere della zona
orientale della citta' mentre a Roma gli amministratori locali
hanno tenuto con il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, un
vertice sull'escalation di una criminalita' sempre piu'
efferata. La scorsa settimana un edicolante del quartiere
Arenella e' stato ucciso con un coltellata al cuore perche' ha
tentato di reagire a quattro rapinatori che gli volevano portare
via l'incasso della giornata.
I malviventi, secondo una prima ricostruzione, si sono
addentrati in via Serino, un vicoletto nel centro antico di
Barra, ed hanno aperto il fuoco nei pressi dell'edificio
occupato da alcuni componenti della famiglia Aprea, una
organizzazione malavitosa ritenuta egemone nella zona orientale.
Hanno sparato all'impazzata, seminando il panico.
Molto probabilmente doveva essere solo un'intimidazione: un
messaggio chiaro da lanciare a qualcuno. Un proiettile ha
raggiunto al braccio la bambina, figlia di un esponente della
stessa organizzazione, attualmente in carcere. Un altro
proiettile si e' invece conficcato sulla porta della casa della
piccola, dove c'erano la mamma e i suoi fratelli. Poi i
malviventi si sono dileguati velocemente a bordo della loro
moto. Sul posto sono giunti subito gli agenti del locale
commissariato e quelli della squadra mobile della questura di
Napoli. E nonostante la massiccia presenza di uomini delle forze
dell'ordine nel quartiere serpeggia la paura. C'e' il timore che
la camorra abbia ripreso a sparare e che a pagarne le
conseguenze possa essere qualche innocente, proprio come stava
avvenendo oggi con la piccola di sei anni.
''Qui abbiamo paura, sempre. Qui dopo le otto ci dobbiamo
chiudere in casa perche' scatta il coprifuoco'', raccontano a
pochi metri dal basso dove e' accaduto l'ennesimo fatto di
cronaca. La piccola di sei anni rimasta ferita da colpi di arma
da fuoco, nel vicolo dove abita, a pochi passi dal centro di
Barra, la conoscono tutti. La definiscono vivace, sveglia: ''Una
vecchietta'', tanto che sembra adulta.
Una bimba ''che non ha paura di niente e di nessuno'',
raccontano, in un posto come Barra, hinterland napoletano, dove
pero' la paura di morire - anche solo per caso - sembra, invece,
ce l'abbiano tutti. (ANSA).
11 settembre 2006
CADAVERE CARBONIZZATO IN AUTO NEL CASERTANO
POTREBBE TRATTARSI DEL VIGILANTE SCOMPARSO LA SCORSA SETTIMANA
CASERTA, 11 SET - Michele Landa, la guardia giurata di
61 anni, di Mondragone, del quale non si hanno notizie dalle
prime ore di giovedi' scorso, potrebbe essere stato ucciso e,
poi, dato alle fiamme insieme con la sua vettura, una Fiat 600.
Dai pochi resti trovati dai carabinieri in localita' ''Pantano''
di Sessa Aurunca, non e' stato possibile stabilire se il
cadavere carbonizzato appartenga al vigilante scomparso la
scorsa settimana. Si attendono, dunque, gli esami del DNA per stabilire
se la scomparsa dell'uomo e' da inquadrare in una delle vendette dei
gruppi camorristici che operano sul litorale domiziano,
soprattutto tra Castelvolturno e Mondragone. Per alcuni giorni i
carabinieri avevano setacciato, anche con l'ausilio di
elicotteri, una vasta area del litorale domiziano alla ricerca
della vettura a bordo della quale Landa, mercoledi' sera, si era
recato al lavoro. L'allarme per la scomparsa dell'uomo era stato
lanciato dalla moglie poco dopo le otto di giovedi'. L'uomo, che
stato visto l'ultima volta da un metronotte di un'altra
societa', non era rincasato e, tra l'altro, non era stato
trovato al posto di lavoro dal collega che gli ha dato il
cambio. (ANSA).
OMICIDIO A SCAMPIA, DUE FERMI
DOPO IL DELITTO I KILLER FESTEGGIARONO CON TORTA E FILM DI TOTO'
NAPOLI - Due fermi sono stati eseguiti dai
carabinieri del nucleo operativo del comando provinciale di
Napoli nell'ambito delle indagini sull'omicidio del pregiudicato
Modestino Bosco ucciso in un agguato il 2 settembre scorso. I
fermati sono Giacomo Selva, indicato come uno dei presunti
mandanti del delitto e Salvatore De Santo. Nei loro confronti e'
stato emesso un decreto di fermo dal pm della Dda, Giovanni
Conzo. Secondo gli inquirenti il movente dell'omicidio sarebbe
individuato nei contrasti per lo spaccio di droga (cocaina,
eroina e hashish) nei quartieri di Scampia e Secondigliano alla
periferia Nord di Napoli. I provvedimenti fanno seguito ad altri
due fermi eseguiti nei giorni scorsi nei confronti di Francesco
Avolio e Vincenzo Gallo. Un quinto indagato, nel quale non sono
state rese le generalita', risulta latitante.
Le indagini sono basate soprattutto su intercettazioni
telefoniche e ambientali disposte sulle utenze degli indagati
subito dopo l'agguato. Dalle intercettazioni emerge tra l'altro
che subito dopo il delitto i sicari e i mandanti si riunirono
nell'abitazione di Selva per festeggiare e in quella occasione
ordinarono una torta e si divertirono a vedere un film di Toto'.
Giacomo Selva era stato scarcerato in base all'indulto circa un
mese prima dell'omicidio.
I particolari dell'operazione sono stati illustrati in una
conferenza stampa alla quale hanno partecipato il procuratore
Giovandomenico Lepore, il procuratore aggiunto Franco Roberti, i
pm Giovanni Conzo, il comandante provinciale dei carabinieri
col. Gaetano Maruccia e i maggiori dei carabinieri Gerardo Iorio
e Francesco Rizzo, comandanti del reparto e del nucleo
operativo. (ANSA).
PREGIUDICATO UCCISO IN AGGUATO NEL CASERTANO
CASERTA - Un uomo e' stato ucciso questa
sera con colpi di pistola mentre viaggiava a bordo di una
Peugeot 206, sulla provinciale Orta d'Atella -Caivano. La
vittima e' stata identificata dai carabinieri: e' Giovanni
Milone, di 53 anni, pregiudicato di Cesa, ritenuto legato ad una
delle organizzazioni camorristiche che operano nella zona.
Contro Milone, che aveva precedenti per estorsioni altri reati
contro il patrimonio e la persona sarebbero, stati esplosi
almeno una decina di colpi di pistola calibro 9x21. Milone usci'
miracolosamente illeso da un altro agguato, nel maggio del 1992.
Era in auto con il fratello Nicola quando fu sorpreso dai sicari
che esplosero contro i due numerosi colpi di pistola di grosso
calibro. Il fratello Nicola mori' mentre lui riusci' a salvarsi.
Gli investigatori non escludono che l'omicidio di questa sera
possa inquadrarsi tra la faida tra il potente clan dei Casalesi
e il gruppo scissionista dei Mazara. (ANSA).
9 settembre 2006
DROGA: VACANZA IN SPAGNA MA CAPOFAMIGLIA E' CORRIERE DEI CLAN
NAPOLI, 9 SET - Una vacanza di una settimana da
famiglia normale in Spagna: padre, madre, figlio di appena 6
anni, nipotina di 10. La donna e i due piccoli si godono momenti
di spensieratezza ignorando che quella insperata trasferta e'
una copertura per l'attivita' del capofamiglia, incensurato e
senza lavoro fisso, reclutato dai clan come insospettabile
corriere per un ingente quantitativo di droga.
E' questo uno degli aspetti dell'operazione che la scorsa
notte ha portato i carabinieri del Nucleo operativo del reparto
territoriale di Castello di Cisterna (Napoli) a fermare un'auto
sulla quale viaggiava la famiglia di napoletani di ritorno dalla
Spagna. Sulla vettura c'erano 26 chili di cocaina che, immessi
sul mercato, avrebbero fruttato ai clan della camorra che
gestiscono lo spaccio di droga nelle principali piazze di Napoli
e provincia circa 3 milioni di euro.
L'operazione dei militari e' scattata alle 2 della scorsa
notte nei pressi dello svincolo autostradale di Capua (Caserta):
la vettura, una Citroen C3, era stata pedinata fin dallo sbarco
a Civitavecchia, con la collaborazione dei militari della locale
compagnia. Per trovare la droga e' stata necessaria una
minuziosa perquisizione: l'auto e' stata praticamente
'smantellata' per individuare gli stupefacenti. Le 26 buste, di
circa un chilo l'una, contenenti cocaina si trovavano ben
nascoste nei tubolari sottostanti ai due sportelli laterali.
Inoltre, per depistare il fiuto dei cani antidroga, le buste
erano state ricoperte di salsa e ketch-up.
Le manette sono scattate per Marco Pernestino, un uomo di 25
anni, senza un lavoro fisso. Residente a Fuorigrotta, si
arrangiava lavorando in una sala Bingo. E' lui uno dei tanti
insospettabili, come sottolineano gli investigatori, sui quali
chi controlla lo smistamento di grosse partite di droga
dall'estero verso l'Italia fa presa con la promessa di un
compenso consistente - si parla di circa 25-30 mila euro per un
'lavoro' come quello di Pernestino - e, nel caso specifico,
anche con la possibilita' di far trascorrere una settimana
gratuita di vacanza alla sua famiglia, opportunita' che puo' far
gola a chi non dispone dei mezzi economici necessari. Il
corriere insospettabile diventa parte di un ingranaggio molto
piu' ampio ed organizzato con basi a livello internazionale:
probabilmente a Pernestino era stato detto di lasciare l'auto in
un garage nel quale, mentre lui e la sua famiglia si godevano
sole e mare iberici, e' avvenuta l'operazione di occultamento
della droga. La vacanza pero' e' finita male: Pernestino e' stato
arrestato per traffico internazionale di stupefacenti e condotto
nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Per la moglie e i due
bambini la brutta sorpresa di trovarsi coinvolti in
un'operazione delle forze dell'ordine. (ANSA).
8 settembre 2006
ARRESTATO NEL NAPOLETANO IL CAPOCLAN DE LUCA BOSSA
DEVE SCONTARE ERGASTOLO, ACCUSATO ANCHE DI STRAGE
NAPOLI - Il pregiudicato Antonio De Luca
Bossa, 35enne, ritenuto capo dell'omonimo clan attivo nel
territorio compreso tra il quartiere Ponticelli e il confinante
comune di Cercola, e' stato arrestato dagli agenti della sezione
omicidi della squadra mobile assieme agli agenti del
commissariato di polizia Ponticelli. L'uomo si trovava in un
appartamento a Casalnuovo. L'arresto e' scaturito da un provvedimento
emesso dall'Ufficio di sorveglianza di Reggio Emilia che ha revocato
una precedente ordinanza emessa lo scorso agosto con cui ne
aveva disposto la scarcerazione. Nel frattempo sono divenuti altri
esecutivi due provvedimenti a carico di De Luca Bossa che
lo condannano rispettivamente alla pena di due anni per la violazione
delle prescrizioni della sorveglianza speciale, ed alla pena dell'ergastolo
per associazione camorristica, strage, armi ed altri reati. (ANSA)
7 settembre 2006
E' GUERRA NEL VESUVIANO, ARRESTATO BOSS PANICO
SETTE DECRETI DI FERMO DA INCHIESTA SU SVENTATA STRAGE
NAPOLI - Uno dei boss del clan Panico e'
finito in manette oggi, alle prime ore del mattino, raggiunto
dalle forze dell'ordine insieme a un altro elemento del gruppo
malavitoso che si contende il controllo di alcuni comuni del
Vesuviano con i rivali, i Sarno. Cinque notifiche di fermo per
indiziati di delitto hanno inoltre raggiunto in mattinata
altrettanti esponenti dei Panico, gia' in carcere.
L'inchiesta portata avanti dal pm Vincenzo d'Onofrio della
dda della Procura di Napoli prospetta uno scenario inquietante:
puntata della guerra in corso fra due clan, che dura da due
anni, e che ha contato due agguati mortali nei mesi di luglio e
agosto, avrebbe potuto essere anche una carneficina, cui si
accingevano i Sarno per ammazzare i boss rivali.
Nella operazione di stamani, nel corso della quale due
persone sono sfuggite alla cattura, sono stati arrestati Antonio
Panico, 48 anni, e Gennaro Porricelli, 42 anni, entrambi
residenti a Sant'Anastasia con domicilio in via Capodivilla.
Raggiunti in carcere dalla notifica del decreto di fermo Ciro
Perillo, 29 anni, domiciliato a Sant'Anastasia in via
Capodivilla; Antonio Sabbatino, 50 anni, residente a Ottaviano
in via Tasso; Antonio Sannino, 23 anni, residente a
Sant'Anastasia in via Capodivilla; Raffaele Manfellotto, 25
anni, residente a Sant'Anastasia in piazza Marigliano; Giovanni
D'Auria, 35 anni, residente a Sant'Anastasia in via Luigi
Esposito. Nel corso dell'operazione sono state sequestrate due
autovetture Lancia K blindate, e 6 telecamere a circuito chiuso.
Gennaro Porricelli, di 42 anni, cognato dei ras di
Sant'Anastasia Panico, per estorsione in danno di imprenditore
locale, dal quale, a titolo estorsivo, avevano percepito una
somma di denaro per proseguire l'attivita'.
Le indagini sul contrasto fra i due gruppi criminali portarono
il 24 e il 25 agosto scorso all'arresto degli appartenenti al
clan Sarno Carmine Caniello e Diego Zuccaro: operazione che
permise di sventare un attentato. Secondo gli inquirenti, per
acquisire il controllo della zona, il clan Sarno sarebbe stato
in procinto di mettere a punto un vero e proprio 'disegno
stragista', per colpire i due boss Antonio Panico, arrestato
oggi, e Francesco Panico. Successivamente, i carabinieri
coordinati dal tenente colonnello Aldo Saltalamacchia,
arrestarono il 28 agosto, in flagranza di reato, due esponenti
del clan Panico: Antonio Sannino e Raffaele Manfellotto, armati
di due revolver che si erano recati da un commerciante di Somma
Vesuviana per ritirare il pizzo.
Quindi, il pm della Dda di Napoli emise il decreto di fermo
di indiziato di delitto a carico di altri tre esponenti del
clan, ai quali si contestava il reato di estorsione, con
l'aggravante di aver agito per conto dell'organizzazione
criminale di riferimento.
E' in questa faida che si collocano l'omicidio di Giuseppe
Castiello, cognato dei fratelli Panico, il 18 luglio scorso, e
l'omicidio di Danilo Laloe', vicino ai Sarno, ucciso l'11
agosto: fatti che dimostrerebbero che sul territorio e' in atto
una vera e propria guerra di camorra, che svanisce e riemerge a
scadenze temporalmente non predeterminate, da circa due anni a
questa parte. (ANSA).
SGOMINATO CLAN PANICO NEL NAPOLETANO
SETTE ARRESTI, PER INQUIRENTI SVENTATA UNA CARNEFICINA
NAPOLI - Una guerra fra clan che dura da piu'
di due anni, due omicidi nei mesi di luglio e agosto, e il
rischio di una vera e propria 'carneficina', sventata nel
Napoletano: e' quanto emerge delle indagini che hanno portato a
7 provvedimenti di fermo di indiziato di delitto che colpiscono
altrettanti esponenti del clan Panico. Due arresti sono stati
compiuti stamattina dai carabinieri del nucleo operativo di
Castello Cisterna, mentre due persone sono sfuggite alla
cattura; per altri 5, arrestati nei giorni scorsi, la notifica
del provvedimento e' arrivata in carcere.
Le misure cautelari sono state applicate su decreto emesso
dal pm Vincenzo D'Onofrio della Dda della Procura della
Repubblica di Napoli. Il clan e' attivo nell'area compresa fra i comuni
di Sant'Anastasia, Somma Vesuviana e altri limitrofi, dove si
starebbe consumando una guerra con i Sarno, silente un alcuni
momenti, palese in altri, per il controllo criminale della zona.
I fermati sono ritenuti responsabili a vario titolo di
associazione per delinquere di stampo camorristico, estorsione,
a danno di imprenditori e commercianti di vari settori,
detenzione di armi ed altro.
Secondo gli inquirenti i provvedimenti presi in questi giorni
(nel mese di agosto sono stati arrestati due elementi di spicco
del clan Sarno) sarebbero serviti a sventare un piano criminale
''terrificante e delirante'', che avrebbe potuto trasformare
l'hinterland napoletano in un una vera e propria 'zona di
guerra': si parla di una potenziale carneficina che avrebbe
messo a rischio anche persone innocenti. (ANSA).
6 settembre 2006
ARRESTATO A LONDRA CAPOCLAN NAPOLETANO
INTERVENUTI REPARTI SPECIALI FORZE DELL'ORDINE BRITANNICHE
NAPOLI - Un latitante, Raffaele Caldarelli di
35 anni, ritenuto capo dell'omonimo clan operante a Napoli nella
zona ''Case nuove'', nel quartiere Mercato, e' stato arrestato a
Londra. Caldarelli e' stato bloccato dopo una violenta
colluttazione con uomini la Serious organized crime agency e
l'Extradition unit di Scotland Yard. Era ricercato in seguito a
un ordine di cattura internazionale per associazione a
delinquere di stampo mafioso, estorsione e reati in materia di
armi e sostanze stupefacenti.
Le indagini sono state condotte dalle Fiamme gialle di Napoli
e coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia del
capoluogo campano. L'arresto del latitante, si legge in una nota
della guardia di finanza, e' stato condotto attraverso un
costante flusso informativo fra i finanzieri del nucleo di
polizia tributaria di Napoli e il personale della divisione
Interpol della direzione centrale della polizia criminale del
Ministero dell'interno, che, a sua volta, ha garantito il
collegamento con la polizia londinese. Caldarelli era gia'
sfuggito in passato alla cattura. (ANSA).
5 settembre 2006
DUE FERMATI PER OMICIDIO A NAPOLI
ACCUSATI DELITTO SABATO SCORSO A SECONDIGLIANO
NAPOLI - Due persone, Francesco Avolio, di 40
anni e Vincenzo Gallo, di 41, sono state sottoposte a fermo
perche' indiziati del delitto di omicidio aggravato dal metodo
mafioso dai carabinieri del nucleo Operativo del Comando
provinciale di Napoli, durante indagini sugli ultimi omicidi
avvenuti nel capoluogo campano. I due, entrambi napoletani, sono
ritenuti rispettivamente l' organizzatore e l' esecutore
materiale dell' omicidio di Modestino Bosco, eseguito in un
garage del quartiere Secondigliano sabato scorso.
I carabinieri, durante le indagini coordinate dalla Direzione
Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno accertato che i due
avrebbero commesso l' omicidio per agevolare l' associazione
camorristica di appartenenza nell' ambito di scontro in atto tra
frange interne al clan camorristico dei Di Lauro ed affiliati ad
altri clan della zona nord di Napoli. (ANSA).
EDICOLANTE MORTO PER RAPINA, A NAPOLI CACCIA AGLI ASSASSINI
INVESTIGATORI AL LAVORO ANCHE SU ALTRI DUE DELITTI DI IERI
NAPOLI - Non han


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