19 novembre 2006
IMPRENDITORE PREGIUDICATO UCCISO NEL CASERTANO
CASERTA - Un imprenditore edile, Cesario
Scarano, di 45 anni,di Aversa, pregiudicato per reati contro il
patrimonio e la persona e per associazione per delinquere e'
stato ucciso questa sera in un agguato tra Succivo ed Orta
d'Atella.
La Ford Focus sulla quale l'imprenditore viaggiava, secondo
una prima ricostruzione del delitto fatta dai carabinieri, e'
stata affiancata da una moto di grossa cilindrata con a bordo i
due sicari. Contro la vettura sono stati sparati numerosi colpi
di pistola che hanno raggiunto Scarano uccidendolo all'istante.
I due killer sono poi fuggiti riuscendo a far perdere le tracce.
Gli investigatori ritengono che l'ucciso fosse affiliato ad
una delle organizzazioni camorristiche che operano nell'aversano
e non escludono che possa essere stato eliminato nell'ambito
della lotta in atto nella zona tra i clan Caterino e Mazara per
il controllo delle estorsioni e dei traffici illeciti. Ma non e'
neanche da escludere che l'agguato a Cesario Scarano sia stato
deciso all'interno dello stesso clan di appartenenza per uno
sgarro. (ANSA).
UCCISO NEL NAPOLETANO, ANALOGIE CON ALTRO DELITTO
NAPOLI - La tecnica dell'omicidio di Pietro
Scelzo, il pregiudicato ucciso ieri sera nel centro antico di
Castellammare di Stabia, ricalca quella utilizzata per un altro
agguato di circa due mesi fa. Proprio come Scelzo, un
pregiudicato, Saverio Cataldo venne ucciso ucciso sotto casa,
sempre nel rione Santa Caterina, a pochi metri di distanza dal
luogo dell'assassinio di ieri sera. I due episodi in se'
potrebbero non significare molto, se non per l'area in cui si
stanno verificando questi delitti, un feudo del clan
D'Alessandro, dove il tasso di criminalita' e' altissimo e il
degrado ambientale e sociale altrettanto alto.
Cataldo fu ucciso davanti all'uscio di casa, in via Viviani,
e anche per Scelzo i sicari hanno atteso che la vittima facesse
rientro alla sua abitazione agendo indisturbati. Dal momento che
nei vicoli del centro antico non e' possibile entrare o uscire
senza essere osservati e ''radiografati'' dalle vedette della
camorra, e' quindi appare assai probabile che entrambi i delitti
siano stati decisi dal clan predominante.
La parentela di Scelzo con il collaboratore di giustizia
Tommaso Scelzo resta per gli investigatori una pista possibile,
ma tra le voci che circolano piu' insistenti sul conto del
pregiudicato, che era stato scarcerato di recente in seguito
all'indulto, c'e' quella che porta soprattutto agli ambienti
della droga. Il centro antico e' uno dei luoghi dove si svolge
l'attivita' illegale dello spaccio, cosi' come nella periferia
di via Moscarella e via Savorito.
Il modo in cui l'uomo e' stato ammazzato lascia ipotizzare
che i sicari fossero stati incaricati di punire uno sgarro
nell'ambiente della droga.
Ieri sera il centro di Castellammare di Stabia era privo di
presidii delle forze dell'ordine. Le strade che circondano il
centro antico erano piu' tranquille del solito, mancava il caos
che solitamente soffoca la citta' ogni sabato sera. Poi il suono
delle sirene ha improvvisamente squarciato il silenzio. Dopo le
ore 23 le strade si sono affollate, un'ambulanza era ferma
davanti all'ingresso delle Antiche Terme e la gente che sedeva
ai tavoli dei ristoranti del centro storico parlavano della
sparatoria. Scelzo e' stato ammazzato con almeno sei proiettili
che lo hanno raggiunto in varie parti del corpo.
Secondo le indagini condotte dal commissariato di polizia di
Castellammare di Stabia, la vittima, dopo aver militato nel clan
camorristico dei D'Alessandro era passato tra le fila di quello
degli Scarpa-Omobono e ora si sospetta che avesse continuato a
fare il '''doppio gioco'', con entrambi i clan. Tra le ipotesi,
ancora, c'e' quella secondo la quale Scelzo avrebbe cercato di
costituire un proprio gruppo criminale, svolgendo un'attivita'
che stava ''rompendo la piazza'' dello spaccio di cocaina e
marijuana. I precedenti per droga, oltre che per armi, fanno
ritenere che quella della pista del controllo dello spaccio di
stupefacenti possa essere quindi la piu' accreditata delle
chiavi di lettura del delitto. (ANSA).
UCCISO NEL NAPOLETANO; DROGA O VENDETTA LE PISTE
NAPOLI - Scarcerato di recente in seguito
all'indulto, ritenuto vicino al clan camorristico dei
D'Alessandro, cugino di un pentito al quale avevano gia'
ammazzato un fratello: Pietro Scelzo, 45 anni, e' stato ucciso
ieri sera in un agguato a Castellammare di Stabia (Napoli).
L'uomo e' stato atteso dai suoi killer, in due in sella ad
una moto, sotto il portone della sua abitazione nel rione Santa
Caterina. I sicari erano decisi a portare a termine la loro
missione di morte: a terra, dopo l'agguato, sono stati trovati
dieci bossoli. Scelzo e' stato ammazzato con almeno sei
proiettili che lo hanno raggiunto in varie parti del corpo.
Sul fatto indaga la polizia. Una pista riguarda un'eventuale
guerra per lo spaccio di droga, ma non si trascura la parentela
dell'assassinato con Tommaso Scelzo, suo cugino di primo grado,
pentito di camorra un cui fratello, Guglielmo, fu ucciso due
anni fa. E quindi non si trascura l'ipotesi di una vendetta
trasversale.
Secondo le indagini condotte dal
commissariato di polizia di Castellammare di Stabia, Pietro
Scelzo, ucciso ieri sera in un agguato nella cittadina stabiese,
dopo aver militato nel clan camorristico dei D'Alessandro era
passato tra le fila di quello degli Scarpa-Omobono che e' pero'
stato sgominato dalle operazioni delle forze dell'ordine.
Scelzo, uscito di carcere grazie all'indulto, secondo la
polizia, avrebbe cercato di costituire un proprio gruppo
criminale sul territorio ma il suo tentativo sarebbe risultato
vano. I precedenti per droga, oltre che per armi, fanno ritenere
che quella della pista del controllo dello spaccio di
stupefacenti possa essere una delle chiavi di lettura del
delitto. Ma non si trascura affatto l'ipotesi della vendetta
trasversale nei confronti del cugino, Tommaso, pentito di
camorra. (ANSA).
CRIMINALITA' NAPOLI: DISTRIBUITE MAGLIETTE, CITTA' E' VIVA
NAPOLI, 19 NOV - ''Napoli e' viva e io la difendo''.
Questo il messaggio scritto su oltre 500 magliette distribuite
questa mattina durante una manifestazione organizzata in piazza
Carita', a pochi metri dal centro antico della citta', da un
gruppo di diverse associazioni che operano sul fronte
dell'impegno sociale ma anche imprenditori e professionisti.
L'iniziativa e' stata organizzata per cercare di accendere i
riflettori su quanto di positivo avviene in una Napoli devastata
dalle guerre di camorra. In piazza anche esponenti delle
associazioni Campaniaviva, Mezza Luna Rossa Palestinese, Unione
Italiana terza eta', Associazione italiana cultura e sport,
Lotta ricerca per la disabilita' anziani, Engea Campania. Molte
magliette sono state indossate da ciclisti e pedoni che hanno
attraversato la citta' nel giorno dello stop al traffico per la
domenica ecologica.
''Napoli - sottolineano i promotori - non e' un paradiso
abitato da diavoli, ma una moderna metropoli europea che ha
deciso di rimboccarsi le maniche per uscire da questo momento''.
L'appello, rivolto a politica, istituzioni, cittadini,
volontariato e' quello di ''respingere le accuse di quanti
ritengono vivere e nascere in questa citta' una 'disgrazia'.
Disgraziati saranno loro, a non cogliere le mille facce di
qeusta citta'''. L'obiettivo e' quello di ''ricreare lo spirito
e ridare corpo a quel 'rinascimento napoletano che e' stata la
sintesi tra la volonta' di una nuova classe politica di dare una
svolta ai destini della citta' e la voglia dei napoletani di
rimboccarsi le maniche e farcela da soli''. (ANSA).
18 novembre 2006
CONTROMAFIE: PM CASERTA, ACCENDERE RIFLETTORI SU ECOMAFIE
ROMA - Istituire un 416 quater del codice
penale per i reati di mafia contro il patrimonio ambientale per
dotare la magistratura e le forze dell'ordine degli stumenti
necessari per combattere le ecomafie. Questa la proposta che il
sostituto procuratore della Repubblica a Santa Maria Capua
Vetere (Caserta), Donato Ceglie, ha lanciato oggi a
''Contromafie'', gli Stati Generali dell'antimafia, partecipando
al gruppo di lavoro sulla criminalita' specializzata nei reati
ambientali.
Il pm protagonista di inchieste su traffici illeciti di
rifiuti tossici e in prima linea nella battaglia contro le
ecomafie gestite dai clan della camorra, ha sottolineato
l'urgenza di una normativa piu' dura ed efficace nella lotta a
quella che e' diventata una delle attivita' piu' redditizie
della criminalita' organizzata: ''E' un aspetto sottovalutato
dalle istituzioni, i dati sull'eco-business dimostano volumi
d'affari enormi, ma soprattutto rischi altissimi per la salute
dei cittadini. E' in gioco il nostro futuro oltre che quello
dell'ambiente in cui viviamo e crescono i nostri figli. Occorre
accendere i riflettori sui nuovi crimini eco-mafiosi''.
Tra le proposte del magistrato campano, quella di istituire
''un 416 quater del codice penale sui reati associativi
ambientali per dotare la magistratura e le forze dell'ordine
degli stumenti necessari a contrastare un fenomeno allarmante
che grazie all'inadeguatezza normativa e una frequente
connivenza della pubblica amministrazione sta prendendo piede
ormai sul tutto il territorio nazionale''. (ANSA).
CRIMINALITA': SINDACO CASTELLAMMARE, EPISODIO INQUIETANTE
NAPOLI - ''Episodio inquietante che rischia
di riportare la citta' ai suoi anni piu' bui''. Lo afferma il
sindaco di Castellammare di Stabia in riferimento all'omicidio
avvenuto stasera nel centro antico.
''Nessuno immaginava che a Castellammare di Stabia - ha
aggiunto - la criminalita' avesse smesso di far sentire il suo
peso, anzi proprio martedi' scorso durante il Comitato per
l'ordine pubblico e la sicurezza che si e' tenuto a Palazzo
Farnese il prefetto di Napoli, Renato Profili, aveva parlato di
calma apparente e insieme a tutte le forze dell'ordine abbiamo
discusso di un piano ad ampio raggio per contrastare la
criminalita' e aumentare la sicurezza. Sono temi fortemente
avvertiti da tante parti in citta', come dimostrano le
iniziative sulla legalita' di queste ultime settimane. Esprimo
piena fiducia nel lavoro degli investigatori che faranno luce su
un episodio che sin da ora sembra inserirsi chiaramente in una
logica di camorra'.
''Gia' nelle prossime ore - ha concluso - con i capigruppo
dovremo concordare la data del consiglio comunale straordinario
sul tema che ho chiesto nei giorni scorsi. Da li' dovra' partire
il coinvolgimento dell'intera citta', delle sue forze sane,
attraverso le associazioni, le scuole, le parrocchie, le forze
economiche, politiche e sindacali. Tutti insieme dobbiamo
scongiurare il rischio che Castellammare ripiombi nel suo
passato peggiore. Davanti alla camorra nessuno giri la faccia da
un'altra parte''. (ANSA).
17 novembre 2006
NAPOLI - TRE OMICIDI IN POCHE ORE
Liveri, ore 18. I killer in moto individuano l’auto sulla quale viaggiano Luigi e Gerardo Nappi. Fanno fuoco senza lasciare scampo: trenta i proiettili esplosi.
Boscotrecase, ore 20. Un’auto scarica il corpo di Umberto Somma davanti all’ospedale. L’uomo presenta una ferita da arma da fuoco alla nuca. Caivano, ore 20.30. In via delle Rose Andrea Vallo ferisce, per motivi di vicinato, Vincenzo Prece. I due sono pregiudicati. Le condizioni del ferito non sono gravi.
TRENTA COLPI PER UCCIDERE PADRE E FIGLIO
LIVERI - La sequenza di bossoli è impressionante. Sulla Bmw grigia, sull’asfalto a ridosso dell’ufficio postale, sul marciapiede. Trenta colpi per massacrare padre e figlio al rientro a casa. Luigi Nappi, 28 anni, e il padre Gerardo sono cadaveri all’ospedale di Nola. Quando li hanno portati per le cure dei sanitari, le loro condizioni erano già disperate. Il tentativo del 118 di salvarli si è rivelato inutile. Via Cesare Soprano, strada residenziale di pochi metri stretta da pini. La sede della polizia municipale, al lato opposto l’ufficio postale, all’incrocio poco più avanti la merceria «Beautiful». Tutti chiusi a quell’ora, nessuno ha visto. Nessuno può testimoniare. Nel buio umido della sei di sera, Luigi e Gerardo Nappi rientravano a casa. In auto, come sempre. Di ritorno da un adempimento giudiziario cui Luigi era obbligato: la firma alla caserma dei carabinieri di San Paolo Belsito. Retaggio di una condanna e un delitto che, probabilmente, avevano segnato la vita del giovane: l’omicidio di un coetaneo alla festa patronale di Marzano. Dieci anni fa. Dinamica controversa, c’è chi disse che Nappi, all’epoca ancora minorenne, avesse fatto inginocchiare il coetaneo per freddarlo con la pistola. Altri hanno parlato di rissa, con colpo partito accidentalmente. Un contrasto tra bande di giovani per dei complimenti ad una ragazza: marzanesi contro sanpaolesi. Storie passate, con condanna ora al giudizio della Cassazione. Una macchia rimasta per sempre nei precedenti penali di Luigi Nappi. Il padre Gerardo era operaio alla fabbrica nolana «Polo manutenzione sud». Un lavoratore, che viveva a Liveri con la moglie e due figli. Il fratello di Luigi è minorenne. Rientrava in motorino a casa, ha visto l’auto del padre, i carabinieri. Ha capito. Ha abbandonato per strada il suo motociclo ed è corso su. Poi in ospedale con la mamma. I killer erano almeno due. In moto e con il casco che li rendeva irriconoscibili. Un agguato da professionisti. Hanno atteso l’auto, conoscevano perfettamente l’orario del rientro di padre e figlio. Hanno sparato quando la Bmw aveva svoltato per entrare nel garage in discesa, a lato dell’ufficio postale. Gerardo Nappi ha fermato l’auto, c’è stato un tentativo di uscire. Fuggire. Magari nel garage, per scampare agli assassini. Ma chi doveva colpire aveva una missione di morte da compiere. Tanti spari, con almeno tre pistole. I carabinieri del nucleo operativo territoriale, guidati dal maggiore Fabio Cagnazza, hanno individuato bossoli di una pistola calibro nove e di una 7,65. La raffica di proiettili non ha dato scampo alle vittime. Poi, la fuga in moto dei killer. Tutt’attorno, il buio e il silenzio. In quel fascio di strada, solo tre palazzine bipiani. In una c’era l’abitazione dei Nappi. Poi le strutture con le sedi degli uffici pubblici. Nessuna telecamera. Secondo gli inquirenti, il bersaglio dell’agguato era soprattutto Luigi Nappi. Era già sfuggito ad un agguato sette anni fa. Era stato più svelto del killer: gli aveva strappato un fucile a canne mozze ed era subito fuggito. Ieri, di ritorno dalla caserma dei carabinieri, non poteva che essere disarmato. Inerme. Rapporti investigativi definiscono Luigi Nappi, disoccupato e descritto come giovane dal carattere deciso, vicino al clan Cava, il gruppo da decenni in guerra con il clan Graziano in tutta l’area del Vallo di Lauro. Estorsioni, intromissioni nei piccoli appalti locali, clima di intimidazione e rispetto, per una faida di camorra che sconfina in un radicato contrasto tra famiglie e loro amici. Il 18 ottobre scorso, dopo due anni di latitanza, Biagio Cava era finito di nuovo in carcere. Ora l’agguato. Un segnale ai Cava, indeboliti dall’arresto? Per ora sono solo ipotesi d’indagine. Per una faida infinita. Che insanguina tutti i centri del Vallo.
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Colpito alla nuca e scaricato in ospedale
BOSCOTRECASE - Lo hanno abbandonato esanime sul ciglio della strada, nei pressi dell’ospedale civile di via Lenze. Una delle guardie giurate addette alla sorveglianza del presidio sanitario ha notato un via vai sospetto e si è precipitata all’esterno, dando immediatamente l’allarme. Umberto Somma, 35 anni, di Torre Annunziata, un modesto precedente per ricettazione, è stato trasferito d’urgenza al Loreto Mare di Napoli, ma non ce l’ha fatta. Lo hanno freddato con un colpo d’arma da fuoco alla nuca. Una esecuzione in piena regola, dunque. Un segnale inquietante. Ancora sangue sulle strade dell’hinterland vesuviano, anche se, al momento, non è stato ancora individuato il luogo preciso dell’agguato. L’auto dalla quale è stato gettato via il corpo sarebbe una citroen. Difficile stabilire il modello ed il colore, perché la zona, oltre che isolata, è scarsamente illuminata. I carabinieri della compagnia di Torre Annunziata, alle dipendenze del capitano Pasquale Sario e del tenente Valentino Nevosi, giunti sul posto nel giro di pochi minuti, lo hanno identificato tra mille difficoltà. L’uomo non aveva con sé alcun documento di riconoscimento. All’interno della giacca, tuttavia, i militari del presidio di Trecase, coordinati, sul campo, dal maresciallo capo Luigi Marletta, hanno rinvenuto due telefonini cellulari. Le schede sono risultate intestate a persone diverse. Gli inquirenti avrebbero a disposizione pochi elementi per ricostruire la esatta dinamica dei fatti ed il movente. Il colpo alla nuca e la circostanza che il 35enne non avesse uno spessore criminale di rilievo inducono a ritenere che il delitto potrebbe essere maturato nel quadro di un regolamento di conti nel mondo dello spaccio. Somma potrebbe aver commesso qualche «sgarro» pagato con la vita. I carabinieri, comunque, mantengono il massimo riserbo e non lasciano trapelare alcuna ipotesi. Non appena è giunta la notizia, dalla centrale operativa dei carabinieri sono partite tutte le gazzelle disponibili nel tentativo, rivelatosi vano, di individuare il killer o chi ha scaricato il corpo davanti all’ospedale. Quando i tutori dell’ordine sono riusciti a risalire alla identità dell’uomo hanno provveduto ad avvisare i familiari,. La sorella dell’ucciso è stata condotta al Loreto mare per il riconoscimento di rito.
16 novembre 2006
RACKET, BASSOLINO, PER CRIMINALI GIUSTE PENE IN TEMPI BREVI
NAPOLI - ''Condannare i criminali e i
camorristi a una giusta pena e soprattutto in tempi brevi e' la
risposta che lo Stato deve dare per contrastare la camorra e la
criminalita' organizzata''. Cosi' il presidente della Regione
Campania Antonio Bassolino a proposito della sentenza di
condanna degli estorsori di Silvana Fucito.
''Silvana - ha continuato Bassolino - non e' sola. A Napoli,
come dimostra la crescita di iniziative e di associazioni che si
oppongono al racket e alla camorra, si stanno moltiplicando le
denunce di tante e tante persone oneste che intendono reagire
alla piaga del racket. La criminalita' va combattuta su piu'
fronti. Decisivo e' avere una giustizia sempre piu' efficace e
rapida, e che garantisca una pena certa ai responsabili dei
reati'', ha concluso il presidente della Regione.
'Una vittoria di Napoli, dei
napoletani e dell'associazionismo antiracket''. Cosi' Silvana
Fucito, l'imprenditrice-coraggio di San Giovanni a Teduccio, ha
commentato le condanne dei suoi estorsori.
''L'associazionismo antiracket - ha ripreso il presidente
dell'associazione 'San Giovanni per la Legalita' - funziona e
da' sempre piu' coraggio. Sono tante le richieste che ci
pervengono dai diversi comuni della provincia partenopea. Le
associazioni antiracket sono la carta vincente per andare contro
la camorra e dare un senso sempre maggiore di legalita' alla
citta'''.
''La cosa importante della sentenza di ieri e' che abbiamo
dimostrato ai napoletani e non solo che siamo un popolo che
vuole riemergere e che in tutti i modi stiamo tentando di farlo.
Questa sentenza da uno sprone a tutti e dimostra ancora una
volta che le istituzioni e le forze dell'ordine sono presenti e
che esiste una legge che punisce chi sbaglia'', ha concluso
Fucito. 'Questa sentenza rende
innanzitutto giustizia ai napoletani onesti che decidono di dire
basta ai soprusi della camorra, ma soprattutto conferma che
abbiamo avuto ragione ad intraprendere, con lo strumento
dell'associazionismo, la battaglia contro il racket che si e'
rivelata vincente''. Cosi' il sindaco Rosa Iervolino Russo ha
commentato la condanna degli estorsori che, secondo l'accusa,
incendiarono il colorificio di Silvana Fucito, imprenditrice di
San Giovanni a Teduccio 'rea' di essersi ribellata al pizzo.
La Fucito nel 2005 e' stata indicata tra i 37 'eroi' europei
della rivista statunitense Time. Le condanne in primo grado sono
pari a un totale di 23 anni di reclusione: il boss Ciro Rinaldi
e' stato condannato a 8 anni di reclusione, Vincenzo Acanfora a
nove e Ciro Di Somma a sei.
''Un processo che e' divenuto simbolo della nostra voglia di
ribellarci al malaffare - ha aggiunto il sindaco - nel quale il
Comune di Napoli, le associazioni antiracket e tutta la citta'
onesta, si sono ritrovati al fianco di Silvana Fucito. Questa
sentenza, che accoglie in pieno la tesi emersa dalle
testimonianze di questa coraggiosa imprenditrice contro i suoi
taglieggiatori, rappresenta una vittoria importante per tutti
noi e ci incoraggia a procedere in questo cammino di
legalita''. (ANSA).
RIFIUTI: IN 13 ANNI EMERGENZA BUCO DI MILLE MILIONI EURO
ROMA - L'emergenza rifiuti in Campania, nei
13 anni in cui e' stata affrontata con la nomina di un
commissario straordinario, ha prodotto un 'buco' di mille
milioni di euro: 500 stanziati nel corso degli anni e finiti,
nel migliore dei casi, in sperperi e iniziative sbagliate, e 500
di debiti accumulati. Lo sottolinea il presidente della
commissione ambiente della Camera Ermete Realacci, parlando di
una ''situazione tremenda'', al termine dell'audizione informale
del commissario delegato per l'emergenza Guido Bertolaso in cui
il capo della Protezione Civile ha illustrato ai deputati la
situazione che si e' trovato ad affrontare.
''I dati sono inquietanti - aggiunge il presidente - anche
perche' bisogna aggiungere circa 150 milioni di euro di crediti
difficilmente esigibili, di cui 60 dal comune di Napoli''. Alla
commissione, secondo quanto riferito da Realacci, Bertolaso
avrebbe fatto un punto piuttosto chiaro della situazione. ''Il
quadro e' pesante, soprattutto per le cose fatte in passato -
spiega - presidenti di consorzi che si scambiavano le consulenze
passandosi favori, scambi di terreni poco chiari in cui sono
state realizzate discariche di ogni tipo''. ''Il problema e'
preoccupante'' ammette Realacci che ribadisce la necessita' di
restituire alle ''istituzioni elettive'' la responsabilita'
dello smaltimento dei rifiuti. Senza contare la presenza
costante della Camorra. Il ''settore piu' critico'' su cui la
criminalita' potrebbe allungare le mani e su cui occorre la
massima vigilanza, dice il presidente, ''e' quello del
trasporto'' dei rifiuti.
La commissione si e' trovata pero' anche a dover affrontare
il nodo dei fondi per consentire a Bertolaso di uscire
dall'emergenza ''una volta per tutte'', come ha detto piu' volte
il capo della Protezione Civile. Il decreto passato al Senato e
ora in discussione alla Camera prevede uno stanziamento di circa
20 milioni di euro per la struttura commissariale, a fronte di
una spesa di circa 5 milioni di euro al mese. I soldi bastano
dunque per soli quattro mesi ma, visto che si e' dovuto
intervenire d'urgenza per arginare l'emergenza, di fatto a fine
gennaio e' molto probabile che Bertolaso si trovi senza fondi. E
dunque come arrivare a dicembre 2007 dovendo affrontare
l'emergenza e allo stesso tempo pianificare il futuro?.
''Cambiare il decreto e' difficile, visti i tempi ridotti -
risponde Realacci - Ma stiamo lavorando per risolvere il
problema con altri provvedimenti''.
Nessuno indica le somme, ma e' probabile che occorrera'
quantomeno trovare altri 50milioni di euro, per consentire a
Bertolaso di gestire l'emergenza 'ordinaria'. Altro discorso
riguarda invece il piano che il capo della protezione civile si
e' impegnato a presentare entro la fine dell'anno e che dovra'
anche questo essere finanziato. Un piano che punta
sostanzialmente alla 'provincializzazione' dello smaltimento dei
rifiuti. Ed e' in questo senso che sta lavorando Bertolaso: nei
giorni scorsi e' stato raggiunto un accordo con la provincia di
Caserta per la realizzazione di una discarica e tra breve
potrebbe esserci anche l'intesa con la provincia di
Salerno. (ANSA).
14 novembre 2006
ARRESTATO FIGLIO BOSS DEL RIONE SANITA'
NAPOLI, 14 NOV - Gli agenti della squadra mobile
hanno arrestato stasera Luigi Torino, 27 anni, destinatario di
un decreto di fermo emesso in giornata dalla procura di Napoli.
Il giovane e' figlio di Salvatore Torino, boss del rione Sanita'
ritenuto capo di un clan scissionista, che si e' staccato
dall'organizzazione dei Misso (un contrasto al quale sono
attribuiti diversi omicidi avvenuti negli ultimi anni) nel
centro antico.
Il decreto di fermo e' stato emesso dai pm Barbara Sargenti,
Stefania Castaldi, Sergio Amato e del procuratore aggiunto
Franco Roberti, coordinatore della Direzione distrettuale
antimafia di Napoli. Luigi Torino e' accusato di associazione
camorristica e di violazioni di leggi sugli stupefacenti.
E' stato catturato in un bar di via Pietro Piovani. (ANSA).
ISPEZIONE DEL MINISTERO IM SCUOLA DEL CASERTANO
NAPOLI - Ispezione del ministero della
Pubblica Istruzione in un liceo scientifico di San Cipriano
d'Aversa (Caserta) dopo un atto di vandalismo registrato sabato
scorso, una biglia di vetro scagliata contro una finestra che e'
stata perforata senza danni a persone. Ispezione che ha seguito
anche le denunce riportate oggi dal quotidiano Avvenire che
riconducevano il mancato ingresso di ieri a scuola di una parte
della scolaresca alle intimidazioni di alcuni alunni, figli di
boss della camorra e desiderosi di imporre la loro legge
violenta nell'istituto.
''L'ispezione - afferma il direttore scolastico regionale
Alberto Bottino - ha accertato che ieri otto classi su trenta
non hanno partecipato alle lezioni per protestare contro il
mancato funzionamento dell'impianto di riscaldamento. Risolto il
problema, oggi tutti hanno fatto regolarmente lezione, ma posso
escludere che vi siano stati condizionamenti di tipo
camorristico. Al massimo - sottolinea Bottino - chi conosce la
realta' studentesca sa che in ogni classe ci sono degli studenti
che piu' di altri sono in grado di influenzare le scelte dei
compagni. Ma non per questo possiamo dire che sono figli di
camorristi o loro stessi camorristi''.
''A meno che - conclude il direttore scolastico regionale -
non ci siano sviluppi di tipo investigativo da parte delle forze
dell'ordine, dal nostro punto di vista il caso e' chiuso''.
(ANSA)
12 novembre 2006
BLITZ CC IN ABITAZIONI CLAN SCISSIONISTI
A CASAVATORE 70 PERQUISIZIONI E 17 PERSONE DENUNCIATE
(ANSA) - NAPOLI, 12 NOV - Blitz dei carabinieri in quello che
e' considerato il quartier generale del clan degli
''scissionnisti'' a Casavatore, nel napoletano.
Perquisizioni e denunce sono state messe a segno nel
complesso popolare di via Gianbattista Vico, gia' teatro della
faida di camorra tra i Di Lauro e i cosiddetti ''scissionisti''.
I carabinieri della compagnia di Casoria, insieme al
personale delle Compagnie d'intervento operative della Sicilia e
della Toscana e con il supporto di due squadre dei Vigili del
Fuoco di Napoli, hanno effettuato 70 perquisizioni per blocchi
di edificio.
Si e' proceduto a censire gli occupanti degli immobili e a
rimuovere 19 ostacoli fissi: vale a dire inferriate, cancelli di
ferro e grate metalliche apposte abusivamente sugli ingressi di
cortili annessi agli edifici per ostacolare il rapido intervento
delle forze di polizia.
Diciassette persone, 5 donne e 12 uomini, sono state
denunciate in stato di liberta' per aver realizzato strutture
abusive. Un 38enne e' stato denunciato per la omessa custodia di
alcune armi da lui regolarmente detenute che sono state
sequestrate a scopo cautelare (5 fucili calibro 12 e 107
cartucce, un fucile calibro 32 ed una pistola calibro 7,65 con
sei cartucce). Inoltre sono state sequestrate 17 targhe
automobilistiche, i cancelli e le inferriate messe abusivamente
ed un sistema a circuito chiuso per video sorveglianza.
Le attivita' hanno riguardato le abitazioni di vertici,
affiliati ed esponenti di spicco degli scissionisti operanti a
Casavatore. Un pregiudicato 42enne domiciliato al corso Europa
e' stato denunciato per aver realizzato strutture abusive (gli
e' stato sequestrato un impianto a circuito chiuso per video
sorveglianza installato sulle scale di accesso all'abitazione).
(ANSA).
INIZIATIVA UNIVERSITARI CONTRO CAMORRA
DOCUMENTO STUDENTI FEDERICO II
NAPOLI - La cultura per combattere la
violenza. Mercoledi' 15 novembre all'inizio di tutti i corsi
dell'Universita' Federico II di Napoli sara' letto un documento
redatto dal Consiglio degli studenti di Ateneo contro la
violenza. L'iniziativa e' stata presentata questa mattina dagli
studenti dell'ateneo federiciano alla presenza del rettore Guido
Trombetti.
''Gli studenti, oltre 100 mila, rappresentano il motore della
cultura - spiega Walter Corrado rappresentante degli studenti -
ed e' proprio da questo che deve partire la riscossa della
citta', dalla cultura''.
''Questa iniziativa e' stata promossa dagli studenti e fatta
propria dal Consiglio di ateneo - spiega il rettore Guido
Trombetti - La criminalita' e la violenza si combattono con la
legge e con le Forze dell'Ordine. Ma a Napoli c'e' un grande
problema culturale ma la violenza urbana e' patologica nelle
grandi citta' in Inghilterra come in Francia. Qui quello che
piu' colpisce e' l'atomizzazione dei comportamenti illeciti che
vanno dalla sigaretta fumata nei luoghi dove e' proibito al
mancato uso del casco. E questi comportamenti hanno una radice
culturale, le regole si rispettano e si interviene con la
diffusione delle buone prassi in prospettiva. La scuola, la
famiglia, l'universita', la politica, tutti devono fare la
propria parte con uno sforzo comune''.
''Dove ci sono gli studenti la criminalita' non c'e' -
aggiunge Trombetti - e allora dobbiamo incrementare queste
iniziative''.
Accanto alla lettura del documento gli studenti promuoveranno
anche una serie di incontri e conferenze all'interno delle
facolta'. (ANSA).
11 novembre 2006
PREFETTO MANGANELLI: FIDUCIOSO, CI SARANNO MIGLIORAMENTI
NAPOLI - "Torno a Roma soddisfatto. Ho avuto
conferma di quello che già sapevo". Coså il vicecapo della
Polizia, Antonio Manganelli, a chiusura della sua visita, che ß
durata poche ore, a Napoli. Il prefetto è giunto nel capoluogo
campano ieri, dopo aver parlato con il capo della Polizia, Gianni
De Gennaro, per poter valutare il lavoro degli agenti dopo la
sigla del 'piano per la sicurezza'.
Manganelli si è detto ottimista rispetto ai risultati che il
Patto possa avere per Napoli e la sua Provincia: "Non è un fuoco
di paglia e questo non è uno spot. Riteniamo di poter continuare
su questa strada. La ricetta migliore - ha proseguito - è la
somma di tutti gli elementi, coså come si faceva con il
terrorismo". Il vicecapo della Polizia, che questa mattina è
stato nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, dove era in corso
un controllo straordinario, ha fatto riferimento alle
perquisizioni a blocchi di edifici che, in questi giorni, si
stanno effettuando sul territorio. Manganelli si è detto
soddisfatto che la Polizia stia dando "un volto deciso, fermo e
determinato. Un atteggiamento tenace e sereno ma non invasivo.
Sono venuto a vedere, e ho constatato, che qui c'è il rispetto
delle persone anche quando si effettuano le perquisizioni".
"Sono fortemente fiducioso dei miglioramenti - ha detto
Manganelli -. Occorre una sicurezza partecipata ossia tutti,
ognuno nel rispetto dei propri ruoli, dobbiamo contribuire per
l'intento comune. La sicurezza partecipata deve essere non più
esclusivamente delle Forze dell'ordine e della Magistratura, ma
anche delle altre istituzioni, della scuola, del mondo delle
associazioni. Ritengo, però - ha continuato Manganelli - che la
nostra parte la stiamo facendo in modo dignitoso".
Rispetto all'ondata di criminalità e violenza che sta
attraversando Napoli e la sua Provincia, il vicecapo della
Polizia che, per un periodo, è stato anche questore di Napoli, ha
commentato: "Ritengo di aver vissuto tempi più complicati. Sono
arrivato qui mentre era in atto una guerra di camorra. Questa è
una realtÖ dove si deve cercare di fare squadra".
Manganelli ha anche colto l'occasione per parlare dei suoi
colleghi che prestano servizio in città affermando di aver
incontrato "personale motivato che conosce il mestiere". Questa
fiducia è dettata anche dal potenziamento di mezzi che sono già
arrivati o che, a breve, giungeranno in città. Oltre al primo
blocco, costituito da 59 nuove volanti, sono arrivate altre 80
macchine. A queste si aggiungeranno a breve 70 moto, numero che
verrà rafforzato da altre 30 unità. In città sono arrivati anche
sette camper che rappresentano una sorta di presidio mobile
posizionato in diversi quartieri della città. Il vicecapo della
Polizia ha anche sottolineato l'importanza del poliziotto di
quartiere che dovrebbe avere proprio il compito di stringere
rapporti di fiducia e di collaborazione con i cittadini. Un ruolo
molto diverso da quello che spetta, invece, alle volanti che non
rappresentano strumenti di prevenzione, ma di pronto intervento.
PADRE ZANOTELLI: EMERGENZA NON SICUREZZA MA CENTRI FITNESS
ROMA - "Altro che camorra, qui la vera emergenza
sono i centri abbronzatura". Questo l'appello che il padre
comboniano Alex Zanotelli, animatore del movimento pacifista,
lancia dalle pagine di Vita non profit magazine in edicola da
oggi.
"L'emergenza sicurezza è una balla", dice Zanotelli
dalle pagine di Vita non profit magazine, in edicola da oggi. Il
settimanale del terzo settore dedica la copertina a un'inchiesta
sulle realtÖ sociali attive nel capoluogo campano. Zanotelli,
dopo l'esperienza nella discarica di Korogocho in Kenya, da tre
anni abita in un piccolo basso nel cuore del rione Sanità. "Qui
vivono 67mila, ma non c'ß ná un asilo nido e nemmeno una scuola
media. E poi mi vengono a parlare di esercito".
Per Zanotelli, la vera sfida per il governo "è quella
dell'eduzciazione perchá le ragazze si stanno trasformando in
veline e i ragazzi sognano solo le moto". Ma quello che colpisce
Zanotelli è lo straordinario boom dei centri di bellezza: "è
incredibile, ma ormai alla Sanità i negozi più diffusi sono i
solarium". Niente esercito quindi? "Se proprio lo vogliono
mandare, lo mandino a bonificare il triangolo della morte, fra
Acerra, Nola e Marigliano. Lå sotto ci sono tonnellate di rifiuti
alla diossina che presto faranno molte più vittime della
camorra".
TANTI STUDENTI PER DIRE NO ALLA CAMORRA
NAPOLI - Oltre mille ragazzi hanno affollato il
teatro Trianon del quartiere Forcella di Napoli. Un altro
centinaio non sono riusciti ad entrare all'interno della
struttura che, da alcuni anni, ß stata restituita alla città.
Tutti insieme per dire no alla camorra per la manifestazione
indetta oggi dagli studenti partenopei. Tanti gli interventi dal
palco, soprattutto di ragazzi di ogni età, ma anche il presidente
del Consiglio comunale, Leonardo Impegno, ed il sindaco di
Napoli, Rosa Russo Iervolino.
La proposta che è emersa dopo un'intera mattinata di confronto ß
stata quella di istituire un Forum dei giovani proprio per dire
no alle violenze e alle sopraffazioni di ogni tipo. "Tanti
ragazzi sono pronti a diventare sentinelle della legalità,
segnalando le illegalità, anche piccole, a cui assistono - ha
detto Andrea Pellegrino, presidente dell'Associazione degli
studenti napoletani contro la camorra - è importante che si
diffonda la cultura della legalità e della partecipazione il che
non significa fare la spia, ma non fare lo struzzo nascondendo la
testa sotto la sabbia per paura".
CRIMINALITA' NAPOLI: STOP LEZIONI AD ATENEO FEDERICO II
NAPOLI - Stop alle lezioni accademiche
all'universita' Federico II di Napoli, per pochi minuti, il
prossimo 15 novembre: per dire no alla camorra e alla
criminalita'.
L'iniziativa, ''Ora parlo io'', e' stata organizzata dal
consiglio degli studenti di ateneo dell'universita' Federico II
di Napoli.
Il 15 novembre le lezioni di tutta l'universita' si
fermeranno per alcuni minuti: un modo per dire no al dilagare
della criminalita'. In tutti i corsi, poi, verra' letto un
documento contro la camorra elaborato dal consiglio degli
studenti dell'ateneo federiciano, con il quale ''verra' ribadita
la volonta' di contrapporre il sapere alla violenza''. (ANSA).
CASERTA, 30MILA EURO PER USO SOCIALE DI BENI CONFISCATI
NAPOLI - Con la firma del protocollo d'intesa
tra la Provincia di Caserta, l'associazione 'Libera' e il
comitato 'Don Peppe Diana', è stata sancita la nascita
dell'Osservatorio provinciale sull'uso sociale dei beni
confiscati alla camorra. Dalla giunta provinciale di Caserta ß
stato deliberato, infatti, di destinare fondi per 30mila euro al
progetto.
"L'iniziativa servirà a realizzare una serie di attività di
animazione territoriale, che faranno conoscere le opportunità
offerte dalla legge anche nell'ottica della creazione di nuova
occupazione", ha detto l'assessore provinciale alla Legalità,
Lucia Esposito.
Tra i risultati attesi a medio termine rientra anche la
possibilità di dare lavoro, attraverso progetti di riutilizzo dei
beni confiscati, sul modello di quanto giÖ fatto in Sicilia e in
Calabria dove, sui terreni dei boss si coltivano ortaggi e si
produce pasta.
ARRESTATO PRESUNTO ASSASSINO CANTANTE NEOMELODICO
NAPOLI - Renato Tortora, 27 anni, di Maddaloni
(Caserta), ß stato arrestato perchá gravemente indiziato per
l'omicidio di Antonio Invito. L'omicidio del cantante neomelodico
avvenne lo scorso 22 ottobre ad Acerra, nel napoletano. L'uomo,
36 anni, era da poco uscito dalla sua abitazione quando fu
avvicinato da uno sconosciuto che gli esplose un colpo di pistola
nell'occhio destro. Il proiettile gli trapassò il cranio e gli
fuoriuscå dalla nuca. Nonostante un intervento chirurgico,
Invito, però morå la mattina del 23 ottobre scorso.
La scorsa notte gli agenti della squadra mobile di Napoli e del
commissariato di polizia di Acerra, hanno catturato Tortora in un
lussuoso complesso rurale nelle campagne di Maddaloni. Il
presunto assassino, che ha gàÖ precedenti di polizia, risiedeva
in un appartamento che era stato messo a disposizione da un
ingegnere elettronico. Al momento dell'arresto, Tortora era in
compagnia di una donna, la cui posizione ß ancora al vaglio degli
inquirenti. Secondo gli investigatori il delitto scaturå in
seguito ad un conflitto esistente tra le famiglie camorristiche
operanti nell'area acerrana, nella cui orbita gravitano sia
Tortora che il defunto Antonio Invito.
PARROCO DI SCAMPIA: COLLUSIONI TRA POLITICA E CAMORRA
NAPOLI - Accuse di presunte collusioni tra
politica e camorra sono quelle lanciate da don Aniello
Manganiello parroco di Santa Maria della Provvidenza del rione
Don Guanella, a Scampia. Il parroco ha preso la parola durante il
comizio, in corso nella galleria Umberto I a Napoli organizzato
da Alleanza nazionale contro la criminalità e il governo Prodi.
Il sacerdote, parlando alla folla di simpatizzanti del partito ha
elencato i problemi che, da anni, attanagliano il suo quartiere:
rifiuti, camorra, droga e usura. Tutte emergenze di cui è saturo
l'intero rione. Don Manganiello, rivolgendosi a chi lo ascoltava
ha poi concluso il suo intervento affermando che, come ogni buon
cristiano, lui "continua a sperare".
BASSOLINO, C'E' GRANDE MOBILITAZIONE
NAPOLI - Il messaggio emozionante di
Benedetto XVI, ''l'intensa vicinanza'' del Capo dello Stato
Giorgio Napolitano, il sostegno dell'ex Presidente della
Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, la speranza manifestata nella
lettera del cardinale Crescenzio Sepe: Antonio Bassolino
sottolinea che in questi giorni e nelle ultime ore, sul
capoluogo campano, c'e' una mobilitazione che coinvolge tutti i
livelli della societa', dai cittadini comuni alle massime
autorita'.
Il presidente della Regione ne ha parlato nel corso di una
intervista rilasciata alla emittente locale Telecapri.
''E' stata una grandissima emozione sentire il messaggio del
Papa, la sua benedizione alla citta' - ha detto il presidente
della Campania - cosi' come davvero e' forte il messaggio che il
cardinale sta dando la sua lettera e' di una straordinaria
forza: la lettera che richiama anche il sangue di San Gennaro:
quello e' un sangue di speranza, a differenza invece dal sangue
che viene versato per una camorra che ferisce la citta' ''.
Bassolino si e' soffermato in un passaggio sulla vicinanza
mostrata dal Quirinale, sottolineando ''l'intensita' con la
quale ogni giorno, il presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano, segue le vicende della citta', vicino a tutto cio'
che si muove, che spinge positivamente, come ha fatto ancora in
queste ore con il messaggio ai giovani agli studenti
napoletani''.
Per il governatore e' un ''grande fatto positivo che a
muoversi si sia in tanti''. ''Questi tanti devono ancora
aumentare - ha aggiunto - la mobilitazione deve essere forte,
per far vedere a tutti che Napoli e' fatta di tante cose: che
noi non nascondiamo niente, e che pero' e' sbagliato far vedere
di Napoli sempre e soltanto certe facce. Noi che conosciamo
tante facce positive della citta', sappiamo che potranno
prevalere le parti positive di questa citta' ''.
''E' questo l'appello - ha concluso - che noi facciamo a
tutti i napoletani, e a tutte le forze che vogliono bene a
questa citta' ''.
''Io mi auguro che in Parlamento,
sui temi della sicurezza e del funzionamento della giustizia, si
trovino le risorse indispensabili, e che ci sia, su sicurezza,
giustizia e Mezzogiorno, la possibilita' di un accordo, e di
decidere assieme''. Antonio Bassolino, nel corso di una
intervista rilasciata alla emittente locale Telecapri, auspica
che la collaborazione fra enti locali ed esecutivo centrale sia
un ulteriore elemento di ''differenza rispetto al
centrodestra''.
''Assieme - ha continuato il governatore - per decidere anche
dove andare a tagliare risorse, per spostarle dove servono di
piu' su sicurezza, funzionamento giustizia, e Mezzogiorno''.
Bassolino ha insistito sugli sforzi compiuti dalle
amministrazioni locali: ''Le istituzioni locali hanno preso
parte attivamente al piano per Napoli: abbiamo messo a
disposizione, anche se non ci competeva, risorse finanziarie
importanti per consentire allo Stato di adempiere meglio alle
sue competenze, in materia di sicurezza e di ordine pubblico''.
''Come Regione abbiamo adoperato risorse europee per
informatizzare il Tribunale - ha detto ancora il governatore -
adesso la Procura della Repubblica ci ha chiesto di fare ancora
la nostra parte, per informatizzare gli uffici; non ci
spetterebbe, ma lo faremo, perche' i temi della sicurezza, del
migliore funzionamento della giustizia sono essenziali in una
citta' come Napoli''.
In un passaggio dell'intervista, Bassolino si e' soffermato
sulle soluzioni all'emergenza nel breve e nel lungo periodo:
''Bisogna andare avanti anche sui temi del lavoro e dello
sviluppo'', ha detto. Per il governatore, ''lo Stato dovra'
avere il polso fermo e la mano dura contro i boss della camorra,
e, come si e' ripreso a fare, bisogna andare nei fortini e nei
santuari della criminalita' organizzata, a Napoli a Casal di
Principe, in tante zone, in tanti quartieri, e farlo con
determinazione''.
''Al tempo stesso - ha concluso - dobbiamo impedire che
ragazzi di 16, 17 e 18 anni possano andare ancora di piu' nelle
file della camorra, e per impedirlo conta molto la scuola. Noi
stiamo anche investendo per tenere tante scuole aperte nel
pomeriggio''. (ANSA).
CONTROLLI CC A SCAMPIA, ARRESTI PER DROGA
NAPOLI - I carabinieri del Comando
Provinciale di Napoli hanno eseguito un servizio di controllo
straordinario nel quartiere di Scampia, all'interno delle ''case
dei puffi'', cosi' chiamate perche' di colore blu come i
personaggi dei cartoni, piazza di spaccio di droga gestita dalla
camorra.
Nella operazione sono stati impiegati circa 400 militari
appartenenti a comandi dell'Arma dipendenti dal Reparto
Territoriale di Napoli e carabinieri dei Battaglioni Campania,
Lazio e Sicilia messi a disposizione nell'ambito del piano per
la sicurezza di Napoli, nonche' unita' cinofile, artificieri
Antisabotaggio e un elicottero del 7ø elinucleo di Pontecagnano
(SA).
Agli interventi ha partecipato anche una squadra di Vigili
del Fuoco.
I carabinieri hanno arrestato per detenzione di stupefacenti
ai fini di spaccio Giacomo Forte, 24 anni, Francesco Niutta, 36,
Diego Baratto, 20, attualmente agli arresti domiciliari.
Sono stati sequestrati 60 grammi di marijuana, 40 di eroina e 30
di cocaina nonche' 3.000 euro ritenuti provento della attivita'
di spaccio.
Sono stati inoltre arrestati Giuseppe Guadagno, 22 anni,
Francesco Murro, 20, e Marco Reina, 30. Ai tre sono stati
sequestrati complessivamente 30 grammi di eroina, 40 di cocaina
e 600 euro.
Si e' proceduto infine all' abbattimento ed alla rimozione di
ostacoli (grate, cancelli e lamiere) collocati illegalmente per
ostacolare l'intervento delle forze di polizia. (ANSA).
CORTEO AN,PRETE SCAMPIA DENUNCIA DEGRADO
NAPOLI - Un parroco del quartiere Scampia,
don Aniello Manganiello, ha preso la parola nel corso della
manifestazione, promossa da An, contro la finanziaria e per la
legalita', che si sta svolgendo a Napoli alla presenza del
presidente nazionale di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini. Il
parroco ha denunciato i problemi che da sempre assillano il
quartiere alla periferia nord di Napoli.
Usura, droga e camorra: sono queste le emergenze di un intero
rione che, a giudizio del sacerdote, vuole pero' riscattarsi.
Don Manganiello ha parlato anche di presunte collusioni
politica-camorra ma, poi ha aggiunto, come ogni cristiano ''io
continuero' a sperare''. (ANSA).
10 novembre 2006
A CASERTA NASCE OSSERVATORIO SU USO BENI CONFISCATI
CASERTA - Un osservatorio provinciale sull'
uso dei beni confiscati e' stato costituito, oggi, a Caserta. E'
il frutto di un protocollo d'intesa firmato dalla Provincia di
Caserta, dall'associazione ''Libera'' e dal comitato ''Don
Diana''.
''Nella seduta odierna della Giunta - ha sottolineato il
presidente della Provincia di Caserta, Sandro De Franciscis -
abbiamo deliberato lo stanziamento dei fondi per il progetto,
pari complessivamente a 30 mila euro tra l'esercizio in corso e
il bilancio 2007. Un atto concreto per ribadire che quella della
legalita' e dell'apertura alle realta' positive che operano sul
territorio e' la strada che il nostro Ente vuole continuare a
seguire''.
''L'iniziativa servira' a realizzare una serie di attivita'
di animazione territoriale, che faranno conoscere le
opportunita' offerte dalla legge sull'uso sociale dei beni
confiscati - ha spiegato l'assessore provinciale alla Legalita',
Lucia Esposito - monitorando, d'intesa con la Prefettura e l'
agenzia del Demanio, lo stato di tali beni in provincia di
Caserta anche nell'ottica della creazione di nuova
occupazione''.
Davide Pati, responsabile dell'Ufficio beni confiscati dell'
associazione ''Libera'' ha, invece, spiegato che tra i risultati
attesi a medio termine rientra anche la possibilita' di dare
lavoro attraverso progetti di riutilizzo dei beni confiscati,
''sul modello di quanto gia' fatto in Sicilia e in Calabria,
dove sui terreni dei boss si coltivano ortaggi e si produce
pasta col marchio di Libera Terra''. ''Per noi - ha sottolineato
il rappresentante di Libera - la collaborazione con le
istituzioni e' fondamentale: vogliamo far diventare la provincia
di Caserta una Terra di Lavoro vero, garantito e legale''.
Il protocollo d'intesa e' stato firmato nella sala Giunta
della Provincia, dal presidente Sandro De Franciscis, dal
responsabile dell'ufficio beni confiscati di Libera, Davide
Pati, e dal coordinatore del Comitato ''Don Diana'' e referente
provinciale di Libera, Valerio Taglione, con la partecipazione
degli assessori provinciali alla Legalita', Lucia Esposito, e
alle Politiche del lavoro, Enrico Milani.
INCHIESTA,CAMORRA RICICLA IN AGENZIE INTERINALI
BOLOGNA - Denaro proveniente dalle attivita'
illecite della camorra verrebbe ripulito con l'apertura di
agenzie per il lavoro interinale a Parma e provincia.
E' questa l' ipotesi che sta alla base di un'inchiesta della
Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Bologna coordinata dal
Pm Valter Giovannini e condotta dal Gico della Guardia di
finanza, che vede quattro persone indagate per riciclaggio
aggravato e che mercoledi' - ma lo si e' appreso solo oggi - ha
portato a una serie di perquisizioni tra Napoli, Parma e
provincia e Reggio Emilia.
Le indagini sono ancora in svolgimento e la Procura antimafia
di Bologna e' abbottonata. Da quello che si e' appreso,
comunque, tutto ha preso avvio dal ritrovamento nell'agosto 2003
del cadavere di Salvatore Illuminato, trentanovenne napoletano
residente a Medesano (Parma), il cui corpo, seminudo e in
avanzato stato di decomposizione, venne scoperto a Casalecchio
di Reno, alle porte di Bologna, chiuso nel bagagliaio della Fiat
Stilo della moglie. L'autopsia accerto' che l'uomo era morto per
una overdose di cocaina. Secondo le indagini, il corpo doveva
essere trasferito da Parma al napoletano ma successe qualcosa
che costrinse a lasciare l'auto con il cadavere a Casalecchio,
non lontano dall'autostrada. Gli accertamenti sulla personalita'
di Illuminato e anche sui rapporti familiari hanno indotto il Pm
Giovannini ad un approfondimento.
Sono risultate le societa' di lavoro interinale (tutte
ovviamente lecite) legate a un parente di Illuminato e ad altri
campani residenti in provincia di Parma. A loro volta queste
persone abitanti in Emilia hanno rapporti familiari con soggetti
indagati o che sono stati indagati in passato perche' collegati
alla camorra.
Le societa' di lavoro interinale per essere avviate
necessitano di somme consistenti e fideiussioni bancarie. Le
persone che l'hanno avviata hanno comunque redditi non elevati.
Gli accertamenti, basati anche su intercettazioni telefoniche,
hanno portato alla scoperta di trasferimenti di somme di denaro,
mai molto ingenti ma molto frequenti, fatte da persone di Napoli
con rapporti con la criminalita' organizzata, verso Parma.
Le perquisizioni hanno portato al sequestro di una cospicua
documentazione. E' stato accertato che tramite l'agenzia
interinale veniva trovato lavoro anche ad alcuni pregiudicati.
Il principale indagato, legato da rapporto di parentela ad
Illuminato, vive e lavora in provincia di Parma. Ha un reddito
di circa 25mila euro all'anno, ma vive in una casa con piscina e
nel garage aveva una Ferrari e tre Suv, tra cui un Touareg
Volkswagen e una Porsche Cayenne. A Napoli a casa di un altro
degli indagati sono stati sequestrati 20.000 euro in contanti.
In un'altra perquisizione, questa volta a Reggio Emilia, a casa
di una persona non indagata per riciclaggio, ma che ha rapporti
economici con uno degli indagati, e' stata trovata una pistola
con matricola abrasa. Ora vengono fatti accertamenti sulla
provenienza. E ancora, a Parma, nell'abitazione di un'altra
persona non indagata, sono state trovate due microspie da
utilizzare, un microfono direzionale e altro materiale
elettronico. (ANSA).
POLIZIA IRROMPE IN FORTINO BRONX
NAPOLI - Nessuna tregua: si susseguono i
blitz delle forze dell'ordine per evitare, come annuncio' il
ministro Amato in occasione della presentazione del piano
'Napoli sicura', che ci siano santuari della camorra. Oggi c'e'
stata un'irruzione della polizia a San Giovanni a Teduccio, in
quello che viene considerato un fortino in quartiere del Bronx
napoletano, alla periferia orientale della citta'.
L'operazione che ha portato allo smantellamento dei cancelli
di protezione di case di pregiudicati e di parti comuni di
edifici per impedire l'accesso alle forze di polizia (ne sono
stati rimossi 10) e' stata effettuata alla presenza del vice
capo della polizia, il prefetto Antonio Manganelli in visita a
Napoli. L'intervento e' stato concentrato, in particolare, in
via Taverna del Ferro, nella zona di edilizia popolare
conosciuta proprio come il 'Bronx'.
Sono stati impiegati 250 agenti di vari reparti della
Polizia, nonche' unita' cinofile e personale della Scientifica e
del VI Reparto Volo. Sono state effettuate 42 perquisizioni
domiciliari nel corso delle quali e' stato arrestato un 71enne,
Ciro Soraggio. Sul tetto di un edificio, inoltre, in una busta
di plastica, sono stati trovati una pistola mitragliatrice Uzi e
numerose cartucce.
Per rendere possibile la rimozione dei cancelli, hanno
partecipato alle operazioni le squadre dei tagliatori dei vigili
del fuoco, insieme con la polizia locale, personale del Comune e
dell'Asia addetto al trasporto del materiale rimosso.
Manganelli, dopo aver presenziato al blitz, si e' spostato
negli uffici della Questura di Napoli dove ha incontrato (come
peraltro aveva gia' fatto ieri) dirigenti e rappresentanti delle
organizzazioni sindacali. Al centro dei colloqui il patto per
Napoli sicura. ''Vado via fiducioso - ha detto alla fine
Manganelli incontrando i giornalisti nell'ufficio del questore
Fioriolli - sono stato qui per registrare le prime mosse del
patto; certamente non abbiamo ricette miracolose''. Il vice capo
della Polizia e' convinto del fatto che ''le istituzioni devono
mostrare il loro volto in maniera decisa, devono essere presenti
con determinazione ma non in maniera invasiva''. E comunque,
stiano 'tranquilli' i camorristi, le operazioni avviate ''non
sono un fuoco di paglia, non sono uno spot. Nessuno ha la
ricetta miracolosa, ma la ricetta migliore e' la somma di tanti
interventi''.
L'attenzione per Napoli si concretizzera', ha annunciato
Manganelli, anche con l'invio di altri mezzi. Oltre alle nuove
volanti che sono gia' state assegnate e quelle in arrivo da
destinare a commissariati periferici, la Questura di Napoli
avra' a disposizione anche 70 moto che potranno essere impegnate
nel controllo dei vicoli. ''Per fronteggiare la criminalita' -
ha concluso Manganelli - c'e' bisogno che ognuno faccia la sua
parte fino in fondo per realizzare quella che viene chiamata la
'sicurezza partecipata'. Noi la nostra parte gia' la stiamo
facendo''. (ANSA).
NAPOLI, STUDENTI CONTRO CAMORRA,TEATRO GREMITO
NAPOLI - Una molletta, di quelle che ancora
servono per stendere i panni bagnati al sole, e' il simbolo di
una mobilitazione giovanile contro la camorra: significa infatti
''non mollare''. Non sono sufficienti i posti del teatro Trianon
di Forcella, nel rione popolare di Napoli, che ha ospitato la
manifestazione promossa dagli studenti per elaborare idee e
iniziative nel percorso che la citta' dovra' affrontare contro
la criminalita' organizzata.
Un successo innanzitutto di ''folla'': oltre mille i ragazzi
accorsi dalle scuole del capoluogo campano, in un teatro di 600
posti, e il risultato e' che molti restano fuori in attesa di
unirsi successivamente a chi e' riuscito ad entrare.
In platea il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino ed il
presidente del Consiglio comunale, Leonardo Impegno, fra i
promotori dell'iniziativa. Sul palco moderatore degli interventi
dei ragazzi don Tonino Palmese, il presidente dell'Associazione
Libera. (ANSA).
STUDENTI IN CAMPO,NOI SIAMO DI PIU'
NAPOLI - Il legame con la citta' sembra
illeso, c'e qualcosa di forte, che va oltre la tentazione
mediatica, nei simboli, negli slogan, nei gesti con cui gli
studenti napoletani hanno manifestato oggi contro la camorra a
Napoli, incontrandosi al 'Trianon' di Forcella, e riempiendolo
fino all'ultimo posto. Loro erano mille anche se potevano
starcene 600, nel teatro quartiere di Annalisa Durante.
L'idea e' quella della 'molletta', accessorio della cartolina
popolare della citta', quella che si usa per stendere i panni al
sole: attaccata oggi al bavero della giacca, al colletto di una
camicia, diventa metafora di tenacia e ostinazione, 'non
mollare'. Di fondo, una convinzione: ''Noi siamo piu' di loro,
riprendiamoci la citta'''.
C'e' il sostegno del Quirinale: Giorgio Napolitano chiede che
gli si conservi una mollettina e scrive al presidente del
Consiglio comunale, Leonardo Impegno, promotore dell'iniziativa.
''Resto convinto - dice il Capo dello Stato - che la
partecipazione democratica e l'impegno dei cittadini e delle
forze sociali, in sintonia con l'operare concreto delle
Istituzioni e delle istanze di governo, ad ogni livello,
rappresentino la sicura base su cui puo' poggiare una rinnovata
capacita' di intervento e di soluzione per i tanti, antichi mali
della citta'. E' con questo spirito che confermo il pieno
sostegno e vi chiedo di tenermi in serbo la 'mollettina'
diventata simbolo di questa volonta' concorde''.
Sfilano studenti delle scuole di tutta Napoli e delle
universita', moderati da don Tonino Palmese, dell'associazione
Libera. L'indice puntato in aria: ''Domani o ci chiamera' la
camorra per dirci di stare a casa buoni, o ci chiameranno le
istituzioni per chiedere un tavolo con le associazioni''. In
prima fila il sindaco, Rosa Russo Iervolino, in prima fila,
attenta.
La pretesa e' che questa moltitudine, nelle file ordinate del
teatro, produca proposte. Ne escono fuori due: la carta della
legalita', idea di don Luigi Merola, il parroco di Forcella; e
il Forum dei giovani per il Comune di Napoli, proposto da un
ragazzo di Pompei. Alla fine c'e' l'indirizzo telematico -
forum.govani@comunenapoli.it - anche se il forum ancora non
esiste.
I ragazzi si fanno ascoltare: ''Cambiamo ora'', perentoria,
Ilenia (scuola Villari), parte leggendo e prosegue a braccio.
''Non e' possibile che il sabato sera abbiamo paura di uscire
perche' ci rapinano per un cellulare. Non e' possibile avere
paura di uscire con il proprio ragazzo, avere paura di lanciare
uno sguardo alla fidanzata di qualcuno pericoloso''. Qualcuno
lancia la manifestazione del 17 novembre, in piazza Mancini per
la giornata degli studenti. ''Non voglio essere sfrattata dalla
mia citta', ci credo ancora. Lasciateci fare, dateci ascolto,
dateci qualcosa da fare'': dice Gaia, di Studenti contro la
camorra, associazione che riunisce 3000 giovani della provincia.
Ci sono anche quelli di Contracamorra, che inseguono i
colleghi palermitani: ''Entro Natale speriamo di avere 3000
adesioni per il progetto di consumo critico'', spiega Pasquale
Pugliese. Il consumo che vuole lasciare vuoti i negozi i chi
paga il pizzo. Parla Luca (Liceo Labriola), e poi: ''Ora Lascio
simbolicamente questo palco, per dire che non e' qui che
dobbiamo parlare, ma nelle scuole, nei centri di aggregazione, a
casa, a lavoro''.
''E' veramente bello che siano i giovani a dire 'non
molliamo'. - ha commentato il sindaco - abbiamo voluto che
questo messaggio arrivasse anche all'Italia del Nord, a tutta
Italia. Sul Corriere della Sera, su Repubblica, su Il Mattino
c'e' il manifesto dei ragazzi''. E' molto ''contento'' Impegno.
A sua volta un giovane, il piu' giovane d'Italia nel suo ruolo,
che risponde a chi punta il dito sulla classe dirigente: ''Siamo
in un momento di difficolta'. Avremo tempo per affrontare e
discutere dei limiti, degli errori e delle cose positive, che in
questi 13 anni abbiamo fatto. Lo dovremo fare con serieta'.
Quando in una citta' ci sono 8 morti in 8 giorni pero', non e'
il momento delle divisioni e della individuazione delle
responsabilita'. Ora dobbiamo lavorare''. (ANSA).
9 novembre 2006
A SCAMPIA E SECONDIGLIANO PRESENZA FISSA PS
ROMA - ''A Scampia e Secondigliano e'
permanente la presenza delle forze dell'ordine''. Lo ha detto il
ministro dell'Interno Giuliano Amato, intervenendo in
commissione Affari Costituzionali al Senato sull'emergenza
criminalita' a Napoli. Amato ha pero' spiegato che la forza del
piano sara' nella sua ''continuita''. ''Non dobbiamo dare alla
camorra -ha spiegato- la sensazione che 'a da passa' a nottata'
CONTROLLI IN QUARTIERI NAPOLI E COMUNI NORD
NAPOLI - E' in corso da questa mattina un
vasto servizio di controllo straordinario dei carabinieri nei
quartieri di Secondigliano e Ponticelli a Napoli nei complessi
popolari ''case celesti'' e ''rione De Gasperi'' e nei comuni di
Qualiano e Sant'Antimo, a nord del capoluogo campano.
Nell'operazione, effettuata in rioni popolari ormai divenuti
piazze di spaccio gestite dalla camorra e in comuni che negli
ultimi giorni sono stati teatro di efferati omicidi, sono
impiegati circa 400 militari e quelli messi a disposizione
nell'ambito del ''Piano per la Sicurezza di Napoli'', oltre a
unita' cinofile antidroga ed elicotteri del 7ø elinucleo di
Pontecagnano (Salerno). (ANSA).
POLIZIA SEQUESTRA BENI PER 1 MLN EURO NEL NAPOLETANO
NAPOLI - Gli agenti della Sezione Misure di
Prevenzione Patrimoniali della Questura di Napoli, nell'ambito
di una indagine di natura patrimoniale, tesa all'aggressione dei
patrimoni di mafia, hanno eseguito oggi, in collaborazione con
personale del commissariato di polizia di Afragola, un decreto
di sequestro di beni, per il valore di circa un milione di euro,
emesso dal Tribunale di Napoli (sezione per l'applicazione
misure di prevenzione) nei confronti di Antonio Vaccaro, di 42
anni, attualmente latitante, organicamente inserito nel clan
camorristico Falanga, capeggiato da Falanga Giuseppe detto ''O'
Struscio'', egemone nella gestione delle attivita' criminose
esercitate nel territorio del Comune di Torre del Greco.
Vaccaro e' stato condannato il 23 giugno 2006, dall'Ufficio
del Gip presso il Tribunale di Napoli, alla pena di anni quattro
di reclusione per i reati di associazione per delinquere di tipo
mafioso e minacce aggravate dal fine di agevolare le attivita'
della cosca mafiosa di appartenenza.
Da indagini svolte, emerge che il ruolo ricoperto da Vaccaro
e' inserito nei cardini dell'operativita' del clan Falanga, in
particolare, alla gestione ed al controllo di apparecchiature di
videogiochi, attivita' che garantiva un sistematico afflusso di
risorse finanziarie nelle casse dell'organizzazione. (ANSA).
PROSEGUONO CONTROLLI IN AMBITO PATTO SICUREZZA
NAPOLI - Dalle prime ore della mattinata la
polizia di Stato sta operando in zona Caivano, in particolare
nel Parco ''Verde''; parallelamente i carabinieri sono
intervenuti a Ponticelli e nelle ''case celesti'' di
Secondigliano. Nelle prossime ore l'intervento delle forza
dell'ordine interessera' le aree di San Giovanni Barra per la
polizia di Stato e Qualiano per i carabinieri.
Si tratta di servizi straordinari di controllo del territorio
nelle aree piu' a rischio della citta' e della provincia che
vengono eseguiti nell'ambito delle misure adottate per il
''Patto della sicurezza dell'area metropolitana'' di Napoli.
Sta proseguendo, inoltre, l'azione di contrasto allo spaccio
di stupefacenti in zona Scampia da parte delle forze
dell'ordine. Gli agenti stanno presidiando le ''piazze di
spaccio'' con controlli estesi anche agli avventori, al fine di
scoraggiare gli acquisti e danneggiare pesantemente i guadagni
della camorra sul traffico di droga.
Tale azione, tesa a ridurre la liquidita' finanziaria dei
clan camorristica dell'Alleanza di Secondigliano e Scampia,
viene verosimilmente quantificata in un mancato illecito
guadagno di circa 7 milioni di euro mensili. (ANSA).
CRIMINALITA' NAPOLI: A SCAMPIA, 19 ROSE ROSSE PER POLIZIA
NAPOLI - Un fascio di rose rosse ed un
biglietto con scritto ''Ringrazio la polizia e lo Stato'':
l'iniziativa e' di un anziano residente nel quartiere di
Scampia, a Napoli.
Il fascio di diciannove rose rosse e' stato recapitato ieri
sera al personale del corpo di guardia del Commissariato
Scampia, per ringraziare dell' impegno profuso nel quartiere e
per la vicinanza alla gente onesta.
Nel quartiere - teatro lo scorso anno di una sanguinosa faida
di camorra - da alcuni giorni sono in corso i servizi
straordinari di controllo previsti dalle misure adottate per il
''Patto della sicurezza dell'area metropolitana'' di Napoli.
(ANSA).
CONTROLLI A SECONDIGLIANO E AL RIONE DE GASPERI
NAPOLI - I carabinieri del Comando
Provinciale di Napoli hanno effettuato all'alba un servizio di
controllo straordinario nei quartieri di Secondigliano e
Ponticelli, all'interno delle ''Case celesti'', ritenute una
delle piazza di spaccio gestita da elementi della camorra, al
rione De Gasperi, roccaforte del clan camorristico dei Sarno.
Nella operazione sono stati impiegati circa 400 uomini
appartenenti a Comandi dell'Arma dipendenti dai Reparti
Territoriali di Napoli e Castello di Cisterna ed i Carabinieri
messi a disposizione nell'ambito del piano per la sicurezza di
Napoli varato alcuni giorni fa dal ministro Amato oltre a unita'
cinofile Antidroga, artificieri Antisabotaggio ed elicotteri del
7ø elinucleo di Pontecagnano (Salerno). All'operazione hanno
partecipato alcune squadre dei vigili del fuoco di Napoli.
I carabinieri hanno arrestato in flagranza per furto
aggravato, ricettazione e danneggiamento aggravato un cittadino
tunisino, 43 anni e un algerino, 37 anni, entrambi sorpresi
mentre rubavano l'autoradio di una autovettura in sosta e
trovati in possesso di altra autoradio provento di furto e di
un coltello a serramanico del tipo proibito.
I carabinieri hanno proceduto alle perquisizioni per blocchi
di edificio al rione De Gasperi e nelle ''Case celesti''. Sono
state effettuate 60 perquisizioni domiciliari estese anche alle
pertinenze delle case controllate ed alle aree circostanti
utilizzate come nascondigli di droga e refurtiva. Sono stati
censiti gli abitanti per verificare la legittimita' della loro
presenza.
Sono stati tratti in arresto 4 cittadini della ex Jugoslavia
(2 uomini e 2 donne che vivevano in alloggi abusivi) ritenuti
responsabili di violazione alla normativa sulla immigrazione
essendo gia' stati espulsi dal territorio dello Stato italiano
senza avere ottemperato ai relativi provvedimenti.
Durante le attivita' di perquisizione, svolte anche con
l'abbattimento e la rimozione di ostacoli fissi apposti
illegalmente per ostacolare l'intervento delle forze di polizia,
sono stati sequestrati 150 grammi di eroina nascosti in un
anfratto in spazio condominiale e 10 scatoloni contenenti
migliaia di siringhe che sarebbero state consegnate ai
tossicodipendenti insieme alla droga.
In 40 tombini ispezionati in piazzetta De Gasperi e nei
giardini delle case celesti sono state trovate complessivamente
circa 600 bustine gettate probabilmente dai tossici.
Un sofisticato impianto di videosorveglianza con microcamere e'
stato sequestrato nella casa di un noto pregiudicato e capo clan
del rione De Gasperi trovato in possesso di due coltelli del
genere proibito.
Una scheda contraffatta per la ricezione di trasmissioni
televisive satellitari e' stata sequestrata nel rione De Gasperi
nella casa di un noto pregiudicato, appartenente a clan,
attualmente detenuto in Francia.
Due uomini sono stati tratti in arresto per detenzione di
stupefacenti a fini di spaccio. Infine, sono finito in manette
un uomo di 65 anni, perche' raggiunto da ordine di carcerazione
della Procura di Sanremo per spaccio in concorso di
stupefacenti, e due giovani di 26 anni con l'accusa di evasione
dagli arresti domiciliari. (ANSA).
FORZE ORDINE IN AZIONE,ANCORA BLITZ
NAPOLI - L'azione di contrasto alla
criminalita' non si ferma. Polizia e carabinieri anche nella
giornata di oggi, cosi' come previsto dal Patto per la sicurezza
a Napoli, hanno compiuto nuovi blitz, tornando in quelle che
sono definite le principali ''piazze di spaccio''. E segnali di
ringraziamento giungono alle forze del' ordine: un anziano ha
inviato un fascio di rose rosse ringraziando per l'opera svolta.
Controlli e arresti sono stati eseguiti a Caivano, in
particolare nel Parco ''Verde'' dalla polizia;
contemporaneamente i carabinieri sono intervenuti a Ponticelli e
nelle ''case celesti'' di Secondigliano. E ancora a San Giovanni
Barra, a Qualiano, a Sant'Antimo.
Centinaia di uomini impegnate nel setacciare ogni angolo ma
soprattutto per dimostrare, come ha detto il questore di Napoli,
Oscar Fioriolli, nel corso di una conferenza stampa tenuta in
prefettura insieme ai comandanti provinciali dei carabinieri e
della guardia di finanza, Gaetano Maruccia e Francesco Bottillo,
e al prefetto di Napoli, Renato Profili, che ''non ci sono oggi,
come non ci sono mai stati, santuari della camorra''. Insomma,
non esistono localita' inviolabili.
Polizia, carabinieri e finanzieri, anche grazie ai rinforzi
che sono stati assicurati dal Governo, torneranno all' attacco
nei prossimi giorni, con colpi inferti su piu' fronti, con un'
azione persistente in quelle che sono definite le aree di
maggiore crisi. Lotta ai grandi clan, anche con indagini
patrimoniali per intercettare e sequestrare gli ingenti capitali
che sono spostati da un capo all'altro del mondo, ma anche alla
criminalita' predatoria, a quella di strada, che colpisce tutti.
Nel mirino pero' restano innanzitutto i clan che trafficano
droga, che realizzano affari milionari, il cui controllo ha
scatenato le recenti guerre tra i gruppi presenti in citta' ed
in provincia. A Napoli, secondo una stima delle forze dell'
ordine, vi sarebbero almeno 14 ''piazze dello spaccio'' dove i
pusher venderebbero fiumi di droga a giovani provenienti da ogni
angolo della provincia, con guadagni che vanno, in media, dai
30 ai 50 mila al giorno.
Un pusher arrestato viene presto sostituito dalle
organizzazioni con un altro rapidamente assoldato ma il colpo
piu' grave, hanno spiegato gli investigatori durante la
conferenza stampa, e' quando - anche con la presenza fisica
delle forze dell'ordine - si impediscono ai clan di fare affari,
di incassare fiumi di denaro.
Le forze dell'ordine vogliono far sentire ai clan il fiato
sul collo: nei quartieri dove sono stati eseguiti i blitz sono
stati rimossi cancelli e ostacoli, messi dai clan proprio per
cercare di ritardare l'azione delle forze dell'ordine. Nelle
''Case Celesti'', a Secondigliano, alla periferia nord
occidentale di Napoli, qualcuno aveva issato due grande bandiere
della pace tra due palazzi per impedire agli investigatori di
identificare con riprese video e foto i gestori della piazza di
spaccio.
E cosi' mentre malviventi e fiancheggiatori si mostrano
sempre piu' insofferenti alla presenza delle forze dell'ordine,
la gente onesta apprezza e ringrazia le centinaia di carabinieri
e poliziotti che pronti a battere, ogni giorno, nuovi colpi.
Al commissariato di Scampia, quartiere che negli anni passati
e' stato scenario di una sanguinaria faida tra i fedelissimi di
''Ciruzzo o milionario'' e i cosiddetti ''scissionisti'' (alcuni
uomini del clan che decisero di mettersi in proprio) per
controllare il mercato della droga, un anziano cittadino ha
lasciato al corpo di guardia un fascio di rose rosse ed un
biglietto con scritto: ''Ringrazio la polizia e lo
Stato''. (ANSA).
CRIMINALITA' NAPOLI: FORZE ORDINE, PRESSIONE FIACCA I CLAN
NAPOLI - Da Caivano al quartiere Sanita', da
San Giovanni a Teduccio spingendosi fino a Torre Annunziata.
Comuni della provincia e quartieri della citta' di Napoli, ogni
giorno, sono passati al setaccio da centinaia di uomini delle
forze dell'ordine. Blitz che hanno portato all'arresto di alcune
decine di persone, al sequestro di ingenti quantitativi di
droga, all'abbattimento di sistemi di protezione (inferriate,
sistema di videosorveglianza a circuito chiuso e persino dossi
artificiali lungo le strade) posti dagli uomini dei clan per
poter svolgere in ''sicurezza'' le loro attivita'.
Sono questi i primi risultati del ''patto della sicurezza''
per Napoli, sottoscritto nei giorni scorsi, e che ha portato
all'aumento degli organici di polizia, carabinieri e guardia di
finanza illustrati nel corso di un incontro, tenuto dai vertici
locali delle forze di polizia e dal prefetto Renato Profili,
oggi negli uffici della prefettura di Napoli.
Per il questore Fioriolli il lavoro, intensificato in queste
ore, testimonia ''che non ci sono, e non ci mai stati, i
santuari della camorra''. Le forze di polizia stanno
riproponendo strategie di intervento per far sentire agli uomini
dei clan il fiato sul collo: perquisizioni a blocco di edifici,
presenza fisica ma anche sofisticate indagini patrimoniali,
finalizzate a prosciugare i conti correnti di capi e di gregari.
Non e' stata trascurata, pero', in queste ore l'azione di
contrasto alla criminalita' predatoria: azioni mirate per
contenere scippi e rapine. La polizia sta attuando l'
accorpamento di alcuni commissariati per rendere, come ha
spiegato il questore Fioriolli, ''piu' visibile la presenza
lungo le strade'', mentre l'Arma dei carabinieri sta lavorando
all'attivazione di un nuovo reparto territoriale a Torre
Annunziata, un reparto che abbia competenza su piu' compagnie
della zona dove verra' privilegiata l'attivita' di intelligence.
Al momento si stanno valutando alcune soluzioni logistiche a
medio-lungo termine anche se non viene escluso che lo stesso
reparto possa trovare, gia' tra qualche mese, ospitalita' presso
la sede di Torre Annunziata.
Per il colonnello Francesco Bottillo, comandante provinciale
della Guardia di Finanza, e' necessario proseguire sulla strada
che porta a prosciugare i patrimoni finanziari dei clan: ''Un
lavoro complesso che ci porta ad inseguire ingenti flussi di
denaro che rimbalzano da una parte all'altra del mondo''.
(ANSA).
CRIMINALITA'NAPOLI:VIA CAMPAGNA GIOVANI SENTINELLE LEGALITA'
NAPOLI - I giovani come sentinelle della
legalita'. E' questo lo slogan e la proposta concreta della
manifestazione che si terra' domani mattina al Teatro Trianon di
Napoli alle ore 10 promosso dall'Associazione Studenti contro la
camorra e alla quale prenderanno parte gli studenti di Napoli e
provincia.
I giovani incontreranno i rappresentanti delle istituzioni
ma - sottolineano gli organizzatori - saranno loro i
protagonisti della giornata. ''Ascolteremo quello che hanno da
dire - spiega l'assessore provinciale di Napoli all'Agricoltura,
Francesco Borrelli - in quanto sono le nuove generazioni la vera
risorsa che abbiamo. A Napoli e provincia oltre il 40% della
popolazione appartiene alle fasce piu' giovani e sono loro che
devono diffondere la cultura della legalita'''.
''Gli studenti che hanno aderito all'iniziativa sono
tantissimi - spiega Andrea Pellegrino, presidente
dell'associazione studenti contro la camorra - domani nel corso
dell'incontro a cui partecipera' anche il presidente del
Consiglio comunale, Leonardo Impegno, lanceremo la proposta
delle sentinelle della legalita': ogni giovane della provincia
di Napoli dovra' collaborare al ripristino della cultura della
legalita' denunciando anche le piccole illegalita' alle quali
assistono quotidianamente''.
Inoltre, a dicembre partira' il nuovo questionario anticamorra
promosso dall'associazione ed e' gia' attivo anche un blog
all'indirizzo www.studentianticamorra.blog.kataweb.it dove e'
possibile conoscere tutte le attivita' dell'associazione.
''Inoltre - ha concluso Gaia Trunfio, vice presidente
dell'associazione - nel piano preparato dal Governo e firmato
con i rappresentanti degli enti locali si e' fatto riferimento
anche a bandi del servizio civile specifici per trovare
volontari da impiegare in progetti per la legalita' nelle
periferie''.
''Intanto - aggiunge Borrelli - il primo impegno della nuova
Commissione antimafia deve essere a Napoli. Chiedero' ai
parlamentari che saranno chiamati a far parte della Commissione
di scegliere Napoli come sede del loro primo impegno per dare un
segnale forte di vicinanza del Governo e del Parlamento e ai
partiti chiedero' di scegliere nella commissione tra persone
campane che conoscano il fenomeno della camorra''. (ANSA).
DON CIOTTI AI GIOVANI, SIATE CORRESPONSABILI DEL CAMBIAMENTO
BOLOGNA - Don Luigi Ciotti, presidente del
Gruppo Abele, e' intervenuto a Bologna al Compa, il Salone
europeo della Comunicazione Pubblica e dei Servizi al Cittadino
e alle Imprese, per affidare ai ragazzi delle scuole una parola:
''liberta' ''. L'incontro, intitolato 'La legalita' e la
solidarieta' cominciano da me', rientrava nel progetto speciale
'Compa e la Scuola', ed e' stato introdotto da Flavia Franzoni,
a nome dell'Iress.
''La legalita' non e' il nostro obiettivo perche' non e' un
valore in se', ma lo e' la pratica che traduce concretamente il
legame tra responsabilita' e giustizia'', ha spiegato don
Ciotti. Una pratica che necessita di una saldatura tra cio' che
viene richiesto allo Stato e la responsabilita' dei singoli.
Lanciando cosi' la seconda parola chiave dell'incontro:
''corresponsabilita' ''. Citando don Puglisi, Ciotti ha voluto
chiarire ai ragazzi come parlare nelle scuole sia fondamentale
per combattere l'identita' mafiosa, ma anche ricordare che non
bisogna fermarsi alle parole e ai cortei. E come perdere la
liberta' sia un rischio che tutti corriamo ogni giorno. Al di
la' dei fenomeni come mafia e camorra, i pericoli si nascondono
nei messaggi che entrano nelle nostre case, quotidianamente,
''che insegnano che cio' che conta e' l'apparire, e' il potere.
Allora il rispetto delle regole deve partire dalla
quotidianita'''.
Ai ragazzi, che piu' volte ha voluto abbracciare con forza,
lanciando dal microfono la frase ''voi siete meravigliosi'', ha
lasciato tre auguri. ''Siate analfabeti'', affinche' non si
sentano mai arrivati e mantengano sempre la curiosita' di
studiare e approfondire. ''Siate inadeguati'', affinche'
sappiano prendere le distanze dall'orizzonte di immagini che ci
bombardano attraverso i media. Poi ha augurato il ''diritto alla
rabbia'', indicando in questa un sentimento umano, ma anche un
modo di agire e di reagire di fronte alle ingiustizie. ''La
rabbia e' un atto d'amore, perche' ti arrabbi per le cose che
ami - ha detto don Ciotti - non basta l'indignazione, che ormai
e' diventata una moda''.
DROGA: NAPOLI, TELONI DELLA PACE PER PROTEGGERE I PUSHER
NAPOLI - Due grandi bandiere della pace, alte
almeno una decina di metri, sono stati rimossi dai carabinieri
nel corso di un blitz alle ''Case Celesti'' di Secondigliano,
quartiere alla periferia occidentale di Napoli. I due drappi,
secondo hanno accertato gli investigatori, erano stati issati
per impedire agli stessi cara


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