8 novembre 2006
CRIMINALITA' NAPOLI: SCALERA, E' BATTAGLIA CHE POSSIAMO VINCERE
NAPOLI - ''Mentre, finalmente, si registrano
una serie di positive operazioni di controllo delle forze
dell'ordine in aree delicatissime del napoletano, come la
Sanita', Scampia, Melito, Torre Annunziata, con numerosi arresti
e il sequestro di migliaia di dosi di sostanze stupefacenti, la
camorra non abbassa la guardia e allunga la sua scia di sangue
con un ulteriore, grave omicidio, a Qualiano''. Lo afferma il
senatore dell'Ulivo Giuseppe Scalera.
''E' un segnale grave - evidenzia - che testimonia il
radicamento di una camorra dilagante sul territorio
dell'hinterland napoletano, in grado di agire
spregiudicatamente, senza paura, con i suoi killer e le sue
spietate esecuzioni''.
Secondo Scalera ''siamo di fronte a una battaglia difficile e
complessa che andra' combattuta con coraggio e dedizione,
stanando una presenza malavitosa mai cosi' polverizzata ed
autonoma a livello territoriale, attraverso forme di
intelligence investigativa regolarmente previste dal Piano
Amato, distillando nell'opinione pubblica la convinzione che la
lotta alla criminalita' sia una emergenza che e' possibile
affrontare e vincere''. (ANSA).
APPREZZAMENTO RUTELLI PER OPERAZIONE CARABINIERI
ROMA - Il vice presidente del Consiglio,
Francesco Rutelli, ha telefonato oggi al comandante generale
dell'Arma, il generale Gianfrancesco Siazzu, per esprimere il
suo ''vivo apprezzamento per l'operazione effettuata questa
mattina dai carabinieri a Napoli''.
Rutelli, si legge in un comunciato dell'Arma, ha sottolineato
come ''tale attivita' contribuisca a riportare serenita' e
fiducia nella popolazione, in un'area caratterizzata da
particolari problemi sotto il profilo dell'ordine e della
sicurezza pubblica''. Il vice presidente del Consiglio ha quindi
pregato il comandante generale di ''partecipare il suo vivo
apprezzamento a tutto il personale che ha operato''.
(ANSA).
CONTROLLI IN PIAZZE SPACCIO NEL NAPOLETANO, ARRESTI
NAPOLI - E' in corso da questa mattina a
Melito (Napoli) un' operazione straordinaria dei carabinieri per
il controllo delle piazze di spaccio gestite dalla camorra
nell'area dell'hinterland napoletano.
Nell'operazione sono impiegati circa 400 uomini appartenenti
ai reparti dell'Arma dipendenti dal reparto territoriale
Castello di Cisterna ed a compagnie di intervento operativo
oltre a unita' cinofile antidroga ed elicotteri del settimo
elinucleo di Pontecagnano (Salerno), che stanno effettuando
centinaia di perquisizioni per blocchi di edificio.
Durante l'intervento, sono gia' stati eseguiti diversi
arresti e sequestrate migliaia di dosi di sostanze stupefacenti.
L'attivita' dei carabinieri si e'
concentrata soprattutto a Melito di Napoli, nel rione 219, una
''piazza'' di spaccio di droga gestita da elementi vicini agli
Scissionisti del clan Di Lauro.
Nell'operazione sono stati impiegati circa 400 uomini
appartenenti al Reparto Territoriale Castello di Cisterna e i
carabinieri messi a disposizione nell'ambito del piano per la
sicurezza di Napoli oltre a unita' cinofile Antidroga ed
elicotteri del 7/o elinucleo di Pontecagnano (SA).
L'intervento e' stato effettuato su 12 blocchi di edificio
per complessive 300 unita' abitative, tutte perquisite. I
militari stanno verificando, tra l'altro, la legittimita'
dell'occupazione di abitazioni da parte di diversi nuclei
familiari. Sono stati rimossi numerosi ostacoli, costituiti da
inferriate, cancelli di ferro e grate metalliche, poste agli
ingressi dei cortili annessi agli edifici per ostacolare
l'intervento delle forze dell'ordine e agevolare l'attivita' di
spaccio. Cinquecento dosi di cocaina per complessivi 300 grammi,
2 pistole giocattolo, 10 coltelli di varie dimensioni e un
bilancino di precisione, che erano stati occultati tra le siepi,
sono stati sequestrati.
Per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio sono stati
arrestati Salvatore Vincolo, 42 anni, (trovato in possesso di 10
grammi di cocaina e della somma di 235 euro ritenuta provento di
attivita' illecita) nonche' il 27enne Claudio Esposito e
Giuseppe Siviero, 18, trovati in possesso di 10 grammi di crack
e di 300 euro. Per un ordine di carcerazione emesso dalla
procura di Napoli con l'accusa di rapina e' stato arrestato
Marco Maisto, 34 anni: deve scontare 7 anni e 4 mesi . Arrestato
anche un 16enne destinatario di un ordine di permanenza in casa
emesso per concorso rapina dal Tribunale per i Minori delle
Marche.
Nelle aeree limitrofe al rione i carabinieri hanno inoltre
arrestato per detenzione di stupefacenti Carmine De Lia, 34
anni, catturato a Caivano in via Acquaviva: ritenuto affiliato
al clan camorristico dei Castaldo, e' stato trovato in possesso
di 500 grammi di cocaina, 700 euro e materiale per il
confezionamento in dosi della droga. In manette Carmine Di
Palma, 23 anni, trovato in possesso di 200 grammi di marijuana
nonche' Luigi Cecale, 42, in possesso di 200 grammi di hashish e
di 550 euro. Nel corso dell'operazione sono stati arrestati due
immigrati polacchi bloccati in sella ad una Vespa 125 risultata
rubata il 30 giugno a Napoli. In esecuzione di un ordinanza di
custodia del Tribunale di Nola arrestato per rapina aggravata,
Luigi Cacace, 27 anni. In esecuzione di un ordine di
carcerazione della procura di Napoli con l'accusa di evasione,
e' stato arrestato Rosario Sorgente, 32 anni (deve scontare 4
mesi e 29 giorni di reclusione). (ANSA).
CONTROLLI POLIZIA IN RIONE SANITA'E TORRE ANNUNZIATA
NAPOLI - Due vaste operazioni di controllo
straordinario del territorio della polizia sono in corso da
questa mattina a Napoli, nel rione Sanita' ed a Torre Annunziata
(Napoli).
Sia a Torre Annunziata sia nel rione Sanita' vi sono agenti
dell'Upg e della sezione prevenzione crimine Campania della
questura di Napoli, squadre tagliatori dei vigili del fuoco,
personale della polizia scientifica, unita' cinofile antidroga e
agenti del reparto mobile di Roma. Nell'operazione in corso al
rione Sanita' sono impegnate anche squadre dell'Asia, l'azienda
che si occupa della rimozione dei rifiuti nel comune di Napoli e
personale della polizia municipale. (ANSA).
FERMI A NAPOLI, CAPOCLAN CATTURATO A ROMA
NAPOLI - I carabinieri hanno fermato a Roma
altri due destinatari dei provvedimenti di fermo emessi oggi
dalla Dda di Napoli nell'ambito dell'inchiesta sui clan del
quartiere Fuorigrotta. Si tratta dei Salvatore Zazo, 49 anni,
ritenuto capo dell'omoniomo clan, e Vincenzo Esposito, 26 anni.
I due sono stati sorpresi in un appartamento di via Cortina
d'Ampezzo, nella zona della Camilluccia, di proprieta' di un
nipote di Michele Zaza. (ANSA).
20 FERMI A NAPOLI, C'E' ANCHE CANDIDATO A COMUNALI
NAPOLI - Durante le perquisizioni i
carabinieri hanno anche sequestrato una pistola a Antonio
Pianese e 18mila euro, ritenuti proventi di attivita' illecite,
a Vincenzo Pianese, due presunti esponenti del clan Bianco.
Antonio Bianco e' stato trovato in possesso di un block notes
con le annotazioni delle entrate e delle uscite, e in
particolare con l'indicazione dei pagamenti settimanali agli
affiliati.
Tra i fermati figura anche Pasquale Zaza, nipote di Michele
Zaza, boss della camorra morto negli anni scorsi.
Questo l'elenco completo dei fermati: Antonio Bianco, Ermanno
Bianco, Ciro Mercurio, Gaetano Marcurio, Raffaele Bonavolonta',
Cosmo Iadonisi, Federico Fumarolo, Antonio Pianese, Vincenzo
Pianese, Raffaele Maggio, Sergio Esposito, Francesco Chianese,
Gennaro Mercurio, Giovanni Maselli, Antonio Cammarota, Salvatore
Del Gaudio, Giuseppe Premiano Nocerino, Mario Nocerino,
Salvatore Scotto e Pasquale Zaza.
Secondo quanto emerso dalle indagini, e' probabile che
esponenti del clan Bianco si stessero accingendo a preparare
qualche agguato contro affiliati a cosche rivali.
Diego Cotugno, 19 anni, e' stato arrestato in flagranza
perche' trovato in possesso di una mitraglietta Skorpio: il
giovane stava facendo la ''sentinella' all'abitazione di Bianco.
Le accuse contestate vanno dall'associazione mafiosa, al
traffico di droga, estorsioni, tentato omicidio e scambio
elettorale politico-mafioso (l'articolo 416 ter del codice
penale). (ANSA).
20 FERMI A NAPOLI, C'E' ANCHE CANDIDATO A COMUNALI
ACCUSATO DI AVER VERSATO DENARO PER COMPRARE PACCHETTO VOTI
NAPOLI - Sono complessivamente venti i fermi
eseguiti finora dai carabinieri del comando provinciale di
Napoli nell'ambito dell'operazione sulle attivita' dei clan
camorristici attivi nel quartiere di Fuorigrotta alla periferia
occidentale di Napoli. Tra i destinatari delle misure cautelari
anche Giuseppe Primiano Nocerino, candidato di Forza Italia
nelle ultime elezioni per il Consiglio comunale e non eletto,
accusato di aver versato una somma di denaro a un clan per
''comprare'' un pacchetto di voti.
I provvedimenti, emessi dalla Direzione distrettuale
antimafia di Napoli, riguardano in particolare i contrasti tra
il clan capeggiato da Antonio Bianco, di 54 anni, uno dei
destinatari del provvedimento, e altre cosche in relazione al
traffico di droga e alle estorsioni.
Tra l'altro gli inquirenti hanno ricostruito lo scontro tra
il clan di Antonio Bianco e quello di Salvatore Zazo, anch'egli
fermato durante l'operazione dei carabinieri. Le indagini dei
militari hanno consentito inoltre di ricostruire l'agguato che
porto' al ferimento di Gennaro Guerriero, avvenuto il 23 ottobre
scorso al mercato rionale di Fuorigrotta. Secondo gli inquirenti
il movente del tentato omicidio era costituito dall'assegnazione
dei posti all'interno del mercato: Bianco avrebbe ordinato
l'agguato per mandare un segnale al fratello di Gennaro
Guerriero, consigliere circoscrizionale che si stava occupando
delle assegnazioni.
Le accuse di condizionamento elettorale si riferiscono al
presunto appoggio dato dal clan Zazo al candidato al Comune di
Napoli nelle liste di Forza Italia Giuseppe Primiano Nocerino,
destinatario di uno dei fermi. Il candidato avrebbe versato
17mila euro al clan per ''comprare'' i voti: ne ottenne 195 di
cui 175 nel quartiere di Fuorigrotta. I particolari
dell'operazione sono stati illustrati dal procuratore
Giovandomenico Lepore, dal procuratore aggiunto della Dna Lucio
Di Pietro, dal procuratore aggiunto Franco Roberti, coordinatore
della Dda di Napoli, dal pm Lucio Cannavale e dal comandante
provinciale dei carabinieri, colonnello Gaetano Maruccia.
Durante le perquisizioni i
carabinieri hanno anche sequestrato una pistola a Antonio
Pianese e 18mila euro, ritenuti proventi di attivita' illecite,
a Vincenzo Pianese, due presunti esponenti del clan Bianco.
Antonio Bianco e' stato trovato in possesso di un block notes
con le annotazioni delle entrate e delle uscite, e in
particolare con l'indicazione dei pagamenti settimanali agli
affiliati.
Tra i fermati figura anche Michele Zaza, nipote di Michele
Zaza, boss della camorra morto negli anni scorsi.
Questo l'elenco completo dei fermati: Antonio Bianco, Ermanno
Bianco, Ciro Mercurio, Gaetano Marcurio, Raffaele Bonavolonta',
Cosmo Iadonisi, Federico Fumarolo, Antonio Pianese, Vincenzo
Pianese, Raffaele Maggio, Sergio Esposito, Francesco Chianese,
Gennaro Mercurio, Giovanni Maselli, Antonio Cammarota, Salvatore
Del Gaudio, Giuseppe Premiano Nocerino, Mario Nocerino,
Salvatore Scotto e Pasquale Zaza.
Secondo quanto emerso dalle indagini, e' probabile che
esponenti del clan Bianco si stessero accingendo a preparare
qualche agguato contro affiliati a cosche rivali.
Diego Cotugno, 19 anni, e' stato arrestato in flagranza
perche' trovato in possesso di una mitraglietta Skorpio: il
giovane stava facendo la ''sentinella' all'abitazione di Bianco.
Le accuse contestate vanno dall'associazione mafiosa, al
traffico di droga, estorsioni, tentato omicidio e scambio
elettorale politico-mafioso (l'articolo 416 ter del codice
penale). (ANSA).
FERMI A NAPOLI; MARONE,RISPOSTA GIUSTA FORZE ORDINE
NAPOLI - ''Esprimo grande soddisfazione per
l'importante azione delle forze dell'ordine. Questa e' la
risposta giusta da dare in una fase cosi' delicata della citta'
e della provincia''. Lo afferma il deputato Riccardo Marone
(Ds-L'Ulivo), presidente del comitato pareri della commissione
Affari costituzionali della Camera.
''Una forte reazione dello Stato - sottolinea - dimostra che
la camorra si puo' sconfiggere. L'augurio e' che le forze
dell'ordine sulla base del piano Amato proseguano la loro
difficile opera di affermazione della legalita' e che la citta'
si accomuni in questo straordinario sforzo per recuperare e
ricostruire la propria immagine''. (ANSA).
OPERAZIONE CONTRO CLAN FUORIGROTTA
FERMI E PERQUISIZIONI NEI CONFRONTI DI CAPI E AFFILIATI
NAPOLI, 8 NOV - E' in corso a Napoli, nel quartiere
Fuorigrotta, un' operazione anticamorra per l' esecuzione di
decreti di fermo emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia
nei confronti di capi ed affiliati a due diversi clan.
Le forze dell' ordine stanno eseguendo fermi e perquisizioni
di indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di
associazione per delinquere di tipo camorristico, scambio
elettorale politico mafioso, traffico internazionale di
stupefacenti, estorsioni, violazione delle leggi su possesso e
porto abusivo di armi ed altri reati. (ANSA).
RIONE SANITA'; AL SETACCIO CAPPELLE E BUSTO TOTO'
NAPOLI - Controlli a tappeto nel rione
Sanita' a Napoli, dove da questa mattina e' in corso una vasta
operazione della polizia con l'impiego di centinaia di uomini,
personale dei vigili del fuoco e della polizia municipale e
delle unita' cinofile.
Nel mirino degli agenti, l'individuazione di sofisticati
impianti di videosorveglianza e sistemi di ''difesa'' composti
da paletti e inferriate installati abusivamente.
Con l'ausilio delle unita' cinofile sono in corso controlli
antidroga. Vengono controllate anche le numerose cappelle votive
presenti nel rione, i negozi. All'attenzione delle unita'
cinofile anche il busto dedicato a Toto' in via Santa Maria
Antesaecula, possibile nascondiglio per gli stupefacenti.
Il rione Sanita' nei mesi scorsi e' stato teatro di una faida
tra il clan Misso ed una fazione scissionista. (ANSA).
SICARI IN AMBULANZA PER UCCIDERE BOSS
NAPOLI - La camorra torna a uccidere e lo fa
con tecniche da film di azione. Per eliminare il rivale i killer
hanno infatti sparato da un'ambulanza in corsa. E' accaduto in
via Di Vittorio a Qualiano, comune dell'hinterland
settentrionale di Napoli. Vittima dell'agguato e' Pasquale
Russo, di 41 anni, ritenuto uno degli elementi di spicco del
clan Pianese. E' stato colpito ripetutamente dai proiettili
esplosi da almeno due sicari. L'ambulanza e' stata trovata
incendiata in via Ripuaria, poco distante dal luogo
dell'omicidio. Era stata rubata il primo novembre scorso nel
quartiere di Fuorigrotta, a Napoli, a una societa' privata che
si occupa di assistenza sanitaria.
La pista privilegiata dai carabinieri e dai magistrati della
Dda di Napoli e' quella di un regolamento di conti all'interno
dello stessa stessa organizzazione camorristica. In particolare
il delitto potrebbe essere in relazione con l'uccisione del boss
Nicola Pianese, avvenuta a Varcaturo il 14 settembre scorso.
Pianese cadde sotto i colpi dei killer mentre era alla guida di
una Mercedes e l'uomo che viaggiava con lui rimase gravemente
ferito.
L'omicidio di oggi segna una ripresa dell'attivita' criminale
dei clan dopo otto giorni di tregua, caratterizzati tra l'altro
dalla visita di Prodi a Napoli, il 2 novembre scorso, e dalla
sottoscrizione, l'indomani, del Piano per la sicurezza in
prefettura con il ministro Amato.
Procede intanto intensa l'attivita' delle forze di polizia
impegnate in citta' e in provincia nell'azione di contrasto alla
criminalita' organizzata e alla delinquenza comune. Ventidue
provvedimenti di fermo sono stati eseguiti dai carabinieri nei
confronti di esponenti della malavita di Fuorigrotta, alla
periferia ovest di Napoli. I provvedimenti emessi dalla
Direzione distrettuale antimafia riguardano in particolare il
clan capeggiato da Antonio Bianco e quello di Pasquale Zazo, in
contrasto nella zone per le gestione del traffico di droga e del
racket delle estorsioni. Sono stati catturati, tra gli altri,
sia Bianco, sia Zazo, quest'ultimo sorpreso in serata dai
militari in un appartamento della Camilluccia a Roma.
Dalle indagini e' emersa anche una vicenda di presunto voto
di scambio, o meglio scambio elettorale politico-mafioso come
recita l'articolo 416 ter. Coinvolto Giuseppe Nocerino, un
candidato - non eletto - alle elezioni comunali nelle liste di
Forza Italia che avrebbe versato 17 mila euro agli uomini del
clan per ottenere voti.
I carabinieri hanno eseguito una vasta operazione di
controllo, impegnando circa 400 uomini (compresi quelli messi a
disposizione nell'ambito del piano), nell'hinterland
settentrionale, soprattutto la zona di Melito. Diversi gli
arresti eseguiti e, soprattutto, smantellati numerosi ostacoli,
(costituiti da inferriate, cancelli di ferro e grate metalliche)
poste agli ingressi degli edifici per ostacolare l'intervento
delle forze dell'ordine e agevolare l'attivita' di spaccio.
Due vaste operazioni di controllo straordinario del
territorio sono state attuate dalla polizia nel centro antico di
Napoli, nel rione Sanita', e a Torre Annunziata. Sono
intervenuti agenti dell'Upg e della sezione prevenzione crimine
Campania della questura di Napoli, squadre tagliatori dei vigili
del fuoco, personale della polizia scientifica, unita' cinofile
antidroga e agenti del reparto mobile di Roma. Al rione Sanita'
sono state impegnate anche squadre dell'Asia, l'azienda che si
occupa della rimozione dei rifiuti nel comune di Napoli, nonche'
personale della polizia municipale. (ANSA).
SICARI SU AMBULANZA, VITTIMA APPARTENEVA A CLAN CAMORRA
NAPOLI - E' stata identificata la vittima
dell'agguato avvenuto stamane a Qualiano (Napoli): si tratta di
Pasquale Russo, di 41 anni, ritenuto uno degli elementi di
spicco del clan Pianese.
Russo e' stato colpito ripetutamente dai proiettili esplosi
da due sicari che erano a bordo di una ambulanza, mentre si
trovava in via Di Vittorio, a Qualiano (Napoli). Sull'agguato
indagano i carabinieri. L'ambulanza e' stata trovata poco
lontano. (ANSA).
MAXI RISSA IN TRIBUNALE
CALCI E SPUTI TRA DONNE: TRE FERMI
NAPOLI - Il processo è appena cominciato quando si accende la scintilla dell'odio mafioso. Compare in videoconferenza Salvatore Calone, fratello del pentito di camorra Ciro, è pronto a rispondere alle domande dei giudici di Napoli e dopo pochi istanti scoppia la rissa tra le donne di fazioni ormai nemiche.
Basta un insulto sibilato dai familiari di quell'indagato: le donne presenti in aula scattano in piedi, si lanciano insulti, urla, botte, sputi. Si colpiscono a sberle e a calci. Oltraggiano anche la Corte e la polizia penitenziaria. Il peggio si raggiunge quando una di loro trascina l'altra rivale a terra afferrandola per i capelli, fino ad inciderle il cuoio capelluto. È mezzogiorno: nell'aula della sesta Corte di Appello di Napoli restano ciocche di capelli e qualche goccia di sangue. Scene da horror dentro il palazzo di giustizia. E ci vogliono dieci minuti di violenza perché accorrano polizia e carabinieri a far scattare le manette.
Alla fine il bilancio: tre donne arrestate e ancora un'immagine di violenza e degrado per la città. Ma stavolta i toni della deteriore sceneggiata non si consumano in un basso dei vicoli, ma nel cuore del Palazzo di Giustizia. Dove il neo presidente del Tribunale, Carlo Alemi, appena informato dell'ennesimo episodio di rissa tra utenti della giustizia condanna "l'indegno episodio" e lamenta di avere "inutilmente chiesto, già nei mesi scorsi, una maggiora presenza di forze dell'ordine al comitato per l'ordine e la sicurezza presieduto dal prefetto Renato Profili. La risposta purtroppo è stata no: non c'era sufficiente personale. E duole constatarlo, ma questi sono i risultati".
Aula numero 311. Il dibattimento dinanzi alla sesta sezione della Corte di Appello di Napoli (presidente Enrico Merlino, giudici a latere Occhiofino e Acierno) riguarda i presunti estorsori del clan Calone e Polverino, una delle costole della Nuova mafia flegrea, la consorteria criminale nata dieci anni fa a ridosso della periferia ovest. Sono i cassieri che taglieggiavano bar, ristoranti, negozi e perfino gli ormeggiatori della baia. Ieri mattina in gabbia c'è Massimo Polverino, collegato tramite telecamera spunta poi l'ex sodale Salvatore Calone il cui fratello, però, sta offrendo "ampia e piena collaborazione" alla giustizia.
Si tratta - caso nel caso - di indagati tutti già condannati in primo grado per estorsione aggravata fino a una pena di 11 e 12 anni: eppure tutti scarcerati per decorrenza dei termini di custodia, poi riarrestati per altri reati. A difenderli, ci sono gli avvocati Salvatore Landolfi, Claudio Davino, Domenico De Rosa, Giovanni Esposito Fariello. Quando appare Calone senior, ecco un insulto dalla famiglia dei Polverino. Quelli rispondono. Divampa l'odio, le donne sembrano fiere lanciate l'una contro l'altra. I giudici restano annichiliti, qualcuno di loro è anche bersaglio di insulti e sputi. Persino gli agenti della polizia penitenziaria si limitano ad urlare "Calma".


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