'O sistema, il libro, il film di Matteo Scanni

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19 novembre 2006

di 'O SISTEMA (19/11/2006 - 15:57)

IMPRENDITORE PREGIUDICATO UCCISO NEL CASERTANO

CASERTA - Un imprenditore edile, Cesario Scarano, di 45 anni,di Aversa, pregiudicato per reati contro il patrimonio e la persona e per associazione per delinquere e' stato ucciso questa sera in un agguato tra Succivo ed Orta d'Atella. La Ford Focus sulla quale l'imprenditore viaggiava, secondo una prima ricostruzione del delitto fatta dai carabinieri, e' stata affiancata da una moto di grossa cilindrata con a bordo i due sicari. Contro la vettura sono stati sparati numerosi colpi di pistola che hanno raggiunto Scarano uccidendolo all'istante. I due killer sono poi fuggiti riuscendo a far perdere le tracce. Gli investigatori ritengono che l'ucciso fosse affiliato ad una delle organizzazioni camorristiche che operano nell'aversano e non escludono che possa essere stato eliminato nell'ambito della lotta in atto nella zona tra i clan Caterino e Mazara per il controllo delle estorsioni e dei traffici illeciti. Ma non e' neanche da escludere che l'agguato a Cesario Scarano sia stato deciso all'interno dello stesso clan di appartenenza per uno sgarro. (ANSA).


UCCISO NEL NAPOLETANO, ANALOGIE CON ALTRO DELITTO

NAPOLI - La tecnica dell'omicidio di Pietro Scelzo, il pregiudicato ucciso ieri sera nel centro antico di Castellammare di Stabia, ricalca quella utilizzata per un altro agguato di circa due mesi fa. Proprio come Scelzo, un pregiudicato, Saverio Cataldo venne ucciso ucciso sotto casa, sempre nel rione Santa Caterina, a pochi metri di distanza dal luogo dell'assassinio di ieri sera. I due episodi in se' potrebbero non significare molto, se non per l'area in cui si stanno verificando questi delitti, un feudo del clan D'Alessandro, dove il tasso di criminalita' e' altissimo e il degrado ambientale e sociale altrettanto alto. Cataldo fu ucciso davanti all'uscio di casa, in via Viviani, e anche per Scelzo i sicari hanno atteso che la vittima facesse rientro alla sua abitazione agendo indisturbati. Dal momento che nei vicoli del centro antico non e' possibile entrare o uscire senza essere osservati e ''radiografati'' dalle vedette della camorra, e' quindi appare assai probabile che entrambi i delitti siano stati decisi dal clan predominante. La parentela di Scelzo con il collaboratore di giustizia Tommaso Scelzo resta per gli investigatori una pista possibile, ma tra le voci che circolano piu' insistenti sul conto del pregiudicato, che era stato scarcerato di recente in seguito all'indulto, c'e' quella che porta soprattutto agli ambienti della droga. Il centro antico e' uno dei luoghi dove si svolge l'attivita' illegale dello spaccio, cosi' come nella periferia di via Moscarella e via Savorito. Il modo in cui l'uomo e' stato ammazzato lascia ipotizzare che i sicari fossero stati incaricati di punire uno sgarro nell'ambiente della droga. Ieri sera il centro di Castellammare di Stabia era privo di presidii delle forze dell'ordine. Le strade che circondano il centro antico erano piu' tranquille del solito, mancava il caos che solitamente soffoca la citta' ogni sabato sera. Poi il suono delle sirene ha improvvisamente squarciato il silenzio. Dopo le ore 23 le strade si sono affollate, un'ambulanza era ferma davanti all'ingresso delle Antiche Terme e la gente che sedeva ai tavoli dei ristoranti del centro storico parlavano della sparatoria. Scelzo e' stato ammazzato con almeno sei proiettili che lo hanno raggiunto in varie parti del corpo. Secondo le indagini condotte dal commissariato di polizia di Castellammare di Stabia, la vittima, dopo aver militato nel clan camorristico dei D'Alessandro era passato tra le fila di quello degli Scarpa-Omobono e ora si sospetta che avesse continuato a fare il '''doppio gioco'', con entrambi i clan. Tra le ipotesi, ancora, c'e' quella secondo la quale Scelzo avrebbe cercato di costituire un proprio gruppo criminale, svolgendo un'attivita' che stava ''rompendo la piazza'' dello spaccio di cocaina e marijuana. I precedenti per droga, oltre che per armi, fanno ritenere che quella della pista del controllo dello spaccio di stupefacenti possa essere quindi la piu' accreditata delle chiavi di lettura del delitto. (ANSA).


UCCISO NEL NAPOLETANO; DROGA O VENDETTA LE PISTE

NAPOLI - Scarcerato di recente in seguito all'indulto, ritenuto vicino al clan camorristico dei D'Alessandro, cugino di un pentito al quale avevano gia' ammazzato un fratello: Pietro Scelzo, 45 anni, e' stato ucciso ieri sera in un agguato a Castellammare di Stabia (Napoli). L'uomo e' stato atteso dai suoi killer, in due in sella ad una moto, sotto il portone della sua abitazione nel rione Santa Caterina. I sicari erano decisi a portare a termine la loro missione di morte: a terra, dopo l'agguato, sono stati trovati dieci bossoli. Scelzo e' stato ammazzato con almeno sei proiettili che lo hanno raggiunto in varie parti del corpo. Sul fatto indaga la polizia. Una pista riguarda un'eventuale guerra per lo spaccio di droga, ma non si trascura la parentela dell'assassinato con Tommaso Scelzo, suo cugino di primo grado, pentito di camorra un cui fratello, Guglielmo, fu ucciso due anni fa. E quindi non si trascura l'ipotesi di una vendetta trasversale. Secondo le indagini condotte dal commissariato di polizia di Castellammare di Stabia, Pietro Scelzo, ucciso ieri sera in un agguato nella cittadina stabiese, dopo aver militato nel clan camorristico dei D'Alessandro era passato tra le fila di quello degli Scarpa-Omobono che e' pero' stato sgominato dalle operazioni delle forze dell'ordine. Scelzo, uscito di carcere grazie all'indulto, secondo la polizia, avrebbe cercato di costituire un proprio gruppo criminale sul territorio ma il suo tentativo sarebbe risultato vano. I precedenti per droga, oltre che per armi, fanno ritenere che quella della pista del controllo dello spaccio di stupefacenti possa essere una delle chiavi di lettura del delitto. Ma non si trascura affatto l'ipotesi della vendetta trasversale nei confronti del cugino, Tommaso, pentito di camorra. (ANSA).


CRIMINALITA' NAPOLI: DISTRIBUITE MAGLIETTE, CITTA' E' VIVA

NAPOLI, 19 NOV - ''Napoli e' viva e io la difendo''. Questo il messaggio scritto su oltre 500 magliette distribuite questa mattina durante una manifestazione organizzata in piazza Carita', a pochi metri dal centro antico della citta', da un gruppo di diverse associazioni che operano sul fronte dell'impegno sociale ma anche imprenditori e professionisti. L'iniziativa e' stata organizzata per cercare di accendere i riflettori su quanto di positivo avviene in una Napoli devastata dalle guerre di camorra. In piazza anche esponenti delle associazioni Campaniaviva, Mezza Luna Rossa Palestinese, Unione Italiana terza eta', Associazione italiana cultura e sport, Lotta ricerca per la disabilita' anziani, Engea Campania. Molte magliette sono state indossate da ciclisti e pedoni che hanno attraversato la citta' nel giorno dello stop al traffico per la domenica ecologica. ''Napoli - sottolineano i promotori - non e' un paradiso abitato da diavoli, ma una moderna metropoli europea che ha deciso di rimboccarsi le maniche per uscire da questo momento''. L'appello, rivolto a politica, istituzioni, cittadini, volontariato e' quello di ''respingere le accuse di quanti ritengono vivere e nascere in questa citta' una 'disgrazia'. Disgraziati saranno loro, a non cogliere le mille facce di qeusta citta'''. L'obiettivo e' quello di ''ricreare lo spirito e ridare corpo a quel 'rinascimento napoletano che e' stata la sintesi tra la volonta' di una nuova classe politica di dare una svolta ai destini della citta' e la voglia dei napoletani di rimboccarsi le maniche e farcela da soli''. (ANSA).

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