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9 gennaio 2006

di 'O SISTEMA (09/01/2006 - 19:08)

CATTURATO VISCARDI, DEVE SCONTARE 16 ANNI RECLUSIONE

TORINO - Un esponente di spicco della camorra
e' stato catturato nei giorni scorsi a Torino dalla squadra
mobile della questura. Si tratta di Andrea Viscardi, 42 anni,
originario di Portici (Napoli), domiciliato a Torino, ma in
realta' irreperibile fino alla cattura, avvenuta due giorni fa.
L' uomo, componente del clan Nuova Famiglia, legato al clan
Alfieri, deve scontare una condanna definitiva a 16 anni di
carcere emessa dalla Corte d' assise d' appello di Napoli a
dicembre per i reati di associazione per delinquere di stampo
mafioso, omicidio di un bambino, rapina aggravata, detenzione
illegale di armi e ricettazione.
Viscardi, noto nel napoletano come ''la belva'', viveva da
anni nel torinese, ma la sua abitazione e' tuttora sconosciuta
agli investigatori, che l' hanno individuato solo attraverso
intercettazioni telefoniche e indagini su conoscenti e
familiari. Ha raccontato che lavorava in un ristorante di
Torino. E' stato bloccato per strada nella zona ovest della
citta', in via Luserna, e riconosciuto in particolare per il
fatto che e' completamente calvo e per la sua mole non
indifferente.
Agli agenti che l' hanno catturato, Viscardi si e' rivolto
sottolineando l' importanza del proprio ruolo all' interno della
camorra. E' certo che a Torino si fosse creato una solida rete
di contatti, e che frequentasse almeno due o tre zone diverse
della citta'. Viscardi e' separato dalla moglie, dalla quale ha
avuto dei figli, e probabilmente aveva una nuova compagna a
Torino. Il camorrista ora si trova rinchiuso, in isolamento, nel
Viscardi, a meta' degli anni '90,
era ritenuto dagli investigatori legato al clan Orefice. E nello
scontro scatenato dallo stesso clan per cercare di conquistare
la supremazia nell'area vesuviana in un agguato fu ucciso un
uomo, Giuseppe Averaimo. Ma i killer fecero fuoco anche sul
nipotino della convivente, Gioacchino Costanzo, di appena due
anni che era in compagnia della vittima.
Fu proprio Andrea Viscardi, con le sue dichiarazioni ai
pubblici ministeri della direzione distrettuale antimafia di
Napoli, a ricostruire i contorni della guerra di camorra
scoppiata nell'area vesuviana per il controllo delle attivita'
illecite  (ANSA).

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