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1 febbraio 2006

di 'O SISTEMA (01/02/2006 - 23:55)

IMPONEVANO 'REGOLE' IN PORTO POZZUOLI, 4 ARRESTATI
IN MANETTE PESCATORI LEGATI A CLAN LONGOBARDI

NAPOLI - Forti del loro legame con il clan
camorristico Longobardi imponevano ai pescatori del porto di
Pozzuoli (Napoli) di lasciare libere le zone del golfo di
maggiore pescosita', di dare loro precedenza all'ingresso del
porto e di non occupare i posti in banchina migliori per la
vendita al dettaglio del pescato: accusati di estorsione
aggravata, furto, danneggiamento, incendio, minaccia, con
l'aggravante dell'utilizzazione del metodo mafioso e della
agevolazione del clan, quattro persone, componenti di una
famiglia di pescatori, sono state arrestate dai carabinieri
della compagnia di Pozzuoli su disposizione della Dda di Napoli.
   In manette sono finiti Antonio Rezzo, di 49 anni, Gennaro
Rezzo (31), Luigi Rezzo (62) e Raffaele Rezzo (27), tutti di
Pozzuoli.
   Secondo quanto e' emerso dalle indagini coordinate dai pm
Raffaele Marino, Antonio Ardituro, Raffaella Capasso e Antonio
D'Alessio - e' spiegato in una nota del procuratore aggiunto
Franco Roberti - i Rezzo, titolari di due motopescherecci che
sono stati sequestrati, imponevano la loro legge attraverso
continue minacce e con gesti intimidatori: in particolare -
prosegue la nota - nella notte di Capodanno sono stati affondati
tre pescherecci di pescatori concorrenti che non avevano
rispettato gli ''ordini'', in altre occasioni sono stati
asportati oggetti dalle barche, danneggiate o portate via le
reti e le nasse. E ieri, sono state incendiate le automobili di
due pescatori, ''colpevoli'' di essersi rivolti ai carabinieri
per la denuncia.
   L'indagine - prosegue la nota - consente di chiudere il
cerchio intorno al mercato dei prodotti ittici di Pozzuoli.
Secondo quanto e' stato accertato, il clan gestiva e controllava
le attivita' economiche ''dal produttore al consumatore''. Nel
corso del tempo sono state accertate le interferenze e
l'influenza della camorra in tutti i segmenti di quello che
costituisce certamente uno dei settori piu' ricchi dell'economia
flegrea; il clan imponeva la sua legge sulla pesca nel golfo di
Pozzuoli, nella vendita al dettaglio al mercatino,
nell'importazione e nella vendita al dettaglio al mercatino,
nell'importazione e nella vendita all'ingrosso nel mercato
ittico.
   All'interno del mercato, oltre alle continue estorsioni in
denaro e cassette di pesce, il clan imponeva ai commercianti da
chi dovessero acquistare cassette di polistirolo e buste di
plastica, fornite da due fratelli del boss Gennaro Longobardi. (ANSA).

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