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11 febbraio 2006

di 'O SISTEMA (11/02/2006 - 00:13)

MAFIA: UTILIZZATI MENO DELLA META' DEI BENI CONFISCATI
PM PALERMO, NEGLI ULTIMI 5 ANNI DIMINUITI SENSIBILMENTE SEQUESTRI

PALERMO - Su 2.744 beni confiscati alla
mafia, 1.246, meno della meta', sono utilizzati dallo Stato. Il
dato e' emerso nel corso di un seminario all'Universita' di
Palermo, che fa parte del ciclo sull'educazione alla legalita',
organizzato dallo stesso Ateneo, dal Centro Pio La Torre
dall'Anm. Inoltre, secondo il procuratore aggiunto di Palermo,
Roberto Scarpinato, dal 2001 allo scorso anno i sequestri sono
diminuiti sensibilmente rispetto ai cinque anni precedenti.
In provincia di Palermo su 2.091 confische sono 1.060 i
terreni e i fabbricati riutilizzati. ''Tutto cio' - spiega il
presidente del Centro La Torre, Vito Lo Monaco - rischia di
vanificare quello spirito di 'risarcimento' alla societa' che il
riutilizzo rappresenta. Il rischio e' che agli occhi dei
cittadini la mafia appaia piu' forte dello Stato''.
Secondo Lo Monaco ''occorre un albo dei beni confiscati
gestito da una sola agenzia specializzata, che non puo' certo
essere il Demanio''.
Per Scarpinato, che ha commentato i dati forniti dal
ministero dell'Interno, ''i sequestri a carico di esponenti
mafiosi, dal luglio 2001 al giugno 2005, sono diminuiti rispetto
ai cinque anni precedenti: meno 20% per Cosa nostra, meno 40%
per la camorra e per la criminalita' pugliese e meno 50% per la
'ndrangheta. Diminuite anche le confische''.
Secondo il magistrato ''diminuiscono a Palermo anche i
procedimenti giudiziari per associazione mafiosa pari al 57%.
Diminuiranno di conseguenza anche i procedimenti per misure di
prevenzione''.
Per contrastare la mafia dei ''colletti bianchi che giocano
in borsa'', Scarpinato indica una via: ''l'anagrafe
centralizzata dei conti correnti bancari (prevista dall'articolo
20 della legge 413 del 1991). A causa dell'impossibilita' di
consultare una banca dati - ha detto -, le indagini per
individuare eventuali conti correnti devono essere effettuate
mediante richieste di informazioni notificate in tutte le sedi
degli istituti di credito che, ad esempio, in Italia sono circa
milletrecento''. (ANSA).

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