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24 febbraio 2006

di 'O SISTEMA (24/02/2006 - 00:20)

CUTOLO: IL MIO SEME PER UN FIGLIO
INTERVISTA ALLA REPUBBLICA

ROMA - ''Non rinnego niente di quello che ho
fatto, mi sono pentito davanti a Dio ma non davanti agli uomini.
Mai moglie vive nella speranza che un giorno usciro' da qui.
Vorrei regalarle un figlio''. Parla per la prima volta dal
carcere l'ex boss della Camorra Raffaele Cutolo, in isolamento
dal 1982. A lui e alla moglie lo Stato ha concesso
l'autorizzazione per l'inseminazione artificiale.
Intervistato dalla REPUBBLICA Cutolo racconta la sua vita,
''gran parte passata in galera. (...) So che mi faranno morire
in carcere. E a una fine cosi', preferisco la pena di morte''.
''Mi sono pentito davanti a Dio, ma non davanti agli
uomini'', dichiara il pluriergastolano. ''E' da anni che i
magistrati provano a convincermi. Riabilitarmi significa essere
coerente con me stesso'', fa sapere.
Cutolo racconta che con sua moglie si sono dati ''un solo
bacio in 23 anni (...). Vive nella speranza che un giorno,
chissa' quando, usciro' da qui. Vorrei tanto regalarle un figlio.
Ma purtroppo le gravidanze, fino ad ora, non sono andate a buon
fine. Ci abbiamo provato due volte. Non ci arrendiamo''.
 'Ogni mattina - racconta - quando mi sveglio faccio il segno
della croce e accompagno il funerale del mio cadavere''.
L'ex capo della Camorra ricorda che quando si e' sposato
nell'83 nel carcere dell'Asinara ha giurato sull'altare e ha
detto: ''Basta con la mia vita passata. Io non rinnego niente di
quello che ho fatto. Sono coerente con me stesso. Ho fatto del
male, ho seminato odio, violenza, morte. E quindi devo
sopportare tutto. Ma da molti anni ho chiuso con la camorra''.
Il boss racconta di aver salvato ''la vita a un uomo dello
Stato, l'assessore regionale democristiano Ciro Cirillo (rapito
dalle Brigate Rosse). (...) Un influente politico della Dc -
aggiunge - mi disse che dovevo intervenire con ogni mezzo per
salvare la vita dell'assessore. Che in cambio avrei ottenuto il
controllo di tutti gli appalti della Campania. Cirillo fu
liberato''. Il caso Cirillo, prosegue,''segno' definitivamente il
mio destino. Per ringraziamento mi hanno mandato "in ritiro
spirituale"''.
Quanto ai politici, dice infine Cutolo, ''ne ho conosciuti
molti. Con qualcuno sono sceso a patti. I politici non sono
molto diversi dai camorristi. Pensano al potere, al consenso''.

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