17 marzo 2006
CLAN IN GUERRA PER DROGA E RACKET,UNDICI IN MANETTE
NAPOLI, 17 MAR - Sono undici i provvedimenti di
fermo eseguiti dalla squadra mobile di Napoli nell'ambito
dell'inchiesta sul clan capeggiato da Salvatore Torino, di 51
anni, promotore della scissione dall'organizzazione dei Misso. I
decreti di fermo sono stati emessi dal procuratore aggiunto
Franco Roberti e dai pm della Dda, Raffaele Marino, Sergio
Amato, Stefania Castaldi e Barbara Sargenti. Le accuse
contestate vanno dall'associazione camorristica al traffico di
droga, estorsioni e detenzioni di armi.
Allo scontro tra il gruppo di Salvatore Torino e quello dei
Misso sono attribuiti una serie di omicidi avvenuti dal 29
novembre 2005 (agguato in via Salvator Rosa con l'uccisione di
Antonio Colucci al febbraio scorso).
Il conflitto e' stato originato da contrasti relativi alla
gestione delle estorsioni e al traffico di droga in seguito alla
decisione di Torino di approvvigionarsi di droga da una
organizzazione diversa da quella che riforniva i Misso. Tra le
undici persone fermate, vi sono anche quattro donne legate a
vario titolo al boss Torino. La cattura di quest'ultimo da parte
degli agenti della squadra mobile e' stata piuttosto
movimentata. L'uomo infatti nel tentativo di sfuggire ai
poliziotti si e' lanciato dal secondo piano della sua abitazione
in via Portico Vita al Rione Sanita' fratturandosi una gamba.
Gli investigatori hanno spiegato che il tentativo di fuga e'
stato originato anche dal timore che nei prossimi giorni
diventasse definitiva una sentenza di condanna a undici anni di
reclusione. Altre sei persone ritenute affiliate al clan Torino
risultano latitanti.
Oltre a Salvatore Torino, soprannominato Totoriello 'o gassusaro,
sono stati fermati Nicola Sequino, Salvatore Sequino, Pietro Esposito,
Pasquale Donato, Maria Manzo, Pasqualina Pastore, Patrizia Salierno,
Giuseppina Troise, Salvatore Amabile, Ferdinando Schlemmerer.
Secondo gli inquirenti, le donne avevano un ruolo di
''intermediazione'', portavano messaggi e riscuotevano dal clan
le ''paghe'' settimanali, provento soprattutto dell'attivita'
estorsiva.
Salvatore Torino, che aveva contatti con esponenti della
camorra dell'area nord di Napoli, da cui proveniva, avrebbe
esteso il racket delle estorsioni anche in altre zone di Napoli,
come la Torretta, cercando di acquisire il controllo delle
attivita' illecite grazie ai ''vuoti'' lasciati dagli arresti
eseguiti da polizia e carabinieri. Sarebbe stato questo uno dei
motivi che ha innescato il conflitto con i Misso, soprattutto
con figli e nipoti di Giuseppe Misso, il boss del rione Sanita'.
Secondo quanto emerso dalle indagini sella squadra mobile,
diretta da Vittorio Pisani, il gruppo ''scissionista'' di Torino
avrebbe inoltre acquistato partite di droga da una
organizzazione diversa da quella dei Di Lauro, che riforniva da
tempo anche il rione Sanita'. Una ''sfida'' quindi al potere dei
Misso, analoga a quella, che a Secondigliano e Scampia, fu
all'origine della contrapposizione tra i Di Lauro e il gruppo
degli ''scissionisti'' o ''spagnoli''.
Alla guerra tra i Misso e gli Scissionisti sono attribuiti
numerosi fatti di sangue, la maggior parte dei quali hanno avuto
vittime esponenti del clan capeggiato da Salvatore Torino.
Finora lo scontro ha provocato sette morti e diversi feriti. Le
indagini si sono avvalse del contributo di un collaboratore di
giustizia che ha spiegato, in particolare, gli attriti causati
dalle intromissioni dei Torino nel racket delle estorsioni e nel
traffico di droga. (ANSA).
FAIDA SANITA'; POLIZIA ESEGUE ORDINANZE
INCHIESTA SU ATTIVITA' DEL CLAN TORINO
NAPOLI - Un' operazione anticamorra della
questura di Napoli e' in corso nel quartiere Sanita',
recentemente scenario della faida tra il clan Misso ed il gruppo
degli scissionisti, che fanno capo a Salvatore Torino.
La Polizia sta eseguendo diversi provvedimenti di fermo
emessi dai pm della Direzione Distrettuale Antimafia della
procura di Napoli, nei confronti del capoclan Torino e dei suoi
affiliati.
Le accuse per le persone coinvolte nell' inchiesta vanno
dall' associazione per delinquere di stampo camorristico, all'
associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di
sostanze stupefacenti, alla tentata estorsione aggravata, porto
e detenzione di armi da guerra.
Per tentare di sfuggire all'arresto
Salvatore Torino si e' lanciato da una finestra della sua
abitazione e si e' ferito. Soccorso dagli stessi agenti, che
avevano circondato l'intero isolato, Torino e' stato dapprima
portato all'ospedale San Gennaro, che si trova nel quartiere
Sanita', e successivamente trasferito all'ospedale San Giovanni
Bosco. Le sue condizioni non sono preoccupanti. (ANSA).
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