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27 marzo 2006

di 'O SISTEMA (27/03/2006 - 02:03)

ARRESTATO CAPOCLAN LATITANTE ANTONIO CAVA
E' RITENUTO ALLA GUIDA DELLA COSCA OPERANTE IN IRPINIA

NAPOLI - La polizia ha arrestato il
latitante Antonio Cava, 50 anni, capo, insieme al fratello
Biagio, dell'omonimo clan che controlla le attivita' illecite in
gran parte del territorio della provincia di Avellino, fino al
confine con l'agro nolano.
Gli agenti delle questure di Avellino e di Napoli, sono giunti
all'arresto del latitante a seguito di indagini coordinate dalla
Direzione distrettuale antimafia di Napoli. (ANSA).



CATTURATI ESPONENTI CLAN DEL NAPOLETANO

NAPOLI - Duro colpo alla camorra a Napoli
dove, in operazioni diverse, sono stati arrestati dai
carabinieri di Castello di Cisterna tre noti capi di clan
camorristici presenti nel Napoletano, nei comuni di Caivano,
Acerra e nell'agro di Nola. Sono Domenico La Montagna, Ciro Di
Domenico e Matteo Apicella, quest'ultimo ritenuto affiliato al
'cartello' della 'Nuova Camorra flegrea'.
Domenico La Montagna, 31 anni, di Caivano, a capo
dell'omonimo clan camorristico, contrapposto ai Castaldo e al
cartello Piscopo-Messina-Gallucci, era latitante da circa un
anno e ricercato per una ordinanza di custodia cautelare chiesta
dalla Dda partenopea ed emessa lo scorso anno dal gip di Napoli,
per associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidi,
tentati omicidi ed estorsioni. La Montagna - rinviato tra
l'altro a giudizio per l'omicidio di Pasquale Castaldo, gia'
capozona di Caivano, e raggiunto, da ordinanza di custodia
cautelare per estorsioni a danno di imprenditori e commercianti
- e' stato arrestato ieri pomeriggio, in un ristorante di
Varcaturo, mentre era a pranzo con la moglie.
Neanche un'ora dopo, sempre in un ristorante ma questa volta
in via Tribunali, i carabinieri hanno interrotto un summit che,
molto probabilmente, mirava a creare una tregua per il controllo
delle attivita' illecite nel Nolano. Dopo due giorni di
pedinamento, si e' posto cosi' fine alla latitanza, che durava
dal 2005, anche per un altro esponente di spicco della camorra,
Ciro di Domenico, 47 anni, di Nola.
Di Domenico era attualmente reggente di un gruppo autonomo,
operante nel Nolano, facente capo al fratello Marcello
attualmente detenuto, e contrapposto ai latitanti Pasquale e
Salvatore Russo, con collegamento con il gruppo La Montagna.
Ciro di Domenico era li' per un summit con altri tre esponenti,
tra i quali, Michele Marotta, 46 anni di Acerra, capo anche lui
di un autonomo sodalizio che, gia' nel 1993, faceva parte di una
squadra alle dirette dipendenze di Pasquale e Salvatore Russo.
Un dato, questo, sottolineano le forze dell'ordine,
particolarmente significativo vuoi perche' fino a qualche tempo
prima si era registrata, anche nell'area nolana, una
recrudescenza degli omicidi e vuoi perche', probabilmente,
Marotta era li' per instaurare contatti diretti con il nuovo
gruppo facente capo ai Di Domenico al fine di poter cercare,
forse, una tregua nell'area vesuviana. Al summit partecipavano
anche Mario Cipolletta, 51 anni, ritenuto affiliato al clan
Moccia, e Luigi Cannova, 32 anni, tutti noti alle forze
dell'ordine e tratti in arresto per inosservanza di pena.
Nessuno e' stato trovato armato.
Affiliato al cartello di clan camorristici ''Nuova camorra
flegrea'', e operante nell'area occidentale di Napoli, Matteo
Apicella, 38 anni, e' stato invece catturato, dopo pedinamenti,
in una casa popolare di Casavatore. Era latitante dal dicembre
2005, da quando riusci' a sfuggire all'arresto durante
un'operazione dei carabinieri che, su ordinanza di custodia
cautelare in carcere, chiesta dalla Dda partenopea ed emessa dal
Gip, porto' in carcere una trentina di affiliati al clan
responsabili, come Apicella, di associazione per delinquere di
tipo mafioso, traffico di droga e scommesse clandestine. (ANSA).



SEQUESTRATE POLIZZE PER 1,4MLN EURO A CLAN CASALESI

NAPOLI - Polizze assicurative del ramo vita
per un valore di circa 1,4 milioni di euro sono state
sequestrate dai finanzieri del Gico di Napoli a Ciro Giordano,
ritenuto legato al clan camorristico dei Casalesi ed alle sue
figlie che - spiega in una nota il procuratore aggiunto e
coordinatore della Dda di Napoli Franco Roberti - fungevano da
prestanome per il riciclaggio di danaro di provenienza illecita.
Il sequestro e' stato eseguito sulla base di tre successivi
decreti urgenti emessi dal pubblico ministero della Dda Antonio
Ardituro e successivamente convalidati dal gip Foschini.
Giordano - sottolinea Roberti - gia' sottoposto alla
sorveglianza speciale, aveva avviato un'attivita' di
investimento di capitali di provenienza sospetta e per evitare
l'intervento dell'autorita' giudiziaria aveva intestato alle sue
figlie polizze vita per un ingente valore.
Agli indagati sono state contestati i reati di riciclaggio,
reimpiego, intestazione fittizia di beni, trasferimento
fraudolento di valore con l'aggravante dell'agevolazione del
clan dei Casalesi. (ANSA).

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