6 aprile 2006
OPERAZIONE CC MODENA, ARRESTI PER ESTORSIONE
MODENA - I carabinieri di Modena,
nell'ambito di attivita' investigative coordinate dalla
direzione distrettuale antimafia di Napoli, hanno arrestato
alcuni camorristi accusati di estorsione a danno di imprenditori
edili operanti a Modena. L'operazione dei militari, ancora
in corso tra Modena e Caserta, e' contro affiliati all'organizzazione
camorrista del ''clan dei Casalesi''.
Sono cinque gli arresti compiuti dai carabinieri di Modena
nei confronti di affiliati al 'clan dei Casalesi'. Tutti sono
accusati a vario titolo di associazione
per delinquere finalizzata all'estorsione.
Secondo le indagini, avvalendosi della forza intimidatoria
del sodalizio camorristico a cui appartengono, avevano estorto
agli imprenditori edili somme tra i 50.000 e i 100.000 euro a
cantiere. Sono state eseguite anche perquisizioni a vari esponenti del
clan. Agiva soprattutto nella zona di
Bomporto, Ravarino e Bastiglia, fra Modena e la Bassa modenese,
la banda di casalesi che taglieggiava piccoli imprenditori
edili, costringendoli a pagare tangenti, e che ha portato al
fermo di cinque affiliati nell'operazione
Le indagini dei Carabinieri del Reparto operativo di Modena
hanno permesso di ricondurre a questa gang anche un episodio,
avvenuto la scorsa estate proprio a Bastiglia, quando vennero
sparati due colpi di fucile in direzione di un cantiere: era
evidentemente un atto intimidatorio nei confronti di un
imprenditore che non voleva sottomettersi alle richieste del
racket.
''Certo, la provincia di Modena e' sicuramente appetibile per
gli interessi di organizzazioni criminali'', ha sottolineato il
colonnello Marco Rizzo, comandante provinciale dei Carabinieri
di Modena. ''Ma e' giusto che ai primi segnali i cittadini
collaborino, perche' queste infiltrazioni possano essere
scoperte e stroncate al loro nascere''. (ANSA).
RACKET: COSTRUTTORI MODENESI PORTATI DA CAPICLAN/ANSA
NAPOLI - Erano costretti a lavorare nel
terrore gli imprenditori edili vittime delle estorsioni nel
Modenese: per costringerli a pagare le tangenti li prelevavano
di forza dalle loro abitazioni e li portavano al cospetto dei
capi del sodalizio criminale per esercitare nei loro confronti
un'intimidazione ancora maggiore. E poi, l'obiettivo, insieme
con la riscossione delle tangenti, era quello di sostituire gli
imprenditori che si erano aggiudicati gli appalti con altri,
organici ai clan della camorra, per monopolizzare il settore
edile.
Sono alcuni dei particolari delle indagini che hanno portato
al decreto di fermo di cinque affiliati al clan dei Casalesi
(tra i quali tre imprenditori) per estorsioni in provincia di
Modena.
I provvedimenti sono stati emessi dal pm della Direzione
distrettuale antimafia della Procura presso il Tribunale di
Napoli, Raffaello Falcone, al termine delle investigazioni
coordinate dal procuratore aggiunto Franco Roberti e affidate ai
carabinieri del reparto operativo di Modena. I fermati sono i
pregiudicati Vincenzo Della Corte, di San Cipriano d'Aversa
(Caserta), di 51 anni e Nicola Nappa, di Napoli ma residente a
Bastiglia (Modena), di 40 anni e gli imprenditori edili Antonio
Pagano, di 38 anni e Antonio Pellegrino, di 33 anni, entrambi di
San Cipriano d'Aversa ma il primo residente a Bomporto (Modena)
come anche il terzo imprenditore edile fermato, Raffaele
Picazio, nativo di Torre Annunziata (Napoli), di 27 anni.
Il prezzo dell'estorsione consisteva principalmente in denaro
(accertato il pagamento di somme tra i 50 mila ed i 100 mila a
cantiere) ma gli appartenenti all'organizzazione non
disdegnavano di farsi consegnare ingenti quantita' di costosi
materiali edili; inoltre, ed e' questo che il procuratore
aggiunto Roberti giudica piu' allarmante, riuscivano talvolta a
subentrare al 100% nei lavori commissionati alle ditte
aggiudicatrici degli appalti attraverso l'impiego di imprese
edili a loro stessi riconducibili.
I carabinieri hanno anche ricostruito i metodi mediante i
quali gli appartenenti al sodalizio criminale operavano ed
intimorivano gli imprenditori presi di mira, prelevandoli dai
cantieri o dalle private abitazioni per portarli di fronte ai
capi dell'organizzazione o recandosi direttamente nei cantieri.
Non solo gli imprenditori edili impegnati con propri cantieri
nella zona della provincia di Modena erano gli obiettivi del
clan, ma anche imprese compartecipi in subappalto o i fornitori
di materiale necessario all'esecuzione dei lavori.
I fermati, secondo l'accusa, si sono avvalsi dell'uso delle
armi in alcune occasioni, danneggiando, con alcuni colpi la
parete esterna della baracca adibita ad ufficio del titolare di
una delle imprese vittima di estorsione o mostrando in pubblico
una pistola calibro 7,65 e una Beretta e ostentandole a scopo
intimidatorio. Le indagini erano partite nel 2004 in seguito
alla ricerca di Giuseppe Caterino, all'epoca latitante, uomo di
spicco del clan dei Casalesi e referente per l'organizzazione
criminale per l'Emilia. L'uomo fu successivamente arrestato, nel
giugno del 2005, a Tropea (Vibo Valentia), stanato proprio dai
carabinieri di Modena. Da li' erano scaturiti gli interessi
illeciti della camorra nel Modenese. (ANSA).
Vota questo post


Ultimi commenti