7 aprile 2006
ESTORSIONI A IMPRENDITORI, QUATTRO FERMI
SONO AFFILIATI CLAN CESARANO. VITTIME COLLABORANO CON INQUIRENTI
NAPOLI, 7 APR - Quattro provvedimenti di fermo,
emessi dalla Dda di Napoli, sono stati eseguiti dalla polizia
nell'ambito di una inchiesta su estorsioni ai danni di
imprenditori della zona di Pompei. Agenti della squadra mobile
di Napoli, e dei commissariati di Pompei e Castellammare di
Stabia, hanno fermato Luigi Di Martino, 45 anni, Antonio
Avitabile, 29, Domenico Vanacore, 38, e Nicola De Sanctis, 35.
I provvedimenti restrittivi sono scaturiti - spiegano gli
inquirenti - dalla necessita' di scongiurare atti intimidatori e
di ritorsione nei confronti di tre imprenditori della zona di
Pompei che non avevano aderito alla richiesta di pagamento di
somme di danaro o di consegna di beni. Le indagini hanno
dimostrato l'attuale operativita' del clan Cesarano, in passato
gia' colpito da provvedimenti cautelari e da sentenze di
condanna.
Di Martino, soprannominato '''o Cifrone'' e Avitabile ,
soprannominato ''Quagliariello '' sono stati, in particolare,
entrambi condannati per associazione camorristica come affiliati
del clan Cesarano, alla pena di 5 anni e sei mesi di reclusione
dal Tribunale di Torre Annunziata con sentenza non ancora
passata in giudicato.
L'attivita' investigativa, coordinata dai pm Pierpaolo
Filippelli, Francesco Cascini e Simona Di Monte, ha dimostrato
che gli affiliati al clan, ottenuta la liberta', hanno
proseguito nelle attivita' estorsive, fonte principale di
guadagno per il sostentamento dell'organizzazione di ''Ponte
Persica ''.
I fermi sono stati emessi anche in seguito alle dichiarazioni
delle vittime che, dopo essere state messe di fronte
all'evidenza delle risultanze investigative, hanno denunciato i
fatti e riconosciuto in foto gli indagati. La collaborazione
degli imprenditori e dei commercianti - sottolineano gli
inquirenti - ha permesso di interrompere l'attivita' di raccolta
delle tangenti estorsive programmata dall'organizzazione in
vista delle prossime festivita' pasquali. Agli indagati sono
contestati singoli tentativi di estorsione..
Le indagini hanno confermato la prassi delle organizzazioni
criminali di riscuotere le tranche dalle estorsioni in occasione
delle festivita' di Natale, Pasqua e Ferragosto. (ANSA).
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