12 aprile 2006
ACQUISTAVANO MERCI E NON LE PAGAVANO, 11 ARRESTI
ORGANIZZAZIONE OPERAVA IN VENETO, LATITANTE BOSS DELLA CAMORRA
PADOVA - Derrate, vini, macchinari, arredi,
di tutto e di piu', per un controvalore superiore a nove milioni
di euro in diciotto mesi, sono stati acquistati e mai pagati da
un sodalizio criminoso stroncato nell'ambito dell'operazione
''Titanic'' illustrata oggi a Padova dagli agenti della
Direzione investigativa antimafia.
L'operazione che ha portato all'arresto di 11 persone e' stata
condotta nei giorni scorsi dagli uomini della Dia in
collaborazione con carabinieri, polizia di Padova e Vicenza e
Guardia di Finanza dei due capoluoghi veneti. Le aziende
truffate sarebbero alcune centinaia. Tredici le ordinanze di
custodia cautelare in carcere firmate dal giudice per le
indagini preliminari di Vicenza, Eloisa Pesenti, in gran parte
eseguite nei giorni scorsi da polizia, fiamme gialle e
carabinieri, assieme a 26 ordini di perquisizione domiciliare e
quattro provvedimenti di sequestro, tra cui quelli relativi ai
magazzini di Castel D'Ario (Mantova), Grisignano di Zocco
(Vicenza) e Valvasone (Pordenone) dove l'organizzazione stoccava
le merci acquistate per conto di due societa' con sede virtuale
a Grantorto (Padova). Amministratore delle societa', almeno
nominalmente, e' Pietro Priante, destinatario di custodia
cautelare ma attualmente ricercato dagli uomini della Dia.
A capo dell'associazione a delinquere finalizzata alla truffa
e alla bancarotta fraudolenta, secondo gli investigatori
coordinati dal procuratore Paolo Pecori ci sarebbe Michele
Siciliano, capoclan camorrista attualmente in Scozia gia'
colpito da due ordini di custodia cautelare per associazione di
stampo camorristico.
Intercettazioni telefoniche e ambientali e minuziose
ricostruzioni documentali che hanno portato all'Eurofood sas di
Pietro Priante poi diventata Eurofood Supplyer's la cui filiale
di Valvasone e' stata ieri posta sotto sequestro dopo
l'irruzione degli uomini della Dia. Gli investigatori in
diciotto mesi di indagini hanno stretto il cerchio attorno alle
tredici persone destinatarie delle ordinanze di custodia
cautelare (11 quelle eseguite) ed hanno indagato altre 14
persone in tutta Italia.
Semplice e articolato nel contempo il meccanismo escogitato
che ruotava attorno a societa' operanti nel commercio
all'ingrosso di alimenti e bevande gia' esistenti o create
appositamente per dare corpo a un gruppo agro-alimentare
fantasma che si qualificava attivo su scala internazionale.
E il biglietto da visita presentato a clienti e istituti di
credito risultava talmente accreditato da riuscire ad
accaparrarsi ordini e finanziamenti con importi da capogiro.
Ancora da eseguire le custodie cautelari indirizzate a Michele
Siciliano, sospettato di essere il capo clan di Mondragone
(Caserta), e attualmente cittadino scozzese residente da anni ad
Aberdeen e quella in capo a Pietro Priante, 61 anni, formalmente
residente a Vicenza, ma irreperibile, probabilmente espatriato
in Ucraina. Il Gip ha chiesto la custodia cautelare in carcere
per Arturo Salvatore Di Caprio, pluripregiudicato campano, 59
anni, sospettato di essere affiliato al clan camorristico dei
casalesi, che si trovava gia' in carcere per detenzione ai fini
di spaccio di sostanza stupefacente. Arrestati anche Pasquale
Romano (36 anni) e Salvatore Giugliano (47 anni) entrambi
originari della provincia di Napoli. In carcere su ordine del
Gip berico Antonietta Bifulco (49 anni) di Vicenza; Claudio
Picco (46 anni) di Costabissara; Bruno Pietrosanto (55 anni)
residente a Lenola (Lt) ma domiciliato a Bigarello (Mn); Rosalba
Gasparini (38 anni) residente a Tito (Pz); Romeo Felitti (50
anni) residente a Vietri di Potenza (Pz); Marco Pressanto (49
anni) di Pordenone; Barnaba Gasparini (57 anni) di Villa D'Alme'
(Bergamo). (ANSA).
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