13 aprile 2006
ARRESTI TERRACCIANO, UNA FAMIGLIA AL COMANDO /ANSA
DONNE PROTAGONISTE TRA VICOLI DI NAPOLI, TRA USURA, DROGA E PIZZO
NAPOLI, 13 APR - Una famiglia, prima ancora che un
clan camorristico. Fratelli e sorelle che nel cuore di Napoli,
tra i vicoli dei Quartieri spagnoli, controllavano, secondo le
accuse mosse oggi dalla procura di Napoli, il commercio di
stupefacenti, il gioco clandestino, mettevano in atto usura,
estorsioni, la legge del pizzo. Un clan, i Terracciano, di cui
12 esponenti, sono stati sottoposti a provvedimenti di fermo
emessi dalla Dda di Napoli.
Reati tra i piu' diversi quelli contestati dai pubblici
ministeri, Raffaele Marino e Sergio Amato. Un'operazione che ha
incastrato anche colui che e' ritenuto il capo clan, Salvatore
Terracciano, soprannominato ''O Nirone'' e con la quale gli
inquirenti hanno ricostruito l' identikit dell' intera famiglia.
Elemento di primo piano, gia' negli anni '80, del clan
Mariano, Salvatore Terracciano, gia' in passato era finito in
carcere, accusato di gravi reati omicidiari compiuti nell'ambito
della guerra con i Di Biase, altra famiglia camorristica dei
quartieri spagnoli.
Una volta libero, si rende autonomo e fonda un proprio gruppo
criminale che stringe un patto con l'Alleanza di Secondigliano.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, entra sin da subito,
in contrasto con altri gruppi operanti nella zona: dapprima con
i superstiti del clan Mariano, poi con la famiglia Russo, il cui
capo, detto ''Mimi' dei cani'', muore in un agguato
camorristico.
E' soprattutto il legame familiare tra i componenti a rendere
sempre piu' forte il clan Terracciano. Fratelli e sorelle,
secondo le accuse, si dedicano alle piu' svariate attivita'
illecite, anche la legge del pizzo.
Prendono di mira tutti coloro che tentano di sfuggire al
controllo del clan: in primis una famiglia il cui unico torto
era quello di avere un parente che frequentava i figli di Mimi'
dei cani, l'avversa famiglia Russo. E' la donna della famiglia
che subisce continue minacce a raccontare agli inquirenti una
storia fatta di violenza e intimidazioni. Vessazioni, quelle
messe in atto dai Terracciano, che incendiano la loro porta di
casa, sparano a suo figlio, chiedono al marito 1000 euro a
settimana per la sua illecita attivita' di ricettatore di
ciclomotori rubati.
Un clan, i Terracciano, dove a ricoprire un ruolo centrale
sono le donne. Sono proprio loro, infatti, ad occupare un posto
di rilievo per l'attivita' usuraia, ed e' proprio Anna
Terracciano, detta ''O masculone', vero e proprio alter ego del
capo Salvatore, secondo le accuse,c ad ordinare di sparare al
figlio della donna che aveva denunciato le continue minacce.
Donne che anche oggi hanno, in qualche modo, fatto sentire la
loro voce protestando, davanti alla Questura di Napoli, nel
momento in cui i loro parenti sono stati condotti in carcere.
A finire in manette sono stati Salvatore Terracciano, Assunta
Terracciano, Eduardo Terracciano, Salvatore Terracciano,
Giuseppina Terracciano, Anna Terracciano, Teresa Terracciano,
Pasquale Troise, Francesco Castaldo, Alberto Cacace, Raffaele
Mure' e Antonio Equabile. (ANSA).
NAPOLI;12 FERMI,ANCHE PRESUNTO CAPO CLAN TERRACCIANO
ESEGUITI DA POLIZIA, TRA LE ACCUSE ASSOCIAZIONE STAMPO MAFIOSO
NAPOLI - Esponenti del clan Terracciano
attivo nei quartieri spagnoli, a Napoli, sono stati sottoposti a
fermo su disposizione della Dda.
Sarebbero 12 i fermi eseguiti dalla Squadra Mobile, tra cui
anche colui che e' ritenuto capo del clan Terracciano.
Le accuse vanno dall'associazione di stampo mafioso
all'estorsione. (ANSA).
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