'O sistema, il libro, il film di Matteo Scanni

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14 aprile 2006

di 'O SISTEMA (14/04/2006 - 02:22)

15 ANNI, A NAPOLI RAPINAVO PER VESTIRE ARMANI
OGGI HA 20 ANNI E RICORDA: L'INIZIO? QUANDO EBBI 16 COLTELLATE

NAPOLI - L'inizio della sua vita da
baby-gangster, a Napoli, mette i brividi: ''Quella volta in cui
ricevetti 16 coltellate da 16 ragazzi in un vicolo dietro piazza
Dante, perche' avevo fatto a cazzotti con uno di loro. Dopo
cambiai''. S. non aveva 15 anni e inizio' ad andare in giro a
rapinare.
Oggi ne ha 20, e' di nuovo libero, dopo aver scontato due
anni e mezzo nel carcere minorile di Nisida e puo' finalmente
provare a rispondere: ''Perche' rapinavo la gente? Perche' mi
servivano soldi. Se andavo in discoteca dovevo vestire Giorgio
Armani''. Pretesa, spiega, che ''hanno'', o almeno certamente
''avevano'', tutti i suoi amici.
Di quanto deve disporre un ragazzo come lui - nato nella
periferia est di Napoli, orfano di padre, e due fratelli a
carico di una donna sola, sua madre - per un sabato sera in
discoteca? ''Duecento euro, anche di piu'. Perche' innanzitutto
ti devi vestire - spiega - io mettevo soltanto scarpe Nike; e se
avevo un pullover si doveva leggere bene che era di Giorgio
Armani. Mi e' sempre piaciuto essere elegante, e all'epoca
volevo anche avere i soldi addosso''. Cioe', voleva come i suoi
compagni, avere disponibilita' di liquidi: ''Anche per offrire
agli altri - aggiunge - per sdebitarti di quando avevano offerto
loro a te''.
La prima legge del branco che emerge dal confronto con un
ragazzino che si dice pentito e pronto a guadagnarsi da vivere
onestamente, e' l'ossessione dei vestiti firmati: ''Si cambia
ogni sabato, mica ti rimetti quello che hai''. Poi la
condivisione con ''gli altri'' del divertimento e della sorte.
Al carcere, prima di finirci, non aveva mai veramente pensato:
''Sono finito tante volte in questura: chiamavano mia madre, lei
veniva a prendermi e mi riportava a casa. Ero convinto che
sarebbe andata sempre cosi'''. Colpa di Napoli tutta questa
storia da raccontare? ''Forse - risponde - magari se fossi stato
figlio di un imprenditore di Parma le cose andavano
diversamente. Nessuno pero' ti dice di andare a rubare, nessuno
ti spinge, sei tu che scegli di farlo con la tua testa''. E la
camorra? ''Anche quella sta la' per chi ci vuole andare. Non
vengono loro da te''. Esiste, risponde ancora, ''perche' manca
il lavoro''.
Dopo Nisida, la vita di S. potrebbe cambiare di nuovo: ''Non
voglio ricaderci. Percio' ho molto bisogno di lavorare''. In
carcere aveva un paghetta: ''La' dentro ho imparato che i soldi
rubati ti scappano dalle mani - conclude - li spendi subito. Se
te li guadagni invece li spendi diversamente''. Un esempio:
''Per Pasqua avrei comprato vestiti firmati a tutta la
famiglia''. Invece? ''Regalero' delle uova di cioccolata''.
(ANSA).

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