24 aprile 2006
AGGUATO NEL NAPOLETANO: TROVATA BRUCIATA MOTO SICARI
TORRE DEL GRECO - E' stata trovata
bruciata la motocicletta usata dai sicari nell'agguato avvenuto
a Torre del Greco nel quale e' rimasto ucciso Gennaro Nodo.
La moto e' stata trovata in primo vicolo San Vito, poco
distante dal luogo dove e' avvenuto l'agguato. Sul posto si sono
recati gli agenti della polizia scientifica che stanno
effettuando i rilievi.
Nodo, che aveva 34 anni, era un sorvegliato speciale ed aveva
precedenti. L'uomo e' considerato dagli investigatori vicino al
clan Falanga. E' stato ucciso mentre si trovava all'interno
dell'autolavaggio che gestiva in via Lava Troia.
I sicari, probabilmente due a bordo di una moto, sono entrati
in azione verso a mezzogiorno.
Nodo era titolare di un autolavaggio di Torre del Greco
(Napoli) in via Lava Troia, strada che congiunge via Nazionale
con il litorale. Era al lavoro all'interno dell'officina di cui
era titolare quando i killer sono entrati in azione esplodendo
quattro colpi di pistola alla testa. Nonostante la gravissime
ferite riportate, il 33enne non e' morto all'istante. Ancora
respirava quando i soccorritori sono arrivati sul luogo. Il
disperato tentativo di salvargli la vita, pero', e' risultato
vano: Nodo e' morto pochi istanti dopo essere arrivato
all'ospedale Maresca.
Gennaro Nodo era conosciuto dalle forze dell'ordine: vicino
alle posizione del clan Falanga, egemone nella cittadina
vesuviana, era stato arrestato nell'ambito dell'operazione
denominata ''Never Again'', che due anni fa porto' all'arresto
di oltre trenta persone (furono coinvolti anche un consigliere
comunale e un dipendente comunale). Per lui il pubblico
ministero aveva chiesto 10 anni di reclusione, ma in primo grado
era stato assolto.
La moto utilizzata, con ogni probabilita', per l'agguato e'
e' stata ritrovata completamente bruciata in vico San Vito,
stradina distante qualche chilometro dal luogo del delitto. Il
mezzo, ad una prima verifica, e' risultato essere stato rubato
sei giorni fa a Castellammare di Stabia.
Diverse le ipotesi al vaglio degli inquirenti (sul caso
indagano i carabinieri della compagnia di Torre del Greco): tra
queste, la piu' accreditata sembra essere quella di un
regolamento di conti interno al clan Falanga per la gestione in
citta' del traffico di sostanze stupefacenti. I carabinieri
stanno indagando anche per individuare possibili
testimoni. (ANSA).
GDF SMANTELLA BANDA COLLEGATA A CAMORRA
SEQUESTRATI BENI IMMOBILI E ATTIVITA' COMMERCIALI PER 5 MLN
FIRENZE - Smantellata dalle Fiamme gialle
una banda di usurai che gli investigatori ritengono collegata
alla camorra. Nove persone sono state denunciate con l' accusa
di usura ed estorsione aggravati in quanto commessi avvalendosi
delle condizioni previste dall'art 416-bis del codice penale. L'
operazione ha portato anche al sequestro di beni immobili e di
attivita' commerciali per un valore di oltre cinque milioni di
euro.
Le indagini, coordinate dal Sostituto Procuratore della
Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze Pietro Suchan, e
condotte dai militari del Gico del Nucleo Regionale di Polizia
Tributaria Toscana, hanno consentito di smantellare questa
organizzazione guidata, secondo l'accusa, da Vincenzo Saetta, 35
anni, con precedenti per associazione a delinquere di stampo
camorristico. Il sodalizio aveva creato un vero e proprio
sportello bancario all'interno di una ricevitoria del lotto nel
centro di Viareggio, cui si rivolgevano imprenditori della zona
in gravi difficolta' economiche.
L'attivita' investigativa ha consentito di portare alla luce
un vasto giro di prestiti di denaro a tassi d'interesse da
capogiro, che aumentavano vorticosamente ad ogni dilazione.
Quando non erano rispettate le scadenza dei pagamenti, gli
indagati davano vita ad una vera e propria persecuzione
personale, ricorrendo anche a gravi minacce nei confronti delle
loro vittime. Per l'accertamento del reato di usura, oltre gli
ordinari strumenti di indagine anche tecnica, si e' rivelata
determinante la minuziosa ricostruzione dei flussi finanziari.
Gli accertamenti hanno inoltre consentito di ''ricondurre''
al Saetta un ingente patrimonio mobiliare ed immobiliare
intestato a prestanomi, dislocato in Versilia e in Campania.
Avendo riscontrato la assoluta sproporzione rispetto agli esigui
redditi dichiarati ai fini fiscali, il Giudice per le Indagini
Preliminari presso il Tribunale di Firenze ha cosi' disposto il
sequestro preventivo di quattro attivita' commerciali, 16
immobili e tre autovetture, il cui valore complessivo ammonta ad
oltre cinque milioni di euro. Nel corso delle perquisizioni, i
militari del Gico hanno inoltre rinvenuto un vero tesoro in
gioielli, orologi e diamanti, del valore di circa 500.000 euro.
(ANSA).
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