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4 giugno 2006

di 'O SISTEMA (04/06/2006 - 10:31)

AGGUATO A FRATELLI, PREFETTO CONVOCA FORZE ORDINE

NAPOLI - Il prefetto di Napoli, Renato
Profili, ha convocato per domani il comitato per l'ordine e la
sicurezza pubblica con la partecipazione dei vertici delle forze
dell'ordine - tra gli altri il questore Oscar Fioriolli e il
comandante provinciale dei carabinieri, Gaetano Maruccia - dopo
il duplice omicidio di ieri sera ad Arzano, in provincia di
Napoli. In via Cardarelli i killer hanno esploso numerosi colpi
d'arma da fuoco contro Ciro Girardi, di 26 anni e il fratello
Domenico, di 22 anni. I due, gia' noti alle forze dell'ordine,
sono ritenuti, dai carabinieri che indagano sul delitto,
affiliati al clan camorristico dei Di Lauro, protagonisti della
guerra di camorra di Scampia con la cosca contrapposta degli
scissionisti. I due, secondo la ricostruzione fornita dai
carabinieri del luogo, della compagnia di Casoria e del Nucleo
operativo del reparto territoriale di Castello di Cisterna, sono
statti violentemente speronati da una Fiesta risultata rubata
sulla quale si trovava il gruppo di fuoco. Le vittime sono state
verosimilmente uccise mentre erano ancora distese a terra dopo
l'urto. I killer sono poi scappati abbandonando l'auto usata per
l'agguato e all'interno della quale e' stato trovato un
giubbotto antiproiettile. Durante il sopralluogo effettuato dai carabinieri
sono stati sequestrati una trentina di bossoli per fucile mitragliatore e
una dozzina di bossoli per pistola semiautomatica. Le salme sono
state trasferite al II Policlinico di Napoli per l'autopsia.
Dopo l'agguato di ieri, proprio alla luce del timore della
riesplosione della faida, e' scattata la convocazione del
prefetto che probabilmente chiedera' alle forze dell'ordine di
intensificare la presenza nelle zone piu' a rischio del
territorio. Poche ore prima dell'omicidio, un altro uomo era
stato ucciso in provincia, a Quarto, davanti ai figli ma per
vicende diverse rispetto alla faida di Scampia. (ANSA).



FAR WEST NEL NAPOLETANO,ORA SI TEME NUOVA FAIDA
TRE MORTI IN POCO MENO DI 24 ORE

NAPOLI - Tre morti ammazzati, in poco meno di
24 ore, nei due agguati avvenuti a Quarto ed Arzano. Ora nel
napoletano si teme che riesploda di nuovo la faida di camorra
dopo un periodo di relativa tranquillita'. Il prefetto di
Napoli, Renato Profili, ha convocato per la mattinata di domani
il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica. Con i
responsabili delle forze dell'ordine - questore e comandante
provinciale dei carabinieri in testa - il prefetto vuole fare il
punto della situazione.
Ad Arzano, nella serata di ieri, hanno perso la vita due
giovani fratelli. Le vittime si chiamavano Ciro e Domenico
Girardi, rispettivamente di 26 e 22 anni che sono stati
raggiunti dai killer che hanno fatto fuoco anche con un fucile
mitragliatore, esplodendo decine di colpi.
Almeno una delle vittime era ritenuta vicina al clan Di Lauro,
la potente organizzazione criminale che per anni ha controllato
lo spaccio delle sostanze stupefacenti nel quartieri a nord di
Napoli. Un business miliardario che, tra la fine del 2004 e gli
inizi dello scorso anno, e' stato oggetto dello scontro feroce
tra il gruppo dei fedelissimi del capoclan Paolo Di Lauro, noto
col nome di Ciruzzo 'o milionario, ed alcuni emergenti dello
stesso clan - ovvero gli ''scissonisti'' - che avevano deciso di
mettersi in proprio. Organizzazioni che avevano fatto diventare
Scampia e Secondigliano il ''supermarket'' della droga. Ma le
forze dell'ordine, lo scorso anno, contro queste due
organizzazioni hanno sferrato  colpi durissimi, arrestando capi
e gregari. Una faida che ha contato decine di morti, tra cui anche
alcune vittime innocenti, persone che hanno avuto la sola colpa di
essersi trovate lungo la strada di sanguinari sicari.
Sull'agguato di Arzano gli inquirenti stanno valutando anche
un'altra ipotesi: quella della vendetta. Un cugino delle
vittime, ritenuto vicino alla stessa cosca, sta  rivelando una
serie di particolari sulla guerra di camorra nella zona.
Insomma, sono diverse le piste da seguire. L'unica certezza e'
che i killer, forse in quattro giunti sul luogo del delitto con
una vettura risultata rubata e nella quale e' stato trovato un
giubbotto antiproiettile, avevano l'ordine di uccidere e di non
sbagliare. E per questo avrebbero preparato il piano di morte
senza trascurare neanche i dettagli. Le vittime sono state
colpite al volto, non hanno avuto alcun possibilita' di scampo.
A Quarto, sempre i carabinieri, stanno continuando a lavorare
per fare luce su un altro delitto, avvenuto nella notte di
venerdi' e sabato, quando in un agguato e' stato ucciso Giuseppe
Iadonisi, 36 anni, e' stato ammazzato davanti ai suoi tre figli
piccoli. Nell'agguato e' rimasta ferita, anche se fortunatamente
in maniera non grave, la figlia 12enne della vittima.  Si scava
nel passato dell'uomo, recluso per diversi anni per spaccio di
droga, ma anche nei rapporti recenti. Iadonisi lo avrebbero
ucciso perche', come ha detto il parroco della chiesa di San
Castrese a Quarto ''voleva tirarsi fuori da brutti giri. Non
glielo hanno permesso e lo hanno punito. Quando era in carcere
ci siamo scritti molte volte: mi diceva che voleva uscirne, per
sua moglie e i suoi figli''. La vittima, infatti, aveva aperto
una merceria che gestiva con la moglie.
E dinanzi a questa nuova mattanza Michele Florino, ex
senatore di An e componente della commissione antimafia, dice
che non bastano solo uomini e mezzi  ma e' ''indispensabile
mettere in atto una strategia comune contro la malavita: occorre
utilizzare l'intelligence ed istituire un coordinamento di tutte
le forze dell'ordine, un Alto commissario cosi' come Alleanza
Nazionale chiede da tempo''. (ANSA).



OMICIDIO DUE FRATELLI, TORNA PAURA FAIDA SCAMPIA
ROTTI EQUILIBRI TRA COSCHE, PREFETTO CONVOCA FORZE DELL'ORDINE

NAPOLI - Due fratelli trucidati da almeno
trenta colpi da killer armati di fucile mitragliatore e pistola
automatica: un segnale di morte che fa temere il riesplodere di
conflitti che gia' avevano seminato il terrore.
La faida di Scampia, nel clan Di Lauro, tra il 2004 e il 2005
ha gia' provocato 57 morti. Cosi' Napoli e il suo hinterland
rivivono la paura di una nuova fase di guerra di camorra dopo il
duplice omicidio di ieri sera ad Arzano, centro alla periferia
nord del capoluogo, con l'esecuzione dei fratelli Ciro e
Domenico Girardi ritenuti affiliati ai Di Lauro.
Due giovani, 26 anni il primo, appena 22 il secondo, sono
finiti sotto i colpi dei sicari, forse quattro, che a bordo di
un' auto, una Ford Fiesta, hanno intercettato le vittime che si
trovavano, insieme con un amico rimasto miracolosamente illeso,
su due moto in una strada ai confini col quartiere di
Secondigliano. I fratelli Girardi, secondo la ricostruzione dei carabinieri
del luogo, di quelli della compagnia di Casoria e del nucleo
operativo del reparto di Castello di Cisterna, sono stati
violentemente speronati. Le vittime predistinate dell'agguato
sono state uccise mentre erano ancora a terra dopo l'urto. Gli
assassini li hanno crivellati di proiettili, colpendoli piu'
volte al capo, proprio per non sbagliare bersaglio.
Numerosissimi i colpi esplosi che hanno devastato i due
giovani. Tanta ferocia: il viso di una delle due vittime,
Domenico Girardi, e' stato cosi' sfigurato che la sua
identificazione e' stata possibile solo con molta difficolta'.
Subito dopo la missione di morte, i sicari sono scappati, prima
rapinando una Cinquecento ad un automobilista di passaggio, poi
allontanandosi a piedi.
Il lavoro dei carabinieri del reparto investigazioni
scientifiche  si e' protratto a lungo a causa delle decine di
colpi sul selciato (una trentina i bossoli per fucile
mitragliatore ed una dozzina per pistola semiautomatica) ed
anche per rilevare eventuali impronte lasciate dai sicari.
I due fratelli, il cui padre, Vincenzo, fu ucciso in un
agguato nove anni fa, erano i cugini di un pentito della stessa
cosca, Domenico Rocco, che sta rivelando una serie di
particolari sulla guerra di camorra nella zona. Gli inquirenti
vagliano le piste legate alla appartenenza delle vittime al clan
Di Lauro - sono considerate vicine a Cosimo Di Lauro, figlio del
capo cosca Paolo - ed al ruolo svolto nell'organizzazione
criminale e quindi alla vendetta da parte dei contrapposti
'scissionisti'. Non si escludono nemmeno i risvolti legati al pentimento
del cugino, sia per le rivelazioni sul ruolo svolto da almeno uno
dei due fratelli nella fase piu' calda della faida che per
un'eventuale punizione trasversale contro il collaboratore di
giustizia. L'amico dei fratelli Girardi, risparmiato dai killer, e'
riuscito ad allontanarsi a piedi subito dopo il delitto. Nella
notte si e' recato lui stesso dai carabinieri.
Momenti di forte tensione dopo l'agguato con i parenti dei
due uccisi che si sono riversati sul posto. Urla di
disperazione, tentativi di scavalcare le transenne con le quali
i carabinieri hanno isolato la zona del delitto. Poi, anche un
accoltellamento di una persona alla gola ma l'episodio ma non
viene ritenuto collegato al fatto di sangue. Nella notte, poi,
una troupe di 'Anno zero', la trasmissione di Michele Santoro
che andra' prossimamente in onda su Raidue e' stata aggredita da
tre persone, due uomini e una donna, parenti dei due uccisi. La
troupe, composta da Peppe Ronca, Giuseppe Mancini e Paolo
Mondani e' stata costretta a calci, pugni e sputi ad
allontanarsi dal luogo sul quale stava riprendendo le operazioni
di rilevamento della polizia scientifica.
La ferocia dell'esecuzione fa temere che gli equilibri,
precari, tra le cosche contrapposte si siano rotti. La paura e'
che la zona di Scampia e l'immediato hinterland vengano
sconvolti dalla riesplosione della guerra di camorra che gia' ha
seminato lutti, anche tra gli innocenti. E' per questo che il
prefetto di Napoli, Renato Profili, ha convocato per domani un
comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica con i vertici
delle forze dell'ordine. (ANSA).

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