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7 giugno 2006

di 'O SISTEMA (07/06/2006 - 10:54)

SCARCERATO DI LAURO: RICERCHE ANCHE A TORINO

TORINO - Carabinieri e polizia sono impegnati
da ieri anche a Torino nelle ricerche di Vincenzo di Lauro, 30
anni, esponente di primo piano della camorra, liberato per un
difetto nell' ordinanza che l' aveva portato in carcere a Torino
all' alba del primo aprile 2004. Quando mezz' ora dopo la
scarcerazione e' arrivato il contrordine di lui non c' era ormai
piu' traccia.
Sono stati predisposti subito posti di blocco su strade e vie
d' accesso agli aeroporti, ma del camorrista non c' erano ormai
piu' tracce. I controlli ora proseguono, anche se non risultano
legami dei Di Lauro con Torino o il Piemonte. La Procura
torinese non ha finora aperto formalmente inchieste, ma ha
ricevuto la segnalazione da parte della casa circondariale delle
Vallette.
Vincenzo Di Lauro era stato accusato di associazione per
delinquere di stampo mafioso e di traffico internazionale di
stupefacenti. L' accusa per droga era caduta un mese fa, con l'
assoluzione da parte del Tribunale di Napoli. Per la prima
accusa gli era stata inflitta invece una condanna ad otto anni
di carcere.
L' arresto di due anni fa, su ordinanza di custodia
cautelare, era avvenuto proprio nel torinese, dove forse l' uomo
era convinto di non essere cercato, perche' distante dagli
interessi familiari. Era in una soffitta di Chivasso, dove i
carabinieri del nucleo operativo di Torino l' avevano bloccato,
mentre si trovava in compagnia di una donna, Elise Marie
Juarros, 24 anni, originaria di Strasburgo. La giovane,
incensurata, aveva affittato per Di Lauro quella soffitta e per
questo era stata arrestata per favoreggiamento.
Fino ad allora Vincenzo Di Lauro era stato uno dei primi 500
ricercati d' Italia, sfuggito insieme al padre Paolo ad un'
operazione che aveva portato in carcere 92 persone nel
napoletano. I carabinieri a Chivasso erano entrati in azione in
40, dopo dodici giorni di appostamento, solo con la certezza
della presenza del camorrista. Avevano sfondato la porta
blindata della mansarda, ma l' uomo aveva tentato la fuga sui
tetti e l' avevano inseguito, saltando da un palazzo all' altro.
Il camorrista si era nascosto sotto un mucchio di tappeti, a due
stabili di distanza. Non aveva armi, ne' con se', ne' nella
soffitta. (ANSA).

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