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27 giugno 2006

di 'O SISTEMA (27/06/2006 - 11:09)

NUOVA ORDINANZA IN CARCERE PER BOSS BIDOGNETTI
ACCUSATO DI ESSERE MANDANTE DI OMICIDIO E TENTATO OMICIDIO

CASERTA - Nuova ordinanza di custodia
cautelare in carcere per Francesco Bidognetti, detto 'cicciotte
e mezzanotte', in carcere ormai da anni a L'Aquila, ma
considerato ancora ai vertici di uno dei gruppi camorristici del
clan dei Casalesi.
Il boss, a conclusione di indagini coordinate dalla Dda di
Napoli e' accusato di essere il mandante dell'omicidio di Nicola
Alemanni, il cui cadavere carbonizzato fu trovato nel bagagliaio
di una vettura data alle fiamme nel 1993 e del tentato omicidio
dell'avvocato Delio Iorio. Il professionista sammaritano scampo'
miracolosamente alla morte nell'aprile del 1993, quando, secondo
le risultanze delle indagini Nicola Alemanni e Raffaele Conte,
gli spararono contro colpi di fucile caricato a pallettoni
senza, pero', ucciderlo.
La decisione di eliminare il penalista, secondo quanto
accertato dagli investigatori, anche grazie al contributo dei
collaboratori di giustizia, Angela Barra, Dario de Simone,
Raffaele Ferrara, Giovanni Ferriero,Giuseppe Pagano e Francesco
Cirillo, sarebbe stata presa da Bidognetti quando  Delio Iorio
assunse la difesa di alcuni componenti della famiglia di
Francesco Schiavone, detto 'Sandokan', anche lui in carcere da
anni, ma a tutt'oggi  ritenuto al vertice del clan dei Casalesi.
'Cicciotte e mezzanotte', secondo i giudici, temeva
probabilmente che nella sua attivita' il professionista,
ritenuto vicino dalle forze dell'ordine, ad un'altra potente
famiglia dei Casalesi, quella dei De Falco e all'avvocato Aldo
Scalzone, ucciso nel '91, potesse attingere notizie riservate
sull'organizzazione criminale da trasmettere agli investigatori
in cambio di favori per i suoi nuovi assistiti.
In una nota, firmata dal procuratore aggiunto della
Repubblica di Napoli e coordinatore della Dda, Franco Roberti
sono spiegati anche i motivi dell'uccisione di Nicola Alemanni.
Quest'ultimo,ritenuto uomo di fiducia di Bidognetti spiegano i
giudici, ha pagato con la vita  il passaggio nelle fila del clan
capeggiato da Vincenzo De Falco e, il suo rientro nei ranghi
dopo l'uccisione di quest'ultimo. Ma  Alemanni fu anche punito,
a parere degli investigatori, per non essere riuscito ad
uccidere l'avvocato Iorio, per avere contratto debiti non
onorati, per fare uso di stupefacenti e per ultimo per avere
offeso Angela Barra, ora collaboratrice di giustizia ma
all'epoca legata sentimentalmente a Bidognetti. (ANSA)

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