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29 giugno 2006

di 'O SISTEMA (29/06/2006 - 11:10)

A NAPOLI ARRESTI E PERQUISIZIONI CONTRO CLAN MISSO

NAPOLI - Provvedimenti di fermo e
perquisizioni sono in corso a Napoli contro il clan Misso,
artefice di una cruenta guerra con una componente scissionista
che ha provocato diversi omicidi dall'inizio dell'anno nel
quartiere Sanita' del capoluogo partenopeo.
I carabinieri del comando Provinciale di Napoli, dalle prime
ore dell'alba, stanno eseguendo dei provvedimenti di fermo di
indiziato di delitto, al momento otto, emessi dalla locale Dda,
nonche' una trentina di perquisizioni in tutta Italia, nei
confronti di altrettanti appartenenti al clan Misso.
Agli indagati viene contestata, tra l'altro, l'associazione
per delinquere di tipo mafioso. Nel corso delle perquisizioni e'
stato rinvenuto un quantitativo di sostanza stupefacente,
ingente denaro e materiale di notevole interesse investigativo.
(ANSA).



ARRESTATO BOSS LATITANTE, SEQUESTRATE ARMI
GIUGLIANO, CAPO DELL'OMOMIMO CLAN, SI NASCONDEVA IN UN VILLINO

NAPOLI - Antonio Giugliano, 42 anni,
presunto boss dell'omomimo clan, e' stato arrestato da agenti
del Centro Operativo della Dia di Napoli in un villino di via
Andolfi, a Torre Annunziata. Giugliano e' stato coinvolto
di recente nella vicenda delle presunte pressioni sull'assessore
ai lavori pubblici del Comune di Poggiomarino per
conoscere i nominativi delle ditte aggiudicatarie dei lavori
pubblici dello stesso Comune. Era latitante da oltre un anno
in seguito all'emissione di un ordine di carcerazione, dovendo
scontare una condanna a sei anni e quattro mesi per associazione
camorristica, estorsione aggravata ed altri reati. Il boss e' stato
trovato in compagnia di Paolo Orlanducci, 33
anni, pregiudicato per rapina, ricettazione, violazione alla
legge sulle armi e sugli stupefacenti, che e' stato arrestato
per favoreggiamento aggravato dalla normativa antimafia.
Le indagini sono state dirette dai pm della Dda di Napoli
Giuseppe Borrelli e Simona Di Monte, coordinate dal procuratore
aggiunto Franco Roberti. Secondo gli investigatori, il latitante
si nascondeva da diversi mesi nel villino, di proprieta' di una
persona definita ''assolutamente insospettabile'' e denunciata
in stato di liberta': nei suoi confronti proseguono gli
accertamenti.
Al momento dell'irruzione della Dia, il latitante era armato
con una pistola di grosso calibro. Durante la perquisizione sono
state rinvenute tre pistole (una Colt 45, una 357 Magnum ed una
Beretta cal. 9 x 21) oltre 200 munizioni, una palina segnaletica
in dotazione alle forze di polizia. Sequestrati anche un
giubbotto antiproiettile; 4 ricetrasmittenti palmari; 3
rilevatori di radiofrequenze-scanner sintonizzati sulle
frequenze delle forze di polizia, due documenti d'identita' ed
una patente di guida falsi; diversi orologi di particolare
pregio e valore; nonche' danaro contante per circa 4000 euro,
numerosi assegni bancari, cambiali ed altri titoli per ingenti
importi di danaro e diversa altra documentazione ritenuta ''di
notevole interesse investigativo''.
Giugliano e' ritenuto capo dell'omonimo clan camorristico,
attivo nei comuni di Poggiomarino, Boscoreale, e Scafati, e
considerato articolazione territoriale dell'organizzazione che
fa capo a Mario Fabbrocino. Negli ultimi tempi in seguito a
numerosi arresti, Giugliano - spiegano gli investigatori - ha
visto crescere notevolmente la propria caratura criminale,
divenendo il principale referente delle attivita' illecite nella
zona, soprattutto per l'imposizione di tangenti ed estorsioni ad
imprenditori e commercianti. (ANSA).

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