7 luglio 2006
LATITANTE CASALESI ARRESTATO A SAN CIPRIANO D'AVERSA
SI NASCONDEVA IN CASUPOLA ADIACENTE A RECINTO DI BUFALE
CASERTA - Era latitante da oltre due anni e
si nascondeva in una casupola adiacente ad un recinto di bufale
nell'azienda zootecnica dei fratelli Carmine e Michele Reccia, a
San Cipriano d'Aversa (Caserta). I carabinieri di Casal di
Principe, localizzato il nascondiglio gli hanno precluso ogni
via di scampo nonostante che i titolari dell'azienda avessero
tentato di favorire la sua fuga.
Si e' conclusa, cosi', oggi la latitanza di Giuseppe Diana,
di 59 anni, ritenuto elemento di spicco del clan camorristico
dei Casalesi, appartenente al gruppo ancora capeggiata da
Francesco Schiavone, detto Sandokan, in carcere ormai da anni.
Diana, che fu gia' condannato nel processo Spartacus, nel quale
furono coinvolte oltre 200 persone tra affiliati al clan dei
casalesi, esponenti politici, amministratori, professionisti e
rappresentanti delle forze dell'ordine, deve scontare una
residua pena di nove anni di reclusione, deve rispondere di
associazione per delinquere di tipo camorristico, estorsioni e,
tra l'altro, dell'omicidio dell'avvocato Aldo Scalzone, ucciso
in un agguato nell'ottobre del 1991. Il boss e' stato condotto
nel carcere di Santa Maria Capua Vetere insieme con i fratelli
Reccia. Questi ultimi sono accusati di favoreggiamento
aggravato. (ANSA).
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