18 luglio 2006
48 ARRESTI, SGOMINATO ASSE MAZZARELLA-SARNO
NAPOLI - Quarantotto arresti mettono in
scacco l'asse costituito da due clan che esercitavano un
controllo ormai capillare nell'area nord orientale della
provincia di Napoli, i Mazzarella e i Sarno di Ponticelli. Un
duro colpo al cartello criminale e' stato messo a segno oggi con
l'esecuzione di 48 ordinanze di custodia cautelare, eseguite dai
carabinieri di Castello Cisterna, emesse dal gip del Tribunale
di Napoli, su richiesta della Procura distrettuale antimafia.
Spiccano i nomi del boss Vincenzo Mazzarella, di suo fratello
Roberto e del consigliori Umberto Ponziglione. Numerosi i capi
di accusa: associazione di tipo mafioso, estorsione, usura,
violazione alla disciplina di armi e favoreggiamento.
L'indagine, denominata 'La rosa del deserto', ha ricostruito
le dinamiche che hanno portato alla estensione del dominio dei
due clan alleati: ne emerge anche la sottomissione di un intero
territorio, piegato dalla paura in una situazione di obbligata
omerta', laddove anche di fronte a prove inequivocabili nessun
imprenditore della zona ha ammesso di aver subito pressioni.
Gli inquirenti hanno sottolineato pero' che proprio la
denuncia di due coraggiosi ''aspiranti commercianti'' - vittime
di un'aggressione estorsiva anche fisica ancor prima di
insediarsi sul territorio - ha consentito che l'inchiesta
partisse. Decisive le intercettazioni, che rivelano la capillarita' del
controllo: ''Il fatto e' che questi vedono fare un buco in mezzo
alla strada? Vanno li' e vogliono 100 euro - dice una delle
vittime intercettate - Fermano un cantiere la settimana scorsa,
hanno fermato un cantiere per 200 euro al mese, e' stato due
giorni sopra ad un cantiere per avere 200 euro, siamo proprio
alla fine...''. In un ulteriore passaggio si legge: ''S. Quindi tutti i
magazzini devono pagare? G. I magazzini... quelli pagano tutti
quanti S. E percio' ti dico G. A partire da quello dove si fanno
le lampade, la salumeria, i vestiti...tutti quanto, purtroppo i
cristiani vanno una volta per i 100, 50. 200 euro al mese e'
esagerato, qualcuno gli ha chiesto i soldi, pero' chiunque gli
ha dato fiducia pero' questi sono quella gente, per non mettersi
in difficolta', gli hanno dato la roba e non lo hanno pagato
piu', poi quando sono andati, oltre a questo metteteci anche
questo e passiamo domani''.
Ancora nelle intercettazioni, il capo-clan si rivolge a uno
dei suoi uomini incitandolo: ''Non ha soldi? E tu come stai? Noi
come stiamo? Lei come sta? (si riferisce alla moglie) Chiudi,
chiudi e vattene. Non chiudi? La mattina piglia a Massimino
mettigli una cosa addosso vai la' bum-bum'' (mima una pistola
con la mano sinistra).
Curioso che nel corso di una perquisizione, lo scorso aprile,
sia stato rinvenuto anche una sorta di 'pizzino', di tipo
siciliano: lo stralcio di quaderno nel quale uno degli indagati
aveva annotato il nome dei commercianti da ricattare con
indirizzi e percorsi segnati per arrivare agli esercizi
commerciali. Impressionante, per gli inquirenti, l'estensione
dell'influenza dei due clan, che dal comune di Marigliano,
attraversando le cittadine di Mariglianella, Brusciano, Castello
di Cisterna, e' arrivata fino a Pomigliano D'Arco: le
popolazioni sono state costrette a subire la prevaricazione
della camorra anche per effetto della politica abitativa del
post terremoto, che ha trasferito in massa numerosi esponenti
dei clan in quartieri noti come ex legge 219/81 divenuti
roccaforti della malavita. (ANSA).
COLPITO ASSE MAZZARELLA-SARNO, 48 ARRESTI
NAPOLI - Sono 48 le ordinanze di custodia
cautelare in carcere eseguite dai carabinieri di Castello
Cisterna, nella operazione avviata all'alba di oggi per colpire
il clan Mazzarella. Colpito, assieme a uno dei clan piu' feroci
del Napoletano, il 'cartello criminale' costituito dalla
alleanza con il clan Sarno di Ponticelli: una federazione che
aveva esteso la sua influenza su una larga fetta della provincia
di Napoli, in particolare nel Vesuviano.
Arrestati fra gli altri - su ordinanza emessa dal Gip del
tribunale di Napoli, che ha accolto la richiesta della procura
distrettuale antimafia guidata da Franco Roberti - il boss
Vincenzo Mazzarella, e alcuni dei suoi piu' fedeli sodali come
il nipote Roberto Mazzarella e il Umberto Ponziglione, ritenuto
'consigliori' del capoclan. Numerosi i capi di accusa per
i 48 arrestati: associazione di stampo mafioso, estorsione,
usura, violazione alla disciplina di armi e favoreggiamento.
L'indagine, denominata 'La rosa del deserto' - che si e'
avvalsa dell'uso delle intercettazioni - riguarda le dinamiche
che hanno portato alla estensione del dominio dei due clan
alleati, che avevano messo in scacco un intero territorio,
contando sul silenzio di chi era posto sotto ricatto. Rinvenuto
durante le perquisizioni anche una sorta di 'pizzino' di tipo
siciliano, un quaderno nel quale uno degli indagati aveva
annotato il nome dei commercianti da ricattare con indirizzi e
percorsi segnati per arrivare agli esercizi commerciali. (ANSA).
Nell'operazione 'La rosa nel deserto', nell'ambito della quale
sono state arrestate oggi 48 persone ritenute affiliate dei
clan Mazzarella e Sarno, essenziali sono state le intercettazioni:
che hanno dimostrato fra l'altro la capillarita' del sistema di estorsioni
nel tessuto territoriale dominato dalla camorra. Ecco il contenuto
di alcune passaggi intercettati.
Il capoclan detenuto si rivolge ai suoi uomini per incitarli
a fare di piu': ''Se quello dice questa viene tanto, dammi la
panda e vi rimane a dare tanto, tu dici vengo la settimana
prossima e ti inizio a portare 3-400 euro, 500 euro e ce li
porti, il mese dopo non ci portare niente. Il mese dopo manda a
qualcuno da Autoshopping a Marigliano e gli fai fare la botta.
Hai capito? Cosi' quello ti chiama e dice, Gennaro... tu gli
rispondi ''Fratello stanno i carcerati''. Quello ti dice, va
bene la macchina sta bene cosi', quello che rimarrebbero tremila
euro sulla macchina?''
Le vittime intercettate a loro insaputa confermano al
pervasivita' e la capillarita' del controllo criminale sul
territorio: ''Il fatto e' che questi vedono fare un buco in
mezzo alla strada? Vanno li' e vogliono 100 euro. Fermano un
cantiere la settimana scorsa, hanno fermato un cantiere per 200
euro al mese, e' stato due giorni sopra ad un cantiere per avere
200 euro, siamo proprio alla fine...''.
In un ulteriore passaggio si legge:
S. Quindi tutti i magazzini devono pagare? G. I magazzini...
quelli pagano tutti quanti
S. E percio' ti dico
G. A partire da quello dove si fanno le lampade, la salumeria, i
vestiti...tutti quanto, purtroppo i cristiani vanno una volta
per i 100, 50. 200 euro al mese e' esagerato, qualcuno gli ha
chiesto i soldi, pero' chiunque gli ha dato fiducia pero' questi
sono quella gente, per non mettersi in difficolta', gli hanno
dato la roba e non lo hanno pagato piu', poi quando sono andati,
oltre a questo metteteci anche questo e passiamo domani''. (ANSA).
OPERAZIONE CC, ARRESTI AFFILIATI DUE CLAN
UNA CINQUANTINA PROVVEDIMENTI DDA CONTRO I MAZZARELLA E I SARNO
NAPOLI - I carabinieri di Castello Cisterna
stanno eseguendo circa cinquanta arresti emessi dalla Dda
nell'ambito di una inchiesta che coinvolge affiliati ai clan
camorristici Mazzarella e Sarno, ritenuti responsabili di reati
connessi al traffico di stupefacenti, di omicidi, estorsioni e
violazioni della legge sulle armi.
L'operazione in corso dall'alba vede 600 carabinieri
impegnati in perquisizioni di decine di abitazioni. Sono state
gia' rinvenute centinaia di dosi di stupefacente, giubbotti
antiproiettile e armi. (ANSA).
SI FERMA A COMPRARE FRUTTA, UCCISO NEL NAPOLETANO
NAPOLI - L'uomo ucciso in un agguato oggi,
poco dopo le 13,30 in via Pomigliano, a Sant'Anastasia, nel
Napoletano, si chiama Giuseppe Castiello, di 41 anni ed e'
ritenuto dai carabinieri affiliato al clan Panico.
E' stato raggiunto dai killer giunti a bordo di due moto di
grossa cilindrata e con il volto coperto da caschi integrali che
hanno esploso diversi colpi di pistola. A sparare potrebbero
essere stati almeno due sicari visto che a terra sono stati
trovati due diversi tipi di bossoli. Castiello si era fermato
con la sua auto sotto al ponte della statale 268 per comprare
frutta da un venditore ambulante quando e' stato raggiunto e
ucciso dai killer. Sul posto, in attesa della rimozione del cadavere,
si sono recati i parenti dell'uomo.
Sono stati dieci i colpi di pistola esplosi dai due killer
che oggi hanno ucciso in un agguato avvenuto a Sant'Anastasia
(Napoli), Giuseppe Castiello, 41 anni,
pregiudicato, ritenuto dagli inquirenti affiliato al clan
Panico, al quale era unito anche da un vincolo di parentela.
I carabinieri non escludono alcuna ipotesi sul movente
dell'omicidio, ma le piu' accreditate sembrano essere quelle
legate a un regolamento di conti tra clan camorristici rivali: a
Sant'Anastasia, infatti, sarebbe in atto una guerra per il
predominio del territorio, da parte dei clan rivali Panico e
Sarno. L'uomo, che si trovava da solo a bordo di una Ford
Fiesta, era fermo sotto al ponte della strada statale 268 del
Vesuvio, per acquistare pesche e ciliegie da un venditore
ambulante, quando e' stato raggiunto da due killer a bordo di
una moto di grossa cilindrata, che gli hanno esploso contro
dieci colpi di pistola da due diverse armi.
Castiello e' stato raggiunto al torace e all'addome, ed e'
morto sul posto per le gravi ferite riportate. Secondo quanto si
e' appreso, l'uomo in passato era stato condannato per
estorsione e porto abusivo d'armi, ed aveva appena scontato una
condanna agli arresti domiciliari. Sul posto e' giunto anche uno
dei figli, accompagnato da alcune zie, che ha voluto dare
l'ultimo saluto al padre, prima che il cadavere fosse rimosso
per essere portato in obitorio, dove ora si trova in attesa
dell'esame autoptico. (ANSA).
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