20 luglio 2006
CONDANNATI EREDI BOSS CARMINE ALFIERI
NOLA - Salvatore Autorino e Alfonso
Nino, ritenuti tra i capi dell'organizzazione camorristica
attiva nell'hinterland nolano, un tempo diretta da Carmine
Alfieri (da anni collaboratore di giustizia), sono stati
condannati rispettivamente a 17 e 30 anni di carcere dal
tribunale di Nola (Napoli), tra l'altro per estorsione ed
associazione a delinquere.
I carabinieri della compagnia di Nola, che hanno diretto a
suo tempo indagini a tutto campo, ritengono Autorino e Nino,
insieme con Pietro Pianese (assolto per ''non aver commesso il
fatto''), i capi di un'organizzazione camorristica che
controllava la gestione di videopoker illegali, la gestione del
contrabbando di Gpl, racket del pizzo nei cantieri allestiti nei
comuni sotto il loro diretto controllo, racket a commercianti,
traffico di sostanze stupefacenti, ed il controllo monopolistico
delle forniture di calcestruzzo alle ditte appaltatrici di
lavoro di vario genere.
L'organizzazione aveva il controllo dei comuni di Nola,
Cimitile, Cicciano, Roccarainola, Schiava, Saviano, Piazzolla di
Nola, San Vitaliano, Marigliano, Scisciano e Brusciano. Insieme
con Autorino (figlio di Giuseppe, evaso dall'aula bunker di
Salerno nel 1988 e poi rimasto ucciso in un conflitto a fuoco),
e Nino, sono stati condannati Nicola Luongo (17 anni di
reclusione), Domenico Marrone (18), Francesco De Sena (7),
Vincenzo Ambrosino (8 anni e mezzo), Pasquale Manzi (18),
Domenico Amato (18), Umberto Panico (4), e Giuseppe Pagano (16),
tutti accusati a vario titolo, tra l'altro, di estorsione ed
associazione a delinquere. Il tribunale, infine, ha assolto, per
non aver commesso i fatti, Nicola Di Palma, Fabio Criscuolo,
Vincenzo Aloia, Giovanni Veneroso, Antonio Galateo, Salvatore
Aloia, e Pietro Pianese. (ANSA).
EVASE DA CARCERE SPAGNOLO, ARRESTATO NEL NAPOLETANO
AFFILIATO AL CLAN DEI NUVOLETTA, DEVE SCONTARE PENA DI 10 ANNI
NAPOLI - I carabinieri della compagnia di
Giugliano hanno arrestato a Calvizzano (Napoli) il latitante
Antonio Arena, 53 anni, ritenuto affiliato al clan camorristico
dei ''Nuvoletta'' operante nell'hinterland napoletano, ricercato
con mandato di arresto europeo per traffico internazionale di
stupefacenti dovendo scontare 10 anni e 6 mesi di reclusione.
L'uomo, ricercato dall'aprile scorso, era evaso da un
istituto di pena spagnolo non facendo piu' rientro in carcere
dopo un permesso, ed e' stato individuato e bloccato nel suo
paese di origine dove si nascondeva in casa di parenti. ANSA).
SEQUESTRATA VILLA MANDANTE OMICIDIO GIGI E PAOLO
ANCHE GARAGE E UN TERRENO, VALORE UN MILIONE EURO
NAPOLI - Una villa, 800 metri quadri di
terreno e un garage, per un valore complessivo di circa 1
milione di euro, sono stati sequestrati oggi dalla polizia nel
quartiere Pianura, alla periferia occidentale di Napoli.
Appartenevano a Luigi Mele, esponente di spicco del clan
camorristico Martella che secondo i magistrati commissiono'
l'omicidio di Luigi Sequino e Paolo Castaldi, due ragazzi uccisi
per errore nell'agosto di sei anni fa proprio a Pianura,
suscitando un'ondata di sdegno in tutta la citta'.
Il vero obbiettivo dei killer inviati da Mele era Rosario
Marra, genero di Pietro Lago, esponente del clan rivale che
opera a Rione Traiano, Soccavo, Pianura e Fuorigrotta. Mele e'
in carcere dal maggio dell'anno scorso e ha al suo attivo ''una
inquietante serie di condanne dal 1972 al 1999'', come
sottolinea la questura. I reati contestati vanno dalla
violazione di norme sulla circolazione stradale all'emissione di
assegni a vuoto, dal furto alla detenzione abusiva di armi,
dalle lesioni personali colpose al gioco d'azzardo. Fra le altre
imputazioni a suo carico anche violazioni delle norme sulla
edificabilita' dei suoli, di sigilli, delle leggi doganali e
delle norme sull'assicurazione obbligatoria. Altra attivita'
illecita di Mele la commercializzazione di tabacchi privi delle
prescritte avvertenze. A suo carico anche l'accusa di
associazione a delinquere finalizzata al contrabbando di
sigarette. Nel febbraio del 2004 Mele era stato arrestato per estorsione
ai danni di un commerciante di materiale edile di Pianura. I
proventi delle sue attivita' illecite venivano investiti
nell'acquisto di immobili con rifiniture di pregio, come quello
sequestrato oggi dalla polizia nella contrada Pignatiello di
Pianura. (ANSA).
TRAFFICO DROGA GESTITO DA CLAN DI LAURO, 28 CONDANNE
NAPOLI - Si e' concluso con 28 condanne a
pene varianti dai 3 ai 20 anni di reclusione il processo di
primo grado, svoltosi con rito abbreviato davanti al gup di
Napoli Primavera, contro presunti trafficanti e spacciatori di
droga ritenuti vicini al clan capeggiato da Paolo Di Lauro. Il
giudice ha accolto le richieste del pm della Dda Stefania
Castaldi. Si tratta di una seconda tranche del procedimento che
ha gia' portato a condanne di esponenti di primo piano
dell'organizzazione.
Le principali condanne siono state emesse nei confronti di
Angelo De Pompeis (10 anni) Vincenzo Di Franco (10), Vincenzo Di
Natale (12), Luigi Di Natale (12), Antonietta Di Vaia (10),
Gennaro Gargiulo (20), Raffaele Guarracino (12), Pasquale
Guarracino (10), Patrizio Mercogliano (10), Rita Pagliarini
(10), Rachele Paolo (10), Vincenzo Papaccio (12), Vincenzo
Riviercio (10), Antonio Salvati (12), Sandra Siciliano (10),
Vincenzo Spasiano (12), Enrico Tedesco (10), Alfredo Viscardi
(10). Il boss Paolo Di Lauro ha chiesto di essere processato con
rito ordinario. Le indagini sul traffico di droga, svolte dalla
squadra mobile di Napoli, portarono all'emissione di numerose
ordinanze di custodia cautelare e la maggior parte degli
imputati del processo conclusosi oggi sono tuttora
detenuti. (ANSA).
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