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30 luglio 2006

di 'O SISTEMA (30/07/2006 - 11:43)

UCCISO EX CUTOLIANO: FU IN PRIMA LINEA IN GUERRA NCO

ROMA - Domenico Pagano, freddato oggi in un
agguato a Ottaviano (Napoli), era un fedelissimo di Raffaele
Cutolo, e fu fra i protagonisti della guerra di camorra
scoppiata negli anni '80 fra la Nuova camorra organizzata (Nco)
e la Nuova famiglia. Dai primi mesi del 2006, dopo aver scontato
il carcere, era tenuto all'obbligo di soggiorno per mafia a
Ottaviano. Il suo nome salto' fuori fra l'altro, nelle cronache, per il
sequestro e l'omicidio di un medico psichiatra, Antonio Mottola,
autore di numerose perizie sui camorristi. Pagano fu accusato di
essere uno dei cinque del commando che prelevo' il medico, il 25
luglio nel 1981 a Roma, per farsi rivelare il nascondiglio del
boss del clan rivale Umberto Ammaturo, di cui Mottola era amico.
Pagano fu colpito da una misura di custodia cautelare in
carcere, - mentre era gia' detenuto per altri crimini - nel
febbraio del 1997, insieme a un altro protagonista di quella
vicenda, Antonio Schirato. Gli altri componenti del commando
erano stati invece nel frattempo uccisi, mentre un quinto era
divenuto un collaboratore di giustizia.
Ritenuto responsabile dell'omicidio oltre che del sequestro
del medico, Pagano era stato tuttavia gia' giudicato dalla Corte
di assise di Frosinone ed e' assolto dalla prima accusa.
Lo scontro fra la Nuova camorra organizzata e la Nuova
famiglia provoco' soltanto nel 1981 oltre 200 morti nella
provincia di Napoli.
Gli inquirenti, i carabinieri della compagnia di Torre
Annunziata, ritengono che attualmente Pagano fosse solo un 'cane
sciolto', che non facesse parte di altri clan. Considerati i
molti precedenti per estorsione, si ipotizza pero' che l'ex
cutoliano fosse ancora attivo sul fronte del racket: e una
presenza insistente, su un territorio controllato, potrebbe aver
infastidito la malavita locale. E' noto come oggi la zona sia
presidiata del clan dei Fabbrocino.
Una delle ipotesi, insomma. A terra, del resto, stamattina,
e' rimasto un uomo che aveva trascorso una vita intensa nella
criminalita' organizzata, negli anni d'oro della Nco. Uomo
ritenuto fidatissimo da Cutolo, Pagano fu in prima linea
soprattutto negli anni della guerra di camorra, fra Nco e Nuova
famiglia. Nel 1997 era gia' in cella, quando fu raggiunto da una misura
di custodia cautelare in carcere per il sequestro e l'omicidio
di un medico-psichiatra amico del boss del clan rivale Umberto
Ammaturo. Pagano era accusato di aver fatto parte del commando
che aveva prelevato Antonio Mottola per sapere dal medico dove
si nascondesse Ammaturo, di cui era amico. Mottola fu prelevato
con un espediente, il 25 luglio del 1981, interrogato e poi
ucciso. Ritenuto dagli inquirenti responsabile dell'omicidio
oltre che nel sequestro, Pagano era stato pero' assolto dalla
Corte d'Assise di Frosinone, e per questo rispose soltanto del
sequestro. Per ricordare le dimensioni della faida che insanguino' la
provincia di Napoli in quegli anni, bastera' dire che nel 1981
ci furono oltre 200 morti. (ANSA).



UCCISO EX CUTOLIANO: IL RITORNO DEI SUPERSTITI

NAPOLI - I superstiti della Nco di Raffaele
Cutolo si vanno riorganizzando o quel che resta della potente
organizzazione camorristica, ovvero i ''sopravvissuti'' ai blitz
delle forze di polizia e agli agguati degli avversari, e' ormai
solo un manipolo di cani sciolti? E' l'interrogativo che si
propone agli inquirenti all'indomani dell'omicidio di Domenico
Pagano, 53 anni, ex esponente della Nuova camorra organizzata,
ammazzato in un minimarket a Ottaviano, il paese d'origine di
''don Rafele''. Per i carabinieri che stanno svolgendo le indagini,
coordinate dal pm della Dda di Napoli Simona Di Monte, la pista
piu' plausibile e' quella di un regolamento di conti ai danni di
un malavitoso che pretendeva di esercitare ancora le attivita'
illecite (estorsioni? droga?) in un territorio dove si era ormai
insediato un altro clan. Pagano - spiegano gli inquirenti -
forse aveva dato fastidio a qualcuno dei boss che gestiscono gli
affari illegali nell'area vesuviana. Le indagini puntano in
particolare sul clan di Mario Fabbrocino, il boss (detenuto)
divenuto acerrimo nemico di Cutolo da quando giuro' vendetta
dopo l'uccisione del fratello. Erano gli anni Ottanta e
all'azione dei killer di Fabbrocino vennero attribuiti decine e
decine di agguati attuati nell'ambito della campagna di
sterminio contro i cutoliani.
Ma gli scenari sugli equilibri di camorra nell'area vesuviana
appaiono comunque assai complessi. Da un lato c'e' la potente
cosca di Fabbrocino che dopo l'arresto del boss (condannato
all'ergastolo per l'omicidio di Roberto Cutolo, figlio dell'ex
padrino di Ottaviano), la cattura di diversi esponenti di primo
piano, e una serie di regolamenti di conti interni (quattro le
vittime della lupara bianca) non sembra piu' esercitare un
assoluto controllo nella zona. Dall'altro c'e' il ritorno sulla
scena di ex affiliati al clan di Cutolo, tornati in liberta' al
termine di lunghi periodi di detenzione, o beneficiari di
permessi, concessi sempre dopo aver scontato decine di anni.
Diversi cutoliani potrebbero dunque aver deciso di rimettere
in piedi un gruppo in grado di farsi ''rispettare'', senza
tuttavia coltivare quei sogni di dominio assoluto che
appartennero alla Nco e che probabilmente ne determinarono il
crollo. Ad alimentare l'ipotesi di un ritorno, sia pure in scala
ridotta, dei cutoliani sulla scena del crimine organizzato vi
sono una serie di episodi abbastanza recenti, come gli attentati
dinamitardi ai danni di aziende di imprenditori e commercianti
della zona. Tecniche violente, che ricordano a molti il marchio
della Nco. Se fosse l'iniziativa di un clan gia' consolidato sul
territorio - e' la considerazione degli inquirenti - per quale
motivo adottare questa strategia ''terroristica'' nei confronti
delle vittime? (ANSA).

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