12 settembre 2006
OMICIDIO MILONE, PERQUISIZIONI E INTERROGATORI
CASERTA - Sono proseguiti oggi perquisizioni
e interrogatori di pregiudicati ritenuti legati ad
organizzazioni criminali presenti nella zona di Cesa (Caserta)
nell'ambito delle indagini sull'agguato di ieri sera a Giovanni
Milone, di 53 anni, freddato, sulla provinciale Orta
d'Atella-Caivano da almeno due sicari che viaggiavano a bordo di
una moto di grossa cilindrata mentre la vittima era all'interno
della Peugeot 206 di sua proprieta'.
Milone, che gli investigatori ritengono legato al clan di
Nicola Caterino, contrapposto nella zona a quello dei Mazzara,
e' la terza vittima di una guerra tra i due gruppi che dallo
scorso 20 maggio ad oggi ha fatto gia' registrare tre vittime.
Fu per primo ucciso Michele Caterino, fratello del boss Nicola.
Quest'ultimo, probabilmente il vero bersaglio dei sicari,
riusci' a sfuggire all'agguato riparando sotto il portone di
casa; poco piu' di venti giorni dopo fu ammazzato, sempre a
Cesa, Michele Martinelli, di 48 anni, ritenuto legato al clan
dei Mazzara. (ANSA).
SPARI ALL'IMPAZZATA A NAPOLI, FERITA UNA BIMBA SEI ANNI/ANSA
LA PICCOLA, FIGLIA ESPONENTE CLAN, ERA SULL'USCIO DI CASA
NAPOLI - La sua unica colpa e' stata quella
di trovarsi a giocare sull'uscio della sua abitazione, una
modesta casa in un vecchio edificio, quando sono arrivati dei
malviventi in sella ad una moto che hanno aperto il fuoco
all'impazzata. Cosi', una bambina di sei anni e' rimasta ferita
oggi a Napoli ad un braccio da un colpo di arma da fuoco.
Subito soccorsa e portata nell'ospedale ''Villa Betania'': e'
stata colpita da proiettile ad un braccio. Le sue condizioni,
per fortuna, non destano preoccupazione ma naturalmente resta lo
choc e la preoccupazione per la gravita' dell'accaduto.
Il fatto e' accaduto a Barra, un quartiere della zona
orientale della citta' mentre a Roma gli amministratori locali
hanno tenuto con il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, un
vertice sull'escalation di una criminalita' sempre piu'
efferata. La scorsa settimana un edicolante del quartiere
Arenella e' stato ucciso con un coltellata al cuore perche' ha
tentato di reagire a quattro rapinatori che gli volevano portare
via l'incasso della giornata.
I malviventi, secondo una prima ricostruzione, si sono
addentrati in via Serino, un vicoletto nel centro antico di
Barra, ed hanno aperto il fuoco nei pressi dell'edificio
occupato da alcuni componenti della famiglia Aprea, una
organizzazione malavitosa ritenuta egemone nella zona orientale.
Hanno sparato all'impazzata, seminando il panico.
Molto probabilmente doveva essere solo un'intimidazione: un
messaggio chiaro da lanciare a qualcuno. Un proiettile ha
raggiunto al braccio la bambina, figlia di un esponente della
stessa organizzazione, attualmente in carcere. Un altro
proiettile si e' invece conficcato sulla porta della casa della
piccola, dove c'erano la mamma e i suoi fratelli. Poi i
malviventi si sono dileguati velocemente a bordo della loro
moto. Sul posto sono giunti subito gli agenti del locale
commissariato e quelli della squadra mobile della questura di
Napoli. E nonostante la massiccia presenza di uomini delle forze
dell'ordine nel quartiere serpeggia la paura. C'e' il timore che
la camorra abbia ripreso a sparare e che a pagarne le
conseguenze possa essere qualche innocente, proprio come stava
avvenendo oggi con la piccola di sei anni.
''Qui abbiamo paura, sempre. Qui dopo le otto ci dobbiamo
chiudere in casa perche' scatta il coprifuoco'', raccontano a
pochi metri dal basso dove e' accaduto l'ennesimo fatto di
cronaca. La piccola di sei anni rimasta ferita da colpi di arma
da fuoco, nel vicolo dove abita, a pochi passi dal centro di
Barra, la conoscono tutti. La definiscono vivace, sveglia: ''Una
vecchietta'', tanto che sembra adulta.
Una bimba ''che non ha paura di niente e di nessuno'',
raccontano, in un posto come Barra, hinterland napoletano, dove
pero' la paura di morire - anche solo per caso - sembra, invece,
ce l'abbiano tutti. (ANSA).
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