7 ottobre 2006
ARRESTATO NEL MODENESE BOSS PANICO
IN MANETTE ANCHE SUO AUTISTA
NAPOLI - E' stato arrestato a Carpi (Modena)
Francesco Panico, di 51 anni, esponente di spicco dell'omonimo
clan operante nei comuni del Vesuviano. I carabinieri del nucleo
operativo di Castello di Cisterna (Napoli) hanno arrestato oltre
a Panico il suo autista, Giuseppe Ricco, di 42 anni, di Santa
Margherita di Savoia (Foggia), ritenuto elemento apicale del
sodalizio. Panico, destinatario di una ordinanza di custodia cautelare
in carcere emessa dalla Dda di Napoli lo scorso 11 settembre,
era sfuggito ad una operazione dei carabinieri un mese fa
nell'ambito delle indagini sulla 'faida' tra il clan Panico ed
il clan Sarno. Era sfuggito ad un blitz dei carabinieri dello scorso
7 settembre: la latitanza di Francesco Panico, 51 anni,
attualmente a capo dell'omonimo sodalizio,
operante nei comuni del Vesuviano, e' durata appena un mese
perche' questa mattina, i militari del Nucleo operativo di
Castello di Cisterna, lo hanno arrestato a Carpi (Modena), dove
si nascondeva. L'uomo e' destinatario di una ordinanza di custodia
cautelare in carcere, l'11 settembre scorso su richiesta della Direzione
Distrettuale Antimafia di Napoli, per associazione per
delinquere di tipo mafioso, finalizzata alle estorsioni ai danni
di imprenditori e commercianti dei vari settori, violazione
legge armi ed altro. Con Panico, questa mattina i carabinieri
hanno arrestato, con l'accusa di favoreggiamento personale,
Giuseppe Ricco, di 42 anni, di Margherita di Savoia (Foggia),
detto ''Pippo o' Foggiano'', elemento apicale del sodalizio ed autista
di Panico. Francesco Panico era sfuggito al blitz dei carabinieri dello
scorso 7 settembre a seguito di una indagine portata avanti dal
pm Vincenzo d'Onofrio della DDA della Procura di Napoli che
prospettava uno scenario inquietante: la ferocia della guerra in
corso fra due clan, che dura da due anni, e che ha contato due
agguati mortali nei mesi di luglio e agosto, e che avrebbe
potuto essere anche una carneficina, cui si accingevano i Sarno
per ammazzare i boss rivali.
Nel corso dell'operazione furono arrestate 6 persone tutte
affiliate al clan Panico e sequestrate due autovetture Lancia K
blindate e 6 telecamere a circuito chiuso. Le indagini sul
contrasto fra i due gruppi criminali portarono il 24 e il 25
agosto scorso all'arresto degli appartenenti al clan Sarno;
Carmine Caniello e Diego Zuccaro: operazione che permise di
sventare un attentato. Secondo gli inquirenti, per acquisire
il controllo della zona, il clan Sarno sarebbe stato in procinto
di mettere a punto un vero e proprio 'disegno stragista', per colpire
i due boss Antonio Panico e Francesco Panico, arrestato oggi.
Successivamente, i carabinieri arrestarono il 28 agosto, in
flagranza di reato, due esponenti del clan Panico: Antonio
Sannino e Raffaele Manfellotto, armati di due revolver che si
erano recati da un commerciante di Somma Vesuviana per ritirare
il pizzo. Quindi, il pm della Dda di Napoli emise il decreto di
fermo di indiziato di delitto a carico di altri tre esponenti
del clan, ai quali si contestava il reato di estorsione, con
l'aggravante di aver agito per conto dell'organizzazione
criminale di riferimento.
E' in questa faida - secondo gli investigatori - che si
collocano l'omicidio di Giuseppe Castiello, cognato dei fratelli
Panico, il 18 luglio scorso, e l'omicidio di Danilo Laloe',
vicino ai Sarno, ucciso l'11 agosto: fatti che dimostrerebbero
che sul territorio e' in atto una vera e propria guerra di
camorra, che svanisce e riemerge a scadenze temporalmente non
predeterminate, da circa due anni a questa parte. (ANSA).
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