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27 ottobre 2006

di 'O SISTEMA (27/10/2006 - 02:32)

DUE ERGASTOLI PER OMICIDIO NEL NAPOLETANO

NAPOLI - Antonio Di Buono e Michele Di Lauro, ritenuti affiliati al clan camorristico dei Crimaldi, sono stati condannati all'ergastolo per l'omicidio di Pasquale Castaldo, presunto esponente dell'omonimo clan, avvenuto a Caivano, in provincia di Napoli, il 19 settembre 2003, e per il reato di associazione mafiosa. La sentenza e' stata emessa dalla quinta sezione della Corte di Assise che ha accolto le richieste del pm della Dda Carmine Esposito. Il delitto, secondo la ricostruzione degli inquirenti bastata soprattutto su intercettazioni telefoniche e ambientali, e' da inquadrare nell'ambito dello scontro tra le due organizzazioni per il controllo degli affari illeciti, soprattutto il traffico di droga. Assolti dall'accusa di omicidio, ma condannati a 13 e 10 anni di reclusione Domenico La Montagna e Antonio Aloia, riconosciuti responsabili di associazione camorristica, traffico di droga e detenzione di armi. Cinque anni, infine, sono stati inflitti a Salvatore Giordano Pacilio, che avrebbe dato alle fiamme l'auto utilizzata dal commando omicida. (ANSA).


OMICIDIO AI QUARTIERI SPAGNOLI, DUE ERGASTOLI CONDANNATO BOSS SALVATORE CARDILLO, DETTO BECKENBAUER

NAPOLI - Il boss della camorra Salvatore Cardillo, detto Beckenbauer, e Gennaro Sola sono stati condannati all'ergastolo quali mandante ed esecutore materiale dell'omicidio di Raffaele Scarnato, avvenuto a Napoli, ai Quartieri Spagnoli, il 27 novembre 1989. La sentenza e' stata emessa oggi dalla seconda sezione della Corte di Assise, che ha accolto le richieste del pm della Dda. Otto anni di reclusione sono stati inflitti al collaboratore di Giustizia Ciro Ruggiero, anch'egli ritenuto esecutore materiale, che ha dato un forte contributo alle indagini. La Corte, su richieste della Dda, ha emesso una nuova ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Cardillo, capo storico del clan di S. Anna di Palazzo e leader del gruppo scissionista del clan Marian. Cardillo era stato scarcerato nei mesi scorsi avendo beneficiato dell'indulto. (ANSA).


RIFIUTI:BERTOLASO SOTTO SCORTA

NAPOLI - Smaltimento dei rifiuti: la Campania e' la grande ammalata. Guido Bertolaso, capo del dipartimento della Protezione civile, non esita a dire che ci ''troviamo dinanzi ad un ammalato che e' in sala di rianimazione''. A Bertolaso, che da poco piu' di tre settimane ha assunto anche l'incarico di commissario di governo per l'emergenza rifiuti in Campania, e' stata assegnata una scorta anche se, come egli stesso ha assicurato, non ha subito minacce. Una sorveglianza che pero' viene considerata come un segnale del clima teso che si continua a respirare in regione. Bertolaso pero' ha avvertito che la camorra ''non deve diventare un alibi per coprire disfunzioni'' e che e' necessario continuare a lavorare per trovare la soluzione ad una crisi senza fine, iniziata appunto dodici anni fa. E' questo il quadro della situazione emerso oggi nel corso delle audizioni, svoltesi negli uffici della prefettura di Napoli, da parte della commissione ambiente del Senato. Al momento nella regione e' attiva solo una discarica, quella di Villaricca. La macchina del commissariato ha provveduto alla rimozione di circa 30mila tonnellate di spazzatura che nelle scorse settimane si sono accumulate lungo le strade che sono state stoccate in siti provvisori. Al momento e' stato deciso di far ricorso al trasferimento fuori regione (sono state portate poco piu' di 8000 tonnellate) e si ipotizza di portare la spazzatura anche all'estero. Ma si tratta, e' stato ribadito, di soluzioni provvisorie anche perche' eccessivamente costose: ogni mese il commissariato di governo segna un deficit di 5 milioni di euro. ''L'emergenza dura ormai da 12 anni ma si e' drammaticamente aggravata negli ultimi cinque'', ha denunciato invece Tommaso Sodano, presidente della commissione ambiente del Senato, evidenziando che l'unica soluzione al momento e' quella del ricorso alle discariche. Una scelta che amareggia: dodici anni fa le discariche furono chiuse ''perche' si disse che erano controllate dalla camorra e ora siamo costretti a riaprirle senza aver eliminato la camorra dal ciclo dei rifiuti'', dice il parlamentare. Sodano ha chiesto che sia redatto un piano non in contrasto con le linee di sviluppo economico della regione, con una impiantistica compatibile; piano che sia redatto di intesa con le comunita' locali e con il quale si possa verificare la disponibilita' offerta da alcune realta'. Duro il commento di alcuni esponenti di minoranza della commissione che hanno parlato di ''vergogna nazionale''. Il senatore Pasquale Giuliano (Forza Italia) ha detto che a sua giudizio ''il problema non ha immediate soluzioni'' e che dalle audizioni tenute oggi si e' avuta ''la conferma che c'e stata una gestione scandalosa della emergenza''. Giuliano si e' soffermato sul mancato utilizzo degli addetti Lsu per la differenziata, sul passaggio di mano delle aree utilizzate come discariche e delle ''tante consulenze delle quali non vi era bisogno''. (ANSA).


RIFIUTI: CAMPANIA; SODANO, DISCARICHE PER USCIRE DA CRISI AUDIZIONI A NAPOLI COMMISSIONE AMBIENTE SENATO

NAPOLI - La gestione dell'emergenza rifiuti in Campania e' stata fallimentare e per uscire dall'emergenza, al momento, l'unica strada e' quella di ricorrere alle discariche, anche con provvedimenti straordinari, nonostante dodici anni fa ne fosse stata decisa la chiusura. E' quanto ha detto il presidente della Commissione ambiente del Senato, Tommaso Sodano, in una conferenza stampa nel corso dell'audizione tenuta oggi negli uffici della prefettura di Napoli. ''L'emergenza dura ormai da 12 anni ma si e' aggravata negli ultimi cinque'', ha denunciato Sodano che e' tornato a criticare la decisione, assunta negli anni passati, di far ricorso a un gestore unico del ciclo - ovvero la Fibe - decisione che e' stata superata. Sodano pero' ha rilevato che la societa' ha di fatto ancora rapporti con il commissariato di governo e che ha fatturato nei primi 10 mesi dell'anno ''circa 80 milioni di euro per i servizi prestati''; servizi previsti dal decreto legge approvato nel novembre 2005 e poi convertito nel febbraio scorso. Per Sodano e' necessario verificare concretamente la disponibilita' offerta oggi nel corso dell'audizione da parte degli enti locali (come le province di Salerno, Benevento e Avellino e le citta') coinvolgendo le comunita' locali per la stesura del piano rifiuti, che ''non puo' essere redatto da chi viene da fuori'' e deve essere in sintonia con le linee di sviluppo. Quindi il presidente della commissione ambiente ha anche rivolto un appello alla Regione ''che non puo' continuare a rimanere in silenzio come ha fatto in questi anni''. A giudizio di Sodano e' impensabile continuare pensare di far ricorso ancora alla solidarieta' di altre regioni, alcune delle quali sono gia' in una fase di pre-emergenza. ''Nel febbraio del '94 si chiusero le discariche perche' si disse che erano controllate dalla camorra - ha aggiunto Sodano - e ora dopo dodici anni siamo costretti a riaprirle senza aver eliminato la camorra dal ciclo dei rifiuti''. Di positivo per Sodano c'e' il decreto emesso recentemente dal governo ma ''il clima non e' migliore: non si comprende perche' periodicamente si debba discutere periodicamente dell'emergenza della Campania in Parlamento. Se questa regione non riesce a dimostrare di aver voltato pagina noi avremo difficolta' anche a far convertire il decreto''. I rappresentanti dell'opposizione in commissione (Mauro Libe', Gennaro Coronella e Pasquale Giuliano) invece hanno stigmatizzato l'assenza del presidente della Giunta regionale della Campania, Antonio Bassolino. ''Le audizioni di oggi sono state di grande interesse - ha detto Pasquale Giuliano - perche' abbiamo preso atto di quella che e' una vera vergogna nazionale. Il problema non ha immediate soluzioni, abbiamo la conferma che c'e stata una gestione scandalosa della emergenza''. Giuliano si e' soffermato sul mancato utilizzo degli addetti Lsu, sul passaggio di mano delle aree utilizzate come discariche e delle ''tante consulenze delle quali non vi era bisogno''. (ANSA).


RAPINATORE UCCISO DA TABACCAIO

NAPOLI - Un rapinatore ucciso, il complice 16enne ferito e catturato dai carabinieri: e' accaduto stasera a Crispano, comune dell'hinterland settentrionale di Napoli, dove un tabaccaio ha reagito a un tentativo di rapina messo in atto poco prima della chiusura del negozio. Un bandito armato spalleggiato da un complice ha fatto irruzione nella tabaccheria; forse per intimidire la vittima, il rapinatore ha esploso un colpo che ha mandato in frantumi la vetrina. La dinamica deve essere ancora ricostruita nei dettagli dai carabinieri, che stanno interrogando il negoziante. La reazione del tabaccaio, un ex poliziotto, e' stata fulminea. L'uomo ha sparato piu' colpi all'indirizzo degli aggressori: Francesco Amura, 35 anni, con diversi precedenti penali, che impugnava l'arma, e' morto all'istante. Il complice sedicenne, G.D.G., e' stato raggiunto da un proiettile a un fianco; il ragazzo ha provato a fuggire, ma e' stato bloccato poco dopo dai carabinieri. I medici non ritengono che le sue condizioni siano gravi, anche se in serata e' stato disposto il ricovero al piu' attrezzato ospedale Cardarelli di Napoli. Davanti alla tabaccheria si sono radunati numerosi amici e parenti dell'ucciso, che hanno inveito contro il tabaccaio mentre quest'ultimo veniva ascoltato dai carabinieri all'interno del negozio. La recrudescenza della criminalita' in provincia di Napoli ha fatto anche registrare in mattinata, a Torre del Greco, un omicidio di chiaro stampo camorristico: un uomo con precedenti penali, Luciano Loffredo, e' stato assassinato a colpi di arma da fuoco in via Circumvallazione. La vittima era a bordo della sua ''Smart'' quando e' stato avvicinato da due persone in sella ad uno scooter. Ha abbandonato l'auto nel traffico e ha provato a fuggire, ma e' stato raggiunto, non lontano dalla caserma dei carabinieri, e freddato con diversi colpi di arma da fuoco. (ANSA).

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