29 ottobre 2006
DONNA UCCISA: SPUNTA IPOTESI TERZO CLAN IN AREA FAIDA
GESTIVA PIAZZE DROGA DI 2 FIGLI UCCISI, VICINI AL CLAN DI LAURO
NAPOLI, 29 OTT - Gestiva lo spaccio e organizzava
personalmente il mercato della droga nelle piazze ereditate dai
suoi figli, due giovani vicini al clan Di Lauro, uccisi nel
giugno scorso dalla camorra: e forse, proprio in questi ultimi
mesi, Patrizia Marino, 45 anni, freddata ieri dai proiettili di
un sicario, ad Arzano (Napoli), aveva dato fastidio a qualcuno,
con pretese ritenute eccessive da chi avrebbe per questo deciso
di farla fuori.
L'ennesimo omicidio, avvenuto nella serata di ieri nella
periferia nord del capoluogo campano, in un negozio di articoli
sportivi, riaccende l'attenzione anche sulla faida scatenata dai
cosiddetti scissionisti del clan di Lauro, per la contesa del
'supermercato' degli stupefacenti attivo fra i quartieri
popolari di Scampia e Secondigliano. La donna era fra l'altro
imparentata con un collaboratore di giustizia, Domenico Rocco,
un nipote: elemento preso naturalmente in considerazione dalla
dda della Procura di Napoli, coordinata dal pm Franco Roberti.
Su questo caso prende corpo pero' nelle ultime ore l'ipotesi
di un terzo clan, stuzzicato proprio da una donna ormai lanciata
in una 'carriera' pericolosa, titolare di una attivita'
massiccia, che gestiva probabilmente da sola, avvicinandosi
troppo all'area di interessi controllati da un altro gruppo
criminale. Troppe richieste, la donna insomma si sarebbe
avvicinata troppo a chi ne ha voluto poi la morte.
La Marino conduceva gli affari ereditati dai due figli, Ciro
e Domenico Girardi, di 22 e 26 anni, vicini al clan Di Lauro:
fino alla fine, arrivata ieri sera, in via Volpicelli, dove si
trovava con la figlia, una bambina di 12 anni, che ha fatto in
tempo a fuggire.
Secondo la prima ricostruzione dei fatti, a far fuoco
ripetutamente - sul posto sono stati trovati quattro bossoli a
terra - sarebbe stata una sola persona, a volto coperto, poi
scappata. Sul fatto procede la squadra mobile della questura di
Napoli.
Due piste dunque, secondo gli inquirenti, che non
tralasciano naturalmente l'ipotesi di una 'coda' della faida di
Secondigliano, e della classica vendetta trasversale, movente
che, a meno di 24 ore dall'omicidio, sembra meno convincente
agli investigatori. (ANSA).
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