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30 ottobre 2006

di 'O SISTEMA (30/10/2006 - 08:15)

UCCISO IN AGGUATO, E' COGNATO DEI BOSS MISSO

NAPOLI - E' imparentato con la potente famiglia Misso del rione Sanita' Vincenzo Prestigiacomo, il 33enne pregiudicato, con precedenti per associazione mafiosa, ucciso stasera in un agguato a Napoli. In particolare, a quanto si e' appreso, l'uomo sarebbe cognato di Emiliano Zapata e Giuseppe Misso junior, figli del boss del rione Sanita' Giuseppe Misso. I Misso, clan storico della Sanita', in passato sono stati in conflitto con il cartello di clan che va sotto il nome di Alleanza di Secondigliano e piu' di recente con un gruppo scissionista interno al quartiere. Il delitto, secondo gli inquirenti, potrebbe segnare la ripresa di uno scontro tra le organizzazioni camorristiche cittadine. Prestigiacomo e' stato ucciso con quattro colpi di pistola alla testa esplosi a distanza ravvicinata, da poco piu' di un metro. I sicari hanno utilizzato uno o due revolver, calibro 22: sul luogo infatti non sono stati trovati bossoli. La vittima aveva da poco parcheggiato il suo motorino ed era entrato nel bar davanti porta San Gennaro, nel centro storico di Napoli. All'uscita del locale, scesi i tre gradini, e' stato affrontato dagli assassini. Secondo gli accertamenti della squadra mobile, Prestigiacomo aveva sposato Celeste Misso, figlia del boss Giuseppe Misso. Le indagini sarebbero orientate soprattutto sullo scontro che negli ultimi anni vede contrapposti i Misso a una fazione scissionista. Il delitto e' avvenuto in una zona ritenuta ''territorio'' sotto il controllo dei Misso. (ANSA).


UCCISO PARENTE BOSS MISSO, RISCHIO NUOVA FAIDA

NAPOLI - Un delitto che potrebbe essere il preludio a una nuova stagione della guerra tra i clan. E' avvenuto stasera a Porta San Gennaro, nel centro storico di Napoli, una zona sempre molto affollata. Obiettivo dei sicari Vincenzo Prestigiacomo, 33 anni, imparentato con i boss del potente clan Misso, del rione Sanita'. L'uomo, che ha precedenti per associazione mafiosa, ha sposato una figlia del capoclan, Giuseppe Misso, ed e' cognato di altri due esponenti di primo piano Emiliano Zapata e Giuseppe Misso junior. I sicari lo hanno affrontato mentre usciva da un bar. Quattro colpi alla testa esplosi con un revolver, probabilmente una calibro 22. Prestigiacomo e' morto all'istante. Una pallottola ha colpito di striscio a una gamba una nomade rumena, Fraga Tudor, di 32 anni, che era all'interno del bar. I Misso negli anni scorsi erano in guerra con il cartello di clan che va sotto il nome di Alleanza di Secondigliano. Di recente e' in atto uno scontro con un gruppo scissionista, composto cioe' da ex affiliati, attivi anch'essi al rione Sanita'. Quanto accaduto stasera a Napoli e' l'ultimo episodio, in ordine di tempo, della forte recrudescenza criminale, soprattutto nella provincia, che da piu' parti sta facendo invocare l'invio dell'esercito Un 19enne, ieri sera, e' stato ferito ieri sera a coltellate Poggiomarino (Napoli), durante una lite per futili motivi. ''Una parola di troppo'', cosi' in sintesi estrema spiegano in paese il motivo dell'aggressione. Michele Iervolino, 21 anni, autore del ferimento, e' stato arrestato dai carabinieri con l'accusa di tentato omicidio. ''Come sta Fabio? Ditemi che sta bene'', sono le prime parole che ha detto ai carabinieri al momento dell'arresto il 21enne, che ha precedenti per droga. In pochi giorni e' accaduto di tutto e di piu': una donna di 63 anni, alla quale avevano gia' ucciso due figli e il marito, ammazzata a Arzano in un agguato camorristico, un tabaccaio che reagisce a un tentativo di rapina e uccide un pregiudicato e ferisce il complice, e infine l'omicidio di Pozzuoli sabato sera dove un 16enne ha accoltellato mortalmente un ragazzo di 18 anni e ferito gravemente un altro giovane durante una lite per motivi di gelosia. Salvatore si trova ora detenuto e domani mattina comparira' davanti al gip del Tribunale per i minori per l'udienza di convalida. Una vicenda che molti trovano inspiegabile, soprattutto quanti conoscono il ragazzo, descritto come uno studente modello. ''Un bravissimo ragazzo'', lo ricorda l'istruttore della palestra di taekwondo di Pozzuoli che il 16enne frequentava con assiduita'. ''Non era uno dei nostri. I ragazzi del parco sono fatti e pensano in altro modo. Le questioni sentimentali sono capitate anche tra di noi. Le abbiamo chiarite con una discussione, forse con qualche pugno. Nessuno di noi cammina con un coltello a lama lunga in tasca'', dicono radunati davanti all'ospedale Santa Maria della Grazie gli amici di Loris De Roberto, il 18enne ferito sabato sera a coltellate. Rimangono stazionarie le condizioni: e' stato sottoposto a tre interventi chirurgici nelle ultime 36 ore per bloccare le emorragie interne, procurate dalla lesione ai polmoni. ''Dai Loris lotta per noi! Ti aspettiamo! Il tuo amico Vincenzo''. E' la scritta che campeggia di fianco all'ingresso della rianimazione . Tra gli amici si e' aperta una gara di solidarieta' per la donazione di sangue di cui Loris ha bisogno. (ANSA).


CRIMINALITA' NAPOLI: BASSOLINO, NON RUBI FUTURO RAGAZZI
POTENZIARE MEZZI FORZE ORDINE E MAGISTRATURA

NAPOLI - ''La camorra, la criminalita' di strada e la violenza rischiano di rubare il nostro futuro, il futuro dei nostri ragazzi. Noi pero' non dovremo consentire che cio' accada: e' necessario andare avanti tutti insieme in una grande battaglia di liberta' e solidarieta' ''. E' quanto ha detto il presidente della giunta regionale della Campania, Antonio Bassolino, ribadendo anche la necessita' di potenziare, dove necessario, gli organici e le risorse di magistratura e forze dell'ordine. Bassolino e' intervenuto questa mattina alla presentazione dell'iniziativa che vede insieme Rai e Regione Campania, in collaborazione con l'ufficio scolastico regionale per la Campania ed il ministero per i beni e attivita' culturali per la realizzazione di un portale della cultura della regione dove i giovani studenti saranno protagonisti. Agli studenti Bassolino, riferendosi ai tre episodi di criminalita' accaduti nei giorni scorsi, ha chiesto un impegno per vincere ''la battaglia di liberta'''. ''Siamo di fronte a tre fatti diversi ma inquietanti - ha proseguito Bassolino - una donna, sospettata di essere donna di camorra, uccisa da agenti di camorra; un tabaccaio che ha sparato dopo un colpo nel suo negozio; un ragazzo di 16 anni che ha accoltellato un altro perche' evidentemente ha una concezione proprietaria delle persone''. Da qui la necessita', a giudizio di Bassolino, di far si' che i giovani abbiano sempre di piu' rispetto ''delle identita' delle altre persone''. Bassolino ha sottolineato che purtroppo camorra e criminalita' di strada accomunano la Campania a tante altre realta' del Sud, mentre quelli che si definiscono invece 'delitti civili' avvengono ''a Napoli come a Brescia''. Da qui la necessita' ''del contributo di tutti, del cambiamento di idee e di mentalita', con piu' cultura e valori veri'', ma senza trascurare l'esigenza di ''piu' risorse alla magistratura, con piu' polizia e carabinieri per le strade''. (ANSA).


CRIMINALITA' NAPOLI: DON PALMESE, SFIDUCIA? COLPA ISTITUZIONI
NON SANNO RISOLVERE PROBLEMI GENTE E ALIMENTANO RASSEGNAZIONE

NAPOLI - Se tra la gente serpeggia sfiducia e' anche colpa delle istituzioni, ''che non riescono ad affrontare i problemi e ad ascoltare i cittadini, contribuendo ad alimentare la rassegnazione''. Don Tonino Palmese, religioso salesiano e referente di Libera per la Campania, commenta cosi' lo stato d'animo dei napoletani nelle giornate difficili legate all'emergenza criminalita'. ''Oggi - sostiene don Palmese - il cittadino torna a casa con lo stesso senso di sfiducia, sia che si scontri con la camorra, sia che si incontri con le istituzioni. Questo non perche' le istituzioni siano colluse, anzi, ma perche' non riescono a rappresentare un punto di riferimento nella vita quotidiana, per risolvere concretamente mille problemi, dai rifiuti alla viabilita'''. Insomma, ''non basta che le istituzioni siano sane nel senso di non subire infiltrazioni mafiose: si puo' non avere il cancro, ma morire ugualmente per altre patologie non curate''. Cio' che manca ''sono persone e istituzioni cosi' autorevoli, nei fatti, da indicare un'alternativa e dare speranza''. Palmese cita un esempio: un recente incontro con un gruppo di familiari di vittime della camorra, impegnatisi in iniziative sociali e culturali. ''Molti di loro hanno la tentazione di lasciar perdere, perche' non si sentono aiutati nel lavoro che si ostinano a svolgere. Per la societa' civile sono un'enorme risorsa, e' grave che avvertano questo senso di sfiducia''. Quanto ai giovani che ormai uccidono per un nonnulla, il salesiano non ha dubbi: ''Sono privi di radici, immersi in una cultura che privilegia solo l'istinto. Purtroppo raccogliamo i frutti del nulla che e' stato seminato''. Ma l'indice viene puntato anche contro il disagio sociale: ''Quando si vive in citta' disegnate a misura non d'uomo ma di bestia, diventa tragicamente piu' facile estrarre il coltello''. (ANSA).


CRIMINALITA' NAPOLI: IERVOLINO, UNITI COME CONTRO TERRORISMO

NAPOLI - ''Le manifestazioni di violenza che in questi giorni hanno colpito il nostro territorio sono gravi e preoccupanti e rischiano di vanificare parte degli sforzi che si stanno compiendo per il rilancio della citta''. Lo afferma il sindaco di Napoli Rosa Iervolino Russo riferendosi a quanto accaduto negli ultimi giorni ''Le cause sono molteplici ed il rafforzarsi della camorra, attraverso il traffico di droga, costituisce l'asse portante intorno al quale ruotano molti degli episodi di violenza. - ha spiegato il sindaco - Occorre reagire con una mobilitazione delle istituzioni e della societa' civile unite come al tempo del terrorismo''. ''La repressione ed il controllo del territorio sono indubbiamente importanti, ma e' fondamentale tener conto che la radice del problema e' anche culturale e sociale. Ai giovani dobbiamo essere in grado di offrire, testimoniandoli, valori di rispetto della legalita', percorsi formativi e, soprattutto, occasioni di lavoro ed una buona qualita' della vita. - ha proseguito Iervolino - Nessuno puo' farcela da solo, occorre impegnarsi tutti insieme, Governo centrale, Enti Locali e societa' civile''. (ANSA).


CRIMINALITA' NAPOLI: IL PROF DI SCAMPIA, NO AD ESERCITO
BASTEREBBE PRESENZA PIU' FORTE DELLE FORZE DI POLIZIA

ROMA - L'esercito a Napoli? ''Non la vedo un'ipotesi molto fattibile. Questa cosa viene tirata fuori ogni qualvolta ammazzano qualcuno. Basterebbe una presenza piu' massiccia delle forze di polizia, come e' stato fatto l'anno scorso'': cosi' Nicola Finelli, il professore della Scuola Media Carlo Levi di Scampia, che quattro anni fa ha 'armato' di flauti, chitarre, microfoni e percussioni i Ragazzi di Scampia, approdati l'anno scorso al Festival di Sanremo, interviene sullo scontro sulla sicurezza a Napoli. ''Poi non significa niente - aggiunge - Non vedo l'utilita' di farlo per un periodo breve. Non e' che possono tenere qui l'esercito per un anno intero''. Per Finelli, ''ci sono sempre state faide, camorra, non e' in 10 giorni che si risolve la questione. Penso che potrebbe bastare una forte presenza delle forze dell'ordine, come hanno fatto l'anno scorso''. Dopo aver affermato che nel rione comunque ''non si sta vivendo questa cosa, anche perche' e' avvenuta fuori'', il professore dice: ''In effetti ci sono commissariati e polizia, ma hanno bisogno loro di qualcuno che li difenda, sono trincerati all'interno''. Per quanto riguarda il progetto Ragazzi di Scampia, ''stiamo continuando a portarlo avanti e ad allargarlo, anche in altre scuole, in altri quartieri. Abbiamo chiesto una struttura al Comune. E abbiamo bisogno di fondi perche' una scuola di musica costa. La circoscrizione ci ha promesso che ce la dara'. Ma - aggiunge il professore - le promesse dei politici lasciano sempre a desiderare. Ad oggi ci sono state solo chiacchiere e belle promesse. Finora ci ha aiutato solo RaiTrade'', che ha prodotto il primo disco. E conclude: ''E' inutile fare retorica. Abbiamo dato opportunita' a dei giovani di fare nuove esperienze di vita, senza tante velleita'. Sanremo (dove hanno presentato un brano firmato da Gigi D'Alessio e da Mogol, ndr.) e' stata una parentesi, che e' servita molto, il disco ha venduto bene''. L'anno scorso al teatro Politeama i Ragazzi di Scampia sono stati protagonisti di un concerto con grandi nomi del panorama musicale italiano, al quale hanno partecipato oltre mille persone arrivate da Scampia con i pullman. All'inizio dell'anno prossimo, sempre a Napoli, si replichera' l'evento. (ANSA).


CRIMINALITA' NAPOLI: L'ESERCITO? ISTITUZIONI DICONO NO
MA CHI PENSA A SOLDATI LI VUOLE PER PRESIDIO OBIETTIVI SENSIBILI

NAPOLI - I no classici e i si' che non ci si aspetterebbe all'ipotesi dell'arrivo dell'esercito, mentre il sangue aumenta nelle ultime ore a Napoli: per la verita' il bollettino si aggiorna al minuto, con una rumena ferita per errore in un ennesimo agguato di camorra, in piazza Cavour, e un cadavere eccellente, un uomo imparentato con i boss Misso. E' il guardasigilli Clemente Mastella a mettere fine al ''tabu'', accettando di discutere sulla proposta avanzata ieri dal leghista Roberto Calderoli. Insomma: Napoli vuole davvero i militari per le strade? La citta' si divide, sembra prevalgano i no, ma non mancano i consensi alla prospettiva della 'tolleranza zero'. Chi vuole che l'eventualita' arretri, risponde provando ad immaginarselo, l'esercito per strada: ''Un omicidio, che fa un soldato, spara?''. I militari ''sarebbero un corpo estraneo''. Di piu', ''una provocazione'', ''un trauma'', ''Napoli come Baghdad''. Chi risponde ''si''' immagina di liberare gli obiettivi sensibili in modo da avere piu' forze dell'ordine in strada. E da piu' parti il richiamo ad Alto Impatto: l'esperimento che porto' 1000 uomini in piu' alle forze dell'ordine, consentendo alla citta' di respirare, nel 2003. All'esercito sono contrari i vertici delle istituzioni: il sindaco Rosa Russo Iervolino, il presidente della Campania Antonio Bassolino, il presidente della Provincia Dino di Palma. E anche il procuratore della Repubblica Giovandomenico Lepore e il cardinale Crescenzio Sepe. Tacciono il questore Oscar Fioriolli e il comandante dei carabinieri Gaetano Maruccia. Mentre il rettore del primo ateneo cittadino Guido Trombetti accetta che a decidere sia chi ne ha la competenza. Non risolverebbe il problema, secondo il presidente della Camera di Commercio, Gaetano Cola. ''Ci sono diversi problemi: c'e' la criminalita' organizzata e c'e' la criminalita' di strada. Che farebbe l' esercito?'', aveva ribattuto Bassolino replicando all'ipotesi di Calderoli. Al freno di ieri aggiunge oggi: ''La camorra, la criminalita' di strada e la violenza rischiano di rubare il nostro futuro, il futuro dei nostri ragazzi. Noi pero' non dovremo consentire che cio' accada: e' necessario andare avanti tutti insieme in una grande battaglia di liberta' e solidarieta'''. Iervolino insiste sulle strategie di controllo del territorio cui si lavora con il ministero dell'Interno: ''La repressione ed il controllo del territorio sono indubbiamente importanti, ma e' fondamentale tener conto che la radice del problema e' anche culturale e sociale. Nessuno puo' farcela da solo, occorre impegnarsi tutti insieme, Governo centrale, Enti Locali e societa' civile''. Bocciata l'ipotesi dal cardinale Sepe: ''Serve una formazione alla cultura della legalita. Le forze dell'ordine lavorano tanto per rispondere a tutte le emergenze''. Senza la prevenzione pero' ''non troveremo alcuna soluzione nell'esercito o in altre forme di repressione''. Per il procuratore Lepore, da sempre contrario, ''sarebbe molto piu' opportuno che i soldi utilizzati per una manovra del genere fossero spesi invece nell' aumento delle risorse per le attivita' investigative, per la giustizia, e per un controllo piu' capillare del territorio da parte delle forze dell'ordine''. ''Puo' anche essere utile, ma non risolve il problema - e' l'opinione di Cola - Lo abbiamo gia' sperimentato in passato e non mi pare che ci siano stati cambiamenti sostanziali''. Qualche sociologo si', Domenico De Masi, ''la sinistra non proceda con schemi ideologico, servirebbe a liberare gli obiettivi''; qualche sociologo no, Enrico Pugliese, ''una proposta razzista, sarebbe per la citta' una prova evidente della sconfitta''; qualcun altro non esclude l'ipotesi, Enrica Morlicchio, ''potrebbe servire a ridare sicurezza alla gente, assieme a politiche sociali inclusive''. No per lo scrittore Erri De Luca, ''servirebbe a fare riempire posti letto, sarebbe interessante forse l'indotto - provoca - ma risulterebbe totalmente inefficace alla causa''. No per un sacerdote di frontiera, che vive a Scampia, Fabrizio Valletti: ''Resterebbe un corpo estraneo, la criminalita' organizzata e' troppo raffinata per l'esercito. A che servirebbe allora?''. Risponde anche l'ex questore Franco Malvano: ''Sarebbe un trauma per il turismo e per la citta'. I militari possono venire a Napoli soltanto a presidiare obiettivi sensibili, per liberare le forze dell'ordine. Sarebbe dannoso averli in giro per le strade di Napoli. Meglio riproporre Alto impatto''. (ANSA).


CRIMINALITA' NAPOLI:SERVIZI, RISCHIO SANGUINOSE FAIDE
DIA: CLAN IN CONTINUO FERMENTO, AGGRESSIVITA' ACCESA

ROMA - Il rischio di ''sanguinose faide'' di camorra nell' area napoletana era stato segnalato nell' ultima Relazione semestrale dei servizi segreti inviata dal Cesis al Parlamento. L' attivita' informativa dell' intelligence, rileva la Relazione, ''ha individuato nei quartieri centrali partenopei le situazioni di maggior tensione, che potrebbero far registrare la rivitalizzazione di sanguinose faide''. Nell' hinterland vesuviano, proseguono i servizi, ''contrassegnato da modelli operativi improntati ad un forte radicamento sul territorio e all' infiltrazione dell' economia legale, le operazioni condotte dalla Direzione investigativa antimafia il 15 ed il 26 maggio hanno fortemente ridimensionato il gruppo egemone, delineando mire espansionistiche da parte di altri sodalizi''. E proprio la crisi delle principali alleanze, un tempo capaci di controllare le bande polverizzate sul territorio, notano gli 007, ha offerto inediti spazi a gruppi emergenti e favorito ripetuti cambi di fronte. Anche la Dia, nella sua ultima Relazione inviata al Parlamento, evidenzia il ''continuo fermento'' dei gruppi mafiosi campani e la peculiarita' della realta' delinquenziale locale, caratterizzata da ''un' accesa aggressivita'''. Rileva inoltre la ''stretta correlazione esistente tra la capacita' di controllo dei traffici illeciti ed il numero dei fatti di sangue''. Laddove, infatti, il clan criminale si vede messo in discussione da un altro clan, osserva la Dia, ''scatena faide per l' affermazione della supremazia, tanto piu' violente quanto piu' rilevanti sono gli interessi criminali in gioco''. A Napoli, secondo la Direzione investigativa antimafia, il '''cartello' dominante continua ad essere quello costituito dai sodalizi Misso-Mazzarella-Sarno, che opera nell' area metropolitana e in diversi comuni limitrofi del capoluogo campano, direttamente o attraverso gruppi mafiosi alleati''. Ma alcuni fatti di sangue che hanno riguardato frange del 'cartello' dimostrano che ''la densita' criminale di alcuni quartieri continua a generare aspri contrasti tra le organizzazioni mafiose in cerca di maggiori spazi di azione''. (ANSA).

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