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10 novembre 2006

di 'O SISTEMA (10/11/2006 - 10:41)

A CASERTA NASCE OSSERVATORIO SU USO BENI CONFISCATI

CASERTA - Un osservatorio provinciale sull' uso dei beni confiscati e' stato costituito, oggi, a Caserta. E' il frutto di un protocollo d'intesa firmato dalla Provincia di Caserta, dall'associazione ''Libera'' e dal comitato ''Don Diana''. ''Nella seduta odierna della Giunta - ha sottolineato il presidente della Provincia di Caserta, Sandro De Franciscis - abbiamo deliberato lo stanziamento dei fondi per il progetto, pari complessivamente a 30 mila euro tra l'esercizio in corso e il bilancio 2007. Un atto concreto per ribadire che quella della legalita' e dell'apertura alle realta' positive che operano sul territorio e' la strada che il nostro Ente vuole continuare a seguire''. ''L'iniziativa servira' a realizzare una serie di attivita' di animazione territoriale, che faranno conoscere le opportunita' offerte dalla legge sull'uso sociale dei beni confiscati - ha spiegato l'assessore provinciale alla Legalita', Lucia Esposito - monitorando, d'intesa con la Prefettura e l' agenzia del Demanio, lo stato di tali beni in provincia di Caserta anche nell'ottica della creazione di nuova occupazione''. Davide Pati, responsabile dell'Ufficio beni confiscati dell' associazione ''Libera'' ha, invece, spiegato che tra i risultati attesi a medio termine rientra anche la possibilita' di dare lavoro attraverso progetti di riutilizzo dei beni confiscati, ''sul modello di quanto gia' fatto in Sicilia e in Calabria, dove sui terreni dei boss si coltivano ortaggi e si produce pasta col marchio di Libera Terra''. ''Per noi - ha sottolineato il rappresentante di Libera - la collaborazione con le istituzioni e' fondamentale: vogliamo far diventare la provincia di Caserta una Terra di Lavoro vero, garantito e legale''. Il protocollo d'intesa e' stato firmato nella sala Giunta della Provincia, dal presidente Sandro De Franciscis, dal responsabile dell'ufficio beni confiscati di Libera, Davide Pati, e dal coordinatore del Comitato ''Don Diana'' e referente provinciale di Libera, Valerio Taglione, con la partecipazione degli assessori provinciali alla Legalita', Lucia Esposito, e alle Politiche del lavoro, Enrico Milani.


INCHIESTA,CAMORRA RICICLA IN AGENZIE INTERINALI

BOLOGNA - Denaro proveniente dalle attivita' illecite della camorra verrebbe ripulito con l'apertura di agenzie per il lavoro interinale a Parma e provincia. E' questa l' ipotesi che sta alla base di un'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Bologna coordinata dal Pm Valter Giovannini e condotta dal Gico della Guardia di finanza, che vede quattro persone indagate per riciclaggio aggravato e che mercoledi' - ma lo si e' appreso solo oggi - ha portato a una serie di perquisizioni tra Napoli, Parma e provincia e Reggio Emilia. Le indagini sono ancora in svolgimento e la Procura antimafia di Bologna e' abbottonata. Da quello che si e' appreso, comunque, tutto ha preso avvio dal ritrovamento nell'agosto 2003 del cadavere di Salvatore Illuminato, trentanovenne napoletano residente a Medesano (Parma), il cui corpo, seminudo e in avanzato stato di decomposizione, venne scoperto a Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna, chiuso nel bagagliaio della Fiat Stilo della moglie. L'autopsia accerto' che l'uomo era morto per una overdose di cocaina. Secondo le indagini, il corpo doveva essere trasferito da Parma al napoletano ma successe qualcosa che costrinse a lasciare l'auto con il cadavere a Casalecchio, non lontano dall'autostrada. Gli accertamenti sulla personalita' di Illuminato e anche sui rapporti familiari hanno indotto il Pm Giovannini ad un approfondimento. Sono risultate le societa' di lavoro interinale (tutte ovviamente lecite) legate a un parente di Illuminato e ad altri campani residenti in provincia di Parma. A loro volta queste persone abitanti in Emilia hanno rapporti familiari con soggetti indagati o che sono stati indagati in passato perche' collegati alla camorra. Le societa' di lavoro interinale per essere avviate necessitano di somme consistenti e fideiussioni bancarie. Le persone che l'hanno avviata hanno comunque redditi non elevati. Gli accertamenti, basati anche su intercettazioni telefoniche, hanno portato alla scoperta di trasferimenti di somme di denaro, mai molto ingenti ma molto frequenti, fatte da persone di Napoli con rapporti con la criminalita' organizzata, verso Parma. Le perquisizioni hanno portato al sequestro di una cospicua documentazione. E' stato accertato che tramite l'agenzia interinale veniva trovato lavoro anche ad alcuni pregiudicati. Il principale indagato, legato da rapporto di parentela ad Illuminato, vive e lavora in provincia di Parma. Ha un reddito di circa 25mila euro all'anno, ma vive in una casa con piscina e nel garage aveva una Ferrari e tre Suv, tra cui un Touareg Volkswagen e una Porsche Cayenne. A Napoli a casa di un altro degli indagati sono stati sequestrati 20.000 euro in contanti. In un'altra perquisizione, questa volta a Reggio Emilia, a casa di una persona non indagata per riciclaggio, ma che ha rapporti economici con uno degli indagati, e' stata trovata una pistola con matricola abrasa. Ora vengono fatti accertamenti sulla provenienza. E ancora, a Parma, nell'abitazione di un'altra persona non indagata, sono state trovate due microspie da utilizzare, un microfono direzionale e altro materiale elettronico. (ANSA).


POLIZIA IRROMPE IN FORTINO BRONX

NAPOLI - Nessuna tregua: si susseguono i blitz delle forze dell'ordine per evitare, come annuncio' il ministro Amato in occasione della presentazione del piano 'Napoli sicura', che ci siano santuari della camorra. Oggi c'e' stata un'irruzione della polizia a San Giovanni a Teduccio, in quello che viene considerato un fortino in quartiere del Bronx napoletano, alla periferia orientale della citta'. L'operazione che ha portato allo smantellamento dei cancelli di protezione di case di pregiudicati e di parti comuni di edifici per impedire l'accesso alle forze di polizia (ne sono stati rimossi 10) e' stata effettuata alla presenza del vice capo della polizia, il prefetto Antonio Manganelli in visita a Napoli. L'intervento e' stato concentrato, in particolare, in via Taverna del Ferro, nella zona di edilizia popolare conosciuta proprio come il 'Bronx'. Sono stati impiegati 250 agenti di vari reparti della Polizia, nonche' unita' cinofile e personale della Scientifica e del VI Reparto Volo. Sono state effettuate 42 perquisizioni domiciliari nel corso delle quali e' stato arrestato un 71enne, Ciro Soraggio. Sul tetto di un edificio, inoltre, in una busta di plastica, sono stati trovati una pistola mitragliatrice Uzi e numerose cartucce. Per rendere possibile la rimozione dei cancelli, hanno partecipato alle operazioni le squadre dei tagliatori dei vigili del fuoco, insieme con la polizia locale, personale del Comune e dell'Asia addetto al trasporto del materiale rimosso. Manganelli, dopo aver presenziato al blitz, si e' spostato negli uffici della Questura di Napoli dove ha incontrato (come peraltro aveva gia' fatto ieri) dirigenti e rappresentanti delle organizzazioni sindacali. Al centro dei colloqui il patto per Napoli sicura. ''Vado via fiducioso - ha detto alla fine Manganelli incontrando i giornalisti nell'ufficio del questore Fioriolli - sono stato qui per registrare le prime mosse del patto; certamente non abbiamo ricette miracolose''. Il vice capo della Polizia e' convinto del fatto che ''le istituzioni devono mostrare il loro volto in maniera decisa, devono essere presenti con determinazione ma non in maniera invasiva''. E comunque, stiano 'tranquilli' i camorristi, le operazioni avviate ''non sono un fuoco di paglia, non sono uno spot. Nessuno ha la ricetta miracolosa, ma la ricetta migliore e' la somma di tanti interventi''. L'attenzione per Napoli si concretizzera', ha annunciato Manganelli, anche con l'invio di altri mezzi. Oltre alle nuove volanti che sono gia' state assegnate e quelle in arrivo da destinare a commissariati periferici, la Questura di Napoli avra' a disposizione anche 70 moto che potranno essere impegnate nel controllo dei vicoli. ''Per fronteggiare la criminalita' - ha concluso Manganelli - c'e' bisogno che ognuno faccia la sua parte fino in fondo per realizzare quella che viene chiamata la 'sicurezza partecipata'. Noi la nostra parte gia' la stiamo facendo''. (ANSA).


NAPOLI, STUDENTI CONTRO CAMORRA,TEATRO GREMITO

NAPOLI - Una molletta, di quelle che ancora servono per stendere i panni bagnati al sole, e' il simbolo di una mobilitazione giovanile contro la camorra: significa infatti ''non mollare''. Non sono sufficienti i posti del teatro Trianon di Forcella, nel rione popolare di Napoli, che ha ospitato la manifestazione promossa dagli studenti per elaborare idee e iniziative nel percorso che la citta' dovra' affrontare contro la criminalita' organizzata. Un successo innanzitutto di ''folla'': oltre mille i ragazzi accorsi dalle scuole del capoluogo campano, in un teatro di 600 posti, e il risultato e' che molti restano fuori in attesa di unirsi successivamente a chi e' riuscito ad entrare. In platea il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino ed il presidente del Consiglio comunale, Leonardo Impegno, fra i promotori dell'iniziativa. Sul palco moderatore degli interventi dei ragazzi don Tonino Palmese, il presidente dell'Associazione Libera. (ANSA).


STUDENTI IN CAMPO,NOI SIAMO DI PIU'

NAPOLI - Il legame con la citta' sembra illeso, c'e qualcosa di forte, che va oltre la tentazione mediatica, nei simboli, negli slogan, nei gesti con cui gli studenti napoletani hanno manifestato oggi contro la camorra a Napoli, incontrandosi al 'Trianon' di Forcella, e riempiendolo fino all'ultimo posto. Loro erano mille anche se potevano starcene 600, nel teatro quartiere di Annalisa Durante. L'idea e' quella della 'molletta', accessorio della cartolina popolare della citta', quella che si usa per stendere i panni al sole: attaccata oggi al bavero della giacca, al colletto di una camicia, diventa metafora di tenacia e ostinazione, 'non mollare'. Di fondo, una convinzione: ''Noi siamo piu' di loro, riprendiamoci la citta'''. C'e' il sostegno del Quirinale: Giorgio Napolitano chiede che gli si conservi una mollettina e scrive al presidente del Consiglio comunale, Leonardo Impegno, promotore dell'iniziativa. ''Resto convinto - dice il Capo dello Stato - che la partecipazione democratica e l'impegno dei cittadini e delle forze sociali, in sintonia con l'operare concreto delle Istituzioni e delle istanze di governo, ad ogni livello, rappresentino la sicura base su cui puo' poggiare una rinnovata capacita' di intervento e di soluzione per i tanti, antichi mali della citta'. E' con questo spirito che confermo il pieno sostegno e vi chiedo di tenermi in serbo la 'mollettina' diventata simbolo di questa volonta' concorde''. Sfilano studenti delle scuole di tutta Napoli e delle universita', moderati da don Tonino Palmese, dell'associazione Libera. L'indice puntato in aria: ''Domani o ci chiamera' la camorra per dirci di stare a casa buoni, o ci chiameranno le istituzioni per chiedere un tavolo con le associazioni''. In prima fila il sindaco, Rosa Russo Iervolino, in prima fila, attenta. La pretesa e' che questa moltitudine, nelle file ordinate del teatro, produca proposte. Ne escono fuori due: la carta della legalita', idea di don Luigi Merola, il parroco di Forcella; e il Forum dei giovani per il Comune di Napoli, proposto da un ragazzo di Pompei. Alla fine c'e' l'indirizzo telematico - forum.govani@comunenapoli.it - anche se il forum ancora non esiste. I ragazzi si fanno ascoltare: ''Cambiamo ora'', perentoria, Ilenia (scuola Villari), parte leggendo e prosegue a braccio. ''Non e' possibile che il sabato sera abbiamo paura di uscire perche' ci rapinano per un cellulare. Non e' possibile avere paura di uscire con il proprio ragazzo, avere paura di lanciare uno sguardo alla fidanzata di qualcuno pericoloso''. Qualcuno lancia la manifestazione del 17 novembre, in piazza Mancini per la giornata degli studenti. ''Non voglio essere sfrattata dalla mia citta', ci credo ancora. Lasciateci fare, dateci ascolto, dateci qualcosa da fare'': dice Gaia, di Studenti contro la camorra, associazione che riunisce 3000 giovani della provincia. Ci sono anche quelli di Contracamorra, che inseguono i colleghi palermitani: ''Entro Natale speriamo di avere 3000 adesioni per il progetto di consumo critico'', spiega Pasquale Pugliese. Il consumo che vuole lasciare vuoti i negozi i chi paga il pizzo. Parla Luca (Liceo Labriola), e poi: ''Ora Lascio simbolicamente questo palco, per dire che non e' qui che dobbiamo parlare, ma nelle scuole, nei centri di aggregazione, a casa, a lavoro''. ''E' veramente bello che siano i giovani a dire 'non molliamo'. - ha commentato il sindaco - abbiamo voluto che questo messaggio arrivasse anche all'Italia del Nord, a tutta Italia. Sul Corriere della Sera, su Repubblica, su Il Mattino c'e' il manifesto dei ragazzi''. E' molto ''contento'' Impegno. A sua volta un giovane, il piu' giovane d'Italia nel suo ruolo, che risponde a chi punta il dito sulla classe dirigente: ''Siamo in un momento di difficolta'. Avremo tempo per affrontare e discutere dei limiti, degli errori e delle cose positive, che in questi 13 anni abbiamo fatto. Lo dovremo fare con serieta'. Quando in una citta' ci sono 8 morti in 8 giorni pero', non e' il momento delle divisioni e della individuazione delle responsabilita'. Ora dobbiamo lavorare''. (ANSA).

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